Manuale di sopravvivenza di uno scienziato preoccupato ma non ancora disperato

Eccomi

Utente: federico46
Nome: Federico Valerio
Le mie radici napoletane da tempo si sono abbarbicate agli scogli di Liguria. Sono un chimico che cerca di salvaguardare la salute della gente e l'ambiente e, a volte, ci riesce...

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giovedì, 30 aprile 2009
E ecco a noi, la messicana!

Ci siamo!


Sta ufficialmente arrivando la "Messicana", ovvero la nuova pandemia, la nuova epidemia di influenza fuori stagione, destinata a colpire gran parte della popolazione mondiale, dopo la tremenda Spagnola del 1918 e la non meno problematica "Asiatica" degli anni successivi.


Come vi ho raccomandato, se volete capire bene cosa sta succedendo e cosa dobbiamo aspettarci, consultate la vecchia e brava BBC, dove il servizio pubblico è ancora degno di questo nome.


Esemplare il parere di sette diversi esperti che con poche e misurate parole  ( sono sicuro che gli hanno dato il numero massimo di lettere da usare) ci forniscono il quadro della situazione. Tutti i loro pareri, pur nella diversità di opinioni e di accenti, infondono vera sicurezza a chi legge. Questo sentimento  viene dalla chiara percezione che dietro quei nomi ci sono competenze e professionalità.


"L' Europa ed in particolare l'Unione Europea è il paese più preparato a fronteggiare questa emergenza"


Ci credo, ma avrei preferito che i governi italiani in questi anni avessero investito meglio e di più nella Ricerca e nell' Università.


E' in circostanze come queste, che si vede cosa fa veramente la differenza tra le diverse Nazioni.




 

Postato da: federico46 a 14:23 | link | commenti (1)
società, ambiente e salute

martedì, 28 aprile 2009
Psicosi e schiocchezze

D'accordo che bisogna evitare il panico e allarmismi , ma che un ministro alla salute faccia affermazioni scorrette, con l'intenzione di tranquillizzare, non è accettabile.


Da La Repubblica di oggi: " Il ministero della salute rassicura. " Abbiamo 40 milioni di dosi di antivirali stoccate, evitiamo pericolosi allarmismi".


Ora il ministro dovrebbe rispondere alla domanda  " Le dosi antivirali di cui parla , sono efficaci per neutralizzare il virus mutato della febbre suina?"


La risposta è no! 


Tanto è vero che  tutto il mondo si sta attrezzando per approntare il più velocemente possibile un vaccino in grado di riconoscere e contrastare questo nuovo virus. Tutto il resto è acqua fresca;  utile, al massimo, per l'effetto placebo.


 

Postato da: federico46 a 08:42 | link | commenti (3)
ambiente e salute

sabato, 25 aprile 2009
Arriva la Messicana?

Alla  Crisi  Gobale Perfetta del terzo millennio, mancava la Pandemia, l'arrivo della Peste.

E ora, forse ci siamo, stiamo completando il quadro..

Le notizie di oggi dal Messico e dal Sud degli Stati Uniti, di decine di giovani morti in quanto colpiti da un virus mutato dell'influenza suina, sono vere e preoccupanti.

Il mio consiglio è di seguire con attenzione la stampa straniera che più della nostra sta dando informazioni su questa vicenda.

Ad esempio quanti di voi sapevano che l'Organizzazione Mondiale della Sanità, in base ai casi accertati di passaggio del virus dai suini all'uomo, ha aumentato di due punti il livello dello stato di allerta sanitario?

L'ultima Pandemia ci ha colpito nel 1918, con  milioni di morti nella sola Europa, molti di più di quanto ne fece la Grande Guerra appena finita e la febbre mortale che colpiva in prevalenza i giovani fu chiamata  "Spagnola".

Postato da: federico46 a 17:45 | link | commenti (2)
ambiente e salute

venerdì, 24 aprile 2009
Smentita per il G8 all'Aquila

Io favorevole alla proposta di Berlusconi a far svolgere il G8 all' Aquila?


Mi dispiace, sono stato frainteso :-)!


Si, è vero, ci ho pensato, ma Ieri sera ho cambiato idea. Sono assolutamente favorevole alla proposta fatta a Anno Zero da un giovane giornalista siciliano: " Niente Maddalena, niente Aquila. Gli otto "grandi", se proprio devono incontrarsi, lo facciano in teleconferenza, magari con Skipe, restando ognuno a casa propria".


Per quello che si devono dire !


E i risparmi ambientali ed economici sarebbero immensi: niente viaggi di trasferimento intercontinentali dei presidenti, delle rispettive consorti e delle scorte; niente personale e giornalisti al seguito, niente pranzi ufficiali, niente polizia e agenti per la sicurezza sparsi in giro, nessuna blindatura dei luoghi di incontro, nessun trasferimento di contestatori da tutto il mondo  per raggiungere l'Aquila.


E comunque, ne sono certo, anche in video-conferenza Berlusconi troverebbe  il modo di mettersi in luce !


 

Postato da: federico46 a 08:05 | link | commenti
ambiente e società

giovedì, 23 aprile 2009
G8 all'Aquila

Non ho nessuna simpatia per Berlusconi e i suoi; ho ancora negli occhi il disastro che il G8 ha portato a Genova ed  ancora oggi, a distanza di anni, evito accuratamente di tornare nei luoghi dove ho assistito alle pesanti cariche di polizia a danno di cittadini inermi e pacifici, ma l'idea di realizzare il G8 all'Aquila , piuttosto che alla Maddalena, non mi dispiace.


Riusciremo ad evitare scempi irreversibili all'isola, e con i soldi così risparmiati potremmo contribuire alla irrinunciabile ricostruzione degli Abruzzi.


Quando mai?


Ovviamente tutti pensiamo che ci sarà un assoluto rispetto delle norme antisismiche e che mafia e camorra saranno accuratamente tenute lontane anche da queste opere.

Postato da: federico46 a 13:37 | link | commenti
ambiente e società

martedì, 21 aprile 2009
Plagio solare

Notizia di questi giorni che il signor Bohmer, un inventore norvegese trapiantato in Kenia ha vinto 75.000 dollari , il premio previsto dal "Financial Times Climate Change Challenge".


L'idea vincente è un forno solare che costa solo cinque dollari, in quanto non è nient'altro che una scatola di cartone foderata di alluminio con un coperchio in vetro.


Peccato che sia un plagio clamoroso : -) a danno di un gruppo di amici genovesi, compreso il sottoscritto, che negli anni '70, sotto la sigla Coordinamento Ricerche ed Informazioni Problemi Energetici (CRIPE) promuoveva l'uso dell'energia solare, realizzando, tra l'altro proprio un forno solare fatto partendo da una scatola per scarpe.


Ma questo non è stato l'unico plagio a nostro danno, anche Rubbia ci ha rubato l'idea di un concentratore solare  a specchio cilindrico, con l'unica variante che mentre lui con il Sole riscalda un fluido per produrre elettricità, noi ci cuocevano le salcicce.


Il problema è che in campo di fruttamento delle fonti di energia rinnovabile, non bisogna inventarsi quasi nulla;  dobbiamo solo riscoprire, adattare e, principalmente , usare tecnologie, molto semplici, stranote da tempo. E il CRIPE è nato troppo presto, quando i tempi per il cambiamento non erano ancora maturi.


Che sia la volta buona?

Postato da: federico46 a 12:01 | link | commenti (2)
ambiente e società, energie rinnovabili, economia domestica

giovedì, 16 aprile 2009
Madama La Marchesa

Mi sembra importante l'articolo di Giuseppe Caporali (La Repubblica) che allego, in cui si riporta il verbale "tranquillizzante" della Commissione Grandi Rischi, emesso cinque giorni prima della tragedia dell'Aquila.


A mio avviso l'errore è stato quello di aver volutamente ignorato un nuovo, oggettivo, scientificamente misurato, segnale di "allarme": l'aumento delle emissioni di gas radon.


Il mantenimento di stato di allerta della popolazione e della protezione civile, avrebbe salvato delle vite?


A quando il reato di "mancata prudenza"?




I verbali della riunione del 31 marzo della Commissione Grandi Rischi



Boschi: "Escluderei che lo sciame in corso sia preliminare di eventi"


Il vertice prima del dramma

"La popolazione può stare tranquilla"



di GIUSEPPE CAPORALE







Il vertice prima del dramma "La popolazione può stare tranquilla"

La Casa dello studente crollata all'Aquila






L'AQUILA - Martedì 31 marzo, ore 18.30. Cinque giorni prima del terremoto. A palazzo Silone, all'Aquila, in una sede della Regione Abruzzo, su richiesta del capo del Dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso, si riunisce d'urgenza la Commissione nazionale Grandi rischi. La città è piegata dalle scosse: più di duecento, fino a quel momento. La più violenta il giorno prima (quattro gradi di magnitudo). Quella che scatena il panico in diversi locali pubblici: Università, Comune, Provincia e la stessa Casa dello Studente (che viene evacuata per tre ore). In città e nei dintorni c'è tanta paura.





La gente ad ogni scossa corre in strada. Cominciano a cedere alcuni intonaci. Nei palazzi spuntano le prime crepe. Il centralino dei Vigili del Fuoco è in tilt. Dalle tv e dai giornali rimbalza la notizia che un tecnico del laboratorio Gran Sasso, Gioacchino Giampaolo Giuliani, preannuncia l'arrivo di un terremoto devastante. La tensione è altissima.



La riunione voluta da Bertolaso "con l'obiettivo - si legge in un comunicato stampa della Regione Abruzzo - di fornire ai cittadini abruzzesi tutte le informazioni disponibili alla comunità scientifica sull'attività sismica delle ultime settimane" è presieduta da Franco Barberi, presidente vicario della commissione. Al tavolo operativo siedono Bernardo De Bernardinis, vice capo del dipartimento della Protezione Civile, Mauro Dolce, direttore dell'ufficio sismico, quattro esperti dei fenomeni sismici (tra cui Enzo Boschi), il direttore del Centro Nazionale Terremoti (Giulio Selvaggi), l'assessore alla protezione civile della Regione Abruzzo (Daniela Stati), tre funzionari della Regione, tre della Protezione Civile, il sindaco dell'Aquila e tre vice prefetti del capoluogo. Sono venti, in tutto, nella sala.



La riunione - è scritto nel verbale - dura 60 minuti.

Prende la parola il professor Boschi: "Escluderei che lo sciame sismico sia preliminare di eventi (...) - anche se spiega - siamo in una zona sismica attiva. Nell'area abruzzese registriamo circa 800 scosse l'anno. Ma i terremoti non si possono prevedere, si possono solo prevenire". Interviene poi Barberi: "Gli sciami tendono ad avere la stessa magnitudo ed è molto improbabile che nello stesso sciame la magnitudo cresca (...) Noi rappresentiamo la situazione scientifica". Prende la parola la Stati, assessore regionale: "Noi, io e il sindaco, dobbiamo anche dare risposte politiche. Quello che vogliamo sapere è se dobbiamo dare retta a chi vai in giro a creare allarmismo (il riferimento è a Giuliani, ndr)". Risponde Barberi: "Non c'è nessuno strumento che possa avvisarci che ci sarà un terremoto. Non vale la pena che la Commissione Grandi Rischi discuta di questo. (...) Questa sequenza sismica non preannuncia niente, ma sicuramente focalizza di nuovo l'attenzione su una zona sismogenetica in cui prima o poi un grosso terremoto ci sarà". L'assessore Stati ringrazia: "Queste vostre affermazioni mi permettono di andare a rassicurare la popolazione".



E scritto ancora nel verbale: "In chiusura interviene il prof. Mauro Dolce (responsabile ufficio sismico, ndr) che raccomanda che i tecnici in fase di sopralluogo prestino attenzione non tanto agli elementi strutturali, che quasi sicuramente, non dovrebbero essere danneggiati, quanto alle strutture di completamento quali controsoffitti, rivestimenti, comignoli, cornicioni, balconi (etc)". La riunione si conclude alle 19.30, con una conferenza stampa, dove De Bernardinis è ancora più esplicito: "La comunità scientifica conferma che non c'è pericolo, perché c'è uno scarico continuo di energia; la situazione è favorevole. Questa vicenda deve insegnare due cose: convivere con territori fatti in questo modo, cioè a rischio sismico; mantenere uno stato di attenzione, senza avere uno stato di ansia". Cinque giorni dopo, la tragedia.



Postato da: federico46 a 08:30 | link | commenti (1)
ambiente e società

mercoledì, 15 aprile 2009
Sabbia, cemento e lacrime

Sarebbe opportuno che il pubblico ministero che sta indagando sui crolli di numerosi edifici pubblici aquilani, oltre che sulla qualità del  tondino di ferro e della sabbia usata per queste costruzioni, indaghi anche sulla qualità del loro cemento.


Da tempo, i cementifici sono diventati impianti per lo smaltimento di svariati tipi di rifiuti di origine urbana ed industriale.


Si va dalle code di distillazione del petrolio, alle farine animali, ai copertoni, alle ceneri di inceneritori, di centrali a carbone e a biomasse.Questi scarti sono utilizzati sia come combustibili che come materie "prime" per la produzione di cemento.


L'elenco dei rifiuti che legalmente possono entrare in un cementificio è molto lungo ed una pericolosa anomalia di questa pratica, in origine anche utile, è che per questo utilizzo i cementifici sono pagati da chi conferisce i rifiuti.


Numerosi studi stanno dimostrando che se non sono adeguatamenete controllate le quantità di cromo, alluminio, solfati che entrano negli impianti e nel cemento prodotto, la resistenza dei manufatti realizzati con quel tipo di cemento può essere pericolosamente inferiore ai requisiti di sicurezza.

Postato da: federico46 a 08:07 | link | commenti
ambiente e società

venerdì, 10 aprile 2009
Estote Parati

"Siate preparati"


Il motto degli scout, potrebbe essere la parola d'ordine di tutti coloro che vivono in aree ad alta sismicità.


In assenza dello Stato, che neanche sa che cosa sia la prevenzione, prepariamoci ad affrontare il possibile prossimo sisma, per minimizzarne i danni.


Come avete capito, l'ideale sarebbe abitare in case antisismiche,  ben progettate. Se cercate casa, appurate che la vostra nuova abitazione, oltre ad essere efficente dal punto di vista energetico,  abbia questo requisito e, per questo, mi raccomando non badate a spese.


In tutti i casi,  è opportuno sostituire all'italico atteggiamento scaramantico e fatalista, un più efficace atteggiamento di prudenza e di prevenzione attiva.


Provo ad elencare alcune azione alla nostra portata, in grado di minimizzare i danni in caso di terremoto:



  1. Se non lo avete ancora fatto, e il consiglio vale anche per chi vive in zone a bassa sismicità, fissate alle pareti, con robusti tasselli ad espansione, tutte i mobili alti, in particolare le librerie. Contemporaneamente provvedete a spostare in basso, tutti gli oggetti più pesanti. Durante un terremoto la caduta di questi mobili è garantito e finire schiacciati dalla propria cultura non è un modo elegante per finire i propri giorni

  2. A casa e nel posto di lavoro individuate e memorizzate la via di fuga più rapida e sicura e gli spazi aperti più sicuri dove riparare durante il terremoto.

  3. Magari aiutati da un bravo geometra, individuate quali sono le travi portanti della vostra abitazione, quelle che dovrebbero resistere al sisma e sotto le quali proteggersi, quanto tetti e soffiti dovessero crollare. Ho appreso dai miei nonni, con casa in Irpinia, che gli archi nei muri portanti sono i posti più sicuri ed è qui che entrambi si rifugiarono quando nel 1980 la loro casa fu sfiorata dal terremoto.

  4. Individuate in ogni stanza il tavolo più robusto sotto il quale rifugiarsi se i soffitti cominciano a crollare

  5. Insieme ai vostri bambini, ma si possono coinvolgere anche i nonni, fate ogni tanto e a sorpresa il gioco "Il terremoto-il terremoto" che funziona così: non appena qualcuno, a sorpresa ( questo è il gioco)  lancia l'allarme ( il terremoto, il terremoto) , tutti si rifugiano sotto i luoghi sicuri individuati in precedenza. Chi arriva per ultimo, paga pegno (ad esempio lava i piatti per  una settimana :-))

  6. Se volete essere i primi della classe in termini di prevenzione, provvedete a collocare nei pressi dei rifugi domestici o sotto i tavoli, un kit di sopravvivenza: caschetti da rocciatori, pronto soccorso, mascherine anti polvere, fischietto, provviste di bevande in lattina ( ricordatevi di sostituirle prima della scadenza). Il tutto vi potrebbe tornare utile se rimanete bloccati, ma vivi, sotto al tavolo o sotto all' arco. 

  7. E infine, nei pressi delle vie di fuga tenete sempre pronto all'uso uno o più zainetti  con tendina canadese, chiavi dell'auto, sacchi a pelo, tuta, poncho, pronto soccorso, ricambi, in quantità sufficente per l'intera famiglia; insomma tutto quello che vi potrebbe servire, anche se sieti scappati in pigiama, per stare il più confortevolmente possibile all'aperto, in attesa dei soccorsi.

Postato da: federico46 a 13:26 | link | commenti (2)
economia domestica

giovedì, 09 aprile 2009
Bilanci sisma

Rispetto ai danni alle persone provocate dal terremoto in Abruzzo sono possibili bilanci quasi definitivi.


Diciamo anche che si tratta di valutazioni molto accurate,  anche grazie alla professionalità e all'esperienza della nostra Protezione Civile. 


29.300 sono le persone le cui case sono state gravemente lesionate (gli abitanti delle case dichiarate inagibili), di questi, 1000 hanno subito ferite gravi e 278 (ad oggi) sono i morti accertati.


Pertanto, tra chi abitava nelle zone che hanno subito i danni più gravi, lo 0,95% è morto e il 3,4% è rimasto ferito.


Quali valutazioni si possono fare su questi numeri, con riferimento ad  un evento che ha sorpreso l'intera popolazione addormentata nelle proprie case?


In altre parole, il preallarme degli sciami sismici e gli allarmi del Giuliani hanno contribuito o no a limitare i danni alle persone, grazie ad opportune scelte personali fatte all'ultimo momento?

Postato da: federico46 a 08:55 | link | commenti (1)
ambiente e salute