Manuale di sopravvivenza di uno scienziato preoccupato ma non ancora disperato

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Utente: federico46
Nome: Federico Valerio
Le mie radici napoletane da tempo si sono abbarbicate agli scogli di Liguria. Sono un chimico che cerca di salvaguardare la salute della gente e l'ambiente e, a volte, ci riesce...

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domenica, 30 settembre 2007
Tariffe bi-orarie: queste sconosciute

Notizia di ieri che l'Authority per l'energia ha ritoccato i costi di elettricità e gas; ovviamente all'insù!
I principali quotidiani nazionali cercano di consolare i loro lettori ricordando che, con le tariffe biorarie, i detentori dei nuovi contatori digitali (24 milioni di famiglie) potranno neutralizzare l'aumento (+2,4%) spostando i loro consumi elettrici alla sera e nei fine settimana.
Fino a pochi minuti fa, nel sito ENEL, di questa opportunità non si trova traccia e comunque nessuno si è preso la briga di spiegare i motivi per cui viene fatto uno sconto a chi consuma elettricità alla sera.
Diciamilo subito, lo sconto non è un generoso favore al consumatore ma dovrebbe essere un banale rispetto della legge di mercato: meno richiesta, prezzi più bassi.
Ma le leggi del Mercato si scoprono solo quando vengono comode ai produttori!
Tutto nasce dal fatto che la domanda di elettricità non è costante nel tempo; ovviamente consumiamo più elettricità di giorno e nei giorni lavorativi e pertanto il sistema di produzione, pena il black out, si mette di in grado di soddisfare i picchi di domanda di energia con una adeguata potenza elettrica delle centrali in funzione.
In soldoni questo vuol dire che il numero di centrali in funzione deve sempre garantire la copertura dei valori massimi di domanda di elettricità anche se questi picchi di domanda durano poche ore , nel corso di una giornata.
Il problema è che le grandi centrali di potenza (sia a carbone che ad uranio) non si possono accendere e spegnere a volontà, in base alla richiesta di elettricità: per motivi tecnici queste centrali sono costrette a funzionare a regime costante, giorno e notte. Il problema è che l'elettricità, una volta prodotta deve essere consumata, non è possibile immagazzinarla tal quale. Per ovviare a questo inconveniente, durante la notte e nei fine settimana, l'elettricità non utilizzata dagli italiani si usa per pompare acqua dalla pianura nei bacini idroelettrici di montagna. Di qui, quando è necessario, l'acqua viene fatta ritornare in pianura dopo essere passata attraverso le turbine che trasformano l'energia cinetica dell'acqua in caduta in energia elettrica.
Si tratta comunque di un rimedio e di uno spreco di preziosa energia, per le inevitabili perdite di questi travasi.
Molto meglio sarebbe se si riuscisse ad avere consumi costanti per tutta la giornata. La tariffazione bi-oraria, resa possibile dai nuovi contatori elettronici, potrebbe permettere il raggiungimento di questo obiettivo. Prezzi sensibilmente più bassi nelle fasce orarie notturne dovrebbero invogliare un bel pò di italiani a spostare alla sera i consumi che non hanno orari obbligati.
Per le utenze domestiche si tratta di far lavorare, dope le sette di sera e nei fine settimana, lavatrici, lavapiatti, forni elettrici, ferri da stiro, scaldabagni elettrici.
Grazie alle tariffe bi-orarie gli italiani oltre a pagare una bolletta più leggera avrebbero un altro vantaggio collettivo: il Paese potrebbe funzionare con meno centrali attive. E un minor numero di centrali termoelettriche in funzione significa meno polveri sottili, meno ossidi di azoto, meno gas serra, immessi in atmosfera.
Temiamo che questi non siano gli obiettivi prioritari di chi produce e vende elettricità.

Postato da: federico46 a 13:35 | link | commenti
ambiente e società

lunedì, 24 settembre 2007
L'on. Turroni risponde

Con sorpresa e piacere ho trovato nella mia e-mail una lettera dell'onorevole Turroni che si scusa della sua apparente freddezza alle proposte di emendamento di Italia Nostra sulle norme che dovranno regolamentare il Consorzio Nazionale Imballaggi.
Il motivo addotto, e penso che sia vero, è che in contemporanea alla nostra audizione stava seguendo per telefono, un caso umanitario a cui ovviamente teneva molto.
Ho ricevuto la sua promessa che esaminerà con attenzione le nostre proposte e che avremo altre occasioni di approfondimento.
Ci conto, anche se spero che non ci faccia più lo scherzetto di spostare dalla mattinata al tardo pomeriggio l'incontro, fatto che ha costretto il sottoscritto, unico interlocutore di fuori Roma, a rincasare alla quattro di notte.

ps: la sorpresa è stata quella di scoprire che il mio Blog viene veramente letto!!

Postato da: federico46 a 20:43 | link | commenti (1)

A ricordo di Lorenzo Tomatis

Ieri, imprevista, è arrivata la notizia della morte di Lorenzo Tomatis.


Senza di lui sarà più difficile fronteggiare i negazionisti della cancerogenesi ambientale e della priorità da dare alla prevenzione primaria dei tumori.


Per chi non ha avuto la fortuna e il piacere di conoscerlo rinvio alla sua biografia su wikipedia


http://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_Tomatis


Per chi vuole scoprirlo,  invito la lettura del suo ultimo libro  " Il fuoriuscito- Sirioni Editore" che in forma romanzata racconta il suo percorso di scienziato, ostinatamente alla ricerca della verità.


 

Postato da: federico46 a 11:44 | link | commenti

sabato, 22 settembre 2007
Revisione dgl 152/2006

Il 19 settembre ero a Roma, per partecipare, a nome di Italia Nostra, alle consultazioni organizzate dal Ministero dell'Ambiente per la revisione del decreto legislativo 152/2006, voluto dall'ex ministro Matteoli con la scusa di mettere ordine alle norme ambientali.
Tema della giornata, presieduta dall'onorevole Sauro Turroni il Titolo II: gestione degli imballaggi.
Esaminando il testo originario del decreto ( quello voluto dal governo Berlusconi) e gli emendamenti proposti dal Governo Prodi in merito alle funzioni e agli obiettivi del Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) non ho colto significative differenze.
Un certo imbarazzo me lo ha creato l'artico 220 comma 3 che recitava e recita, in quanto ( al momento) non ha subito modifiche
"Le pubbliche amministrazioni e i gestori incoraggiano, per motivi ambientali o in considerazione del rapporto costi-benefici il recupero energetico ove esso sia preferibile al riciclaggio, purchè non si determini uno scostamento rilevante rispetto agli obiettivi di recupero e riciclaggio".

Insieme al Segretario Generale di Italia Nostra , Antonello Alici, abbiamo proposto di cancellare questo articolo e sostituirlo con questa rivoluzionaria modifica:
"Le pubbliche amministrazioni e i gestori incoraggiano per motivi ambientalied in considerazione dei costi-benefici il ricilaggio e il compostaggio"

Questa proposta di modifica, se accettata, significa che il CONAI dovrà pagare una congrua cifra ai comuni che, giustamente fanno la raccolta differenziata dell'umido, che oggi non ha un centesimo di contributo pubblico, come pure il compostaggio e i sistemi di trattamento MBT aerobici.
Altra rivoluzionaria proposta di emendamendo proposta da IN è stata quella di assimilare gli scarti umidi a imballaggi.

La proposta può sembrare una provocazione, ma il CONAI già riconosce una forma di assimilazione nei riguardi di carta da giornali e riviste, che imballaggi certo non sono, anche se in qualche mercatino rionale si continua ad usare il giornale per confezionare merci.
Inoltre la Novamont sta immettendo sul mercato vaschette e film realizzati con biopolimeri compostabili da mettere nella frazione umida destinata al compostaggio.

Pertanto l'assimilazione proposta eviterebbe di fare calcoli astrusi per valutare quanti imballaggio biodegradabili ( rimborsabili) siano stati messi nella frazione umida raccolta in modo differenziato.

Per chi non lo sa ancora (temo in molti) gli italiani pagano 7 centesimi al chilo per ogni imballaggio acquistato. Questi soldi vanno al CONAI che paga i comuni che fanno la raccolta differenziata in base alla quantità e alla qualità degli imballaggi e assimilati raccolti.

Con una raccolta differenziata al 25% a livello nazionale, c'è una barcata di soldi pagati dagli italiani che non sono utilizzati per il loro scopo: favorire il riciclo e il recupero.

Alle nostre proposte l'onorevole Turrroni, si è mostrato freddino.

Abbiamo avuto l'impressione che non abbia capito che quanto da noi proposto è nell'interesse di 60 milioni di italiani, in quanto toglie un bel pò di soldi alle lobby dell'incenerimento, fa risparmiare energia, riduce le emissioni di gas serra e le emissioni di polveri sottili e di inquinanti vari per evitato incenerimento degli imballaggi e assimilati non riciclati.

Per finire una informazione su cui ritornerò: una famiglia ben motivata e ben servita nel fare la raccolta differenziata è in grado, senza problemi, di separare in nove classi merceologiche l'82 % dei suoi scarti !

Postato da: federico46 a 09:06 | link | commenti (1)
ambiente e società, materiali post consumo

venerdì, 21 settembre 2007
Veronesi, la scienza e il Nucleare

Per lo scienziato Umberto Veronesi l'energia nucleare non inquina, non è pericolosa per la salute e costa poco.
Con queste assunzioni, nel suo editoriale, pubblicato oggi su La Repubblica per l'apertura dei lavori di "The energy challange" ( Venezia 19-22 settembre), Veronesi afferma che in tema di scelte energetiche, politica e mercato non possono più ignorare la voce degli scienziati.
Allo scienziato Veronesi è arrivata la notizia che le stime sulle riserve mondiali di Uranio vanno da 59 anni (agli attuali consumi) a 19 anni, se tutto il mondo consumasse al ritmo pari a metà degli attuali consumi USA?
E' a conoscenza del fatto che occorrono dieci anni per realizzare una centrale?
Ha una idea su quali bilanci siano a carico i costi di smantellamento e di stoccaggio dei rifiuti? E' al corrente dell'ammontare di questi costi?
Ha mai effettuato una ricerca bibliografica sull'incidenza di tumori nelle popolazioni che abitano intorno alle centrali nucleari statunitensi prima e dopo la loro dismissione?
Insomma, lo scienziato Veronesi è a conoscenza del fatto che l'energia nucleare (ma anche il solare, l'eolico , le biomasse, la geotermia) non può garantire nessun futuro alla specie umana se questa si ostina a non mettere in discussione il modello di sviluppo e di consumo capitalistico?

Postato da: federico46 a 19:35 | link | commenti (2)
ambiente e società

domenica, 16 settembre 2007
V-Day: otto giorni dopo

A otto giorni dal V-Day di Beppe Grillo, l'evento fa ancor notizia, ma mi sembra che ancora nessuno dei dotti commentatori, abbia colto il giusto segno di che cosa stia succedendo.
Qualunquismo, populismo, antipolitica sono gli aggettivi più gettonati.
Ma ancora nessuno degli opinionisti è entrato nel merito dei singoli fatti e misfatti che Beppe raccolta alle sue folle, storie tragiche per gran parte degli Italiani che Grillo riesce a trasformare in uno sberleffo.
E allora ci provo io a spiegare l'arcano: Beppe Grillo ha successo perchè è l'unico che racconta alla gente, in modo chiaro, scomode verità che, ad arte, sono tenute nascoste ai cittadini in quanto è meglio per pochi che i più non sappiano. E per far questo Beppe si avvale di esperti e scienziati a cui offre anche l'opportunità di parlare a folle enormi.
Personalmente grazie a Beppe ho avuto la possibilità di raccontare a 10.000 genovesi i risultati dei miei studi sulla riduzione dell'inquinamento che produrrà la scelta della Provincia di Savona (al momento la prima in Italia) di cancellare il previsto inceneritore dal suo piano rifiuti, sostituito da una energica politica di riduzione alla fonte, dalla raccolta differenziata spinta, grazie alla raccolta Porta a Porta e dalla inertizzazione della frazione residuale con tecniche di trattamento biologico.
Sulla stampa locale, questa scelta, destabilizzante per le smanie inceneritoriste di diessini, margheritini e forza-italioti è assolutamente censurata, non esiste.

E ora anche un personale commento alle proposte di Legge di Iniziativa Popolare promosse dai Grillini.
Ricordo che due mandati parlamentari, equivalgono a dieci anni della propria vita dedicati all'interesse del paese, un tempo più che sufficente per imparare le regole, per realizzare gli obiettivi concordati con il proprio elettoratorato e per dare il cambio a qualcun altro.
La politica, in base alla mia personale esperienza (per cinque anni ho fatto il consigliere comunale a Genova) è un servizio reso alla comunità che deve avere una fine in quanto nessuno di noi è indispensabile.
Il fare politica Non può assolutamente diventare una professione a vita.
Per quanto riguarda l'esclusione a chi ha precedenti penali, ricordo che per entrare nei Carabinieri non solo bisogna avere la fedina penale pulita, ma questo requisito è esteso anche ai famigliari!
Almeno così era ancora pochi anno or sono. C'è qualcuno dei miei quattro lettori che è più informato a riguardo?

Postato da: federico46 a 14:30 | link | commenti (4)
ambiente e società

Notte Bianca a Genova: premio No-Waste

Tutti i genovesi si sono riversati nel centro antico di Genova durante la Notte Bianca.
Una folla allegra, multicolore e plurietà ha riempito piazzette, carruggi, strade finalmente liberate da auto e moto.
Lunghe file composte per un panino e per lo spettacolo di Marcorè al Museo del Mare.
In tutta questa gioiosa confusione il nostro premio NO-WASTE va all'iniziativa "Calici sotto le stelle", organizzata in piazzetta Chighizola, dalla Unione Operatori economici di Via Luccoli.
Per degustare ottimi vini di produzione italiana bastava acquistare (5 euro) un elegante bicchiere in vetro, confezionato in un sacchetto di carta riciclata, che al termine delle libagioni è stato portato a casa come ricordo dell'evento.
Le tante bottiglie stappate per l'occasione erano ovviamente in vetro e sono state tenute separate per il loro riciclo.
Complimenti agli organizzatori e l'auspicio che il loro esempio di "Evento a rifiuti zero" abbia un seguito.

Postato da: federico46 a 07:36 | link | commenti
ambiente e società, rifiuti zero

martedì, 11 settembre 2007
Notizie dalla Svezia. 1)

Dalla Svezia vengono interessanti notizie che meritano alcuni "post" dedicati.


La prima notizia (e il primo Post svedese) è relativa ai risultati di uno studio a firma di Ola Eriksson (Dipartimento di Tecnologia e dell'Ambiente Costruito, Università di Gavle, Svezia)  pubblicato nel 2007 su Energy Policy  ( Energy Policy, 35 (2007) 1346-1362).


Il titolo dello studio è:


"Valutazione del ciclo di vita dei combustibili usati per il teleriscaldamento: confronto tra incenerimento rifiuti e combustione di biomasse e gas naturale" (Life cycle assessment of fuels for district heating: a comparison of waste incineration, biomass and natural gas combustion).


In questo studio sono state confrontate le emissioni inquinanti, le emissioni di gas serra, i costi delle diverse opzioni per il teleriscaldamento, ovvero il riscaldamento di interi quartieri tramite una rete di distribuzione di acqua calda prodotta utilizzando il calore  "di scarto" derivante da un impianto a combustione per la produzione di elettricità. 


Fatta la premessa che in Svezia il teleriscaldamento di quartiere è una pratica diffusa e che il 28% dell'energia utilizzata a questo scopo deriva dall'uso di biomasse (scarti lavorazione del legno) e l'11%  dalla "termovalorizzazione"  dei rifiuti, (nell'articolo si usa il più corretto termine "waste incineration") risultano ancora più interessanti le conclusioni di questo studio, che riporto alla lettera.


"I risultati indicano che la combustione di biomasse in un impianto per la produzione combinata di elettricità e calore, dal punto di vista ambientale risulta una scelta favorevole, con riferimento alla fonte di produzione della elettricità evitata (con questa scelta n.d.r.) e al tipo di gestione dei rifiuti utilizzato per il confronto.


L'incenerimento dei rifiuti è spesso (ma non sempre) la migliore scelta quando l'incenerimento sostituisce la discarica.


Tuttavia l'incenerimento dei rifiuti non è mai la migliore scelta (e spesso è la peggiore) quando l'incenerimento sostituisce il riciclo.


Un impianto per la produzione di elettricità e calore, alimentato con gas naturale (metano n.d.r.) è una alternativa interessante quando l'elettricità sostituita è prodotta con combustibili fossili.


Tuttavia, se l'elettricità sostituita è principalmente basata su fonti non-fossili, l'uso del gas naturale ha prestazioni peggiori rispetto a quello dell'uso di biomasse."


Insomma, anche gli Svedesi, spesso portati ad esempio per il loro massiccio ricorso ( 45%)all'incenerimento dei rifiuti, quando fanno i conti giusti si accorgono che il riciclo è da preferire all'incenerimento con recupero energetico.


Rispetto all'uso del metano per il teleriscaldamento di quartiere, questa scelta risulterebbe non vantaggiosa in Svezia, dove l'uso di fonti energetiche fossili è molto limitato in quanto prevale l'idroelettrico, le biomasse ed una quota residuale di nucleare, dopo il bando dell' energia nucleare deciso dalla Svezia nel 1989.


Nettamente diversa la situazione italiana.


Nel nostro Paese l'elettricità è prevalentemente prodotta  con combustibili fossili e la nostra produzione forestale è una frazione di quella Svedese.


In base ai risultati del lavoro di Erikssson, l'Italia ha tutta la convenienza a favorire l'uso del metano quale combustibile di elezione per una progressiva penetrazione del teleriscaldamento nelle nostre città, a partire dai quartieri dove per il riscaldamento domestico,  si usa ancora olio combustibile, se non addirittura il carbone.


Postato da: federico46 a 09:26 | link | commenti
riciclo, ambiente e società

sabato, 08 settembre 2007
Meno rifiuti: arrivano i BancoLat.

I distributori di latte crudo alla spina sono agli onori delle cronache di questi giorni.

Il motivo è che, come al solito, gli Italiani rientrati dalle ferie trovano aumenti generalizzati di tutti i beni di prima necessità (latte, pane...); invece per un pò di Italiani fortunati c'è la novità di poter acquistare latte crudo alla spina, ad un prezzo nettamente inferiore a quello del latte "industriale".

Tutto merito della filiera corta ( dalla stalla al consumatore) realizzata da alcuni impreditori agricoli che hanno accettato la sfida dell'innovazione nella tradizione.

Per chi vuol saperne di più ed in particolare avere gli indirizzi dei distributori di latte crudo ecco le pagine web da consultare:
http://www.bevilatte.it
http://www.lattecrudoinliguria.com

A me preme rilevare che questa è una delle prime esperienze italiane di una diversa distribuzione che permette una significativa riduzione della produzione dei propri rifiuti.

Infatti il latte alla spina si può prendere con una propria bottiglia da riusare tutte le volte, dopo averla ben sciacquata ed asciugata. Personalmente suggerisco che la bottiglia sia in vetro (se necessario, si può sterilizzare al vapore) e con tappo a vite (per evitare di perdere latte durante il trasporto, come mi è successo la prima volta che ho sperimentato il BancoLat).

Se avete la fortuna di poter consumare latte crudo alla spina, oltre al piacere di riscoprire sapori dimenticati, avrete la possibilità di produrre meno rifiuti e contribuire efficacemente alla riduzione della emissione dei gas serra.

In base ai miei consumi di latte, ogni anno, con il BancoLat, potrei risparmiare 180 bottiglie di PET ( attuale sistema di distribuzione del latte a Genova). Sono circa cinque chili e mezzo di plastica in meno sottratti alla raccolta, al riciclo e allo smaltimento. Non è poco, in quanto quei cinque chili e mezzo di plastica rappresentano circa il 20% della produzione complessiva di plastica del mio nucleo famigliare, fatto di due persone.

E ai vantaggi ambientale ed energetici il BancoLat aggiunge anche il personale vantaggio economico: passando al latte alla spina, grazie al minor costo, oggi risparmierei 75 euro all'anno, domani con i previsti rincari del latte, risparmierei molto di più!


Postato da: federico46 a 08:24 | link | commenti
ambiente e società

martedì, 04 settembre 2007
Italia Nostra per un diverso modello di sviluppo

Genova, 1 Settembre 2007

Prima di scrivere queste note ho dato un’occhiata al sito dell’osservatorio astronomico di Mauna Loa, nelle isole Haway (http://www.esrl.noaa.gov/gmd/webdata/ccgg/trends/co2_mm_mlo.dat).
 
A partire dalla fine degli anni ’50, sulla cima di questo vulcano spento, ad oltre 4.000 metri di altezza, nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, si misura regolarmente la concentrazione di anidride carbonica del Pianeta Terra.
 
Nel Luglio del 2007 (ultima data ad oggi disponibile) gli strumenti registravano 384 parti per milione (ppm) di anidride carbonica.
 
Nel 1977, la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera del Pianeta era a 333 ppm.

In quello stesso anno, Italia Nostra, pubblicava un libricino intitolato “Alla Ricerca di una Società Neotecnica. Boschi e Biomasse-Energia e Territorio”, a cura di Fulco Pratesi e Andrea Todisco, con prefazione di Giorgio Nebbia,

Sono passati quattro anni dalla crisi energetica del 1973 e questo documento di Italia Nostra è una risposta, tra le tante di questa associazione, alle scelte governative di allora, che volevano superare la crisi petrolifera con la realizzazione di centrali nucleari.

Una risposta, come è costume di Italia Nostra, organica e documentata per cercare di far cambiare rotta al paese per privilegiare la tutela del proprio patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale.

Purtroppo i risultati di questi sforzi sono assolutamente deludenti, nonostante fin da allora fossimo in molti a capire che senza cambiamento nei modi di consumare e produrre, non ci sarebbe stato futuro.

Nella sua introduzione, Giorgio Nebbia faceva notare che se non si mettevano in discussione i modelli di sviluppo e di consumi allora in auge, l’Italia, se fossimo stati costretti a rinunciare al petrolio, avrebbe dovuto costruire tre centrali da 1.000 megawatt ogni anno!

Sappiamo come è andata a finire quella storia e come i modelli di sviluppo nostrani non hanno mostrato alcun segno di cambiamento.
La crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) continua ad essere la preoccupazione dei nostri governanti, sia di quelli di destra che di centro-sinistra, ma le conseguenze della crescita continua dei consumi sul paesaggio, sull’ambiente, sulla salute sono costantemente ignorate.

Sono passati 30 anni da quel libricino e in Italia (e a Genova) si continua a parlare della necessità di promuovere l’efficienza energetica, le fonti energetiche rinnovabili, l’educazione ambientale, senza che sia cambiato sostanzialmente nulla.

E qualcuno, ancora una volta, tira fuori dal cassetto le centrali nucleari ignorando che, con gli attuali consumi energetici, probabilmente finisce prima la disponibilità di uranio (le stime ufficiali parlano di 35 anni) che quella di petrolio e carbone.

L’unica cosa che è cambiata è la produzione annuale di anidride carbonica del Paese, che, a forza di chiacchiere, è aumentata, nonostante la sottoscrizione degli Accordi di Kyoto da parte dell’Italia.
Infatti, nel 2004, il nostro Bel Paese ha immesso nell’atmosfera il 13% in più di anidride carbonica, rispetto ai valori del 1990 e, non avendo onorato gli accordi, dovrà pagare pesanti penali.

Oggi, dopo l’estate torrida del 2003, con l’ecatombe di vecchietti  (con un aumento della loro mortalità del 19%) e il non-inverno del 2006-2007 che ha rovinato le settimane bianche dei tanti amanti dello sci, gli Italiani, cominciano a capire che c’è qualcosa che non va.

Dal dibattito in corso tra le forze politiche, temiamo che i nostri eletti non abbiano ancora capito.

Quel qualcosa che non va sono le 384 parti per milione di gas serra misurati a Luglio di quest’anno a Manua Loa, il valore più alto negli ultimi 600.000 anni di storia del pianeta, come ci dicono le misure dell’anidride carbonica imprigionata nei ghiacci del polo che qui, con la neve, si sono stratificati, anno dopo anno, fin da epoche remote in cui il Pianeta non era ancora calpestato dai piedi dell’Homo Sapiens Sapiens (la specie a cui tutta l’attuale umanità appartiene) che sarebbe uscito alla ribalta della storia con l’ultima grande glaciazione, circa 100.000 anni or sono.

Nel numero del 1 Settembre  di La Repubblica delle Donne, Aitav Gosh, scrittore ed antropologo scrive:

E’ per questo che gli intellettuali della mia generazione saranno giudicati: per come hanno affrontato la questione del riscaldamento globale. E’ una certezza che mi pesa addosso come un macigno, ma è anche il frutto di colpe e responsabilità che vanno addebitate direttamente agli uomini e alle donne del mio tempo”.
 
Nessuno può dire “Non sapevamo!”

Risale al 1972 la pubblicazione de “I Limiti dello Sviluppo” a cura di Aurelio Peccei, fondatore del Club di Roma ed è del marzo 1978 l’articolo di G.M. Woodwell su “Il problema dell’anidride carbonica”, pubblicato da Le Scienze, in cui si afferma che

Il consumo di combustibili fossili e la distruzione delle foreste hanno determinato un aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera, il quale potrebbe portare a profondi modificazioni climatiche”.

Dopo trenta anni, per il 90% degli esperti in climatologia che hanno partecipato alla Conferenza di Parigi (febbraio del 2007), quel condizionale (potrebbe portare) è diventato un indicativo presente (porta).

In questi trenta anni, uomini e donne di Italia Nostra non sono stati a guardare e ad occuparsi d’altro. E sulle loro spalle non grava alcuna responsabilità, se non quella di non essere riusciti a smuovere le inerzie della politica locale e nazionale per realizzare le nuove scelte, le uniche  in grado di darci un futuro

Quello che segue è un breve elenco delle cose fatte  dalla sezione genovese di Italia Nostra a favore delle energie rinnovabili e del risparmio energetico.
  1.  Novembre 1979. Proposta di Legge Regionale di iniziativa popolare: risparmio energetico ed utilizzo delle fonti rinnovabili di energia.
    Italia Nostra, Associazione Radicale Ecologica, Amici della Terra, WWF presentano alla Regione Liguria 6000 firme a sostegno di questa che è stata la prima (e l’ultima?) proposta di Legge Regionale di iniziativa popolare.
  2. Marzo 1984. Promosso dal Comune di Genova, Ufficio Energie Alternative e a cura di Italia Nostra, Sezione di Genova, viene pubblicato il volume “Utilizzazione di fonti di energia rinnovabile nel territorio del Comune di Genova.”
  3. 1990. Nelle scuole medie liguri si realizza il progetto “L’Energia in Valigia”, progetto di educazione al risparmio energetico a cura di Italia Nostra, con il patrocinio della Regione Liguria.
  4. 1998. Avvio dei corsi di Compostaggio Domestico rivolto ad un pubblico adulto.
  5. 2000. Stampa della prima edizione del “Corso di Compostaggio domestico: come trasformare gli scarti verdi di casa in terriccio profumato di bosco.
  6. 2003-2004. Corsi regionali di compostaggio domestico “Compostiamoci Bene”, promosso da Italia Nostra, con il patrocinio della Regione Liguria e la partecipazione del Centro Regionale di Educazione Ambientale. Terza ristampa del manuale per complessive 5.500 copie.

  7. 2005-2007. Realizzazione del progetto Nazionale “Cittadini In Rete per il Riciclo” per promuovere la raccolta differenziata e il riciclaggio dei materiali post consumo.

    E’ doveroso, a futura memoria, qualche commento a queste iniziative, anche perché a molti piace ancora emarginarci come quelli del “partito del No”.

1) Nei fatti, la classe politica Ligure (Regione Liguria) ha mostrato  fastidio e diffidenza per la nostra   proposta di iniziativa popolare che prevedeva:

  1. programmi regionali per l’impiego e l’incentivazione nell’uso di fonti energetiche rinnovabili
  2. elaborazione di mappe atte a meglio individuare le risorse rinnovabili in Liguria
  3. promozioni ed iniziative di divulgazione ed informazione
  4. istituzione di corsi professionali.

La discussione della Proposta è stata rinviata più volte con mille scuse e alla fine non se ne è fatto nulla. Ma la classe politica di allora è riuscita anche a far di peggio.Visto che quelli erano gli anni in cui Genova avrebbe dovuto diventare la capitale italiana del nucleare, alcuni assessori regionali, con una collaudata (e sempre viva) capacità di sfruttare la flessibilità della lingua italiana, tra le fonti energetiche “alternative” da promuovere con danaro pubblico cercano di inserire anche il nucleare!

2) Letto a distanza di oltre 20 anni, il libretto sulla utilizzazione di fonti di energie rinnovabili nel Comune di Genova è ancora oggi fonte di utili consigli, ovviamente rimasti lettera morta nelle scelte quotidiane delle tante amministrazioni comunali, che nel tempo si sono succedute.
L'unica pagina che l’autore (il sottoscritto) rifarebbe di sana pianta è quella relativa al recupero energetico dei rifiuti tramite termovalorizzazione che in quelle pagine era stato preso in considerazione in quanto allora alla Volpara (Staglieno) era in funzione uno dei primi termovalorizzatori dei rifiuti operanti in Italia.Qualche anno dopo, l’impianto venne spento e successivamente smantellato.

All’opinione pubblica non fu dato sapere i motivi di questa scelta, si dice per gravi problemi di inquinamento.

A mia scusante c’è da segnalare che nel frattempo è diventato chiaro, per lo meno a chi scrive, che il migliore sistema per risparmiare energia con i rifiuti e per ridurre le emissioni di gas serra è quello di riciclarli e che i sistemi di raccolta “porta a porta” garantiscono risultati di raccolta differenziata di qualità superiori al 70%, valori ritenuti impossibili negli anni ’80 , anni in cui anche le tecniche di trattamento a freddo, di tipo meccanico biologico, della frazione residuale al riciclaggio, erano ignote ai più.

3) Grazie al progetto “Energia in Valigia” alcune migliaia di ragazzini e ragazzine su tutto il territorio Ligure si sono confrontati con i principi fisici della propagazione e la conservazione del calore, effettuando esperimenti in classe.

E’ da sperare che oggi, diventati maggiorenni, se ne ricordino, quando mettono su casa.
Chi è interessato a visionare il Manuale di Istruzione per gli insegnanti e le Schede per lo svolgimento degli esperimenti a cura degli alunni, può fare richiesta di una copia (fino ad esaurimento) alla Sezione Genovese di Italia Nostra , piazze Fontane Marose 6/4 , e-mail: italianostra.genova@libero .it.


4) l corso di compostaggio domestico per adulti è stato un successo, a cui quasi nessun pubblico amministratore aveva creduto, al suo nascere.

Dopo quattro anni dal suo avvio, Italia Nostra può dirsi orgogliosa delle 3.000 famiglie che hanno partecipato attivamente ai suoi corsi, delle migliaia di compostiere che direttamente e indirettamente (passa-parola dei corsisti) ha contribuito a realizzare, dei diversi centri dimostrativi di compostaggio domestico che ha attivato presso i Centri di Educazione Ambientale Regionali (anche se oggi, temiamo che molti siano stati lasciati all’abbandono), delle normative a favore del compostaggio domestico inserite nel regolamento di igiene urbana del Comune di Genova.

Ancora oggi, fiduciosi, nonostante tutto, restiamo in attesa che i Comuni Liguri, a cominciare da Genova, premino economicamente i compostatori domestici liguri con generosi e giusti sconti sulla Tariffa /Tassa rifiuti, come si fa in decine di altri comuni italiani a fronte di una semplice autocertificazione.

Chi vuole ricevere per posta elettronica copia  in pdf del Corso di Compostaggio Domestico (circa 400 kb) per cimentarsi nell’arte del riciclo naturale, realizzabile anche sul balcone di casa, ne può far richiesta alla Sezione di Genova: italianostra.genova@libero .it.


L’ultima impresa di Italia Nostra, in ordine di tempo, è la realizzazione del progetto “Cittadini in Rete per il Riciclo”.

Per quattro mesi consecutivi 109 famiglie Italiane hanno pesato quanto vetro, carta, metalli, plastica, umido… riescono a separare dai loro scarti.

I risultati sono estremamente interessanti e saranno resi pubblici a livello nazionale e locale, nei prossimi mesi.
Diamo un breve anticipo ai nostri quattro lettori:

Anche in questo caso chi è interessato a saperne di più, può chiedere copia elettronica dei risultati dell’indagine alla Sezione di Genova (spazio occupato circa un Mega bite)

Ci auguriamo che tra i richiedenti ci siamo molti dei nostri attuali eletti, desiderosi di sapere come si può fare per risolvere il problema rifiuti, facendo pagare meno ai propri elettori, minimizzando l’impatto ambientale e contribuendo anche in questo modo, con il  riciclaggio e compostaggio dei materiali post consumo prodotti dalla famiglie, a ridurre le emissioni di gas serra che, purtroppo, dal momento in cui scrivo questa nota (1 settembre 2007) e il momento in cui la leggerete sono certamente aumentate, come potrete vedere andando a consultare il sito dell’osservatorio di Manua Loa, il cui indirizzo web è riportato nelle prime righe di questa nota.

Ma per non scoraggiarci,  mi piace concludere con questo aforisma, tratto dalla prefazione del Corso di Compostaggio Domestico di Italia Nostra e attribuito ad un anonimo della fine del 2° millennio:

 “TANTE PICCOLE AZIONI
POSSONO CREARE O RISOLVERE
GRANDI PROBLEMI”
Federico Valerio
Presidente Italia Nostra
Sezione di Genova





 

Postato da: federico46 a 09:38 | link | commenti
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