Manuale di sopravvivenza di uno scienziato preoccupato ma non ancora disperato
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Nome: Federico Valerio
Le mie radici napoletane da tempo si sono abbarbicate agli scogli di Liguria. Sono un chimico che cerca di salvaguardare la salute della gente e l'ambiente e, a volte, ci riesce...
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Ho una certa difficoltà a comprendere quali interessi strategici nazionali si nascondano nei cantieri dell'inceneritore di Acerra, tali da giustificare il presidio di 60 soldati della Brigata Bersaglieri Garibaldi.
Una fredda e razionale valutazione di quello che succederà all'interno di questo impianto è che ogni 1.000 chili di "monnezza termovalorizzata", saranno trasformati in 200 chili di rifiuti tossici ( le ceneri) e in 300 grammi di inquinanti altrettanto tossici immessi in atmosfera ( polveri fini, ossidi di azoto, ossido di carbonio, metalli pesanti) insieme a 44,4 nanogrammi TEQ di diossine*.
E' il caso di ricordare che nei 1.000 chili di spazzatura presi in esame ci sono circa 250 chili di acqua (umidità media di un rifiuto urbano: 22-25%) e che l'acqua è la componente principale dei circa 300 chili di scarti di cucina dei napoletani che contribuiscono a formare i 1.000 chili di scarti. I restanti 700 chili sono fatti prevalentemente di imballaggi di cellulosa, plastica, metalli, vetro, tessuti, per definizione inerti dal punto di vista igienico-sanitario.
Questo significa che un inceneritore è una macchina che trasforma in composti tossici, scarti che al peggio puzzano e inoltre sappiamo che l'energia che questi impianti producono è nettamente inferiore a quella necessaria per produrre, a partire dalle rispettive materie prime ( minerali, alberi, petrolio..), i beni termodistrutti.
Definire "stupida " questo tipo di scelta mi sembra il minimo.
Ma ovviamente l'interesse strategico esiste, e sono gli elevati guadagni garantiti per i costruttori e per i gestori di questi impianti, e pagati generosamente con danaro sborsato, a loro insaputa, da tutti gli italiani.
E grazie all'emergenza, il bottino è ancora più sostanzioso, in quanto sia Prodi che Berlusconi con la bendizione di Veltroni hanno reintrodotto, per gli inceneritori campani, i lauti benefici dei certificati verdi a tutta l'energia elettrica prodotta.
Che questi interessi debbano essere garantiti dall'esercito, fatto di professionisti pagati con le tasse di tutti gli italiani per tutt'altri compiti, è un fatto inquietante che ci fa tornare indietro di oltre un secolo, quando era l'esercito che interveniva a tutela dei padroni delle ferriere contro una classe operaia fruttata che reclamava i suoi sacrosanti diritti.
* la stima delle emissioni si basa su misure effettuate sui tre inceneritori attualmente operativi in Austria
TENDE PARA SOLE
Guardandomi in giro in questi giorni afosi, ho constatato che la maggior parte delle tende avvolgibili poste nei condomini per far ombra ai poggioli, sono di un bel verde o blu scuro, sono attaccate direttamente sul soffitto del balcone e spesso, quando sono messe in funzione, scendono verticalmente per gran parte dell'altezza del poggiolo.
Ho l'impressione che in questo modo si facciano diversi errori progettuali e di gestione che diminuiscono gli effetti positivi dell'ombreggiatura.
Una tenda di colore scuro, rispetto ad una tenda bianca, accumula molto più calore, una volta esposta al Sole; la sua temperatura si innalza più della temperatura ambiente, con conseguente irraggiamento di calore verso l'abitazione, sotto forma di raggi infrarossi. La camera d'aria ferma che si crea tra la stoffa e i muri dell'edificio, inevitabilmente provocherà un aumento della temperatura di questo micro-ambiente.
Chi ha questo tipo di tenda può verificare la giustezza di queste mie osservazioni, dopo qualche ora di esposizione al Sole, toccando con la mano la tenda, a diverse altezze, e verificare se la temperatura della stoffa aumenta progressivamente; un termometro digitale dovrebbe permettere anche di misurare la temperatura dell'aria all'interno della tenda a diversa altezza , valore da confrontarsi con la temperatura dell'aria esterna, misurata ovviamente tenendo all'ombra il termometro.
Se la mia ipotesi è corretta, per far lavorare al meglio la tenda, in modo che possa offrire maggior refrigerio, la sostituirei con un tessuto il più chiaro possibile; se il bianco ha il problema di sporcarsi presto, una tenda grigio chiaro potrebbe essere una soluzione.
Sempre se è possibile, rimonterei la tenda con due distanziatori che permattano di separare il rullo della tenda dal soffito di almeno 20 centimetri, in modo che l'aria calda che si produce sulla superfice interna della tenda, possa uscire all'esterno attraverso questa fenditura.
Infine posizionerei la barra che tiene verticale la tenda, il più alto possibile,in modo da ridurre al minimo la superfice di tenda esposta al Sole. L'altezza ottimale della tenda abbassata deve essere quella minima che serve per tenere in ombra le finestre e il pavimento del poggiolo.
Non pretendo che il Sindaco Iervolino legga il mio Blog,
(federicovalerio.splinder.com/post/16090799/Non+%C3%A8+tutto+oro%3A+l%27incenerito
ma , per cortesia, qualcuno dei miei compaesani, prima della visita del Sindaco all'inceneritore di Vienna le faccia almeno sapere che la vicinanza dell'inceneritore con l'ospedale non è la dimostrazione della sua innocuità.
Quel sito fu individuato negli anni '70, quando nessuno immaginava che un inceneritore potesse produrre cancerogeni e nanopolveri; allora era più importante trovare una adeguata ed economica utilizzazione del calore residuo ( teleriscaldamento) e la vicinanza dell'ospedale fu giudicata una opportunità da sfruttare.
Non sono sicuro che oggi i viennesi, nonostante i miglioramenti nel trattamento fumi, farebbero la stessa scelta.
Comunque, cercate di informare il Sindaco che l'Austria incenerisce solo il 10% dei suoi rifiiuti.
Tutti gli altri li ricicla e li composta. E già che il sindaco va in Austria che visiti anche gli impianti di separazione e recupero della frazione secca, gli impianti di compostaggio, di trattamento meccanico biologico e quelli che producono bio-metano per fermentazione anaerobica della frazione umida.
Il 18 Giugno è stata inaugurata a Genova la prima sessione di Corsi di Compostaggio Domestico.
L'iniziativa fa parte della strategia del Comune di incentivare questa pratica anche in ambito urbano con l'obiettivo di ridurre la quantità di scarti umidi da avviare a discarica o a trattamento.
I Corsi si rivolgono a tutte le famiglie che fanno giardinaggio sia con orti e giardini, ma anche con terrazzi e balconi fioriti. Stime su base nazionale valutano che siano circa 80.000 le famiglie genovesi che praticano questo Hobby, compresi i gestori di 36 ettari di orti urbani, sorti sulle colline nelle periferie della città.
Questa attività richiede annualmente 5.000 tonnellate di compost auto producibile con il compostaggio di 10.000 tonnellate di scarti di cucina.
I corsi, gestiti da Italia Nostra, mettono i grado tutti i compostatori di trasformare in pochi mesi e senza i problemi i loro scarti umidi in terriccio "profumato di bosco" da utilizzare nell'ambito domestico.
Potenzialmente si possono sottrarre al ritiro e allo smaltimento il 10% degli scarti umidi prodotti dalla città.
Chi è interesato può scaricare da i Media del Blog il testo del Corso.
Con il solstizio d'estate, il 21 giugno, il giorno più lungo dell'anno , dopo tanta pioggia, si è portato dietro il bel tempo e il caldo.
Un trucco per tenere al fresco le nostre abitazioni è quello di ricreare il bosco in città.
Sulle terrazze , lungo i balconi, sulle facciate rivolte a Sud, fate crescere rampicanti, coprite di graticci le pareti a far da sostegno a piante sarmentose, costruite doovunque è possibile pergolati e giardini pensili.
Il vostro palazzo ne guadagnerà in bellezza e frescura.
Io ho deciso che, da quest'anno, un pezzo del mio balcone diventa un orto e nel vaso ho cominciato a piantare pomodor, varietà "cuore di bue".
Stamane con il mio mini termometro a raggi infrarossi, dopo alcune ore dall'arrivo del sole, ho misurato la temperatura esterna del muro: 35°C. Sullo stesso muro, all'ombra delle piante di pomodoro che hanno già messo i primi fiori, la temperatura era a 29°C.
Una bella differenza, da attribuire non solo all'effetto ombra ma anche al raffreddamento per evaporazione delle foglie, anch'esse a temperatura decisamente più bassa del muro esposto al Sole.
Causa il caro petrolio, gli italiani stanno diminuendo il consumo di benzina. Il fenomeno coinvolge tutta la penisola con un generalizzato crollo del fatturato dei distributori negli ultimi sei mesi che ha raggiunto l'apice nella mia Genova, con meno 30%.
Chi vende benzina non sarà certamente contento, ma non si colgono segni di malumore da parte del popolo degli automobilisti che, a quanto pare, sta scoprendo i vantaggi del trasporto collettivo e in alcuni casi del muoversi in bicicletta, visto l'inaspettato successo di tutte le iniziative di byke-scaring che stanno sorgendo in Italia.
Vuoi vedere che è iniziata l'era della decrescita felice e non ce ne siamo ancora accorti?
Allego un articolo che ho inviato ad un quotidiano di Genova, per promuovere i progetti pilota di raccolta differenziata avviati da qualche mese in due quartieri, Sestri e Pontedecimo, urbanisticamente difficili: grandi condomini, carenza di spazi comuni, marciapiedi stretti. Per questi motivi la raccolta differenziata è a livello condominiale. Ogni condominio ha i propri contenitori per la raccolta delle frazioni differenziate e il proprio cassonetto dell'indifferenziato non riciclabile.
Ovviamente, dati e considerazioni dell'articolo vanno bene anche per il resto d'Italia. Buona lettura.
Ieri il Parlamento Europeo ha adottato una Direttiva in tema di gestione di Materiali Post Consumo che sposa a pieno quanto stiamo dicendo da tempo e manda in soffitta, per evidente obsolescenza, il Piano di Gestione dell'emergenza Campana del nostro Governo e della nostra opposizione ombra.
Elenco i punti fondamentali:
Ora tocca ai nostri governi recepire correttamente la Direttiva.
Possiamo scommettere che il Governo Berlusconi farà orecchio da mercante a tutto questo..
Da parte dei partiti di opposizione e di quelli extraparlamentari, a meno che non abbiano vocazioni suicide, mi aspetto un sobbalzo di dignità e coraggio.
Confesso, tuttavia, di non farmi troppe illusioni a riguardo.
Ogni anno gli italiani usano e gettano 350.000 tonnellate di bottiglie in PET (Poli Etilen Tereftalato)per bere acqua che gli fanno credere sia più buona di quella del loro rubinetto.Si calcola che per produrre queste bottiglie ci vogliano 665.000 tonnellate di petrolio
E' possibile che tra qualche anno useremo e butteremo 350.000 tonnellate di bottiglie in PLA ( Acido Polilattico) e per convincerci al cambiamento ci fanno credere che questo nuovo prodotto sia ecologico, in quanto il PLA, prodotto dalla fermentazione dl mais è biodegradabile e in tre mesi, si decompone in anidride carbonica e acqua.
Quanto petrolio ci vogliaper arare i campi, seminarli, irrigarli, fertlizzarli, disinfestarli, per raccogliere e lavorare il mais, per produrre il monomero e da questo sintetizzare il PLA ed infine produrre la bottiglia, riempirla, trasportarla al mercato e, una volta vuota, raccoglierla e trasportarla in discarica o all'inceneritore , non è dato sapere.
Non sarebbe meglio una bella robusta bottiglia in PET da riutilizzare più volte con la strategia del vuoto a rendere?
E poi, confesso: mi sfugge il motivo per cui questa innovazione venga presentata come una soluzione all'emergenza rifiuti.
Le strade di Napoli apparirebbero diverse se riempite di bottiglie e sacchetti maleodoranti ma tutti rigorosamente biodegradabili?
ps: per i più giovani che non hanno mai sperimentato il "vuoto a rendere", spieghiamo che se al momento dell'acquisto di una bottiglia (acqua, latte, aranciata, birra, vino...), si porta al negozio una equivalente bottiglia vuota, si paga solo la bevanda imbottigliata. Se non si consegna il contenitore vuoto, si paga, caro, anche il contenitore. Il contenitore vuoto, ritirato dall'autotrasportatore che ha consegnato i contenitori pieni è riportato all'azienda che lava e sterilizza la bottiglia e la riempie con la bevanda fresca.Può sembrare strano ma questa strana usanza era in uso anche in Italia, non molti anni fa.
Con sorpresa ho appreso che lo studio commissionato all'IST dalla Scuola Agraria di Monza, in accordo con la Provincia di Savona non è stato divulgato.
Autorizzato dall'assessorato competente provvedo a colmare la lacuna. Lo studio ha messo a confronto l'impatto ambientale del vecchio piano con inceneritore con un nuovo piano che privilegia riduzione, riciclo, trattamenti meccanico biologici. Le conclusioni sono che se il nuovo piano approvato venisse realizzato il savonese risparmierebbe danaro e migliorerebbe la qualità dell'aria risparmiando 80 tonnellate di inquinanti all'anno e un be pò di diossine
Purtroppo, arrivati ormai alla fine del mandato del consiglio provinciale,il nuovo piano è in gran parte ancora sulla carta.
La lettura del documento fornirà utili ed inedite informazioni. Ovviamente siete invitati sia a leggerlo, ma ancor più a farlo conoscere a tutti coloro che pensate siano interessati.
Buona lettura.