Manuale di sopravvivenza di uno scienziato preoccupato ma non ancora disperato

Eccomi

Utente: federico46
Nome: Federico Valerio
Le mie radici napoletane da tempo si sono abbarbicate agli scogli di Liguria. Sono un chimico che cerca di salvaguardare la salute della gente e l'ambiente e, a volte, ci riesce...

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Link

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

martedì, 05 gennaio 2010
Pane buttato

Un tema del giorno, alla  televisione, è quello dello spreco di pane. Una signora, intervistata a riguardo, ha raccontato che il pane secco, prima di buttarlo, lo bacia. In questo modo, la sacralità del pane sarebbe salva!



In casa mia il pane non si è mai buttato, per una ragione molto banale: compriamo solo la quantità strettamente necessaria alle nostre abitudini giornaliere



Nei pochi casi in cui il pane è avanzato lo abbiamo fatto seccare, l'ho grattugiato e lo abbiamo usato in numerose ricette casalinghe.



Un altro modo per non sprecare il pane è quello di tagliarlo a fette e surgelarlo.



Ho anche scoperto che la mia panettiera si guarda bene dal buttare il pane avanzato; è d'accordo con il gestore di un allevamento di polli che ogni giorno passa a ritirare gli eventuali avanzi che usa come mangime per le sue galline.

Accordi con organizzazioni per la raccolta di alimenti all'ultimo minuto con successiva consegna a persone bisognose sarebbe una soluzione ancora migliore.




Postato da: federico46 a 12:53 | link | commenti (2)
ambiente e società, economia domestica

domenica, 03 gennaio 2010
Riforestare l'Africa

Il Niger è l'unico paese africano che, negli ultimi 30 ann,i ha aumentato la sua superfice di foreste.

Non è una buona notizia, perchè vuol dire che in tutti gli altri paesi africani la foresta è diminuita; ma è anche una buona notizia perchè significa che esiste la soluzione per invertire questo drammatico andamento.

Per cercare di capire cosa sta succedendo in questo continente, cerco di raccontarvi in sintesi il rapporto dei contadini africani con la loro foresta pluviale. E' un rapporto di atavico odio: gli alberi devono essere abbattuti per far posto alle coltivazioni e al pascolo; gli alberi sono una presenza infestante, al massimo utili come legna da ardere.

Ovviamente semplifico molto, ma questo tipo di sentimenti è alla base della continua deforestazione africana.

E come sapete, deforestazione è sinonimo di numerose altre disgrazie quali desertificazione, siccità, perdita della fertilità e in definitiva, fame e emigrazione forzata e clandestina...

Negli anni '80, in Niger, dopo l'ennesima grave carestia, è successo qualche cosa di rivoluzionario; alcuni contadini hanno pensato che forse era meglio lasciar crescere gli alberi che, in modo spontaneo, nascevano nei fossi che tradizionalmente sono scavati in mezzo ai campi per raccogliere ed utilizzare la scarsa acqua piovana.

Questa pratica, all'inizio fu molto criticata dagli altri contadini, in quanto la tradizione voleva che questi alberi fossero sradicati da piccoli.  ma quando, dopo qualche anno, questi stessi contadini videro che all'ombra degli alberi, o meglio nel concime prodotto con le foglie e grazie al microclima dei boschi, il raccolto era migliore e che dagli alberi, con una attenta potatura, si produceva  e vendeva legna da ardere, la nuova pratica di coltivazione si estese rapidamente nel Niger, ma anche nel Chad, nel Burghina Fasu, in Etiopia, nel Mali.

Oggi, 30.000 chilometri quadrati di Africa hanno visto crescere nuovi alberi grazie a questa tecnica che è stata battezzata " Farmed Managed Natural Regeneration".

La cosa più interessante che questa "scoperta" è la riedizione in chiave africana di una antichissima pratica forestale da millenni applicata con successo in Europa, ovvero la pratica del bosco ceduo.

Nella versione europea, si tagliano gli alberi, ma da alcuni ceppi, adeguatamente distribuiti sul terreno, si lasciano crescere nuovi polloni dai quali, con un utilizzo sostenibile, a densita di biomassa costante, si recupera legname per manufatti e legna da ardere.Insomma, niente di nuovo sotto il Sole, se a prevalere sono intelligenza, sobrietà, rispetto degli equilibri naturali.












Postato da: federico46 a 18:01 | link | commenti (1)
ambiente e società, energie rinnovabili, biomasse

sabato, 02 gennaio 2010
Solare versus nucleare

Da un inserto di La Repubblica del 26 novembre 2009 apprendo che per produrre con pannelli fotovoltaici la stessa quantità di elettrictà che produrrà una delle future centrali nucleari da 1600 megawatt, occorre una superfice di 15.000 ettari, pari a quella di 20.000 campi da calcio regolamentari.

Da questo confronto l'impresa vi sembra impossibile?

Vi propongo un altro confronto, più interessante; 15.000 ettari è la superfice del tetto di circa 170.000 condomini di medie dimensioni (base 30x30 metri).

L'ipotesi di usare come collettori solari i tetti di 170.000 case italiane vi sembra  ancora impossibile?

Alla signora Merk,  nonostante il suo paese ( la Germania) non sia il paese del Sole, l'obiettivo di 100.000 tetti fotovoltaici non sembra impossibile , tant'è vero che il suo governo lo ha già approvato ed avviato da tempo.

Peraltro in Europa, nel 2004 , c'erano già impianti fotovoltaici per 1.000 megawatt e le potenze installate sono i forte crescita..

Si è vero, una sola centrale nucleare avrà una potenza installata di 1600 megawatt e funzionerà a pieno regime 10-11 mesi all'anno, mentre un impianto fotovoltaico di notte non produce elettricità. Tuttavia di tetti che si possono convertire a centrali fotovoltaiche in Italia ne abbiamo almeno 12,7 milioni  (censimento 2001) e come tutti sanno, di notte i consumi di elettricità scendono di molto; un problema per le centrali nucleari che non possono smettere di produrre elettricità anche quando non c'è richiesta. E una soluzione è quella di venderla a basso prezzo ai paesi confinanti ...:-)

Postato da: federico46 a 14:19 | link | commenti
energia, nucleare, energie rinnovabili

sabato, 26 dicembre 2009
San Francisco chiama Parma

E' arrivata ufficialmente la lettera del Comune di San Francisco al Sindaco di Parma, con tanto di LOGO della città e su carta riciclata al 100%. Ecco la traduzione italiana



Caro Sindaco Vignale

sono rammaricato nell’apprendere che Parma stia considerando di trattare i propri rifiuti solidi urbani

mediante un inceneritore.

Gestisco programmi ambientali per una grande città, geograficamente costretta, e voglio portare alla Sua attenzione

il nostro successo: noi ricicliamo e compostiamo il 72% del nostro flusso di rifiuti.

 

Trasformiamo i residui di cibo e gli sfalci del verde in fertilizzante organico, molto richiesto dalle fattorie e dalle vigne locali. Questo fertilizzante arricchisce il nostro terreno, ci fa risparmiare nell'utilizzo dell'acqua, riduce l'uso di pesticidi

e fertilizzanti sintetici e allo stesso tempo riduce le emissioni di anidride carbonica in atmosfera.

 

Parma è il centro dell’Emilia Romagna, la patria di alcuni dei più famosi e squisiti cibi e vini del mondo. Se voi produceste fertilizzanti dagli scarti di cibo invece che bruciarli, sono sicuro che trovereste un mercato pronto fra le fattorie

e le vigne della vostra zona. Consideri la Sua decisione di fare compost e di arricchire la Sua regione come un contributo

a questa copiosa eredità dell’Emilia Romagna ed un passo in avanti nella salvaguardia del nostro pianeta.

 

Trent' anni fa, San Francisco ha dovuto fronteggiare un’emergenza rifiuti e prese seriamente in considerazione

la costruzione di un inceneritore. Fortunatamente la nostra popolazione ha mostrato una grande lungimiranza

e si è sollevata per respingere questo progetto.

Ancora oggi San Francisco continua ad avere una esplicita politica di opposizione all’inceneritore.

Non abbiamo compiuto questo passo con leggerezza, né Le offriamo i nostri consigli senza offrirLe anche il nostro aiuto

e sostegno. Le diamo il benvenuto e La invitiamo a visitare San Francisco e ci organizzeremo per mostrarLe

il nostro programma di lavoro nel riciclo e nel compostaggio, così come Le mostreremo come recuperiamo

più del 72% del nostro flusso di rifiuti municipali per scopo benefico.

 

Infine, La esorto ad unirsi alle 100 città che nel 2005, in occasione della Giornata Mondiale per l' Ambiente

delle Nazioni Unite, hanno sottoscritto qui a San Francisco l’Accordo Ambientale Urbano.

 

Con grande stima,

Jared Blumenfeld

Direttore Dipartimento Ambiente

San Francisco






Per saperne di più su quanto fanno gli amici di Parma vi invito a visitare i loro siti

www.gestionecorrettarifiuti.it

www.farmaciaannunziata.it


Postato da: federico46 a 10:09 | link | commenti
ambiente e società, rifiuti zero

giovedì, 24 dicembre 2009
Rischio monetizzato

Forse ho capito per quale motivo il governo intende ricoprire di soldi i comuni che dovrebbero ospitare le future centrali nucleari: per risarcire i danni alla salute dei bambini che nasceranno intorno a questi impianti.

Nel 2008, in Germania è stato pubblicato lo studio che, su incarico governativo, aveva valutato l'incidenza di tumori  nei bambini nati in un raggio di cinque chilometri dalle 15 centrali nucleari operative in Germania.

Lo studio, denominato KiKK (in Italiano: Cancro Infantile nelle Vicinanze di Centrali Nucleari)  ha trovato  un significativo aumento dei tumori solidi e delle leucemie nei bambini di età inferiore a cinque anni, nati  entro cinque chilometri di distanza dalle centrali tedesche.

La commissione di esperti che ha effettuato questo studio,  confermava il maggiore rischio ma non se l'è  sentita di concludere che la causa fosse il rilascio di atomi radioattivi  durante la normale attività di questi impianti.

Il problema è che simili risultati si sono ottenuti tutte le volte che studi analoghi sono stati condotti intorno ad altre centrali nucleari in Inghilterra, Canada, USA, Francia, Giappone e Spagna  e mettendo insieme tutti questi studi, l'aumentato rischio di cancro infantile, risultava significativo, dal punto di vista statistico. In altre parole, l'effetto misurato era con elevata probabilità da attribuire alla vicinanza con le centrali e non al caso o a fattori socioeconomici che potrebbero caratterizzare chi vive vicino alle centrali ( il cosidetto effetto "sfigati").

La rassegna di questi studi è stata pubblicata nel 2009 su Environmental Health  ( http://www.ehjournal.net/content/8/1/43)  e in base a questi risultati si è ipotizzato il meccanismo biologico che potrebbe spiegare l'aumento di rischio trovato: un effetto teratogeno dei radionuclidi  normalmente emessi durante la sostituzione delle barre di uranio, un' operazione che avviene almeno una volta all'anno  e che comporta l'emissione in atmosfera (misurabile e nei limiti di legge) di gas radioattivi quali trizio, carbonio 14, gas rari.

Queste sostanze radioattive, inalate dalla madre e/o assunte da questa con la dieta, sono incorporati dall'embrione durante il suo  sviluppo e ed è possibile un'elevata sensibilità alle radiazioni dei tessuti embrionali, sensibilità maggiore di quella dei neonati e mai prima  evidenziata.

L'articolo conclude raccomandando  di avvisare chi abita intorno alle centrali e di effettuare ulteriori studi.

A quando servizi di pubblica utilità a reti unificate che affrontino l'argomento e spieghino  queste cose agli italiani e ancor di più ai loro governanti?

Postato da: federico46 a 12:22 | link | commenti
nucleare, ambiente e salute

Allarmismi

Vi ricordate il tecnico Giampaolo Giuliani che  pochi giorni prima del sisma dell'Aquila aveva segnalato anomalie nelle emissioni di Radon che avrebbero potuto precedere un terremoto?



Vi ricordate che per questo si era preso delle botte di cretino e che era stato denunciato per procurato allarme?



Come sapete, il terremoto che tutti gli esperti dichiaravano imprevedibile, ci fu veramente,  ma certamente non sapete  ( www.corriere.it) che, qualche giorno fa,  il procedimento penale a carico del signor Giuliani è stato archiviato, in quanto il fatto (il procurato allarme) non sussiste.



La norma incriminatrice ( procurato allarme) entra in vigore quando l'allarme sia "inesistente". Correttamente il GIP ha ritenuto che l'aumento delle concentrazioni di RADON riscontrato da Giuliani, almeno per questa area Abbruzzese, possa essere un segnale di imminente terremoto che sarebbe opportuno non ignorare.



A quando il reato di procurata "tranquillizzazione"?

Postato da: federico46 a 11:59 | link | commenti
ambiente e società

mercoledì, 23 dicembre 2009
Nucleare in arrivo

Pioggia di soldi in arrivo per gli italiani che  avranno la fortuna di ospitare le future centrali nucleari  e più grandi saranno gli impianti e più soldi si prenderanno.

Pare che davanti allo studio del Ministro Scaiola ci sia lunga fila di Sindaci, con il cappello in mano!

Per una centrale da 1600 megawatt  per Comuni e Province ospitanti ci saranno, una tantum, 4,8 milioni di euro, e per chi abita entro venti chilometri dall'impianto in arrivo un'altra barcata di soldi, per tutta la vita dell'impianto (30-40 anni): in pratica, i fortunati  non pagheranno quasi nulla per la bolletta della luce e  dei rifiuti e anche la cartella delle tasse sarà in pratica azzerata. Ma atrtenzione, per qualunque motivo la centrale non producesse più energia ( guasto, sabotaggio, referendum), niente più soldi.



Tre domande sceme -sceme:

1) Chi paga?

2) Quale danno viene risarcito a chi prende tutti questi soldi?

3) Ma questo nucleare di terza generazione non era sicuro?

Postato da: federico46 a 09:37 | link | commenti (3)
nucleare, ambiente e società

domenica, 20 dicembre 2009
energia solare low cost

solstizio inverno 200920 dicembre 2009. Dopo una giornata di neve che ha mandato in tilt il traffico di Genova e mi ha costretto ad aspettare oltre un'ora, al freddo e al gelo, la corriera che mi avrebbe riportato a casa, oggi  la giornata è splendida.

E' mattino, e Il Sole  basso, a poche ore dal suo solstizio invernale, entra in profondità in tutta la casa.

E il mare fa da specchio e raddoppia l'energia solare che inonda di luce e calore la casa.

E l'investimento fatto sotto forma di veranda a doppio vetri ad alta efficenza e di termostati ai caloriferiferi, sta rientrando alla grande. Con una temperatura esterna di tre gradi, l'energia solare in poco tempo mi ha portato questa camera a 18 gradi e i suoi caloriferi sono regolarmente spentiProvate per credere!

Postato da: federico46 a 17:52 | link | commenti

Dopo Copenhagen

Le sorti del clima del Pianeta non si risolveranno mai politicamente fino a quando i capi di governo avranno realizzato che è obbligatorio che scelte cosi decisive si devono prendere solo con teleconferenze, ognuno nel proprio Paese. In questo modo, oltre a risparmiare quantità incredibili di anidride carbonica, inquinanti vari,  danaro  e tempo (per viaggi, alloggi e cene di lavoro..) saranno costretti a stare inchiodati alle sedie ( possibilmente scomode)  fino a quando non avranno trovato un decente accordo che possa salvare tutti quanti.

Dopo Copenhagen ho la conferma che abbiamo almeno due problemi: i nostri "Capi" non sono all'altezza della situazione ( assolutamente grave) e nessuno se l'è sentita di mettere in discussione il modello di sviluppo capitalistico (la crescita continua dei consumi) che ci ha portato in poco più di cent'anni in questo disastro planetario.

Sarà semplicistico, ma vedo un'unica soluzione per salvarci tutti: i paesi occidentali diminuiscono da subito i propri consumi individuali superflui e si liberano dalle conseguenti malattie da benessere ( la decrescita felice !) a favore dei paesi più poveri che dovranno aspirare allo stesso nostro modello di sobrio benessere, guadagnandone anch'essi in salute, grazie ad una drastica riduzione delle malattie da povertà, compresa l'alta mortalità infantile. Sconfitta la povertà e la malattia, si ridurrà anche la natalità e anche la popolazione umana, come tutte le altre popolazioni di esseri viventi che popolano il pianeta, smetterà di crescere e si assesterà su un giusto equilibrio in sintonia con le risorse rinnovabili che il Sole ci regalerà ancora per diversi milioni di anni, anche quando la nostra specie, non ci sarà più.

Postato da: federico46 a 07:30 | link | commenti (2)
ambiente e società

domenica, 13 dicembre 2009
Energia sostenibile

Alcuni ricercatori dell'Università di Standford non hanno dubbi, tutta l'umanità entro il 2030 potrebbero attingere tutta l'energia di cui abbiamo bisogno per produrre elettricità e per muovere merci e persone grazie all'energia eolica, all'energia solare, all'energia geotermica e all'energia ricavata dalle onde e dalle maree.

La sintesi del loro studio è pubblicato sul numero di Dicembre delle Scienze, in edicola e merita una lettura.

Informazioni più interessanti vengono  da un precedente studio dagli stessi autori,  pubblicato nel 2009 su Energy and Environmental Science  e scaricabile da Internet.

Questo studio boccia il nucleare, la cattura dell'anidride carbonica dalla combustione del carbone  e il bioetanolo in quanto inefficaci a ridurre l'emissione di gas serra rispetto alle fonti di energia rinnovabile promosse.

In base agli studi dei ricercatori di Standford, il nucleare emette 25 volte più anidride carbonica dell'eolico se, come si deve fare, si considera il consumo di energia e l'inquinamento prodotto per la costruzione del reattore, la raffinazione, l'arricchimento e il trasporto dell'uranio; senza dimenticare i costi ambientali della dismissione e del trattamento e stoccaggio dei rifiuti radioattivi.

E la tecnologia di cattura e di sequestro del carbonio, riduce le emissioni di CO2 delle centrali a carbone ( il carbone pulito) ma aumenta l'inquinamento dell'aria e amplifica gli effetti nocivi della estrazione, trasporto, e lavorazione del carbone perchè se ne deve bruciare di più per alimentare le fasi di cattura e di stoccaggio dell'anidride carbonica.

Questa rivoluzione richiede, nei prossimi 20 anni la costruzione di 3,8 milioni di grandi turbine eoliche e 89.000 impianti solari fotovoltaici e a concentrazione da 300 megawatt ciascuno.

Potrebbe sembrare uno scenario impossibile, ma quest'idea è un pò meno folle se si pensa che ogni anno nel mondo si producono 73 milioni di autovetture e camion!

Postato da: federico46 a 14:56 | link | commenti
energia, energie rinnovabili