Manuale di sopravvivenza di uno scienziato preoccupato ma non ancora disperato
![]()
Nome: Federico Valerio
Le mie radici napoletane da tempo si sono abbarbicate agli scogli di Liguria. Sono un chimico che cerca di salvaguardare la salute della gente e l'ambiente e, a volte, ci riesce...
utente anonimo in Navi ibride 1
utente anonimo in Navi ibride 1
utente anonimo in Riciclo Tetrapak
utente anonimo in Autocertifichiamo me...
utente anonimo in Autocertifichiamo me...
utente anonimo in Salvate il contadino...
federico46 in Bio caminetti o Bio ...
utente anonimo in Bio caminetti o Bio ...
federico46 in Bio caminetti o Bio ...
utente anonimo in Bio caminetti o Bio ...
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
ambiente
ambiente e salute
ambiente e societÃ
biomasse
compostaggio
compostiere fdt
economia domestica
energia
energie rinnovabili
materiali post consumo
modello genova
nucleare
riciclo
rifiuti zero
salute
societÃ
tmb
vedi napoli
visitato *loading* volte
La notizia che viene dalla Svezia è troppo ghiotta per aspettare a divulgarla.
Anche in Svezia, il locale governo di centro-destra è deciso di farsene un baffo del referendum che nel 1980 aveva approvato la fine dell'energia nucleare in Svezia.
E il nuovo programma nucleare prevede che in tre siti che ospitano gli attuali reattori si possano realizzare nuove centrali nucleari.
Non sarebbe una buona notizia, ma il governo svedese sembra seriamente intenzionato ad aumentare i premi assicurativi a carico dei gestori delle attuali e future centrali nucleari. Al momento i gestori dei reattori svedesi sono obbligati a coprirne i costi assicurativi per un massimale di 3,3 miliardi di euro e l'intenzione del governo svedese è di aumentarli di altri 12,4 milioni di euro.
Questo conferma quanto già sanno i fedeli lettori di questo blog: il rischio maggiore delle attuali centrali nucleari è il rischio di impresa. In caso di incidente, può anche non morire nessuno, ma i danni economici per i gestori sono elevatissimi.
Forse è il caso che anche in Italia cominciamo a parlare di questo, in quanto sono disposto a fare qualunque scommessa sicura di vincerla:i costi assicurativi saranno a carico degli italiani.
Scommettiamo?
Una frequente scusa per realizzare centrali termoelettriche alimentate a biomasse è che, senza questi interventi, l'agricoltura italiana chiude.
Il problema è serio: produrre un quintale di grano, al contadino, in termini di gasolio, concimi, pesticidi, costa più del valore di mercato di questo prodotto; riesce a tirar avanti solo grazie a diverse sovvenzioni publiche e, capite bene, questa non sembra una grande soluzione.
Ma pensare di risolvere il problema, bruciando il grano, per produrre energia elettrica è un rimedio peggiore del male che si vorrebbe curare.
Se proprio dobbiamo sostenere il lavoro dei contadini (e personalmente penso che sia conveniente farlo), facciamolo per scelte che siano di comune vantaggio.
Ad esempio, la paglia e le stoppie, invece di essere bruciate (con acquisizione, a vantaggio del "bruciatore" dei certificati verdi), incentiviamo i contadini a sotterrarle, come hanno sempre fatto. Questa antica tecnica, che si chiama sovescio, restituisce fertilità al terreno e, come mi hanno raccontato i contadini della Val D'orcia, è una vera panacea per i loro terreni argillosi: dopo il sovescio, le lavorazioni sono più facili ( meno gasolio per il trattore) , aumenta la capacità del terreno di assorbimento dell'acqua (meno acqua da pompare) , sono necessari meno concimi chimici e questi restano nel terreno e nel grano e non vanno ad inquinare le falde, come succede se il sovescio non viene praticato.
In sintesi, con il sovescio ci sono meno spese per il contadino, minore consumo di energia, minore inquinamento: vantaggi individuali e colletivi che non è certo il caso di buttare in un mega-forno.
Sotterare gli scarti del grano e del gran turco ha un altro vantaggio collettivo, immagazzina nel terreno grandi quantità di carbonio e se, come è corretto fare, questa pratica è ripetuta anno dopo anno, una grande quantità di carbonio resta stabilmente intrappolata nel terreno e non contribuisce all'aumento della concentrazione dei gas serra.
Per questo, sarebbe utile e doveroso riconoscere ai contadini che fanno il sovescio ed utilizzano compost per i loro terreni, di poter accedere, come proprietario, al mercato dei crediti di carbonio, mercato previsto dagli accordi di Kioto.
Per ogni quintale di stoppie che metti nel terreno ti vengono riconosciuti tot euro di Crediti di carbonio che puoi vendere a chi si ostina a produrre energia bruciando combustibili fossili.
Questo mercato già esiste, ma mi par di capire che sia in voga il detto " Al contadin non far sapere..."
Ora chi vuole e può sa.
Coraggio, contadini di tutto il mondo unitevi!....
Tutte le centrali a biomasse con cui ho avuto a che fare ( ad oggi, una decina) hanno una caratteristica in comune: le loro emissioni, ovviamente rispettose dei limiti che la legge prevede per le emissioni industriali, peggioreranno la qualità dell'aria dei territori che dovrebbero ospitarli.
Non è un problema da poco.
La direttiva 2008/50/CE del parlamento Europeo ( 21 maggio 2008) , relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa, al punto 2) recita: " E' opportuno evitare, prevenire o ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici nocivi " e al punto 9) ribadisce il concetto " Lo stato di qualità dell'aria dovrebbe essere mantenuto, se già buono, o migliorato".
L'uso del condizionale ci fa pensare che i nostri parlamentari europei ci sono andati cauti, ma che una buona qualità dell'aria sia mantenuta tale, se si ha la rara fortuna di averla e se non è obbligatorio fare altrimenti è, perlomeno, una norma di buon senso.
Questo buon senso, a mia conoscenza, l'hanno avuta alcuni sindaci, che al contrario di quelli citati nei precedenti post Biomass buster, hanno fatto prevalere su interessi privati, gli interessi della tutela della salute dei loro concittadini.
Questi sindaci , e mi piace citare il primo cittadinio di Pontinia (Latina) e di Castegnole delle Lanze ( Asti) , hanno detto no a progetti di centrali a biomasse i cui effetti sarebbero stati quelli di portare inquinamento in zone rurali e in aree in cui la produzione agricola di qualità e l'agriturismo sono la nuova sfida allo sviluppo agricolo.
E questa scelta non è certo stata facile: il Sindaco di Pontinia, ad esempio, si è visto recapitare una richiesta milionaria di danni, da parte degli avvocati dell'azienda che voleva realizzare sul suo territorio una centrale a biomasse.
Ho avuto il piacere di poter aiutare entrambi, con un parere del mio istituto sui problemi ambientali creati da questi impianti; è un piacere più grande lo ho avuto quando ho appreso dai Sindaci che questo parere è stato utile e in alcuni casi decisivo .
Carte alla mano, ad oggi, abbiamo vinto: il Tribunale Amministrativo ha riconosciuto ad entrambi i Sindaci citati non solo la possibilità, ma addirittura l'obbligo di intervenire con un parere negativo alla realizzazione di un opera giudicata oggettivamente "inutile" e con effettivi certamente peggiorativi della qualità dell'aria dei propri concittadini ( tutti: sia quelli che hanno eletto il sindaco, come pure quelli che non lo hanno eletto o che si sono astenuti).
Constato che il gradimento di un tema quale quello dei cosidetti "bio-caminetti" è molto alto.
Constato anche, con preoccupazione, molta superficialità da parte di alcuni frequentatori di questo Blog.
L'ultimo argomento di discussione è l'uso come combustibile di alcool denaturato (quello rosa).
Motivo di questa scelta: il costo più basso dell'alcool rosa, rispetto al cosidetto bio-alcool.
Provo a dare qualche informazione utile e qualche consiglio, anche se so già che c'è chi continuerà ,comunque, a fare di testa sua.
-Prima informazione:
tutto l'alcool etilico, non usato come bevanda o come reagente puro, è denaturato per legge.
-Seconda informazione:
La denaturazione ha lo scopo di impedire l'uso dell'alcool quale bevanda e quindi di evitare di caricare il prezzo del prodotto con la tassa sugi alcolici
-Terza informazione:
Poichè l'alcool etilico può avere diversi usi (disinfettante, detergente, profumeria, combustibile..) , per ogni uso è prevista, per legge, una diversa denaturazione, appropriata all'uso finale
-Quarta informazione:
L'alcool rosa, quello usato per disinfettare ferite, è denaturato con tiofene (1,2 grammi di tiofene per litro di alcool).
Il tiofene è usato, in quanto si mescola in modo inscindibile con l'alcool etilico, ovvero se si vuole distillare l'alcool denaturato per recuperare l'alcool puro e farsi una ciucca a basso prezzo, dal distillatore uscirà sempre alcool mescolato con tiofene, imbevibile.
-Quinta informazione:
Il tiofene è un composto organico (a base di carbonio) contiene un atomo di zolfo ed è classificato come nocivo per ingestione ed irritante.
-Consiglio finale:
anche se costa poco, non usate l'alcool denaturato come combustibile, in quanto la combustione, inevitabilmente, trasforma il tiofene in anidride solforosa, un gas irritante per le vie aeree che si va ad aggiungere agli altri inquinanti che inevitabilmente produce la combustione dell'alcool, per quanto biologico esso sia.
L'anidride solforosa oggi, come inquinante dell'aria, ci preoccupa poco, in quanto la sua concentrazione nell'aria si è fortemente ridotta e in tutt'Italia è sempre a valori nettamente inferiore agli standard di qualità dell'aria. Questo risultato si è ottenuto in quanto, per legge, da alcuni decenni, tutti i carburanti (gasolio, olio combustibile, carbone) sono a basso tenore di zolfo, grazie a trattamenti che hanno tolto, dai combustibili in uso, gran parte dei composti contente zolfo (come il tiofene) che erano naturalmente presenti nel petrolio e nel carbone.
L'uso improprio e volontario, come combustibile per uso domestico, dell'alcool denaturato con un composto solforato (il tiofene), per di più senza un adeguata ventilazione dei locali, è un' idiozia auto-lesionista.
Il 23 ottobre, teatro della mia attività di Bio-mass Buster è stata la Val d'Orcia.
Nel comune di Castiglione D'Orcia, in località Gallina, per risolvere i problemi economici dei locali produttori di grano, il capannone dove si dovevano stoccare le granaglie ( vuoto) è stata data in affitto alla Sorgenya Bioenergy che vi ha realizzato un impianto di gasificazione alimentato a granaglie e/o a paglia ( sul combustibile vero non esistono certezze). Il gas prodotto, una miscela di ossido di carbonio e metano, e altre molecole organiche non meglio precisate, servirà ad alimentare un motore a combustione interna, il quale a sua volta produrrà elettricità per un megawatt di potenza elettrica.
A quanto dicono i cittadini, in particolari quelli che, in base alla foto allegata ,abitano ad uno sputo dall'impianto, ( i capannoni sulla destra) nessuno si è degnato di informarli.
Da queste parti il governo è saldamente in mano PD, ma il rapporto con il cittadino suddito non è diverso dalle regioni leghiste, anzi è peggio di quanto sperimentato a Sanguinetto. Qui, in Val D'orcia, non solo il Sindaco non si fa vedere, ma tutta la Giunta Comunale e quella Provinciale, sul Corriere di Siena, fanno sapere che non parteciperanno all'incontro, a cui, oltre me , è stato invitato il prof Tamino.
Motivo del diniego. " in un paese "normale" la fiducia deve essere riposta sulle istituzioni preposte alla tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini e non su soggetti che esprimono considerazioni frutto di opinioni personali più o meno interessate che creano allarmismo ingiustificato e terrorismo psicologico utilizzando argomenti che non corrispondono assolutamente ai contenuti del progetto"
Per corretta informazione, il progetto, come è stato presentato, ignorava qualunque formazione di diossine e policiclicli aromatici a seguito della pirolisi e della combustione del gas di sintesi e in base a queste considerazioni , proponeva che ceneri e acque di condensa, formate a seguito della pirolisi, fossero usate come fertlizzanti a scopo agricolo.
Non vi nascondo che queste lacune e queste scelte mi hanno lasciato molto perplesso, perplessità che, documentate scientificamente, sono state comunicate ai partecipanti e ho avuto il piacere di scoprire che erano esattamente le stesse perplessità del rappresentante ARPAL che, con sorpresa di tutti, non solo era presente, ma ha fatto sapere per la prima volta che la sua agenzia ( Agenzia regionale Protezione Ambiente Toscana) aveva fatto nuove e pesanti prescrizione alla ditta, tra cui il monitoraggio delle diossine e il divieto di usare gli scarti liquidi per la concimazione.
Se qualcuno aveva pensato che la campagna di stampa contro chi aveva organizzato il convegno avrebbe mandato deserto l'incontro si è sbagliato clamorosamente; sala piena e genti in piedi fino alle due di notte.
E verso mezzanotte , compare il vicesindaco: qualcuna pensa che sia stato tirato giù dal letto, vista la grande adesione di popolo alla serata di libera informazione.
I lettori più fedeli e pazienti di questo blog si saranno accorti che, da qualche tempo non è stato aggiornato con la consueta frequenza.
Non so se vi siete preoccupati, ma il motivo di questa assenza è che negli ultimi 15-20 giorni sono stato impegnato nell'inedito compito di "Biomass Buster", un nuovo mestiere, quello di demolire, una per una, grazie alla documentazione sui loro impatti ambientali, le tante proposte di centrali a biomasse che stanno sorgendo come funghi in tutto il Paese.
E così, per rispondere agli appelli accorati di tanti comitati spontanei, sono andato su e giù per l'italia.
Il primo intervento di "demolizione" è avvenuto la sera del 18 ottobre a Sanguinetto, gradevole cittadina in provincia di Verona.
Qui, all'insaputa di molti, la giunta appena insediata, a maggioranza Lega, ha dato il consenso di massima ad una mega centrale alimentata a paglia e a stroppi di granturco.
Sala piena, molta attesa, ma come quasi ovunque, il Sindaco è latitante; comunque, in prima fila c'è il vicesindaco che, con sorpresa, annuisce positivamente ad ogni osservazione critica che faccio al progetto che anche lui ha approvato.
Dopo un pò capisco che, se non è un tic, è un atteggiamento di sufficenza per quello che dico.
Tra le tante cose che la sera del 18 la gente di Sanguinetto si è sentita dire per la prima volta, quella della truffa dei certificati verdi sembra funzionare e ,visto che gran parte dei presenti deve aver dato il suo voto al partito che garantisce sicurezza e niente mani nelle tasche del popolo italico, li consiglio di sentire direttamente Maroni e Tremonti per liberare tutti gli italiani dalla tassa del 7% sulla bolletta della luce che serve a foraggiare questi ed altri impianti ad energia erroneamente ritenuti rinnovabili.
Dal silenzio calato in sala quando ho fatto questa proposta, ho avuto la sensazione di aver colpito giusto.
Comunque il vice sindaco , occorre riconoscerglielo, si è preparato e al momento delle domande pensa di mettermi in difficoltà chiedendomi se so che in inghilterra è stata inaugurata la più grande centrale termoelettrica a biomasse.
Non m i scompongo di una virgola ( lo sapevo) e gli chiedo se sul notiziario ANSA che mi ha letto, si capisce da dove viene il legno che sarà bruciato. Imbarazzato, prova ad indovinare " Dalla produzione locale", " Mi dispiace- replico-" da navi provenienti dai indonesia, carichi dei resti della locale foresta pluviale, abbattuta per far posto alle palme da olio"
E a questo punto ci vado giù un pò duro, vedo che vacilla, e lo grazio di ulteriori informazione, anche perchè nel frattempo mia moglie che mi accompagna con pazienza in queste aìvventure, dalla platea, mi fa ampi cenni "Basta così".
E arriviamo all'una di notte, con gran parte del pubblico ancora presente e a questo punto assistiamo ad un incredibile colpo di teatro.
Appena tacciato di assenza da un rappresentante dell'opposizione ( di destra!) arriva l'assessore all'ambiente e con sorpresa di tutti legge in pubblico le sue dimissioni!
In sintesi, accusa la sua Giunta di averlo tenuto all'oscuro di questa scelta, di aver volutatemente approvata la convenzione approfittando della sua assenza ( licenza per matrimonio), ricorda che nel programma elettorale della Lega non c'era nessun accenno all'impianto a biomasse e che chi lo aveva eletto lo aveva fatto per tutelare i loro interessi e non quelli di qualche congrega di affaristi.
Una cosa del genere non mi era ancora successo e ho applaudito anch'io, mentre, fatta la dichiarazione, l'ormai ex assessore si allontanava , visibilmente provato.
E nel prossimo blog la cronistoria dalla Val d'Orcia, secondo appuntamento del "biomass buster".
Ne leggerete delle belle.
Questa notizia storica è troppo interessante e meritevole di essere messa in rete. Riguarda la disciplina del riconoscimento di cittadinanza nel Regno delle Due Sicilie, promulgata il 17 Dicembre 1817, da Ferdinando I, re delle Due Sicilie, il cosidetto Re Lazzarone.
"Potranno essere ammessi alla naturalizzazione del nostro Regno delle Due Sicilie:
Stamattina nello spoglio atrio della sede RAI ( la volta scorsa nell'anomimo spiazzo davanti alla stessasede) mi ha intervistato il TG3 regionale per contrapporre un mio parere (critico) all'intervista dell'Amministratore delegato Ansaldo Nucleare dove, ovviamente sono state fatte le lodi sulla sicurezza delle centrali di terza generazione, la tecnologia che si pensa di applicare alle cinque centrali che vuole realizzare l'attuale governo.
Quello che ho detto ( o meglio, cercato di dire):
Numerosi e recenti studi stanno confermando che l'esposizione a radiazioni sia molto più pericolosa di quanto fino ad oggi si pensava, in particolare, se gli esposti sono bambini.
Una maggiore incidenza di tumori infantili si è registrata nella popolazione residente più vicina alla centrale di Three Mile Island dopo circa dieci anni dal più grave incidente nucleare che ha coinvolto una centrale occidentale della seconda generazione e che, a detta degli esperti, non avrebbe dovuto provocato nessun effetto misurabile nella popolazione esposta, a parte un aumento dello stress.
Maggiori incidenze di tumori infantili si sono registrati anche intorno a centrali statunitensi e tedesche che non hanno avuto incidenti ma che hanno emesso radionuclidi gassosi durante il loro normale esercizio e nel pieno rispetto dei limiti di legge sulle emissioni di radionuclidi nell'ambiente. Alla luce di questi dati è opportuno riesaminare anche la maggiore incidenza di tumori infantili registrata negli anni '70 nel comune di Trino Vercellese.
Quello che avrei voluto dire ( ma non c'era tempo):
La possibile sottostima dei rischi a seguito di esposizioni alle emissioni di centrali nucleari deve essere meglio studiata e capita, ma in Italia questo non sarà possibile, in quanto tutto, compresi i dati sanitari saranno coperti da segreto militare.
Il maggiore rischio di tutte le centrali, comprese qelle della terza generazione, è il rischio di impresa: l'incidente di Three Mile Island provocò il fallimento del Gestore e il blocco dello sviluppo del nucleare negli USA, per gli elevati rischi economici.
Negli USA, il governo Busch ha pensato di rilanciare il nucleare fornendo garanzie agli impreditori privati: il governo coprirà il costo delle assicurazioni in caso di incidente.
Gli Italiani hanno un'idea di chi pagherà la costruzione delle centrali, fortemente volute dal Partito delle Libertà?
Quello che ho imparato:
in una società in cui è l'immagine che conta più di quello che si dice, se mai mi proporranno nuove intervistei, chiederò che questa sia fatta nel mio laboratorio.
E penso che chiederò anche garanzie sulla "par condicio" dei tempi a disposizione.
In caso contrario, vadano pure a cercare qualcun altro.
Il 26 settembre ero a Taranto su invito di ARPA-Puglia. Singolare, il ruolo assegnatomi: tecnico di fiducia dei comitati tarantini che, da alcuni anni, sono impegnati a tutelare la propria ed altrui salute, messa arischio dalle elevate emissioni di diossine del reparto agglomerazione delle acciaierie di Taranto.
L'incontro è stato importante, in quanto, per la prima volta in vertenze ambientali, le tre parti in causa ( Azienda, Strutture pubbliche di controllo, Cittadini) avevano una pari dignità di rappresentanza: numero di interventi, tempo a disposizione.
Pertanto, in questa occasione ho rivestito i panni del Pubblico Ministero a tutela degli interessi del Popolo Sovrano, normalmente la parte più debole in questo tipo di vertenze.
Tra qualche giorno nel sito di Arpa Puglia saranno pubblicate le presentazioni, compresa la mia.
Anticipo che il rappresentante delle acciaierie Riva non ha gradito la mia proposta che le emissioni convogliate di diossina fossero sottoposte a campionamento in continuo con attrezzature simili a quelle adottate da diversi inceneritori.
Il non gradimento è stato motivato dal fatto che questa tecnica non è normata e non è ufficialmente riconosciuta.
Ho ribadito personalmente al rappresentante delle accierie, quanto peraltro avevo già affermato nel mio intervento: l'applicazione del campionamento in continuo, in base all'attuale normativa, non ha valore legale ma è un ottimo deterrente a gestioni dell'impianto poco attente alla minimizzazione dei rischi della popolazione, come dimostrano le esperienze su inceneritori che, dopo l'installazione di questi sistemi di monitoraggio, hanno fatto registrare il costante mantenimento dei livelli minimi delle loro emissioni di diossine.
Altre critiche mi sono state fatte dai rappresentanti dell'ufficio veterinario quando ho affermato che la catena alimentare delle diossine ( dal camino al latte matrerno) oltre ad essere interrotta prima dell'ariivo dei cibi contaminati alle tavole degli umani, doveva essere interrotta anche prima delle mangiatoie degli agnelli che, a migliaia sono già stati sacrificati in quanto i loro fegati sono risultati contaminati da diossine a livelli nettamente superiori a quelli ammessi dalla attuale normativa.
A mio avviso, questo sacrifico non sarebbe stato necessario se si fosse da subito avviata una alimentazione delle pecore con foraggio indenne da diossine, dando a questi animali l'opportunità di smaltire la diossina accumulata durante il pascolo in zone contaminate.