Manuale di sopravvivenza di uno scienziato preoccupato ma non ancora disperato
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Nome: Federico Valerio
Le mie radici napoletane da tempo si sono abbarbicate agli scogli di Liguria. Sono un chimico che cerca di salvaguardare la salute della gente e l'ambiente e, a volte, ci riesce...
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Da piccoli avete cominciato a parlare e a camminare in ritardo rispetto ai vostri coetanei? All'asilo e alle elementari non brillavate per intelligenza?
La colpa di tutto ciò potrebbe essere vostra madre, o meglio, l'aria inquinata che vostra madre è stata costretta a respirare mentre era incinta di voi.
Questi sono gli sconcertanti risultati di uno studio, da pochi giorni pubblicato su Pediatrics, la rivista ufficiale dei pediatri americani.
Lo studio , a firma di Federica Perera , pubblicato on line il 20 luglio 2009 , ha valutato il grado di intelligenza di 249 bambini di cinque anni, in relazione all'esposizione della loro madre a idrocarburi policiclici aromatici, durante la gravidanza.
Fatte le dovute correzioni per tutti i possibili fattori confondenti, i bambini le cui madri erano state esposte ai più alti livelli di inquinamento hanno risposto in modo significativamente peggiore ai test di intelligenza a cui erano stati sottoposti, rispetto a bambini partoriti da madri poco esposte.
Lo studio si è svolto a New York, tra il 1998 e il 2003.
Questo risultato richiede conferme, ma il fatto è preoccupante, in quanto i policiclici aromatici (IPA) si trovano dappertutto, in quanto si formano quando qualche cosa brucia: dal tabacco, alla legna, alla benzina, al carbone.
I livelli di inquinamento critici sono stati registrati intorno ai 2 nanogrammi di IPA per metro cubo.
In quegli stessi anni (1994) a Genova, lungo le strade più trafficate, misuravamo circa 15 nanogrammi di IPA per metro cubo d'aria !
L'unica consolazione che dieci anni dopo, l'inquinamento da IPA a Genova si è ridotto di almeno cinque volte ( siamo intorno ai 2-3 nanogrammi per metro cubo), grazie, sopratutto, alle marmitte catalitiche.
I bambini che nascono oggi sono più svegli dei loro fratelli maggiori ?
Per arrivarci abbiamo percorso più di 400 chilometri, lungo strade di montagna, ma alla fine ne è valsa la pena.
La meta era Le Puyn, nel Sud della Francia e il toponimo deriva da singolari guglie, relitti di antichi vulcani sottomarini che caratterizzano il paesaggio di questa zona. Questo luogo, da millenni ha suggestionato le menti degli uomini che l'hanno raggiunto e su uno di questi pinnacoli, nel tempo, si sono succeduti, un Dolmen, un tempio a Mercurio e l'attuale chiesetta dedicata a San Michele, raggiungibile dopo 250 scalini.
Nei millenni a venire che cosa la sostituirà?

Insolito spettacolo sui cieli di Tolone.
Sopra una nuvola di fumo, segno di un incendio boschivo appena avviato, volteggiano due elicotteri. In lontananza uno stormo di Canadair in arrivo. Cinque velivoli anti incendio in perfetta formazione, in fila indiana, con ampie volute ben sincronizzate si dirigono sull'incendio che bombardano d'acqua, l'uno dopo l'altro.
Che i Francesi, dopo il terribile incendio di alcuni anni fa, che distrusse gran parte dei boschi della Costa azzurra, abbiano imparato la lezione?
Vi consiglio di andare in Provenza e visitare il Pont de Gard, l'acquedotto romano che scavalca le "gorge" del fiume Gard.
Non a caso questo monumento è nell'elenco degli oggetti tutelati dall'UNESCO, in quanto patrimonio dell'umanità.
E' un manufatto realizzato nel 60 AC e faceva parte dell'acquedotto lungo 50 chilometri che riforniva di acqua la città di Nimes. Lo stato di conservazione è stupefacente, ma ancora più stupefacente è la cura della Francia per questo sito.
L'accesso al ponte è solo pedonale e da lì, a vista d'occhio, non si vede altro manufatto che il ponte. Sotto le arcate, in mezzo alle bianche rocce di calcare scorrono le acque limpide del Gard. Lungo la riva, tanta gente che fa il bagno, molte canoe che affrontano le rapide, ma non c'è un chiosco, una cabina, un ristorante, a "valorizzare" il sito.
L'accoglienza, con tutti i servizi, è a qualche centinaio di metri, ben nascosta dalla macchia mediterranea.
L'attenzione al sito è nei piccoli particolari: fari per l'illuminazione notturna poco invasivi ( a LED ?), bidoni dei rifiuti a scomparsa. Ma il particolare più interessante si trova nella fitta copertura boscosa: non si vede una robinia, neppure a pagarla.
Non è un caso. La cura del sito è quello di restituire il paesaggio di 2030 anni or sono, ovvero solo macchia mediterranea e piante importate dai romani quali l'ulivo. E la robinia è una pianta invasiva estranea fino a qualche decennio or sono al paesaggio mediterraneo.
Insomma, un grazie di cuore ai Francesi! Qui e in gran parte del loro paese dimostrano che si può rispettare il paesaggio senza rinunciare ad un intelligente sviluppo turistico che fissa, e fa rispettare, precise regole di tutela.
Mi viene da pensare come sarebbe la piana dei templi di Agrigento, se gli Angioini ( Francesi) non fossero stati scacciati da quelle terre con i vespri siciiliani :-)
Sto trascorrendo alcuni giorni di vacanza in Provenza.
Sorpresa! Qui ogni albergo offre gratuitamente un acceso WiFi ad Internet e ogni ristorante, d'ufficio, ti offre gratuitamente una brocca d'acqua fresca.
Paese che vai...
Volutamente ho ignorato il G8 dell'Aquila; mi è bastato avere assistito a qualche episodio marginale di quello che è successo a Genova.
Tuttavia non posso ignorare quello che le cronache riferiscono sulla signora Obama, durante la sua visita a Roma: alla fine di una cena privata in un ristorante romano, la first lady ha elegantemente chiesto che le facessero un pacchetto di quello che era avanzato e che avrebbe finito in albergo, con i suoi figli.
E' quello che gli americani chiamano Doggy Bag, il fagottino per il cane, un'elegante scusa per evitare sprechi di cibo.
Non è mia usanza lasciare niente nel piatto e non mi vergogno di fare delle accurate scarpette, quando il sugo merita.
Viene presentato come il più grande impianto fotovoltaico in Italia e i suoi lavori sono cominciati da qualche giorno.
Tra dieci mesi, a Casella, alle spalle di Genova, tutti i 15.000 metri quadrati di due grandi capannoni industriali saranno ricoperti di celle fotovoltaiche con una potenza elettrica massima di 2100 kilowatt , in grado di coprire i consumi elettrici di 1000 famiglie.
E' un'iziativa tutta privata che sfrutta gli attuali bassi tassi di interesse e una riduzione del costo dei pannelli. Un investimento di otto milioni di euro che, grazie ai vari incentivi , si pensa di ammortizzare in 15 anni, quando l'impianto sarà a metà della sua vita attesa.
Quindi appuntamento a maggio 2010 per visitare l'impianto che sarà facilmente raggiungibile da Genova, con il favoloso trenino di Casella, una linea ferroviaria a scartamento ridotto che, risparmiata dalla smania di modernità, collega rapidamente Genova Righi a questo piacevole paese dell'entroterra, su comode vetture con vista panoramica della città.
Stamane, venendo al lavoro, mi è caduto l'occhio su una vetrofania appiccicata alla vetrina di un negozietto:
"SI RIPARANO SCARPE"
Meno male che c'è ancora chi sa fare il calzolaio!
Avevo qualche sospetto che i fuochi di artificio non facessero molto bene al nostro ambiente e la conferma viene da uno studio dell'EPA che ha documentato come dopo ogni spettacolo pirotecnico l'acqua di un lago vicino era significativamente contaminato da perclorato di potassio, un forte ossidante utilizzato in tutti i fuochi artificiali.
Bere acqua al perclorato non fa bene alla salute e il cloro che contiene questa molecola, insieme al cloro di molti metalli usati per produrre i bei colori che ci fanno stare la notte con il naso all'insù è certamente la spigazione dell'aumentata concentrazione di diossine nell'aria, dopo uno spettacolo pirotecnico.
Trovato il problema ci sono, per fortuna, dei bravi chimici che trovano la soluzione e già ci sono "fuochi verdi " senza perclorati che possono essere usati senza pericoli anche in casa. Peccato che costino molto di più dei fuochi inquinanti,