Manuale di sopravvivenza di uno scienziato preoccupato ma non ancora disperato

Eccomi

Utente: federico46
Nome: Federico Valerio
Le mie radici napoletane da tempo si sono abbarbicate agli scogli di Liguria. Sono un chimico che cerca di salvaguardare la salute della gente e l'ambiente e, a volte, ci riesce...

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lunedì, 25 febbraio 2008
Non è tutto oro: l'inceneritore di Vienna

Spittelau IncineratorA Vienna, l' idea di realizzare un inceneritore nel quartiere di Spittelau risale al 1969, nell'ambito dell'ampiamento della rete di teleriscaldamento già operativa e la scelta del sito, allora, fu motivata dall'avere il più vicino possibile gli  edifici da teleriscaldare, in particolare l'ospedale di Vienna, a circa due chilometri dall'impianto.


Ovviamente, l'impianto realizzato negli anni 70 non era un granch'è in fatto di trattamento fumi e negli anni successivi l'impianto fu necessariamente sottoposto a progressivi miglioramenti  e agli inizi degli anni 90, insieme al completo rifacimento della linea di trattamento dei fumi, si decise di affidare ad un vulcanico architetto  (Friedensreich Hundertwasser) il restyling estetico dell'impianto.



A parte il fatto che l'inceneritore di Spittelau non si trova affatto nel centro di Vienna, ma in un suo quartiere periferico, è evidente che la  sua localizzazione non ha tenuto conto del possibile impatto sanitario da nanopolveri e inquinanti persistenti su chi risiede controvento all'impianto, in quanto questa problematica negli anni settanta era in pratica ignorata.


Per inciso le stesse considerazioni si possono fare per la localizzazione dei due inceneritori di Copenhagen, costruiti negli anni '70, e per quello di MonteCarlo ( principato di Monaco), la cui localizzazione risale alla fine dell'800!



E ovviamente una volta fatto l'investimento occorre ammortizzarne nel tempo il valore. E questo vuol dire che per almeno 20 anni l'inceneritore non si muove di lì qualunque cosa succeda.


Ogni anno l'impianto di Spittelau tratta 250.000 tonnellate di rifiuti urbani che richiedono il via vai giornaliero di 250 camion e il calore prodotto è utilizzato per il teleriscaldamento.



Complessivamente il bilancio energetico non sembra esaltante; il calore utile prodotto corrisponde al fabbisogno di 15.000 appartamenti da 80 metri quadri, abitati da circa 45.000  degli oltre un milione di viennesi che vivono nella capitale. Non è granchè e in effetti, a Vienna, per riscaldare tutti gli altri abitanti, ci sono altri cinque impianti di teleriscaldamento a gas e a olio combustibile.


Peraltro, lo stesso inceneritore nelle fasi di avvio e spegnimento e per far fronte alla domanda di calore nei momenti di punta, brucia metano (cinque milioni di metri cubi all'anno) con il quale si copre circa il 10% della quantità di calore complessivamente prodotto dall'inceneritore.

Vediamo ora quale è il costo ambientale di questo beneficio termico, con la doverosa premessa che l'impianto come tutti i suoi "fratelli", rispetta a pieno i limiti di legge austriaci.


Ogni giorno il bel camino emette circa 8 chili di polveri ( nanopolveri?) e 122 milioni di picogrammi di diossine, quante ne bastano per coprire la dose tollerabile giornaliera di 870.000 viennesi.



Se questi inquinanti insieme agli ossidi di azoto, acido cloridrico, metalli pesanti, stanno creando  problemi sanitari ai ragazzini e agli anziani, non è dato sapere. Comunque gli austriaci sono attenti ai problemi ambientali e vi posso testimoniare che si fa di tutto per scoraggiare l'arrivo in città con auto private, compreso quello di falsi messaggi di parcheggi esauriti da parte dei cartelloni elettronici che ti mandano ai parcheggi  più lontani dal centro città.


Ovviamente anche l'inceneritore di Spittelau rispetta la legge di conservazione di massa e per ogni tonnellata di rifiuto termovalorizzato  produce 280 chili di rifiuti solidi che,  in vagoni coperti ( altro traffico indotto),  sono mandati nell'impianto di trattamento rifiuti di Rinterzelt. Qui si procede ( con quali consumi energetici e impatti ambientali?) a recuperare il ferro,( 24 chili per tonnellata di rifiuti trattati) e le ceneri pesanti sono mescolate a cemento e utilizzate per realizzare  i muri di sostegno della discarica rifiuti solidi di Vienna.



Ovviamente se qualcuno ha creduto alla favola che i termovalorizzatori eliminano le discariche, ora sa che non è vero e nonostante i termovalorizzatori le  discariche non ci sono solo a Vienna, ma anche a Copenhagen e a Brescia.



Le analisi dicono che i rilasci di metalli  da questa miscela cemento-ceneri sono rassicuranti, peccato che nessuno ha probabilmente misurato la quantità di composti organici genotossici presenti in queste ceneri.  Vi posso assicurare che non sono affatto trascurabili.

I residui del trattamento ad umido  dei fumi (0,9 chili per tonnellata di rifiuto termovalorizzato)  sono talmente tossici per cui non si è inventato niente di meglio per il loro smaltimento che inviarli  per treno in Germania ( con quali consumi energetici?) a riempire la miniera di salgemma in disuso di Heilbronn.



Terminiamo queste informazioni ricordando che comunque l'Austria nel 2001 riciclava e compostava il 60% dei sui materiali post consumo,  ne inviava a discarica il 30% ( dopo biostabilizzazione con  trattamenti meccanico biologici) e ne inceneriva solo il 10%, in gran parte nei due soli inceneritori di Vienna.



Se fosse così anche in Italia ci metterei la firma.

Postato da: federico46 a 15:12 | link | commenti (5)
ambiente e salute, materiali post consumo

domenica, 24 febbraio 2008
A carte scoperte

Berlusconi è stato chiaro: lui la TAV la farà anche ricorrendo alla forza dello stato. D'Alema è stato altrettanto esplicito: il PD sarà il partito dell'ambientalismo del fare, alla lettera, termovalorizzatori, TAV e rigasificatori.



Sembra che non abbiamo scelte.



Comunque andrà, sembra che debba vincere sempre  il partito dell'ambientalismo per fare affari.



Ma non tutto è male e non tutto è stato già scritto.



Se il PD, libero della sinistra radicale, può mostrare il suo vero volto, questa opportunità ce l'ha anche la Sinistra Arcobaleno che potrà, con altrettanta chiarezza, esplicitare i suoi obiettivi: ambientalismo per fare innovazione, salute e occupazione a tutela degli interessi collettivi.



Mi permetto di suggerire alcune idee per il programma della Sinistra Arcobaleno:



1) riduzione del 3% della tassa sulle bollette luce a favore delle energie rinnovabili



2) Eliminazione totale degli incentivi dei CIP 6 e dei Certificati Verdi a tutte le combustioni di rifiuti e biomasse, con l'esplicita motivazione di eliminare emissioni non obbligate  di polveri ultra sottili a tutela dela salute pubblica



3) Certificati Verdi e CIP 6, esclusivamente alla produzione di elettricità da  fotovoltaico, eolico e idrico ( con maggiori incentivi per gli impianti di piccola scala) e alla produzione di biogas  da fermentazione anaerobica per usi elettrici, termici e per autotrazione.



4) Esenzione ventennale delle accise su benzina e gasolio per la produzione di biocarburanti da cellulosa di scarti agricoli e da produzioni no-food.



5) Abolizione del contributo CONAI alla termovalorizzazione degli imballaggi in plastica e all'alluminio recuperato dalle ceneri



6) Contributo CONAI alla frazione organica raccolta in modo differenziato e obbligo di compostare i nuovi imballaggi biodegradabili



7) Priorità agli interventi a favore dell'efficenza energetica negli edifici pubblici e privati e nelle aziende



8) Autorizzazione allo stoccaggio degli scarti indifferenziati biostabilizzati e riconoscimento  economico del ruolo di questa pratica alla riduzione delle emissioni di gas serra e come contributo per un'ulteriore riduzione dell'emissione di polveri sottili.

Postato da: federico46 a 08:53 | link | commenti (7)
ambiente e società

giovedì, 21 febbraio 2008
Centro riciclo: l'uovo di Colombo

La Cina è vicinaIeri ho fatto una piacevole telefonata con la signora Poli, titolare del Centro per il Riciclo di Vedelago (Treviso)  www.centroriciclo.com


Oggetto della chiacchierata la possibilità di estrudere e trasformare in sabbia sintetica il bio stabilizzato ottenuto dopo raccolta porta a porta e adeguati trattamenti meccanico biologici.


La risposta è in linea di massima  positiva. Il metodo messo a punto dal CentroRiciclo richiede una apposita ricetta in base alla composizione dello scarto da trattare, ma "SI PUO' FARE".


In generale occorre che la quantità di plastica della miscela da estrudere sia preponderante, ma questo obiettivo si può raggiungere in fase di preparazione della miscela da estrudere con eventuali integrazioni di plastica post consumo da raccolta differenziata.


Quello che è certo è che la sabbia sintetica può accedere ai finanziamenti CONAI ed ha un utilizzo che ha un mercato.


La signora Poli mi ha anche accennato che stanno studiando una nuova linea di trattamento pensata esplicitamente per i pannoloni per gli anziani ( difficilmente lavabili e riutilizzabili). Sono in contatto con una azienda tedesca che ha messo a punto una macchina per sterilizzare questi pannoloni, poi l'estrusore  trasformerà il tutto in sabbia sintetica. E a questo punto raccolta differenziata spinta di pannoloni presso ospedali e case di riposo... con bei risparmi sul materiale da smaltire e termovalorizzare specialmente nella "vecchia" Genova!


Per maggior sicurezza ho scritto al Centro dettagliando meglio in mio quesito e con esplicito riferimento a Genova, dove una apposita commissione dovrà valutare e proporre il trattamento finale dell'indifferenziato prodotto dalla città.


Appena avrò una risposta ve la farò sapere.

Postato da: federico46 a 15:15 | link | commenti

Compostaggio estremo

 




compostiera da salottoUn amico, con cui condivo la passione del compostaggio, mi ha confidato che pratica il "Compostaggio Estremo".


Insomma, all'insaputa della moglie, ha avviato  il compostaggio in salotto, dietro alle poltrone.


L'esperimento sta andando avanti senza problemi, nonostante il naso fino della moglie, grazie agli accorgimenti adottati, tra cui un efficace biofiltro a prova di moscerini.


E l'idea è nata come risposta "anarchica" alla crisi campana. Comunque i napolitani ci hanno già pensato e si stanno organizzando per forme di compostaggio condominiali.


A breve le istruzioni per l'uso della compostiera da salotto su questo Blog.


Comunque una raccomandazione: il "compostaggio estremo" è strettamente riservato a compostatori esperti con coniugi molto pazienti!!

Postato da: federico46 a 07:45 | link | commenti (3)
biomasse, rifiuti zero

mercoledì, 20 febbraio 2008
Biomasse, che fare?

pioppetoLunedì sera, 18 febbraio, convocazione straordinaria del consiglio comunale di Ventimiglia per avere lumi sull'opportunità di continuare a mandare avanti i lavori per la realizzazione di una centrale a biomasse da 3 megawatt elettrici,  in località Bevera.




Grande partecipazione di pubblico ( molti in piedi) fino a tarda ora ad ascoltare le ragioni dell'imprenditore e del progettista e del sottoscritto, invitato per sostenere le ragioni della salute degli abitanti.




Ovviamente la centrale si realizza in quanto grazie ai certificati verdi, il suo bilancio sarà in attivo, nonostante il fatto che il legname che arriva alla centrale riceverà un onesto compenso. Ovviamente, pagare il combustibile è normale, ma come sanno i miei cinque lettori, nel caso dei rifiuti è il "produttore" che paga per la loro combustione.




All'imprenditore,  che ha una lunga esperienza famigliare nell'uso industriale del legname, ho chiesto se non fosse più conveniente e razionale utilizzare la cellulosa per produrre bioetanolo, piuttosto che bruciarla per produrre elettricità.




La risposta è stata che se si produce etanolo si devono pagare le accise allo Stato (altre tasse!).




Poichè, rispetto alla combustione in centrale, esistono numerosi vantaggi collettivi nel trasformare scarti in cellulosa in un combustibile liquido da miscelare alla benzina, tra i quali un minore impatto ambientale,  mi permetto di suggerire un tema nella campagna elettorale in corso: eliminazione delle accise per i prossimi vent'anni per chi produce bioetanolo e gasolio da scarti di cellulosa ( paglia, stoppie, cippato, pulper di cartiere...).

Postato da: federico46 a 08:30 | link | commenti
energia, ambiente e salute, biomasse

domenica, 17 febbraio 2008
Cittadini In rete per il Riciclo

In allegato trovere il testo integrale dello studio realizzato da Italia Nostra.

Lo studio ha stimato sperimentalmente quanti rifiuti producono realmente le famiglie italiane, quale è la loro capacità di raccolta differenziata, quale è il costo della tassa rifiuti, quanti soldi buttiamo nel cassonetto e negli incenritori se non si ricicla.

Cittadini in Rete per il Riciclo

Postato da: federico46 a 18:31 | link | commenti (3)
riciclo, ambiente e salute, materiali post consumo

Quanto ci costano?

Avete un'idea di quanto pagate , a peso, per liberare la vostra casa dei vostri materiali post consumo?



Se volete farvi passare questo sfizio e farvi venire un pò di nervoso, per un certo periodo pesate i vostri scarti (sia quelli indifferenziati che quelli che separate per la raccolta differenziata) prima di conferirli nei cassonetti, annotando il numero di giorni che ci sono voluti per la loro produzione.



Calcolate quindi,  il numero medio di chili prodotti giornalmente e moltiplicate questo valore per 365: in questo modo avrete la stima della quantità di scarti che la vostra famiglia produce in un anno.



A questo punto prendete il bollettino che vi ha cominicato quanto avete dovuto pagare lo scorso anno per il servizio di nettezza urbana ( ritiro dei vostri rifiuti e loro riciclo e smaltimento, vostra quota di spazzamento strade).



Dividete questa cifra per in numero di chili di MPC che avete stimato produrre in un anno e avrete il vostro costo a chilo. Moltiplicate questo numero per mille e saprete finalmente quanto a voi costa la gestione di una tonnellata di materiali post consumo.



Se non avete pazienza e famigliarità con la matematica vi posso informare che, in base ai risultati di un centinaio di famiglie italiane che per quattro mesi si sono coscienziosamente pesati i loro scarti, avendo aderito ad un progetto di Italia Nostra, il costo medio della tassa/tariffa rifiuti di una famiglia italiana è di 350 € a tonnellata.



Se la cosa vi può consolare, il costo a carico della mia famiglia, che produce pochi MPC e ha una casa di 140 metri quadrati è di  oltre 800 € a tonnellata.



Purtroppo per tutti noi  non finisce qui l'analisi di quanto ci costa gestire la nostra spazzatura.



Come forse sapete, il 7% della nostra bolletta della luce sovvenziona la produzione di elettricità da fonti di energia rinnovabile e in Italia i rifiuti urbani sono stati per legge assimilati a fonte energetica rinnovabile per cui gran parte di questa tassa finisce agli inceneritori.



Pertanto ogni tonnellata dei nostri rifiuti termovalorizzata riceve un nostro contributo per un valore tra 35 a 50 € .



Mi dispiace farvi sapere che non abbiamo ancora finito.



Per ogni imballaggio che serve a contenere e preservare ogni oggetto che compriamo,  paghiamo al momento dell'acquisto una ecotassa di 70 € a tonnellata. Questa cifra dovrebbe essere utilizzata dal Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) per permettere il loro riciclo , ma le cose non vanno proprio così.



Infatti la termovalorizzazione degli imballaggi in plastica è stata assimilata ad una forma di riciclo, pertanto il gestore di un termovalorizzatore, per ogni tonnellata di plastica da voi conferita ( spesso in modo differenziato)   al suo impianto riceve 262 € ( sempre presi dal nostro portafoglio!) .



Se infine avete la sfortuna di vivere in una città dotata di inceneritore che distribuisce acqua calda con il teleriscaldamento, come succede a Brescia, avete anche la beffa di pagare il calore prodotto con il vostro

combustibile che avete dovuto pagare per la sua termovalorizzazione.



Insomma,  tra tasse palesi e tasse occulte la gestione dei nostri rifiuti ci costa dai 400 ai 500 € a tonnellata.



Avete una idea idea di quanto costa al gestore la raccolta e la termovalorizzazione di una tonnellata di MPC?



Per raccogliere una tonnellata di MPC il gestore paga  95 € e per termovalorizzarli, lo stesso gestore spende da 90 a 150 €.



Pertanto il costo massimo a carico del gestore è di 245 € a tonnellata e il suo quadagno netto ammonta circa a questa stessa cifra, in un mercato assolutamente assistito, protetto e garantito.



Ora avete capito perchè Casa delle Libertà e Partito Democratico sono entrambi  favorevoli a termovalorizzare tutto quello che brucia e per quale motivo la crisi dei rifiuti di Napoli è stata ad arte utilizzata per rilanciare il grande e sicuro affare della Termovalorizzazione Assistita?



La Sinistra Arcobaleno è disposta a mettere nel suo programma  la liberazione di  tutti gli Italiani da queste tasse odiose e di avviare il Paese verso obiettivi di Rifiuto Zero?

Postato da: federico46 a 15:59 | link | commenti (1)
ambiente e società, vedi napoli, materiali post consumo

Ganapini a Napoli

Da Napoli arrivano interessanti novità.



La prima è la dichiarazioni di De Gennaro che è costretto a riconoscere che le comunità campane hanno ragione ad essere contrarie alla riapertura di vecchie discariche, la seconda è la scelta di inviare i rifiuti raccolti nelle strade della Campania agli inceneritori tedeschi, infischiandosene di falsi orgogli nazionali.

Non so quanto questi due fatti siano da attribuire alla nomina di Walter Ganapini ad assessore all'ambiente del Comune di Napoli, ma ci vedo la sua mano.

Ganapini ha affrontato e risolto altre emergenze rifiuti, quale quello di Milano e certamente è uomo capace, competente e sufficientemente indipendente. Queste doti gli faranno fare le scelte migliori per risolvere la crisi e per impostare la gestione dei materiali post consumo campani, in modo più equilibrato.



E  il Mago di Napoli ( in trasferta) si sente di fare un'altra nuova profezia: " Grazie a Ganapini gli inceneritori di Salerno e Caserta non saranno necessari e anche quello di Acerra sarà messo in discussione".

Postato da: federico46 a 13:33 | link | commenti
ambiente e società, vedi napoli, materiali post consumo

domenica, 10 febbraio 2008
Negli USA il riciclo batte l'incenerimento

I fautori degli inceneritori non citano mai gli Stati Uniti come esempio di scelte moderne nella gestione dei materiali post cpnsumo.

Il motivo è semplice, a causa degli alti costi dell'incenerimento, gli USA hanno optato per privilegiare il riciclo e politiche di riduzione alla fonte.

E lo stesso Wall Street Journal, all'inizio degli anni novanta,  scoraggiava i suoi lettori ad investire negli inceneritori con recupero energetico.

L'articolo allegato vi spiega come stanno le cose e riporta il testo integrale dell'articolo pubblicato dal  Wall Street Journal: "L'incenerimento dei rifiuti: un disastro economico"



PASSATO E FUTURO DEGLI IN

Postato da: federico46 a 16:43 | link | commenti (2)
riciclo, ambiente e società, materiali post consumo

venerdì, 08 febbraio 2008
Economia Domestica 17

Quest' Estate stiamo freschi.



Riprendiamo i nostri corsi di  Economia Domestica, con qualche consiglio per affrontare meglio la prossima estate.




TRULLI E CASE DEI “GEOMETRI”



L’ abitazione ideale  dovrebbe  essere calda d’ Inverno e fresca d’ Estate,  ossia la sua temperatura interna  dovrebbe  essere  confortevole e  costante qualunque sia la temperatura esterna.

Per ottenere tale  obiettivo, durante l’anomala Estate del 2003,  gli abitanti dei paesi più sviluppati del mondo sono riusciti a  mandare in tilt i loro sofisticati sistemi di produzione di energia elettrica  e hanno trasformato  in fumi (quelli delle centrali termoelettriche)  montagne di danaro  per costruire e far funzionare  milioni di ventilatori,  milioni d’impianti per il condizionamento dell’aria,  milioni di deumidificatori.  Per di più, grazie ai miracoli della loro tecnologia, gli stessi Otto  Grandi durante quest’ Estate  sono riusciti ad aumentare, insieme ai loro consumi energetici, anche la “normale” produzione di gas serra durante questa stagione, creando i presupposti  per estati  ancora più anomale.

E pensare che la nostra specie, alcune migliaia di anni or sono,  quando era ancora “sapiens sapiens”,  aveva scoperto come sia possibile raggiungere l’obiettivo di avere sempre un’ abitazione confortevole senza  elettricità, senza  consumo di combustibili fossili e senza bollette da pagare.

Esempi di queste macchine termiche, meravigliose nella loro semplicità ed efficienza,  sono  ancora visibili ed abitabili nelle campagne pugliesi: i trulli.

Chi  ha la fortuna di possedere un  trullo,  risparmiato dalla speculazione edilizia, ha potuto sperimentare anche durante quella tremenda estate,  come, con quaranta gradi all’ombra,  all’ interno di queste antiche abitazioni in pietra  si possa godere di un’ inaspettata e piacevole frescura.

Il segreto è il grande spessore del suo involucro in pietra (due, tre metri).

L’ enorme massa in pietra funziona da volano termico: accumula progressivamente il calore estivo  che è trasferito lentamente  all’interno del trullo, durante la stagione invernale.

A sua volta lo strato d’aria, tra una pietra e l’altra, funziona  come un  eccellente isolante termico che rallenta  il passaggio di calore  dalle zone più calde a quelle più fredde.

L’ effetto combinato di questi due fenomeni è che, con oscillazioni stagionali delle temperature esterne  di  trenta-quaranta gradi, le temperature  all’interno del trullo,  da una stagione all’altra, variano molto meno, mantenendosi  sempre a valori accettabili.

Senza raggiungere i valori estremi dei trulli, spesse murature e proporzionale confort termico, insieme ad altri  ingegnosi accorgimenti per ridurre i consumi energetici  e  garantire livelli accettabili di confort (alti soffitti a volta, localizzazione ed orientamento degli edifici,  nuclei abitativi compatti, cavedi e giardini interni…)  hanno  frequentemente  caratterizzato le nostre abitazioni,  dal Medio Evo   sino a tempi recenti.

Ed  in ogni paese, forme, colori, materiali, tecniche costruttive   delle abitazioni si sono adattate alle diverse condizioni ambientali  realizzando,  anche nel campo delle abitazioni dell’ uomo, un interessante esempio di  grande diversificazione.

L’uso del cemento armato  e del vetro ha permesso la costruzione rapida ed economica di grandi edifici, con involucri esterni sempre più sottili e leggeri. La contemporanea disponibilità di energia a basso prezzo ha delegato a caldaie  e condizionatori la loro climatizzazione.

Di consequenza,  le antiche tecniche costruttive sono state progressivamente abbandonate ed oggi, tutte le metropoli moderne si assomigliano, indipendentemente  dalla loro latitudine e dalle  loro condizioni climatiche.

L’ Italia  in particolare, negli anni ’50 e ’60  ha subito il trauma della speculazione edilizia con la costruzione di  interi quartieri  realizzati con il  massimo risparmio, senza nessuna attenzione alla loro efficienza energetica; le cosidette “case dei geometri”,  senza offesa per questa benemerita categoria di professionisti.

A tal riguardo, sarebbe interessante verificare se i vecchietti che  durante l’estate  canicolare del 2003 ci hanno lasciato prima del loro tempo, per gli effetti collaterali della grande calura,  abitavano negli anonimi condomini di quegli anni  o  nelle antiche case dei nostri grandi e piccoli centri storici.


































Postato da: federico46 a 11:41 | link | commenti (1)
energia, ambiente e società, economia domestica