Manuale di sopravvivenza di uno scienziato preoccupato ma non ancora disperato
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Nome: Federico Valerio
Le mie radici napoletane da tempo si sono abbarbicate agli scogli di Liguria. Sono un chimico che cerca di salvaguardare la salute della gente e l'ambiente e, a volte, ci riesce...
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Il Presidente Nazionale di Italia Nostra (IN), mi ha chiesto un contributo per la discussione in atto nel Direttivo Nazionale per definire la posizione di IN sulla emergenza dei rifiuti in Campania.
Ecco il mio documento:
Caro Presidente
alla luce di quello che sta succedendo, temo che IN debba con urgenza far sentire la propria autorevole voce sulla nascente Emergenza Democrazia e Legalità che ci coinvolge tutti.
Con la scusa dell'emergenza rifiuti, che da Napoli è ad arte estesa al resto del Paese, e con la scusa dell'emergenza energetica, con accordo bipartisan, stanno passando decreti che mettono il bavaglio alla informazione, al diritto alla salute, alla libertà di opinione, alla libertà della magistratura.
Come magistrato sei certo più in grado di me di cogliere i reali pericoli in atto e quindi di valutare quale posizione debba tenere IN per cercare di tutelare il rispetto della legalità e dei principi costituzionali.
Sulla situazione di Napoli e sulla paventata emergenza rifiuti estesa all'intera nazione e in particolare a tutte le regioni che non hanno ancora termovalorizzatori ( tra queste la Liguria), provo a sintetizzare l'opinione che mi sono fatto, girando da circa cinque anni il Paese, a sostegno di chi chiede una moderna gestione dei materiali post consumo e documentandomi sulle soluzioni al problema.
Tutte le analisi scientifiche dimostrano che le priorità da privilegiare sono la Riduzione, Il Recupero e il Riciclo delle materie.
La cosidetta termovalorizzazione è la scelta peggiore subito dopo la discarica tal quale, le due scelte a cui Bertolaso e il Governo vuol condannare la Campania e il resto del Paese.
Riduzione e riciclo devono essere privilegiati e Austria, Danimarca, Svezia lo fanno, tassando la cosidetta termovalorizzazione, in quanto il vero risparmio energetico si fa con il riciclo.
Anche la Germania non si sogna di agevolare i suoi tanti inceneritori che stanno sul mercato senza contributi pubblici e il fatto che trattano anche i rifiuti napoletani, significa che questi impianti, nella maggior parte realizzati negli anni ottanta, sono sovradimensionati, in quanto nel frattempo i tedeschi hanno scoperto i vantaggi del riciclo.
I nostri organi di disinformazione non hanno mai detto che Germania e Austria riciclano e compostano il 50% e il 61 % dei loro MPC
e inceneriscono rispettivamente il 24 e l'11% dei loro scarti.
Gli stessi organi di disinformazione non ci fanno sapere che in questi due paesi ( ma anche in Italia) sono in forte crescita impianti di trattamento a freddo dei rifiuti (denominati Trattamenti meccanico biologici- TMB) che in 20 giorni biologicamente ossidano ad anidride carbonica e acqua gli scarti putrescibili e con metodi meccanici permettono il successivo recupero di vetro, metalli, plastiche e carte (http://federicovalerio.splinder.com/post/16483476)
E la crescita è dovuto al fatto che questi impianti sono molto flessibili, economici, ben accettati dalle popolazioni, a basso impatto ambientale.
Un comunicato ANSA, ignorato dai mass media nazionali, (http://federicovalerio.splinder.com/post/17307679) ci ha informato che gran parte dei treni carichi di rifiuti campani vanno in un impianto TMB, in particolare nel nuovo impianto TMB di Croebern, alle porte di Lipsia. E sembra che i materiali recuperati ( metalli, vetro, plastiche..) siano rivendute alle nostre aziende che da sempre riutilizzano materiali da recupero, visto che il nostro Paese non brilla come produttore di materie prime.
Il problema è che sono impianti TMB anche gli impianti CDR della FIBE che hanno prodotto le piramidi di ecoballe e le indagini della magistratura, che si vogliono impedire in nome dell'emergenza, vogliono accertare l'illegalità di questa situazione che ha una semplice spiegazione:
le ecoballe più pesano e più valgono, in quanto il loro futuro incenerimento vale oro, tanto è vero che sono a garanzia per le banche che hanno finanziato il termovalorizzatore di Acerra. E il loro valore è dato dal riconoscimento che i rifiuti sono una fonte di energia rinnovabile finanziata con i certificati verdi , un falso ideologico, una anomalia tutta italiana a danno delle famiglie italiane.
La crisi dei rifiuti campani non è certo colpa degli untorelli verdi , o del povero Pecoraro Scanio, ma di una scelta altamente rimunerativa per i gestori, quale quella dei termovalorizzatori,ma estremamente rigida, costosa e comunque inquinante, anche adottando le ultime tecnologie (http://federicovalerio.splinder.com/post/17260201) . La scelta degli inceneritori per i venti anni richiesti per gli ammortamenti del capitale investito, blocca di fatto tutte le altre alternative più utili alla comunità. E questa scelta antiquata accomuna i governi di destra e di sinistra e in nome dell'emergenza, e dei comuni interessi politici ed industriali, si cercherà di estendere al resto del paese.
Per favorire la termovalorizzazione, in 15 anni di emergenza in Campania, con una spesa incredibile di danaro pubblico, non si è fatto nulla per fare raccolte differenziate degne di paesi civili (ma che non ricevono sovvenzioni), per costruire ìmpianti di compostaggio ( che non ricevono incentivi), per ridurre la produzione dei rifiuti ( ad esempio con il compostaggio domestico) che toglie combustibile agli inceneritori.
E la mancata realizzazione dell'inceneritore, nei 12 mesi previsti (ripeto non certamente a causa di ambientalisti e della camorra) ha fatto saltare il sistema.
Che fare?
Provo a dirti che cosa avrei fatto se fossi stato nominato al posto di Bertolaso, per risolvere l'emergenza ed avviare un ciclo dei materiali post consumo flessibile, a basso impatto ambientale e in linee con le moderne scelte:
Obbligo per tutti gli inceneritori italiani e impianti MTB italiani ad accettare rifiuti campani con scorta militare nel trasporto per evitare infiltrazioni camorristiche
Accordi pluriennali con la Germania e la Svizzera per il trattamento ad esaurimento delle ecoballe
Obbligo della raccolta differenziata dell'umido in tutti i mercatali e nei centri commerciali campani
Forti incentivi economici per tutte le famiglie che autocertificano il compostaggio domestico e che usano pannolini per bambini lavabili
Riduzioni sulla tariffa rifiuti per tutti i centri commerciali che attuano iniziative per ridurre gli imballaggi ( erogatori alla spina, prodotti sfusi) e che organizzano la raccolta dei vuoti ( flaconi, bottiglie) dei loro clienti
Procedure accelerate per la realizzazione dei dieci impianti di compostaggio gia programmati in Campania
Avvio realizzazione impianti di trattamento anaerobico della frazione umida con produzione di bio-metano
Realizzazione di impianti di emergenza di compostaggio in tunnel, distribuiti nelle campagne Campane
Revamping degli impianti MTB FiBE finalizzandoli alla inertizzazione dei rifiuti e al recupero di materia ( se tecnicamente possibile)
Invece dei tre nuovi termovalorizzatori, tre impianti MTB che si realizzano in metà tempo e non producono residui tossici
Uso della frazione ad alto potere calorifico prodotto dagli impianti MTB nei cementifici campani
Obbligo a tutti i comuni di avviare la raccolta porta a porta e applicare la Tariffa puntuale
Realizzazione di centri di recupero dei materiali ( vetro, metalli, plastiche, carta) sul modello di Vedelago (www.centroriciclo.com)
Utilizzo delle cave dismesse (Chiaiano) per lo stoccaggio provvisorio degli scarti inertizzati con trattamento MTB
Segue la incredibile notizia ANSA, dell'8 maggio che nessun organo di informazione nazionale ha ripreso.
In sintesi una parte dei rifiuti campani spediti in Germania è gestito in impianti di trattamento meccanico biologico tipo quello che abbiamo visitato a Marzo dalle parte di Milano e in forte sviluppo in Germania.
In questi impiant si provvede a bio-ossidare la frazione putrescibile e a separare i materiali recuperabili ( metalli, plastiche), mentre la frazione non riciclabile è usata come combustibile in impianti industriali ( cementifici).
Fa specie sapere che l' Italia, dopo aver pagato 200 euro a tonnellata alla Germania, reimporta dalla Germania , pagandoli di nuovo, i materiali post consumo prodotti in Campania che avrebbero potuto avere lo stesso trattamento negli impianti FIBE campani, con simile tecnologia ma nel nostro caso usati (male) per produrre ecoballe per l'inceneritore e non per recuperare i materiali,
Dopo la trasmissione di EXIT sulla gestione dei MPC ho inviato una lettera aperta agli onorevoli Realacci e Matteoli ( vedi Blog) e per cooscenza al Ministro Prestigiacomo e all'on Di Pietro.
Il primo a rispondere è stato l'on Di Pietro.
All' on Di Pietro ho ricordato il nostro incontro alcuni anni or sono in cui, io come consulente dell'Istituto Tumori e lui come magistrato, difendevamo gli interessi della comunità di Cologna Veneta contraria alla realizzazione di un impianto a Combustibile da Rifiuti nel loro territorio a vocazione agricola.
Segue lo scambio di lettere
Gentile Federico,
ha ragione quando parla di ciclo dei rifiuti con Riduzione, Riuso, Riciclo e Compostaggio e quello che resta in discarica.
Pe quanto riguarda i termovalorizzatori noi cerchiamo di proporre i dissociatori molecolari che lavorano ad una temperatra minore di 400 gradi e sono più sicuri.
Grazie anche della lettera aperta per gli on. Realacci e Matteoli
Antonio Di Pietro
Onorevole Di Pietro
la ringrazio per la sua pronta risposta
La invito a seguire, anche con i rappresentanti locali di Italia dei Valori , il Modello Genova che stiamo contribuendo a costruire insieme con l'amministrazione Comunale con l'obiettivo che Riduzione, Riuso, Riciclo e Compostaggio siano davvero scelte prioritarie.
Mi creda è una vera rivoluzione nel deprimente quadro nazionale
Buon lavoro, contiamo anche sul suo impegno-
A sua disposizione per eventuali richieste di approfondimento
Federico Valerio
Una interessante lettura, dal Rapporto del 2003 della Commissione Europea sulla produzione ed uso di Combustibili da Rifiuto www.wbcsd.ch/web/projects/cement/tf2/rdf.pdf.
A pag 108 si legge questa frase:
"Ci sono forti argomenti che dimostrano che in una strategia di successo per la gestione dei rifiuti , la necessità di trattamenti della frazione residuale (al riciclo e al riuso: ndr) debba essere in diminuzione e non in aumento. In paesi dove l'incenerimento è il principale sistema di trattamento della frazione residuale, è la rigidità degli inceneritori che da origine a questi problemi. Questo è un fatto ben documentato. Questo stesso commento riguarda gli impianti di pirolisi e di gasificazione che stanno attirando molte attenzioni.
Poichè la mancanza di flessibilità è un'ostacolo al futuro sviluppo del riciclo e di politiche di riduzione alla fonte (bisognerebbe anche riflettere sul fatto che gli inceneritori hanno un tipico tempo di ammortamento di circa 20 anni), tale rigidità nel sistema di gestione adottato, dovrebbe essere attivamente scoraggiata"
In sintesi la scelta nazionale di affrontare la crisi campana ( e poi quella laziale e quella toscana e quella siciliana..) con gli inceneritori, blocca per almeno 20 anni ogni reale prospettiva di sviluppare politiche di riduzione, di riciclo e di compostaggio, con oggettivi danni economici ed ambientali per la popolazione interessata.
Segnalo che i dati più recenti vedono l'Austria riciclare e compostare il 61% dei suoi MPC urbani ed incenerire solo l' 11 %. La Germania ricicla e composta il 50,3% e incenerisce il 24,5%.
Ricordo che i trattamenti meccanico biologici sono estremamente flessibili nell'uso, permettono recuperi di materia e di energia ( biometano) e non ostacolano politiche di riduzione e riciclo e non a caso hanno un ruolo determinante e in forte crescita nelle politiche di gestione dei MPC di questi due paesi.
La notizia che la "monnezza" napoletana trasferita in Germania sia trattata prevalentemente con TMB non stupisce affatto e meriterebbe una maggiore pubblicizzazione sui mass-media.
Su questa linea (privilegiare riciclo e trattamenti meccanico biologici) si stanno anche orientando Inghilterra, Irlanda, Spagna.
Ieri il Modello Genova, il modello per una gestione dei Materiali Post consumo contro-tendenza , ha mosso il quarto piccolo passo.Il Comune, nelle vesti dell'Assessore al Ciclo delle Acque e dei Materiali post Consumo, l'ingegnere Carlo Senesi, ha avviato alla grande una campagna a favore dell'acqua del rubinetto, del "bronzin" ,come si dice da queste parti. Genova ha la fortuna di avere un'acqua buona, grazie ai grandi bacini costruiti nell'entroterra, lontani da fonti di inquinamento, assolutamente competiva, come qualità, con le più care acque imbottigliate.
Obbiettivo dichiarato della campagna, oltre quello di risparmiare un bel pò di soldi, anche quello di ridurre la produzione dei rifiuti se, come certamente avverrà, caraffe, bottiglie e bicchieri di vetro sostituiranno bottiglie e bicchieri in plastica.Il Comune ha cominciato a dare il buon esempio: bottiglie e bicchieri di plastica bandite dal Consiglio Comunale e dalle mense scolastiche, sostituite da bottiglie e bicchieri in vetro
E per dare dignità alla buona acqua del bronzin , l'acqua di Genova ha anche un marchio DOP: Acqua di S. Giorgio. E per incentivare questo consumo e per mandare altri messaggi positivi alla città, per chi consegnerà dieci bottiglie di plastica ci sarà un regalo: una bella bottiglia con tanto di bicchieri con il nuovo marchio.
E in sintonia con la nuova aria che si respira in città, l'AMIU, l'azienda per la nettezza urbana, provvederà a ritirare e a riciclare tutte le bottiglie in plastica così raccolte.
Questa mattina un abitante di Chiaiano è stato ospitato a Prima Pagina (Rai 3). Ha precisato di aver partecipato alle manisfestazione contro l'uso delle ex cave di tufo quali discariche dei rifiuti napoletani, ma ha anche precisato di non essere contrario al fatto che le cave sotto casa potessero ospitare scarti derivanti dalla raccolta differeziata: ferro, plastica, vetro, persino l'umido. Ma di rifiuti indifferenziati non se ne parla proprio.
Concordo con questa posizione.
Questo intervento mi ha fatto ricordare che nel novembre 2006, a Roma, durante un'audizione con la Cabina di Regia per le emergenze rifiuti (una commissione tecnica del Ministero dell'Ambiente), il Presidente ascoltò con interesse la mia relazione sui trattamenti meccanico biologici e mi chiese se gli scarti biostabilizzati dopo questo trattamento fossero compatibili con lo stoccaggio in ex-cave. La mia risposta fu che con i dovuti e ben documentati accorgimenti questa scelta sarebbe stata possibile, in quanto il trattamento biologico, se ben condotto, avrebbe eliminato i problemi di eluato e di emissioni degli scarti umidi.
Come sapete di questo e di altri pareri che avrebbero fatto uscire Napoli dal tunnel della eterna emergenza non se ne fatto nulla. Nell'anno e mezzo che è passato da quella audizione, si sarebbe potuto realizzare un serio impianto MBT da 150.000 tonnellate, si sarebbe potuto realizzare i 10 impianti di compostaggio già previsti e si sarebbe potuto organizzare la raccolta porta a porta in gran parte della provincia.
Evidentementente era meglio continuare con la politica della produzione ad oltranza delle eco-balle.
E ora, il nuovo governo, oltre a mostrare i muscoli con i deboli che cosa intende fare?
Sto capendo male , se pare che oltre a dieci discariche del tal quale nell'immediato e a quattro inceneritori tra trenta mesi non ci sia nient'altro?
Il 21 Maggio a Genova è stato annunciato l'avvio della raccolta differenziata Porta a Porta nel quartiere di Sestri, con la partecipazione di 2.380 famiglie e 115 esercizi commerciali.
Dopo la presentazione del nuovo piano di gestione dei Materiali Post Consumo e l'avvio del Porta a Porta nel quartiere di PonteX , questo è il terzo passo per la realizzazione del Modello Genova , un modello di gestione dei materiali post consumo di una grande città, in assoluta controtendenza rispetto al panorama nazionale.
A Genova, se tutto andrà come deve, in pochi anni riusciremo a ridurre significativamente la produzione alla fonte, a riciclare gran parte dei nostri scarti e ad avviare a trattamenti biologici gran parte degli scarti biodegradabili. E quello che resterà non giustificherà dal punto di vista dei costi, nessun "termovalorizzatore" ,il sistema di smaltimento dei rifiuti più costoso che mente umana sia mai stata capace di inventare.
Sarà possibile riuscire in questa impresa anche se collettivamente sapremo riconoscere il reale valore economico che hanno i nostri scarti.
I miei fedeli lettori sanno quanti euro paga il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) per ogni tonnellata di carta, plastica, alluminio, acciaio, vetro raccolti separatamente, grazie all'opera delle famiglie?
Ecco le cifre, secondo l'ultimo accordo CONAI: carta, 91 €; plastica, 262 €; alluminio, 398 €; acciaio, 78 €; vetro 310 €.
Se vi sembra poco, forse vi interesserà sapere che oggi, il carbone che fa marciare le nostre centrali è pagato 70 € a tonnellata!
In base a stime attendibili, una famiglia media italiana, è in grado di separare correttamente in queste cinque frazioni merceologiche oltre l'80% dei propri scarti. Questo significa che l'italiano medio sa riconoscere di che cosa è fatto l'oggetto che ha terminato le sue funzioni domestiche e se ben informato, lo stesso italiano medio non ha dubbi su cosa mettere nel mastellino dell'umido per la sua raccolta differenziata.
Questo significa anche che l'80% degli scarti prodotti dalle famiglie è riciclabile e che il sistema di raccolta Porta a Porta, che è in grado di sfruttare al massimo queste capacità dei cittadini, ci permetterà entro la fine dell'anno di passare nei quartieri Porta a Porta dall'attuale misero 14% al 60-70%. Si accettano scommesse.
E a questo punto proviamo a stimare quanto valgono per il CONAI tutti gli scarti riciclabili dei genovesi, pari a 93.600 tonnellate annue: 13 milioni di euro (sic). Tredici milioni di euro che che oggi , in gran parte letteralmente buttiamo in discarica!
Ribadiamo il concetto: se tutti i genovesi fossero messi in condizione di separare al meglio i propri scarti, e se tutti lo facessero, il Comune riceverebbe ogni anno dal CONAI 13 milioni di euro.
E i conti non finiscono qui, in quanto il riciclo ci permette di risparmiare sui costi di smaltimento, che in Italia si aggirano sui 90€ a tonnellata; questo significa che Genova ,se riuscisse a realizzare a pieno il proprio modello, ogni anno risparmierebbe 8,4 milioni di euro per evitato smaltimento.
Pertanto se tutte le famiglie genovesi fossero messe i grado di sviluppare al massimo le proprie possibilità, il loro lavoro di separazione alla fonte dei propri scarti, varrebbe complessivamente circa 21 milioni di euro, un quarto del bilancio della Azienda Municipale di Igiene Urbana.
Certo, ci sarà sempre una quota di cittadini che se ne strabatte, ma quelli che fanno e faranno coscienziosamente la raccolta differenziata devono avere un sostanziale ritorno economico del lavoro svolto: pagare una tariffa rifiuti proporzionale alla quantità di scarti indifferenziati da loro effettivamente prodotti. E questo obiettivo di giustizia contributiva ( si paga per quanto si butta) è possibile solo grazie al sistema di raccolta Porta a Porta, la vera rivoluzione copernicana del Modello Genova, che da sola manda in soffitta discariche e termovalorizzatori.
La trasversale fregola filo nucleare si è scatenata. Per far conoscere a più italiani possibili l'ennesima patacca che ci vogliono affibbiare ho inviato ad alcuni giornali nazionali questa lettera, il cui contenuto è già noto ai fedeli frequentatori di questo blog. Se la condividete siete invitati a clonare la lettera e inviarla a vostro nome ai vostri giornali locali e alle vostre mailing list.
Il Nucleare assistito
Il rilancio del nucleare all'italiana parte da lontano e più precisamente dall'altra sponda dell'Atlantico.
Negli Stati Uniti, dopo il grave incidente del reattore di Tree Mile Island, avvenuto il 28 marzo 1979, e che ha decretato la bancarotta della società che gestiva l'impianto, nessun imprenditore privato ha investito un dollaro nel nucleare.
E oggi la Casa Bianca ha deciso di dimenticare il liberismo e le ferree leggi del mercato, sovvenzionando con danaro pubblico la realizzazioni di nuove centrali nucleari.
La principale scelta del governo americano che ha scosso il mercato statunitense e ha ridato fiato, a livello internazionale, alle lobby del nucleare è stata quella che accolla allo Stato gli oneri assicurativi, a copertura di incidenti disastrosi per l'impianto e per la popolazione, alla faccia del nucleare sicuro!
In una sua nota, il Rachel's Democracy and Health News (www.precaution.org/lib/07/prn_nuke_news.070927.htm)
si chiede i motivi di questa scelta dello zio Sam.
La risposta è che Washington e Wall Street hanno deciso che l'energia nucleare è preferibile alle fonti di energia rinnovabile (assolutamente in grado di dare risposta ai consumi energetici americani) perchè in questo modo la politica e la finanza continuano a controllare direttamente e da soli il mercato mondiale dell'energia; nel caso delle fonti energetiche rinnovabili, necessariamente diversificate, adattate alle singole realtà locali e con produzioni fortemente delocalizzate (la microgenerazione diffusa sui tetti con impianti eolici e fotovoltaici e nelle cantine con micro-generatori a biogas) è la famiglia e l'azienda proprietaria dell'impianto di autogenerazione a controllare l'uso del proprio finanziamento e dell'energia prodotta.
In gioco è il controllo oligarchico (da parte di pochi) del potere, contro la democrazia diffusa che passa anche per il controllo delle fonti di energia e delle risorse.
Questa grande partita si sta giocando anche in Italia, dove il nucleare nostrano sarà ancora una volta sovvenzionato con danaro pubblico come è con denaro pubblico ( sovratassa su fornitura di energia elettrica) che le ignare famiglie italiane stanno pagando per la messa in sicurezza delle vecchie centrali nucleari italiane, dismesse in gran parte per vetustà negli anni '80. Pochi sanno che solo negli ultimi sette anni abbiamo pagato, per il funerale infinito del nucleare italiano dismesso, 500 milioni di euro.
La storiella, falsa, che il nucleare costa poco e contribuisce a ridurre le emissioni di gas serra è già stata preparata e nella assoluta mancanza di informazioni esenti da conflitti di interesse, molti stanno abboccando.
Federico Valerio
Presidente Italia Nostra
Sezione di Genova
L'amico Gianni Mattioli si è messo a fare l'Avvocato del Diavolo e mi ha chiesto dieci buoni motivi per relegare gli inceneritori ad un ruolo marginale nella gestione dei materiali post consumo.
Ecco la mia risposta:
Caro Gianni
eccoti qualche ragione a supporto di scelte che giustificano un ricorso marginale all'incenerimento con recupero energetico ( 10-15%):
- E' il sistema di trattamento più costoso
- Ha tempi di ammortamento degli investimenti eccessivamente lunghi (20 anni)
- Necessita di grandi economie di scala
- Si pone in oggettiva concorrenza con un riciclo poco più che dignitoso, 40-50% ( riciclo vero, non quello che è un incenerimento mascherato come avviene per le plastiche miste raccolte in modo differenziato con il sistema a campane, di così bassa qualità che il loro incenerimento è garantito). Se il riciclo supera questa quota anche con le plastiche ( presenti nei rifiuti per il 15-20% in peso) non c'è più niente da bruciare
- E' un sistema rigido, incapace di assecondare i mutamenti in atto: aumento riciclo con il porta a porta, avvio di politiche di riduzione ( vuoto a rendere), introduzione di imballaggi biodegradabili, recuperi con sistemi di selezione meccanici
- Gli attuali incentivi a favore dell'elettricità prodotta con l'incenerimento creano una concorrenza sleale con tutti gli altri metodi di recupero
- Non elimina affatto la necessità di discariche, produce rifiuti solidi pari al 20-30% del materiale in ingresso
- L'ecotossicità delle ceneri è ancora oggetto di studio e i risultati segnalano che questo problema è stato ampiamente sottovalutato.
- Sono prevedibili ed auspicabili norme comunitarie più restrittive per la gestione delle ceneri, norme che inevitabilmente aggraveranno costi e consumi energetici.
- Trasforma in composti tossici (fumi e ceneri) composti sostanzialmente innocui ( imballaggi) o igienizzabili con tecniche biologiche ( compostaggio e fermentazione anaerobica).
- Per i nostri climi il teleriscaldamento non giustifica l'investimento in queste tecnologie
- La realizzazione di impianti di incenerimento nei centri abitati per utilizzare il teleriscaldamento aumenta imprudentemente il numero degli esposti
- Le attuali normative europee per i composti persistenti e i distruttori del sistema endocrino emessi dagli inceneritori non tengono conto dei reali meccanismi di esposizione (accumulo nell'ambiente e lungo la catena alimentare e l'effetto cumulativo delle altre fonti di questi composti ).
- Norme giapponesi in cui si conteggiano le diossine presenti nei fumi e nelle ceneri non sarebbero rispettate da impianti italiani che vanno per la maggiore
- Un moderno inceneritore emette meno inquinanti in atmosfera per unità di volume di fumi, di uno della penultima generazione ma la sua capacità per l'economia di scala è enormemente aumentata( 600.000 -700.000 ton/anno), con immissione nell'ambiente di quantità di composti persistenti non molto dissimile di quella prodotta dai vecchi impianti più piccoli ( 90-100.000 ton/anno).
- Gli studi epidemiologici ben fatti segnalano rischi sanitari per la popolazione esposta ai fumi degli inceneritori. Questo significa che i composti emessi da questi impianti hanno un effetto biologico dannoso per la salute. E' probabile che i rischi maggiori siano creati dai composti persistenti e bioaccumulabili che continuano ad essere prodotti ed emessi anche dai nuovi impianti
_ a confronto con il riciclo, in base a serie analisi di cicli di vita è quest'ultimo che ha minor impatto ambientale, maggior risparmio energetico e minore emissioni di gas serra. E questo vale sia per la plastica che per la carta.
- Si mette in concorrenza sleale con chi ricicla carta e legno, sottraendogli indispensabili materie seconde
- Non è una scelta obblgatoria: un giusto mix di riduzione, riciclo, compostaggio, fermentazione anaerobica con produzione di bio-metano e trattamenti meccanico biologici per la frazione indifferenziata e si può chiudere il cerchio, mettendo a stoccaggio una quantità di scarti inerti pari alle ceneri che, a parità di materiali trattati, il modello Brescia avrebbe prodotto.
- Stanno entrando sul mercato tecniche di separazione e trattamenti chimici e biochimici delle frazioni miste di cellulosa e plastiche ( quello che residua da trattamenti meccanico biologici) in grado di offrire ulteriori recuperi di materia e la produzione di combustibili liquidi ( gasolio)
- Gli inceneritori austriaci immettono in atmosfera 44 nanogrammi di diossine equivalenti ogni 1000 chili di rifiuti inceneriti, alcuni dei migliori inceneritori italiani viaggiano sui 170 ng/ ton.
- Se si sommano le diossine emesse nei fumi con quelle presenti nelle ceneri , nella maggior parte dei casi questa quantità (10400 ng/ton ) è maggiore di quella presente nei rifiuti (2700 ng/ton nel 1999 e in ulteriore diminuzione in corrispondenza ad una minore contaminazione dei nostri cibi con l'eccezzione della mozzarella di bufala nostrana
- Le concentrazione di metalli tossici, idrocarburi policiclici aromatici, diossine che si trovano nelle ceneri sono spesso maggiori di quelle presenti nei rifiuti inceneriti.
Può bastare?
Confesso che il mio livello di preoccupazione alla luce di quanto ha fatto il governo uscente e a quanto si appresta a fare quello entrante è in forte aumento.
La gestione della crisi napoletana sarà la cartina di tornasole di quanto ci attende nei prossimi anni.
Sarà difficile ma non è il caso di rassegnarsi, allego il documento della Assise di Napoli che illustra bene cosa sta succedendo.
Pertanto il Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania chiede di porre fine all’illegittimo regime di emergenza servito solo a sperperare danaro pubblico, affinché le future scelte vengano prese nel rispetto delle normative vigenti, sia italiane che comunitarie: le uniche in grado di garantire la salute dei cittadini