Manuale di sopravvivenza di uno scienziato preoccupato ma non ancora disperato

Nome: Federico Valerio
Le mie radici napoletane da tempo si sono abbarbicate agli scogli di Liguria. Sono un chimico che cerca di salvaguardare la salute della gente e l'ambiente e, a volte, ci riesce...
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Il 9 maggio ero a Taranto, invitato dalla Agenzia Regionale Protezione ambiente Pugliese, validamente diretta dall'amico Assennato. Tema dell'incontro: Taranto sotto la Lente. Dai Monitoraggi alle strategie.
Dopo anni di colpevole silenzio, emerge con chiarezza il pesante costo all'industrializzazione che sta pagando la città di Taranto, sul cui territorio si concentrano una delle più grandi acciaierie d'Europa, un cementificio, una centrale termoelettrica, un impianto petrolchimico e temo di essermi dimenticato qualche cos'altro...
Confermato che dall'alto camino del reparto agglomerazioni dell'acciaieria esce gran parte delle diossine prodotte oggi in Italia. La cosa stupefacente è che i limiti di legge per questi impianti non hanno ancora recepito quanto la comunità scientifica condivide da tempo, ovvero il fatto che occorre pesare le sinìgole diossine e i singoli furani per la loro tossicità equivalente e non fare semplicemente la somma totale di questi composti.
Guarda caso, senza adeguamento della norma, l'impianto sembra essere in regola!
Al convegno ho portato la mia esperienza sulle acciaierie di Genova Cornigliano dove ci sono voluti 15 anni da quando i miei studi avevano evidenziato la pericolosità delle cokerie per ottenere un'ordinanza della magistratura di chiusura di questo reparto che comunque è stata possibile anche grazie a questi studi e alla volontà di tutti gli enti locali di far chiarezza sul problema.
A Taranto la situazione è di più difficile soluzione, è comunque importante che anche qui numerosi enti, coordinati dalla ARPA puglia, stiano fornendo dati qualificati sull'elevato impatto delle attività produttive sulla qualità dell'aria, dei sedimenti, degli organismi marini e sulla salute dei residenti.
Oggi i decisori politici non possono nascondersi su "non sapevamo.."
Al convegno ha partecipato anche il prof Giuliano con cui abbiamo amabilemte conversato sulla sua recente apparizione a Matrix a favore degli inceneritori e su altri temi affini.
Confesso che un confronto pubblico con lui sull'opportunuità di incenerire tutto non mi dispiacerebbe.
Pochi minuti fa ho provveduto a trasmettere la lettera aperta del dopo EXIT La 7 agli onorevoli Matteoli e Realacci.
Vi terrò al corrente su eventuali sviluppi.
Quasi quasi , come qualcuno di voi mi suggerisce, ci provo a contattare anche la neo ministra all'ambiente Prestigiacomo e già che ci siamo anche l'on Di Pietro che alcuni anni or sono, quando era ancora agli inizi della sua carriera politica, come magistrato sosteneva la posizione di un intero comune veneto ( Cologna Veneta) contrario alla realizzazione sul suo territorio di un impianto a combustibile di rifiuti.
Allo stesso Comune, come Istituto Tumori, ho fornito consulenza a supporto della loro posizione.
Carriera politica facendo, anche Di Pietro deve essere stato colpito dal "vero" sulla via di Damasco.
Aggiornamento dell'11/maggio : la lettera è stata inviata per e-mail sia al ministro Prestigiacomo che all'on. Di Pietro
Lettera aperta all'on. Matteoli e all'on. Realacci, dopo EXIT, LA 7.
Cari onorevoli
è probabile che i servizi di EXIT sulle emergenze rifiuti, andati in onda il 5 maggio, vi abbiano fatto sentire per la prima volta notizie importanti per le vostre scelte politiche. Pensare che abbiate cambiato opinione sull'ineluttabilità di ricorrere all'incenerimento con recupero energetico per risolvere emergenze e problemi giornalieri prodotti dai rifiuti urbani è certamente eccessivo,ma che qualche dubbio si sia insinuato nelle vostre menti è auspicabile.
Volendo sintetizzare i messaggi della trasmissione, l'interpretazione corretta della scala di priorità fissata da tempo dall'Unione Europea, e confermata in questi giorni, è che l'incenerimento con recupero energetico ( la pratica che vi ostinate a chiamare termovalorizzazione) è la peggiore soluzione possibile, subito dopo la discarica dei rifiuti indifferenziati.
Esistono decine di studi scientifici che concordemente concludono che le tecniche che garantiscono il maggiore risparmio energetico, il maggior risparmio di risorse non rinnovabili, il minor impatto ambientale, la minore emissione di gas serra e i costi più bassi a carico dei cittadini sono, nell'ordine, la Riduzione, il Riuso, il Riciclo e il Compostaggio. I vantaggi di queste quattro scelte sono nettamente superiori a quelli possibili con l'incenerimento con recupero energetico anche se realizzato con impianti dell'ultima generazione.
Su vostra richiesta posso mettere a disposizione vostra e dei vostri collaboratori questi studi.
Non stupisce che gli eletti di tanti paesi leader che questi studi hanno già letto e meditato, stiano da tempo facendo scelte coerenti in questo campo, nettamente diverse da quelle che si stanno facendo nel nostro Paese.
Avete sentito nella trasmissione, come in Germania non esistano sovvenzioni pubbliche all'incenerimento, quelle sovvenzioni che il dr Fortini, presidente di Federambiente, ritiene vitali per la sopravvivenza sul mercato degli inceneritori italiani. Forse vi stupirà apprendere che se la Germania (come gli USA) non sovvenziona i suoi inceneritori, altri paesi, quali Austria, Danimarca, Svezia addirittura tassano, e anche pesantemente, l'incenerimento con recupero energetico, e questo perchè gli eletti di questi paesi hanno capito quali sono gli interessi prioritari dei loro concittadini elettori che devono essere realmente tutelati.
In Svezia e Danimarca, i rispettivi governi hanno scelto di tassare l'incenerimento con recupero energetico con l'esplicita volontà di incentivare il riciclo e la progettazione di oggetti riciclabili, alla fine del loro primo ciclo di vita!
Ci aspettiamo da voi altrettanto coerenza e fermezza. Solo il Parlamento italiano può legiferare, in sintonia con quanto già fatto in altri paesi, per vietare produzione e commercio di buste in plastica e per rendere obbligatorio il "vuoto a rendere" di bottiglie e lattine in vetro, in plastica e in alluminio.
Solo il Parlamento italiano può legiferare per rendere obbligatoria la Tariffazzione puntuale, quella in base alla quale finalmente le famiglie italiane pagheranno il servizio di nettezza urbana in proporzione alla quantità effetti di rifiuti urbani da loro prodotti. E così facendo cominceranno a scegliere cosa comprare per non portarsi a casa inutili imballaggi.
Compete al Parlamento Italiano, obbligare , come si fa ad esempio negli Stati Uniti, l'uso di materiali post consumo in prodotti di largo consumo quali buste per lettere e per la spedizione di riviste.
Compete al Parlamento Italiano l'abolizione dello scandalo degli incentivi alle fonte rinnovabili "assimilate", compresi i rifiuti urbani. E se incentivi pubblici si possono dare, correttezza vorrebbe che questi siano assegnati al compostaggio, alla fermentazione anaerobica, alla depurazione del bio-metano in modo da rendere compatibile questo gas con la rete di ditribuzione, alla produzione di gasolio a partire da scarti di cellulosa o di plastiche miste, all'attivazione di raccolte differenziate con tecniche Porta a Porta e/o di prossimità, al riciclo delle plastiche miste.
Una vostra proposta di legge che abolisca le accise per carburanti prodotti a partire da scarti di cellulosa e di plastiche miste, metterebbe in moto studi e ricerche applicative in questo campo, studi che stanno dando risultati già commerciabili in altri paesi, dove si è capito per tempo che queste sono le strade da percorrere, altro che la "termovalorizzazione".
E se alla fine, quello che rimane non giustifica l'investimento in inceneritori di ultima generazione ma si può tranquillamente inertizzare e recuperare con impianti di trattamento meccanico biologico ( un'altra tecnologia innovativa da sostenere, il sottoscritto che studia e lavora in un centro di ricerca nazionale che si prefigge la prevenzione primaria, ovvero la riduzione della esposizione della popolazione a composti mutageni e cancerogeni, non potrà che esserne lieto.
Come vedete, avete molto lavoro da fare in questa nuova legislatura; spero che lo facciate bene, nell'interesse di tutti noi e ovviamente con uno spirito che, rispettoso del vostro diverso ruolo, in questo specifico caso non può che essere "bipartisan".
Un cordiale saluto
Federico Valerio
Per due minuti di intervento, la redazione di La 7 mi ha prenotato e pagato voli e albergo, nonchè auto a noleggio con tanto di autista: confesso che, con queste premessa, mi aspettavo una maggiore visibilità nella trasmissione.
Comunque i servizi mandati in onda erano tutti chiari e completi, rispettosi dei tanti suggerimenti che abbiamo fornito dietro le quinte, durante la preparazione dei servizi e la conduttrice ha mostrato grinta e non ha risparmiato gli ospiti vip più inceneritoristi.
Per chi si è perso la puntata la può vedere a questo sito www.la7.it/blog/default.asp
Mi sembra significativa la dichiarazione finale del dr. Fortini, presidente di Federambiente, che ha confermato quanto ben sapevamo: gli inceneritori senza CIP6 e Certificati Verdi hanno comunque bisogno di sovvenzioni statali per stare sul mercato.
Il problema è che non siamo obbligati ad incenerire i nostri materiali post consumo e le sovvenzioni ( danaro pubblico, dei cittadini) devono essere date solo al compostaggio, ai trattamenti meccanico biologici, alle raccolta porta a porta, alla purificazione del bio-metano, al compostaggio domestico, a politiche di riduzione alla fonte, alla riproggettazione degli imballaggi.
In chiusura ho seriamente concordato con Realacci prossimi incontri di aggiornamento sulle alternative all'incenerimento. E altrettanto seriamente Realacci mi ha dato la sua disponibilità:. Quasi , quasi ci provo anche con Matteoli che mi è sembrato sinceramente imbarazzato per quanto aveva sentito, molto probabilmente per la prima volta.
E finalmente, per tutti gli appassionati, ecco le istruzioni per trasformare in compostiera da poggiolo un semplice vaso da fiori.
Siete invitati a mandarmi tutti i consigli, i suggerimenti, le critiche che ritenete utili per migliorare questa proposta.
Ovviamente siete invitati a dare la massima pubblicità a questa idea che potrebbe permettere a tutti coloro che fanno giardinaggio in città ( pare che siano il 20% delle famiglie che abitano in città) di poter compostare i loro scarti di cucina anche disponendo solo di un terrazzino o di un poggiolo.
Buon compostaggio a tutti
Il primo luglio 2006 il governo svedese ha introdotto nuove tasse alla termovalorizzazione dei rifiuti.
Una tassa riguarda l'energia prodotta da questi impianti ed ammonta a 16,5 € per tonnellata di carbonio fossile presente nei rifiuti. La seconda tassa riguarda la riduzione della produzione di anidride carbonica ed ammonta a 371 € per tonnellata di carbonio fossile.
In sintesi, queste tasse vogliono scoraggiare la termovalorizzazione delle plastiche ( che contengono solo carbonio fossile) e favorire il riciclo dei materiali post consumo e le tecniche di trattamento biologico.
Il sistema svedese per la gestione dei materiali post consumo sta subendo profonde modifiche.
In questo paese esistono 30 inceneritori con recupero energetico dai rifiuti, ma i nuovi obiettivi del governo svedese sono "più materiali per il riciclo e di migliore qualità " : riciclo ( vero) del 55% degli imballaggi entro il 2008 e riciclo del 50% entro il 2010 dei rifiuti domestici, anche grazie a trattamenti biologici (compostaggio e fermentazione anaerobica).
Questa scelta è una vera rivoluzione per la Svezia. Nonostante il fatto che nei rifiuti svedesi la plastica rappresenta il 14% in peso, fino al 2006 i rifiuti urbani erano considerati una fonte di energia rinnovabile e quindi esentati dalle tasse applicate ai combustibili fossili. Questa scelta favoriva indebitamente i rifiuti rispetto ad altri combustibili usati per il teleriscaldamento.
Oggi, grazie a queste tasse la concorrenza sleale è azzerata.
Domani ad Arezzo sarà inaugurato il primo idrogenodotto italiano.
Al momento si tratta solo del classico sistema di stoccaggio dell'idrogeno in bombole sotto pressione con distribuzione del gas a bassa pressione ad alcuni utenti, in prevalenze aziende orafe che da sempre usano idrogeno per le fiamme ossidriche necessarie per questo lavoro.
La novità è che in questa nascente cittadella dell'idrogeno e delle energie rinnovabili (http://www.idrogenoarezzo.it/) l'idrogeno è anche usato per alimentare alcune fuel-cell (celle a combustibile) che trasformano l'energia chimica dell'idrogeno, in elettricità e calore.
Questo calore, integrato da calore ottenuto da pannelli solari, è utilizzato sia per il riscaldamento, ma anche per il rinfrescamento estivo degli edifici coinvolti nella sperimentazione. E anche questa è una applicazione pratica già nota ma poco diffusa.
Oggi ad Arezzo l'idrogeno è prodotto con sistemi che utilizzano fonti di energia fossile, ma nei prossimi sviluppi della cittadella l'idrogeno potrà essere prodotto da fonti rinnovabili, in particolare per elettrolisi con corrente continua prodotta da celle fotovoltaiche, per gassificazione di biomasse da raccolta differenziata dei rifiuti e infine per ossidazione catalitica (steam reformer) di biogas anch'esso prodotto a partire da scarti biodegradabili raccolti in modo differenziato.
Un progetto ambizioso ed interessante che spero possa continuare a camminare con le proprie gambe.
Finito il petrolio continueremo a volare?
La risposta è certamente positiva. Già oggi ci sono aereoplani che volano utilizzando bio-carburanti.
Ma c'è un'altra rivoluzione possibile, il ritorno del più leggero dell'aria, nuovi dirigibili in grado di sfruttare il meglio delle attuali e future tecnologie, quali fibre di carbonio come leggere strutture portanti e celle fotovoltaiche distribuite sul grande involucro esterno per fornire tutta l'energia di cui le nuove aeromobili hanno bisogno.
Sarà il trionfo dello Slow Flight, del volo lento con una velocità di crociera sui cento trenta chilometri all'ora.
E i nostri cieli saranno solcati da lente aeronavi bellissime.
Un assaggio della bellezza che ci aspetta a questo sito www.dezeen.com/2008/01/10/manned-cloud-by-jean-marie-massaud/
dove potrete vedere una "megattera" galleggiare sulla foresta amazzonica.
Per il momento il progetto battezzato Manned Cloud ( Nuvola a conduzione umana) sarà un albergo volante che permetterà a pochi eletti di fare il giro del mondo in tre giorni, senza bisogno di aeroporti, per esplorare dall'alto i pochi luoghi remoti ancora rimasti.
Ma domani, potrebbe essere il modo di sportarsi di massa in un mondo liberato dal petrolio e dalla fretta.
Chi sà se potremo vederlo.
E' sempre più frequente vedere ragazzi e ragazze andare in giro con una bottiglietta d'acqua che bevono in continuazione.
E' una moda salutista che certamente non fa male, anche se aumenta il consumo di bottiglie di plastica e costa una esagerazione.
C'è una alternativa più ecologica e più economica. Quella di usare bottiglie di alluminio e acqua di rubinetto.
Queste bottiglie sono altrettanto leggere e infrangibili e l'ovvio vantaggio è che le bottigliette di alluminio sono riutilizzabili un numero infinito di volte e si possono riempire con la buona acqua di rubinetto che quasi ovunque scorre a prezzi bassissimi in casa, a scuola, negli uffici.
In circolazione ci sono bottiglie di alluminio griffate che assecondano questa moda. Per non cadere in quest'altra forma di consumismo, andate in un buon negozio di articoli sportivi dove certamente troverete il modello a misura della vostra sete e delle vostre tasche.
E rispolverando antiche esperienze di scout, vi ricordo che il modello ricoperto con tela o feltro permette di tenere freschi i liquidi trasportati, semplicemente bagnando l'involucro ed esponendo la bottiglia all'aria ( in ombra e in zone ventilate). L'acqua evaporando sottrae calore alla bottiglia e l'acqua si mantiene a temperatura inferiore a quella ambiente. Questo metodo funziona al meglio nelle regioni a clima secco, dove l'evaporazione è più veloce.
Una intraprendete amica del Forum No-inc, ha lanciato l'idea di una nuova parola d'ordine "Pattume Libero", ovvero "Il Pattume è mio e me lo gestisco io!".
L'idea , nella sua semplicità è rivoluzionaria
Se il nostro pattume ha un valore ( e lo ha) , quei soldi ce li prendiamo noi, sottraendoli a camorristi, inceneritoristi e discaricatori usandoli per fare cose buone e giuste.
Cominciamo dall'alluminio che vale 60 centesimi al chilo. Questa è la cifra che il Consorzio Imballaggi Alluminio riconosce alle associazioni che per autofinanziamento provvedono alla raccolta differenziata di imballaggi in alluminio.
Per chi vuol saperne di più l'indirizzo è www.raccoltasolidale.it/
Se all'alluminio si uniscono i tappi di polietilene, con l'utile del primo si può provvedere anche a dare una mano ai paesi in eterna via di sviluppo.
Diverse associazioni tra cui la Caritas e le Confraternite di Misericordia provvedono in diverse città italiane a raccogliere questi tappi e a farli pervenire alla aziende di riciclo che, a loro volta finanziano iniziative di solidarietà legate a realizzare pozzi ed acquedotti in Africa.
I progetti si chiamano: Un Tappo = un sorriso; Dall'acqua x l'acqua; Tappi d'amore; Per fare un pozzo ci vuole un Tappo.
Se mi segnalate indirizzi e telefoni di chi fa questa opera meritoria (anche perchè sottrae combustibile agli inceneritori) ve ne sarò grato.