Manuale di sopravvivenza di uno scienziato preoccupato ma non ancora disperato

Eccomi

Utente: federico46
Nome: Federico Valerio
Le mie radici napoletane da tempo si sono abbarbicate agli scogli di Liguria. Sono un chimico che cerca di salvaguardare la salute della gente e l'ambiente e, a volte, ci riesce...

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martedì, 27 novembre 2007
Bio caminetti o Bio bufale

Su La Repubblica di oggi c'è una singolare pubblicità: quella dei biocaminetti CMC che, a detta del produttore, sono caminetti senza canna fumaria ma anche senza fumo ed, udite udite, senza polveri sottili.
Una rapida consultazione su internet mi ha permesso di chiarire l'arcano.
Quello che viene bruciato è alcol etilico che oggi si chiama bio-etanolo ma che è esattamente lo stesso alcol etilico del vino novello e delle nostre grappe che da sempre si sono ottenute da biomasse, come le chiamiamo oggi.
La novità è che questo bioetanolo è prodotto dalla fermentazione del mais. Come sapete ci sono forti dubbi che questo sia una cosa ecologica e che fa bene al Pianeta, comunque anche l'uso proposto non è una novità: i fornellini a "spirito" delle nostre nonne, dove si bruciava alcol etilico (denaturato) per farsi una buona tazza di thè era esattamente la stessa cosa e grazie a questi fornelli generazioni di scout e campeggiatori hanno riscaldato le loro tende.
Sul fatto che la combustione di alcol etilico avvenga senza sotto prodotti di combustione e senza produzione di polveri sottili, ho fortissimi dubbi: sul sito della ditta non c'è uno straccio di seria analisi a riguardo.

Postato da: federico46 a 10:06 | link | commenti (199)
ambiente e società, biomasse


Commenti
#1    03 Novembre 2008 - 10:47
 
salve,
a distanza di un anno, dalla messa on line di queste sue preoccupazione, si poi più documentato?
Ha delle novità?
Un amico ha acquistato uno di questi camini ed è molto soddisfatto.
Sarei tentata di seguirne l'esempio, il camino è sempre stato un mio sogno e non potendo installare la canna fumaria mi sembra la scelta migliore.
Quindi cercando ulteriori informazioni su internet, sono finita sul suo blog e questa sua dichiarazione mi ha un pò preoccupata. Ha delle novità?
Grazie
Laura
utente anonimo

#2    03 Novembre 2008 - 11:48
 
Non ho aggiornamenti ma ho visto che la pubblicità del biocaminetto è ricomparsa.
Qualunque combustione ha bisogno di ossigeno per funzionare e quindi, per lo meno, il "biocaminetto" ha bisogno di una presa di aria esterna per la sua alimentazione, come si dovrebbe fare per qualunque impianto a fiamma libera che si usa in casa, dallo scaldabagno, ai fornelli della cucina. Certamente ogni combustione produce sottoprodotti tossici, in particolari ossidi di azoto e polveri sottili che non è il caso di fare respirare a bambini e anziani.
A questa regola non sfugge neanche il metano che, in quanto gas, è uno dei combustibili più puliti.
Si potrebbe continuare, ma penso che basti.
Personalmente la sconsiglio caldamente a fare questa scelta.
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#3    05 Novembre 2008 - 17:22
 
salve Laura, io ho uno di questi camini a bioetanolo da 2-3 anni, anzi ho acquistato solo un bruciatore che ho messo in un vecchio camino. L'importante è non bruciare l'alcool del supermercato rosso...quello si che è tossico. Se Adoperi bioetanolo denaturato specificatamente per i camini non corri alcun pericolo. Dico questo perchè insieme al bioetanolo mi è stata fornita anche la scheda tecnica ( prove di laboratorio, su cavie , sui gas, etc ) si ottiene solamente vapor acqueo e co2 quanto ne produrrebbe 2 persone in una stanza. Ovviamente sì bruciano un pò di ossigeno ma non è che muori soffocato, è sufficiente la presa d'aria che hai in cucina per il gas. Per quanto mi riguarda non è affatto una bufala...in germania ci sono da 10 anni e i tedeschi sono molto sensibili alle tematiche ambientali ed alla salute, non si terrebbero mai in casa qualcosa di tossico. Se vuoi saperne di più manda un post. Ciao raf
utente anonimo

#4    06 Novembre 2008 - 08:45
 
Insisto. usare alcool come combustibile senza canna fumaria è dannoso alla salute.
La produzione di ossidi di azoto e polveri sottili è garantiti in quanto inevitabili prodotti da ogni combustione e se non avete una canna fumaria con adeguato tiraggio questi inquinanti vi si accumulano in casa. La loro presenza a concentrazioni pericolose per la salute non è percepibile con i nostri sensi (non si vedono e non odorano) ma, credetemi, ci sono e non fanno certamente bene alla vostra salute.
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#5    07 Novembre 2008 - 14:26
 
Probabilmente le quantità sono infinitesimali, anche perchè leggo che ossidi di azoto si sviluppano ad alte temperature (>1300°); soprattutto nelle camere di combustione delle automobili; questi camini non arrivano a 400°
Guardando sul sito della Ecosmarfire, azienda Australiana che li ha inventati sono riportate certificazioni di sicurezza mi pare di capire , da enti piuttosto attendibili....
utente anonimo

#6    09 Novembre 2008 - 16:46
 
E poi non venite a dirmi che non vi avevo avvertito...:-)
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#7    10 Novembre 2008 - 19:41
 
rispetto la sua opinione in quanto chimico e conoscitore in questo campo...però se si deve mettere in condizione chi ha uno di questi camini (come me) di vivere nel panico, è legittimo chiedersi dove sta la verità...lei afferma che sono tossici...i produttori (dati tecnici emissioni alla mano, affermano il contrario) Presumendo una malafede di chi li costruisce nel dire la verità, e anche presumendo la malafede del Tuv, penso che dovrebbe mostrarci dati tecnici e test che affermano la presenza di ossidi di azoto bruciando bioetanolo, le quantità sprigionate e se queste quantità sono pericolose.
Non la consideri una sfida...ma visto che ha lanciato una affermazione pesante deve anche saperne dimostrare la veridicità, mi pare che nell'ambito scientifico la prova tecnica sia la base di tutto. La ringrazio e auspico in un riscontro
utente anonimo

#8    11 Novembre 2008 - 10:13
 
Una attenta lettura di quanto riportato dalla azienda produttrice dell"ecocaminetto" in merito alla ventilazione dei locali, conferma i miei consigli alla prudenza. Ecco il testo alla lettera:
"Se l'unità viene utilizzata in un piccolo locale... per prevenire l'eventuale accumulo di aria satura di inquinanti è opportuno lasciare aperta una o più porte sui locali adiacenti.."
Gli inquinanti che sicuramente si formano e che si possono accumulare, senza canna fumaria, sono ossido di carbonio, ossidi azoto, polveri sottili, idrocarburi policiclici aromatici , ovvero i sotto prodotti di qualunque combustione.
Ricordo che anche l'uso del metano, sia per cucinare che per riscaldare la casa, richiede una adeguata ventilazione dei locali e un sistema di espulsione dei fumi.
Se le piace l'atmosfera dell' ecocamino ne faccia un uso moderato e provveda a ventilare bene la sua abitazione durante e dopo l'uso.
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#9    26 Novembre 2008 - 09:59
 
Ciao a tutti.... mi trovo nella stessa condizione, in procinto di acquistare un bio caminetto. Mi sono informato tramite ditte e rivenditori, e ovviamente tirando l'acqua al proprio mulino e certificazioni alla mano assicurano l'emissione di fumi e Co2 paragonabili a quelli che emetterebbero 2 candele da chiesa. Premesso che io ho in casa un camino vero e proprio con tanto di canna fumario e tiraggio forzato, il mio problema è sempre lo stesso, fumo in cana, odore sgradevole post accensione, muri ingielliti dopo ogni inverno. Ora, mi sono affacciato a questa alternativa, piu che altro perchè e stato acquistato da amici e quindi ho avuto modo di vederlo dal vero. questo è il responso, odore minimo giusto le prime volte per via del materiale nuovo, poi dopo le prime 5 o 6 accensioni nessun odore, fiamma viva e calda, zero immissioni di fumi, l'aria non si è mai rarefatta :) ma appoggio in pieno l'idea di avere una presa d'aria in casa, comunque brucia ossigeno, i miei amici stanno usando quella del gas e quindi sono apposto. Sono strasoddisfatti, crea calore atmosfera, minima pulizia, alto impatto.... Percio se andiamo nel dettaglio come potrebbe fare un chimico... potrei dire che ci saranno si polveri e si fumi ecc ecc ma in quantità minime, tanto piu che secondo me fa piu male una fagiolata e le due ore succissive che tre ore di calore da biocaminetto. Quindi se volete il mio parere, cioè quello di uno che si è strainformato su questo prodotto e ne ha visti un bel po, vi posso assicurare che sono funzionali belli comodi pratici e per chi non puo permettersi un camino a canna fumaria..... sono la migliore soluzione. Godetevi il calore
utente anonimo

#10    26 Novembre 2008 - 11:39
 
Per ovviare ai tuoi stessi problemi di basso tiraggio del caminetto di città ho risolto brillantemente installando, a tetto, un aspiratore sulla canna fumaria.
Ti interessa sapere quante polveri sottili e quanto benzopirene producono due candele tenute accese in casa? :-)



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#11    27 Novembre 2008 - 07:29
 
Ciao Fede, ho messo anche io l'aspitratore ma mi ritorna comunque del fumo in casa di sicuro il calore della legna non è paraganabile a quello del biocaminetto, ma è piu scenico che altro, e comunque la sua vampata di caldo.... la da!
Giusto ieri la ditta www.biocaminetti.com mi ha scritto questo:

non è necessaria la canna fumaria,
sviluppano delle belle fiamme,
non producono odori sgradevoli,
le fiamme sono vive, non creano scintille, né fumo, né brace, né cenere,
non producono polveri fini (PM10),
riscaldano rapidamente perché il calore non è aspirato dalla canna fumaria,
non ci sono né gas né elettricità da collegare,
creano calore e un’atmosfera intima,
sono facili da montare, da utilizzare e sono trasportabili,
nessuna manutenzione è richiesta,
si può regolare la fiamma,
sono esteticamente belli, di gusto Italiano,
bruciano alcol etilico (Certificazione secondo 91/155/CEE, modificata 1999/45/CE e 2001/58/CE) di provenienza da barbabietola da zucchero.
economia di energia,
energia rinnovabile,
energia pulita,
rispetto della Natura.
alcuni modelli prevedono in opzione la possibilità di una porta di vetro temprato (presenza di bambini),
non si deve ricaricare il serbatoio con la fiamma ancora accesa, basta verificare e aspettare 2 minuti.
l’autonomia di una carica va da 2 a 15 ore, a seconda del modello e della regolazione manualmente impostata.
Nei biocaminetti il calore sviluppato è di circa 2 – 3 kWh a seconda del modello e della regolazione della fiamma.
IN NESSUN CASO UTILIZZARE ALCOL DENATURATO ROSA PERCHE DANNOSO QUANDO BRUCIA!
Davanti al focolare acceso ci si può addormentare tranquilli perché si spegnerà da solo per esaurimento del combustibile.
Il consumo orario va dalle 1,5 alle 5 ore per litro, a seconda del modello e della regolazione della fiamma.

Andy
utente anonimo

#12    27 Novembre 2008 - 09:36
 
Oltre ad una autocertificazione sulla assenza di polveri sottili (PM10)l'azienda non dice nulla sulla qualità dell'aria derivante dalla combustione dell'etanolo. In qualità di potenziale utente "informato dei fatti" non mi fido per niente di queste rassicurazioni. Visto l'apparente successo di questa campagna promozionale ho l'impressione di aver trovato un nuovo filone di ricerche sull'inquinamento "indoor" (negli ambienti chiusi). C'e' qualche utilizzatore di biocaminetti (meglio a Genova e dintorni) che si offre volontario?
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#13    28 Novembre 2008 - 07:56
 
Guarda.... facciamo cosi io domani (sabato) vado a Rapallo a vedere/comprare il biocaminetto, dammi un paio di domande tecniche da formulare per metterli eventualmente in difficolta, e mi appunto tutto, cosi poi informo un po tutti gli interessati a questo tipo di prodotto...
Vai spara....
utente anonimo

#14    28 Novembre 2008 - 10:41
 
Io chiederei copia dei certificati analitici relativi alle misure di polveri sottili (pm10) e ultra sottili (pm2,5), ossidi di azoto, formaldeide, policiclicli aromatici, benzene riscontrati in ambienti con un normale ricambio d'aria, prima e durante l'uso di un un bio-caminetto.
In alternativa, chiederei quale Ente nazionale o internazionale ha autorizzato l'uso di biocaminetto in assenza di canna fumaria e copia di questo attestato.
Se avessero chiesto a me di certificare la salubrità di questo "aggeggio", avrei condotto tutte le analisi che vi ho elencato.
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#15    28 Novembre 2008 - 17:48
 
PERFETTO!!
Mi sono appuntato tutto, domani sera vi scrivo tutte le cose che mi hanno detto ed eventualmente rilasciato...
Grazie credo che cosi sveleremo l'arcano mistero!!!
Andy
utente anonimo

#16    29 Novembre 2008 - 09:24
 
Sebbene fuori argomento, la domanda mi nasce spontanea sull'uso delle stufe a gas. Parlo in via generica delle classiche stufe cosidette catalitiche; suppongo che anch'esse abbiano lo stesso problema dei biocaminetti. Ci sono diffrenze nei prodotti della combustione tra bioetanolo e la miscela di butano/propano delle bombole? Se dovessi optare tra i due sistemi, quale mi consigliereste?
utente anonimo

#17    29 Novembre 2008 - 13:57
 
Di solito un gas combustibile brucia con meno sottoprodotti tossici di un combustibile liquido o solido. Inoltre il catalizzatore dovrebbe far avvenire la combustione a temperature più basse e quindi con meno emissioni di ossidi di azoto e polveri sottili. Valgono anche i questo caso l'obbligo di una presa d'aria esterna e di una buona ventilazione dei locali.
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#18    02 Dicembre 2008 - 15:19
 
Eccomi di ritorno da RAPALLO:
Premesso che l'Ing. mi ha detto che avrebbe piacere di parlare con te Federico perche vorrebbe che proprio su questo forum venisse esplicitamente chiarito l'uso del biocaminetto. Sarebbe felice di rispondere a tutte le tue domande.
Comunque ecco alcune risposte.
NON ESISTE un ente internazionele che certifichi l'uso del BIOCAMINETTO SENZA CANNA fumaria perchè viene considerato a tutti gli effetti un elemento di arredo. E quindi non certificabile.
Lui mi ha confermato che non c'è EMISSIONE DI POLVERI SOTTILI E ULTRA SOTTILI perche si parte da una base combustibile liquida e che quindi non forma polveri! Mi ha affermato che c'è combustione ma che l'ossigeno che brucia nelle tre ore di funzione normale con un litro di bioetanolo non è sufficente per prevedere obbligatoriamente una areazione del locale. Poi se l'ambiente è grande basta l'areazione naturale del locale
Ho testato la fiamma viva del biocaminetto per chi fosse interessato a questo elemento di "arredo" Dopo dieci minuti di funzionamento la fiamma raggiunge un'altezza media di 35 cm molto scenica, per quanto riguarda il calore non ha niente a che vedere con pallets o legna ma un tepore lieve e piacevole lo fa. E sono convinto che "spezzi l'aria in un ambiente freddo.
Percio se lo vogliamo un elemento di arredo, è un oggetto caro ma meraviglioso, se vogliamo considerarlo un elemento per una fonte di calore alternativa..... beh è meglio avere anche i caloriferi.
Detto tutto questo... Io l'ho comprato.
Se vuoi il numero di telefono per far chiarezza su tutte le tematiche tecniche, scrivimi.
Andrea
utente anonimo

#19    10 Dicembre 2008 - 14:43
 
ciao mi intrometto perchè domenica ho visto per la prima volta i biocaminetti.io ho da diversi anni un camino a legna,pima aperto poi chiuso,devo dire che efettivamente scalda mi aiuta molto con il riscaldmento ma....ma e un continuo pulirlo tutte le sere raccogliere l polvere di cenere tutti i sabati la mia signora passa lo straccio della polvere sui mobili e non vi dico cosa racoglie...penso che un camino a legna sia molto inquinante non solo internamente ma anche esternamente.
siccome devo fare la mansarda ero intenzionato a sostituire il vecchio camino a legna con un camino a pellet per poi collegarlo con il riscaldamento a pavimento che intendo fare in mansarda aiutato dai pannelli solari (obbligo per legge)
dopo aver visto il biocamino stavo sercando notizie sul fatto di quanto scaldasse e se era possibile collegarlo ad un riscaldamento.
l'amico che è andato a rapallo dice che e bello solo da vedere,in effetti alla fiera solo uno mi ha detto che si può collegare ma non mi è sembrato molto convinto.
c'è qualcuno che sa darmi altre notizie a riguardo?
grazie ciao
utente anonimo

#20    15 Dicembre 2008 - 20:55
 
ciao, guarda io il camino a Rapallo l'ho visto molto molto da vicino e la fiamma alta faceva calore, ma era davanti l'ingresso non ti so dire se avrebbe scaldato l'ambiente perche era un continuo aprirsi la porta... Ma sono sicuro che una fiamma libera alta trenta centimetri... un po di calore lo fa! Mediamente un serbatoio da due litri scalda 40 metri quadrati di stanza.. ma bisognerebbe testarlo di persona, pero credo che non abbia la forza e la potenza per scaldare come vorresti fare tu....
E molto di arredamento, esteticamente fa la sua porcaccia figura, ma non credo pur avendolo comprato, che possa essere l'alternativa ai caloriferi, diciamo che spezza l'aria e crea atmosfera...
utente anonimo

#21    22 Dicembre 2008 - 10:57
 
Lascio da parte il problema dell'inquinamento (non risolto) per informarvi che questi caminetti in USA costano circa 400 dollari, che corrispondono a circa 310 euro. Se volete, potete controllare sul sito www.target.com. Purtroppo non è possibile ordinarli dall'Italia. Ho verificato che si tratta di prodotti con caratteristiche identiche e non di sottoprodotti. Quindi, visto che in Italia vengono offerti circa 2000-3000 euro, c'è da riflettere su che cosa ci andiamo a mettere in casa.
utente anonimo

#22    22 Dicembre 2008 - 17:37
 
Spero che il mio contributo potrà chiarire alcune cose: premetto che ho lavorato in Germania in un prestigioso showroom d'arredo vendenone parecchi di questi camini negli anni, da quello che sò sono nati lì. Per ciò che riguarda l'inquinamento e la sicurezza so per certo che non sono nocivi alla salute per almeno 2 motivi: In Germania cè molta informazione e non si può vendere un prodotto che produce esalazioni nocive, altrimenti chiudi il giorno dopo, ma sul serio. Secondo, la parte più importante , il bruciatore viene fatto certificare dal TUV - i test riguardano esalazioni nocive, temperatura sviluppata dalla fiamma, deformazione dei materiali di costruzione, consumo di ossigeno, rilevazione di co2, consumo orario di combustibile.
State tranquilli che i prodotti che non superano questi test, il TUV non rilascia alcun certificato che si sia pagato o no fior di soldi.
Altro argomento....parliamo di qualità.... così come ci sono auto da 40.000 euro, puoi trovare la stessa auto anche a 5.000, ma bisogna vedere come è fatta. Questi camini si possono trovare anche su ebay a 300-400 euro senza andare in america...io ne ho comprato uno e l'ho buttato nel cesso dopo 4 mesi di utilizzo...certo il modello era accattivante uguale a quelli più costosi da parete, ma la lamiera era così sottile che si è deformato a continuare ad usarlo...state tranquilli che se cè una differenza di prezzo così rilevante cè un motivo.... in primis struttura in acciaio inox 2 mm indeformabile, poi un bruciatore che sia tecnologicamente in grado di:
- consumare non più di 1 litro di bioetanolo per ora
- Bruciare solo una parte del combustibile e non tutto e mi spiego bene..l'interno del bruciatore non dev'essere vuoto ma deve essere presente una paratia ed una 2a camera , immaginate un quadrato diviso in 2.. la paratia che è forellata in un determinato modo permette che venga bruciata solo la parte dove vedete la fiamma..l'altra non può bruciare poichè non c'è abbastanza ossigeno per la combustione...di conseguenza ne brucia molto poco di combustibile.
Molta gente approfitta per vendere a 200 400 euro scatole di metallo vuote con una apertura sopra!!!! fate prima a rivolgervi ad un fabbro o lattoniere e con 70 80 euro ve la fate voi!!...sappiate però che senza paratia e doppia camera i consumi di combustibile ed ossigeno sono molto alti perchè il combustibile brucia tutto quanto insieme....
Certo molti ci calcano su e penso che 3-4 mila euro per un camino d'acciaio per quanto bello sono a dir poco esagerati....tuttavia meglio trovare una via di mezzo che non esponga a pericoli come quelli che ho corso io acquistando quei camini su ebay ad un prezzo ridicolo...tra l'altro fatti in cina!!!

utente anonimo

#23    22 Dicembre 2008 - 17:39
 
Spero che il mio contributo potrà chiarire alcune cose: premetto che ho lavorato in Germania in un prestigioso showroom d'arredo vendenone parecchi di questi camini negli anni, da quello che sò sono nati lì. Per ciò che riguarda l'inquinamento e la sicurezza so per certo che non sono nocivi alla salute per almeno 2 motivi: In Germania cè molta informazione e non si può vendere un prodotto che produce esalazioni nocive, altrimenti chiudi il giorno dopo, ma sul serio. Secondo, la parte più importante , il bruciatore viene fatto certificare dal TUV - i test riguardano esalazioni nocive, temperatura sviluppata dalla fiamma, deformazione dei materiali di costruzione, consumo di ossigeno, rilevazione di co2, consumo orario di combustibile.
State tranquilli che i prodotti che non superano questi test, il TUV non rilascia alcun certificato che si sia pagato o no fior di soldi.
Altro argomento....parliamo di qualità.... così come ci sono auto da 40.000 euro, puoi trovare la stessa auto anche a 5.000, ma bisogna vedere come è fatta. Questi camini si possono trovare anche su ebay a 300-400 euro senza andare in america...io ne ho comprato uno e l'ho buttato nel cesso dopo 4 mesi di utilizzo...certo il modello era accattivante uguale a quelli più costosi da parete, ma la lamiera era così sottile che si è deformato a continuare ad usarlo...state tranquilli che se cè una differenza di prezzo così rilevante cè un motivo.... in primis struttura in acciaio inox 2 mm indeformabile, poi un bruciatore che sia tecnologicamente in grado di:
- consumare non più di 1 litro di bioetanolo per ora
- Bruciare solo una parte del combustibile e non tutto e mi spiego bene..l'interno del bruciatore non dev'essere vuoto ma deve essere presente una paratia ed una 2a camera , immaginate un quadrato diviso in 2.. la paratia che è forellata in un determinato modo permette che venga bruciata solo la parte dove vedete la fiamma..l'altra non può bruciare poichè non c'è abbastanza ossigeno per la combustione...di conseguenza ne brucia molto poco di combustibile.
Molta gente approfitta per vendere a 200 400 euro scatole di metallo vuote con una apertura sopra!!!! fate prima a rivolgervi ad un fabbro o lattoniere e con 70 80 euro ve la fate voi!!...sappiate però che senza paratia e doppia camera i consumi di combustibile ed ossigeno sono molto alti perchè il combustibile brucia tutto quanto insieme....
Certo molti ci calcano su e penso che 3-4 mila euro per un camino d'acciaio per quanto bello sono a dir poco esagerati....tuttavia meglio trovare una via di mezzo che non esponga a pericoli come quelli che ho corso io acquistando quei camini su ebay ad un prezzo ridicolo...tra l'altro fatti in cina!!!
utente anonimo

#24    22 Dicembre 2008 - 17:50
 
Avvisate e fate girare.....qualche furbetto del quartierino - anche shorooms e negozi di arredo - ha fiutato l'affare e stanno buttando sul mercato porcherie esteticamente impeccabili fatti in cina ed est europa...state molto attenti e pretendete schede tecniche dettagliate dei prodotti
utente anonimo

#25    24 Dicembre 2008 - 11:06
 
lei ci fa dubitare anche di questa possibilita di goderci la fiamma senza danno anche se suppongo sia complicato quantificare se è piu o meno dannoso che soggiornare in una stanza con una persona che fuma o camminare per le vie di una citta come treviso,ecc. in definitiva lei utilizzerebbe in casa sua questo fuoco consolatore o secondo lei i danni biologici superano i benefici psicologici... grazie e buona giornata
utente anonimo

#26    24 Dicembre 2008 - 11:19
 
Se disponessi di un vecchio caminetto aperto, di fatto inutilizzabile, particolarmente in città, lo sostituirei con un biocaminetto per creare un pò di atmosfera d'inverno. Non so se ci spenderei 4000 euro.
Se avessi una canna fumaria inutilizzata e un pò di soldi da buttare via farei un caminetto a bio-alcool , ma sempre e solo per creare un pò di atmosfera.
Senza canna fumaria e senza presa d'aria esterna lascerei perdere.
L' atmosfera la creerei con qualche bella candela ad illuminare una cenetta intima con la persona amata.
(aereando i locali dopo l'uso :-))


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#27    24 Dicembre 2008 - 13:54
 
Anche io ho acquistato un camino senza canna fumaria in metallo da attaccare al muro su ebay, e a parte che la fiamma non è regolabile perchè il liquido è contenuto in bicchieri di acciaio vi confermo la pericolosità di questi oggetti particolarmente economici (pagato 300 euro) in quanto la sottile struttura metallica che sorregge questi bicchieri si è piegata col calore e si è rovesciato il contenitore infiammato all'interno del camino e sul pavimento. Poteva incendirmi la casa....ho chiesto spiegazioni al venditore in Belgio il quale mi ha risposto che lui non è responsabile e che bisogna fare causa al produttore...che si trova ??? mi farà sapere...vedremo. Fate attenzione da chi comprate.
B. Natale Lucio
utente anonimo

#28    24 Dicembre 2008 - 14:04
 
Anche io ho acquistato un camino senza canna fumaria in metallo da attaccare al muro su ebay, e a parte che la fiamma non è regolabile perchè il liquido è contenuto in bicchieri di acciaio vi confermo la pericolosità di questi oggetti particolarmente economici (pagato 300 euro) in quanto la sottile struttura metallica che sorregge questi bicchieri si è piegata col calore e si è rovesciato il contenitore infiammato all'interno del camino e sul pavimento. Poteva incendirmi la casa....ho chiesto spiegazioni al venditore in Belgio il quale mi ha risposto che lui non è responsabile e che bisogna fare causa al produttore...che si trova ??? mi farà sapere...vedremo. Fate attenzione da chi comprate.

B. Natale Lucio
utente anonimo

#29    25 Dicembre 2008 - 23:13
 
Scusa ma come fai a dire che hai verificato sul sito Target.com che i biocaminetti offerti sono identici ai più costosi e non sono sottoprodotti? Non c'è ombra di uno straccio di caratteristica tecnica dettagliata a proposito dei materiali impiegati per la costruzione. Inoltre circa la metà di questi camini sono alimentati ad energia elettrica - nel nostro paese con quello che costa...- e gli altri sono alimentati con una mistura di alcool gelatinoso di cui non è specificata la composizione chimica...infatti mi risulta che il bio etanolo naturale ottenuto dalla fermentazione sia in forma totalmente liquida. Questo gel è senz'altro un composto chimico aggiunto che per il tuo bene forse è meglio che non ti metti in casa...
utente anonimo

#30    26 Dicembre 2008 - 12:39
 
Per quel poco che so, dopo aver lavorato per quasi 40 anni, come agente di assicurazione prima e broker in assicurazioni poi, l'importatore di un prodotto costruito al di fuori dell'unione europea ( leggi anche Cina), e' responsabile dei danni che il prodotto 'viziato da errori' provoca a terzi come se fosse lui il produttore diretto del bene. Fatelo sapere all'importatore del Belgio!
utente anonimo

#31    27 Dicembre 2008 - 13:23
 
Grazie per il tuo intervento. Ho interpellato anche il mio avvocato il quale conferma quello che dici tu. Infatti sono intenzionato a chiedere i danni non solo per il camino difettoso ma anche per danno morale - procurato pericolo - provocato dal fatto che mi si poteva incendiare la casa.
Di fatto non avrò un centesimo e l'avvocato è stato chiaro..prima di tutto mi ha dato praticamente del "fesso" per avere acquistato un biocaminetto su ebay da un venditore con sede all'estero.
Già perchè anche se per ipotesi si riuscisse a scoprire l'indirizzo del venditore...cosa fai gli fai causa? o vai a prenderlo in Belgio? Le spese legali supererebbero di gran lunga il costo della merce senza garanzie di riavere un centesimo.
Mi serva di lezione...il consiglio che posso dare è comprare solo da venditori professionali la cui sede sia in Italia e verificabile, in modo che se ci sono difetti o danni potete rivalervi. Con la sicurezza delle persone non si gioca
utente anonimo

#32    29 Dicembre 2008 - 12:21
 
Salve, anch'io ho acquistato un biocaminetto proprio oggi. Purtroppo però il venditore non aveva bioetanolo. Vorrei utilizzarlo subito, sapete dirmi se posso usare qualche altro combustibile da poter reperire facilmente (supermercati, ferramenta). Grazie.
utente anonimo

#33    29 Dicembre 2008 - 15:23
 
Non puoi utilizzare altro che alcool etilico denaturato specifico per la combustione di biocamini. Non esiste nei supermercati o ferramenta...prova in qualche negozio di Biocaminetti. Non usare alcool rosa perchè è tossico. Ciao
utente anonimo

#34    03 Gennaio 2009 - 18:52
 
molto utile questo blog!! grazie, mi sono fatto più idee!
non credo di prenderlo...
soprattutto perchè credo che l'anno prossimo l'Italia metterà delle regole sul loro utilizzo, e sarò più tranquillo nel comprarlo, insomma aspetto e spero che quest'anno lo comprino in molti!
utente anonimo

#35    03 Gennaio 2009 - 21:01
 
prima pensavo di comprarlo...........ora ho paura!!!!!!!!!!!!
utente anonimo

#36    05 Gennaio 2009 - 11:01
 
Se la pubblicità dei biocaminetti vi ha sedotto, non trascurate il serio problema di come immagazzinare in sicurezza, quantità importanti di un liquido molto infiammabile come l'alcool etilico ovvero bioetanolo.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente federico46

#37    06 Gennaio 2009 - 10:41
 
l'anno prossimo l'italia metterà regole a questi caminetti? le regole ci sono già...quelle sui focolari liberi.
Ricordati che per la loro scarsa potenza max 2-3 kw non possono essere considerate stufe. In tema di regole e buon senso....ricordatevi che viviamo in un paese dove ogni tanto un pò spesso una casa o palazzina salta per aria - con vittime - grazie al fatto che ancora è possibile per legge tenere bombole di GPL in casa!!! queste sono veri e propri ordigni in grado di far saltare in aria un quartiere...quindi a mio avviso dico ok, per questi camini ad alcool ci vuole prudenza nell'utilizzo visto che usano un infiammabile, ma credo siano altre le cose ben più pericolose per la nostra salute...
utente anonimo

#38    07 Gennaio 2009 - 17:19
 
Nessuno ha preso in considerazione un camino a gas con scarico a parete ? Ne ho visti in Inghilterra ,alcuni non si distinguono da quelli a legna ed oltretutto producono anche calore
utente anonimo

#39    07 Gennaio 2009 - 19:22
 
hanno comunque bisogno di un tecnico specializzato per l'installazione, che se non avviene in casa di proprietà necessita dell'autorizzazione del proprietario...senza contare che il problema degli appartamenti di oggi è che non hanno nessuna canna fumaria....inoltre il gas non è affatto economico visto che oltre il 50% del suo prezzo è composto da tasse!!
utente anonimo

#40    08 Gennaio 2009 - 16:30
 
Il camino a gas di cui parlavo io non ha bisogno di canna fumaria che finisca sul tetto ,ma basta uno scarico a parete ,come uno scaldabagno o quei termosifoni a gas. Capisco, ovviamente , che se la casa non è tua devi avere il permesso del proprietario. Ma se questi biocaminetti hanno un costo di 4000 euro ,penso dipenda anche dalla cornice, spesa per spesa tanto vale scegliere qualcosa che oltre che di effetto riscaldi veramente.
utente anonimo

#41    09 Gennaio 2009 - 15:13
 
Penso che l'installazione di un camino ad alcool o a gas comporti una serie di vantaggi/svantaggi in entrambi i casi....se installare l'uno o l'altro dipende dalle necessità di ognuno. Nel caso specifico mio personale preferisco il camino a bioetanolo per almeno 3 motivi: 1- nessun permesso/autorizzazione da richiedere a proprietari o enti - al contrario di un camino che utilizza il condotto del gas metano, che deve essere collaudato e messo in sicurezza da un professionista.
2 - se il professionista commette qualche errore con l'impianto a gas del camino - nella peggiore delle ipotesi si salta per aria - poi casomai gli faranno causa gli eredi a chi ha installato il camino a gas
3- In ogni caso consuma molto più ossigeno e non è economico e non credo che abbia una grande capacità di riscaldare....inoltre
vedo che i prezzi dei biocaminetti a bioetanolo sono calati molto anche perchè c'è concorrenza...dagli 800 euro in su ne prendi già uno carino.
utente anonimo

#42    11 Gennaio 2009 - 19:18
 
in effetti il gas è sempre e comunque pericoloso oggi altro scoppio per bombola di gas con morti a Bari...
utente anonimo

#43    14 Gennaio 2009 - 13:24
 
dalla citata ditta di Rapallo, 6 mesi fa ho acquistato on line solo il focolare del biocaminetto, pagando circa 1.800 euro. Successivamente ho fatto fare la cornice con cartongesso idoneo (classse ignifuga) spendendo 420 euro, questo per evidenziare che non è necessario spendere 4000 euro per avere un caminetto in casa. E' talmente bello e funzionale che ho intenzione di acquistare un altro focolare (sempre dalla stessa azienda) da mettere in camera da letto per riscaldare nelle stagioni di mezzo, prima di andare a dormire.
Credo in ogni caso, che l'utilizzo del biocamino sia idoneo ad integrare il calore del calorifero nelle stanze orientate malamente, nelle seconde case, e sempre per poche ore al giorno. Consiglio l'acquisto.
utente anonimo

#44    14 Gennaio 2009 - 13:41
 
1800 euro per il solo focolare mi sembra a dir poco un furto. Ne ho visto uno dal vivo presso un rivenditore della ditta di rapallo...una scatola vuota di lamiera con un elementare sportello di regolazione della fiamma.....faccio il fabbro e vedo come sono fatte le cose...ci saranno si e no 100 euro di materiale....
utente anonimo

#45    15 Gennaio 2009 - 15:26
 
Stavo giusto cercando informazioni su questi caminetti e mi sono imbattuto in queste pagine. Intanto grazie all'autore per le spiegazioni. Vorrei sapere da chi li ha comprati e ne è soddisfatto, quanto li ha pagati e quanto costa tenerli accesi. Io ho trovato qualcosa su internet ma a dei prezzi esagertai (3.200 euro) che consumano circa un litro all'ora (4,50 euro) per produrre 3,5Kw (quindi scalda una stanza e nemmeno troppo grande). Mi sembra proprio troppo!!!
Massimo
utente anonimo

#46    15 Gennaio 2009 - 15:35
 
Un'altra cosa, chiariamo una volta per tutte che le bombole del gas NON ESPLODONO o per lo meno è molto difficile che questo accada. E' il gas disperso nell'ambiente che esplode a contatto con una scintilla o altro, inoltre il gpl contenuto nelle bombole è più peso dell'aria, quindi per eplodere al momento dell'accensione della luce ce ne deve essere un bel po' nell'aria e in quel caso si sente molto bene il caratteristico odore (ottenuto con dell'estratto di cipolla). IL gpl è eplosivo ed infiammabile tanto quanto il metano! Il problema sono gli apparecchi con cui utilizziamo il gas. Una cucina o un piano di cottura che ha più di 10/12 anni è una potenziale bomba, perchè i suoi rubinetti perderanno sicuramente, magari poco. Una cucina senza valvola di sicurezza è una potenziale bomba, basta lasciare l'acqua sul fuoco e poi andare a fare il letto o a rispondere al telefono e magari fare una telefonata lunga e inoltre è fuori legge, a meno di non avere delle prese d'aria molto grandi in alto e in basso e credo che nemmeno questo basti. Il tubo che si usa per collegare il gas ha una scadenza, ma anche se avete usato un flessibile di acciaio dovete controllarlo ogni tanto perchè, per esempio, se il vostro impianto non ha lo scarico a terra o lo ha ma funziona male, il tubo buò danneggiarsi. Potrei continuare ancora per molto, ma per il momento pensi che basti. Ma ricordate, il metano è pericoloso come il gas delle bombole, i giornalisti stanno creando delle false sicurezze in chi usa il metano e questo è molto pericoloso. Grazie per lo spazio concessomi e ciao.
Massimo
utente anonimo

#47    16 Gennaio 2009 - 22:17
 
Salve a tutti! rispondo dicendo che io avevo un camino inutilizzato ed ho comprato solamente un bruciatore di Bioetanolo da metterci dentro ed il risultato estetico direi che è ottimale.Per il riscaldamento, la stanza è di circa 25 metri e la temperatura è accettabile -intorno a 23 gradi -
Ho chiesto molti preventivi e studiato molto i modelli prima di decidere...la ditta di rapallo che nominate ha prezzi inaccessibili per me del tipo 1000 e passa euro per un bruciatore, o meglio una scatola d'acciaio con un buco sopra. I veri bruciatori di bioetanolo sono quelli che consumano poco alcool e di conseguenza poco ossigeno ed hanno un sistema di piegature particolari al loro interno che permette di fare questo. Tutti i bruciatori che non hanno questo sistema sono semplici barattoli che rischiate di pagare una cifra di soldi. Quindi informatevi bene e chiedete sempre le caratteristiche e di vedere come è fatto all'interno...
Il mio bruciatore l'ho pagato 800 euro e mi trovo benissimo perchè ho il mio camino che funziona di nuovo e che scalda anche. Il carburante si trova facilmente su internet su un sito specializzato che lo vende a tutti...basta fare una semplice ricerca come bioetanolo per caminetti. Non trovo giusto in questo spazio di confronto dire dove ho comprato il bruciatore o fare slogan come qualcuno poco sopra ha fatto...(ne comprerò un altro dalla stessa ditta..!!!) fingendosi utente..questo spazio non è uno spot pubblicitario ma ci ha presi x fessi? quel signore lì? Ciao Markus
utente anonimo

#48    18 Gennaio 2009 - 09:47
 
Ciao Markus,
capisco che tu non voglia fare pubblicità, ma potresti almeno pubblicare una foto di come si presenta questo "sistema di piegature particolari" di cui parli? Ho cercato in giro ma mi sembrano tutte delle "scatolette".

Per pubblicare l'immagine puoi usare un hosting gratuito (http://www.masternewmedia.org/it/2005/05/03/free_hosting_di_immagini_sul.htm).

Grazie,
Angelo
utente anonimo

#49    19 Gennaio 2009 - 17:25
 
Ciao. Il particolare è inscatolato all'interno dello stesso bruciatore, non è quindi possibile comprenderne il funzionamento senza dissaldarlo. Comunque provo a caricare una immagine sul link che hai fornito che comunque è molto utile....non escludo che sia un sistema brevettato...Markus
utente anonimo

#50    19 Gennaio 2009 - 17:40
 
Ciao Angelo,
ecco il link al'immagine sotto.
Come vedi il bruciatore è in funzione. L'alcool brucia solo dove c'è la fiamma nonostante il combustibile sia presente su tutto il volume del bruciatore. circa 2,5 litri. se hai altre domande..scrivi Ciao. http://img181.imageshack.us/my.php?image=bruciatorebq1.jpg
utente anonimo

#51    22 Gennaio 2009 - 11:08
 
secondo voi esiste la possibilità di usare uno scambiatore e collegare i radiatori e far riscaldare la casa
grazie a tutti x i vari consigli
ci penserò su
utente anonimo

#52    25 Gennaio 2009 - 13:04
 
Interessante discussione ma non ho ancora capito quanto scalda: quanto una stufetta elettrica, quanto un calorifero, quanto una stufa a gas...
utente anonimo

#53    25 Gennaio 2009 - 21:58
 
Markus,
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE.

-----------------------------

Per informazione di tutti, la commissione per la sicurezza dei consumatori francese, ha effettuato uno studio sui caminetti di cui stiamo discutendo. Il testo è in francese e piuttosto lungo (e dettagliato):
http://www.securiteconso.org/article703.html

Purtroppo, i traduttori on-line non funzionano, suppongo perché il testo é troppo lungo. Le conclusioni in ogni caso sono le seguenti.

Si raccomanda ai consumatori:

In attesa della pubblicazione e dell'applicazione di testi regolamentari e normativi che inquadrano la sicurezza dei focolari ad etanolo, di differire la loro decisione d'acquisto o, in caso contrario, comperare soltanto apparecchi che rispondono alle esigenze del capitolato tecnico n° 427 del novembre 2007 o di qualsiasi altro capitolato francese o straniero di livello equivalente, esigenza attestata dalla produzione di un certificato di conformità emesso da un organismo indipendente accreditato, anche per i prodotti comperati su Internet. · Per quelli che lo possiedono già, (si raccomanda) non di utilizzare il loro focolare ad etanolo a meno che non sia fornito dei dispositivi di sicurezza tale prevenire ai rischi d'intossicazione, di ustioni e d'incendio, in particolare di un rivelatore di monossido di carbonio.

Appena ho tempo (...) leggerò tutta la relazione, sicuramente ci sono altre cose interessanti.

Angelo
utente anonimo

#54    25 Gennaio 2009 - 22:22
 
secondo voi esiste la possibilità di usare uno >scambiatore e collegare i radiatori e far riscaldare la casa

La cosa é fuori questione, il potere calorifico no é sufficiente,

non ho ancora capito quanto scalda: quanto una stufetta elettrica, quanto un calorifero, quanto una stufa a gas...

Da quanto ho capito scalda più o meno come una stufa a petrolio, abbastanza per ambienti fino a circa 40 metri quadri.

In attesa della pubblicazione e dell'applicazione di testi regolamentari e normativi che inquadrano

che inquadrino... (attento alla traduzione mi è scappato).
utente anonimo

#55    26 Gennaio 2009 - 08:13
 
Spero che ora riconosciate che ve lo avevo detto sin da subito: il biocaminetto può essere una pericolosa bio-bufala.
Ovviamente concordo a pieno con le raccomandazioni dei francesi e spero che il nostro Istituto Superiore della sanità intervenga rapidamente a normare il dilagare di biocaminetti, prima che succeda qualche grave incidente.
Federico Valerio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente federico46

#56    26 Gennaio 2009 - 23:05
 
A costo di sembrare irrispettoso verso il padrone di casa, mi sento di affermare che il rapporto non é poi così negativo.

Ovviamente se ci sono fiamme libere c'é il pericolo di bruciarsi...
Quanto ai gas prodotti CO, COx, NOx, a questo punto non bisognerebbe neanche vivere in una grande città.

Probabilmente il problema maggiore, al momento, è di natura tecnologica in quanto i bruciatori sono ancora abbastanza "rudimentali".

In ogni caso mi sembra chiaro che questi caminetti siano da considerarsi dei complementi ai normali sistemi di riscaldamento, da utilizzarsi in maniera limitata ed adoperando tassativamente del bioetanolo appositamente studiato per questo impiego.

Angelo
utente anonimo

#57    27 Gennaio 2009 - 10:52
 
ma allora non è meglio il mio termoventilatore da 1900W?
Riscalda quasi come il caminetto in questione, non produce inquinanti e probabilmente consuma meno (il caminetto dovrebbe consumare 50 cent all'ora, il termoventilatore 1900W quindi in un ora meno di 40 cent)
utente anonimo

#58    27 Gennaio 2009 - 16:39
 
Salve a tutti, ringrazio il padrone di casa per l'interessante discussione sui camini bio e soprattutto per gli interventi di tutti coloro che volevano e vogliono dare il proprio contributo. Non so se alcuni di voi si siano imbattutti, durante la ricerca di maggiorni info in merito ai bio camini, in questo sito http://www.biofactory.it/ . Premetto che non sono un dipendente ne tanto meno il proprietario del sito e dell'azienda in questione ma ho trovato prezzi e informazioni di buona qualità. Magari si potrebbe chiedere a loro delle informazioni tecniche e sulle analisi condotte sulla combustione durante l'uso di questi bio camini! Rinnovando i miei complimenti al blog e alla discussione ci sentiamo presto.
Andrea
utente anonimo

#59    28 Gennaio 2009 - 17:17
 
ma nn ho capito alcune cose... questi bio caminetti funzionano con bio alcool? riscaldano più o meno di una stufa a gas?
utente anonimo

#60    29 Gennaio 2009 - 16:05
 
Ciao a tutti
a mio avviso è' evidente che l'avviso dell'associazione dei consumatori francesi non è volto a sconsigliare il biocaminetto ad alcool in quanto tale, bensì avvisa i consumatori dall'astenersi dall'acquisto di apparecchi che non siano testati e certificati - ad esempio dal tuv - La certificazione non è obbligatoria ma consente di testare se un prodotto è sicuro o meno, se perde combustibile, se consuma troppo ossigeno, unitamente ad altri test.
In Francia il camino ad alcool ha avuto un enorme successo..ed è evidente che si sono gettati in molti in questo business..approfittando dell'assenza di una specifica regolamentazione in merito.
E infatti l'associazione francese in questione raccomanda di diffidare dai sistemi non certificati, mentre raccomanda di affidarsi ad apparecchi testati.
E' ovvio che dietro camini assai poco costosi reperibili su internet, si nascondono materiali di costruzione assai poco validi e di conseguenza pericolosi, che non otterrebbero MAI una certificazione di sicurezza. Mi pare in buona sostanza che l'articolo sostenga questa tesi, e non che il biocaminetto ad alcool sia una bufala. Ciao Markus
utente anonimo

#61    30 Gennaio 2009 - 00:19
 
Ciao Andrea. Il sito biofactory.it da te consigliato l'ho visto e sinceramente non concordo con la tua opinione se parli di prodotti e informazioni di qualità.
Prima di tutto manca nei prodotti qualsiasi specifica tecnica circa i materiali di costruzione, sicurezza etc..non si sa come e con cosa sono costruiti e forse visti i prezzi stracciati, l'assenza delle informazioni dei materiali è voluta.
In secondo luogo guardati le condizioni di vendita...hai mai visto un sito registrato in italia a nome di una ditta Belga, la quale dice che l'acquirente in caso di contenzioso è soggetto alla legge del commercio del Belgio? Ma scherziamo? Ultima chicca:
Diritto di Recesso
se vuoi restituire il camino lo devi imballare e spedire all'indirizzo della sede Francese ( A tue spese)
Bella roba!

utente anonimo

#62    30 Gennaio 2009 - 00:30
 
E' vero. L'associazione dei consumatori Francesi incoraggia ad acquistare apparecchi certificati e testati da istituti indipendenti, non dice affatto che il biocaminetto sia una pericolosa bio bufala. Se ne sconsiglia l'acquisto se non accompagnato da precisi test di sicurezza. Orsù Francesco, ne prenda atto....
utente anonimo

#63    30 Gennaio 2009 - 23:37
 
o visto la pubblicità di questi caminetti pochi giorni fa e ne ero rmasta entusiasta.. ora dopo averVi letto, lo sono meno.... Vi chiedo allora n consiglio: cosa posso utilizzare per aumentare di un paio di gradi la temperatura in un paio di stanze in casa, visto che abito sotto le terrazze/ tetto del mio palazzo e non credo possa avere la possibilità di forare il mio soffitto/tetto del palazzo per l'uscita dei fumi di una stufa anche solo a pallets, che peraltro mi piacciono molto!!! grazie per ogni risposta/consiglio vorrete darmi, L.
utente anonimo

#64    31 Gennaio 2009 - 07:43
 
Se non lo hai ancora fatto aumenta l'isolamento termico del sottotetto e metti i doppi vetri alle finestre. Un intervento ben fatto si ripaga in pochi anni grazie alla riduzione dei consumi di combustibile
Scoprirai come con l'isolamento la temperatura interna aumenta e diminuiscono i consumi.
utente anonimo

#65    31 Gennaio 2009 - 13:50
 
Penso che si commette un errore a demonizzare il camino ad alcool. Definirlo una bufala e ancor peggio pericoloso per la salute è assai riduttivo, soprattutto in assenza di prove scientifiche che ne dimostrino la tossicità. Ricordatevi che il cellulare che ci portiamo dovunque e infinitamente più dannoso per la salute. Io ho un biocaminetto ad alcool certificato dal tuv tedesco, ho calore e anche una bella fiamma e sono assolutamente rimasto vivo e vegeto, tenedolo acceso ore ed ore...nessun mancamento nè mal di testa o altri malesseri.
utente anonimo

#66    31 Gennaio 2009 - 15:18
 
...ci risiamo, sulla base di quali dati scentifici
affermi che il tel. cellulare è più dannoso del funzionamento dei biocaminetti?
questa non è informazione ma polemica, però mi piace..ciao a tutti. Vinicio
utente anonimo

#67    31 Gennaio 2009 - 16:31
 
Nessuna polemica Vinicio, i dati scientifici sull'inquinamento diretto provocato dai cellulari -onde radio- e ed elettrosmog provocato dai ripetitori è stato comprovato scientificamente.
Basta leggere il manuale del cellulare per rendersene conto. Provi a conversare senza auricolare per 30-60 minuti col cellulare e mi saprà dire come si sente....
I dati scientifici sono la base per dimostrare qualsiasi teoria, senza di questi si parla del nulla.....saluti
utente anonimo

#68    31 Gennaio 2009 - 16:35
 
Scusate....dimenticavo di aggiungere il link:
http://it.wikipedia.org
wiki/Elettrosmog

ciao
utente anonimo

#69    31 Gennaio 2009 - 18:30
 
La prova scientifica dell'innocuità di un caminetto ad alcool etilico (per cortesia lasciamo perdere l'etichetta "bio", utile per ingannare gli ingenui) è solo un' analisi effettuata da enti qualificati delle concentrazioni di ossidi di azoto, ossidi di carbonio, polveri sottili, formaldeide, composti organici volatili...che si liberano in una ambiente chiuso dove questo impianto è utilizzato. In tutto questo lungo scambio di pareri e notizie, nessuno è stato in grado di fornire queste prove.
Per vostra conoscenza, lo ripeto, ogni combustione, anche quella del fornello di gas metano, produce inquinanti che occorre allontanare con un'idonea canna fumaria, senza la quale le ASL, giustamente, non concedono l'abitabilità.
E certamente l'alcool etilico (o etanolo) non è da meno nella produzione di inquinanti a seguito della sua combustione.
Quindi per cercare di chiudere questa partita, il mio parere, in assenza di conflitti di interesse, e con un pò di esperienza in materia sulle spalle è il seguente:
1) i caminetti ad alcool possono creare una piacevole atmosfera, ma non sostituiscono gli impianti di riscaldamento convenzionali, più efficenti nella resa calorica, più economici a parità di calore prodotto e più sicuri (se ben gestiti).
2) Sconsiglio caldamente di usare caminetti ad alcool senza presa di aria esterna e senza canna fumaria.

ps: i confronti seri, si fanno tra sistemi tra loro omogenei. Nel caso specifico l'unico confronto serio è quello di confrontare la qualità dell'aria di una abitazione, riscaldata con diversi impianti di riscaldamento, a parità di calorie prodotte.
utente anonimo

#70    01 Febbraio 2009 - 18:57
 
sto ordinando un caminetto bio, penso che non sia più pericoloso di fare un giro in centro a bologna o meglio sui viali di bologna,il centro è migliorato molto.certo un qualche dubbio rimane ma i telefomnini, le antenne, lo smog sarà una cosa in più insomma farò meno passeggiate in centro e magari mi godo il camino in casa.....per sdrammatizzare..eheheh
utente anonimo

#71    03 Febbraio 2009 - 16:05
 
Concordo....in attesa di tradurre completamente quel documento Francese, è meglio essere cauti e comunque fino ad ora, visto che sono sul mercato da 3 anni in Italia, non sono noti casi di intossicazione dovuti al camino ad alcool...certo se si brucia l'alcool rosa o il petrolio....
utente anonimo

#72    04 Febbraio 2009 - 15:42
 
buona sera Sig. Valerio. Intanto La ringrazio per le sue notizie riguardo ai biocamini e a questo punto ne approfitto chiedendole un consiglio :
ossia se c'è qualcosa che posso acquistare per la mia casa in montagna (40mq circa) da utilizzare fuori stagione, ossia quando il riscaldamento
è chiuso. Purtroppo i caloriferi ad olio non scaldano nulla (o quasi)....

grazie

Renzo Bennati
utente anonimo

#73    04 Febbraio 2009 - 21:05
 
Nella mia casa di montagna, in val D'aveto, circa 100 metri quadri su tre piani, ho provveduto ad un efficace isolamento termico della casa . Il riscaldamento è a legna, in particolare con caminetto con riscaldamento ad aria calda al secondo piano. Una seconda caldaia a legna alimenta caloriferi e scaldabagno. Ho scelto impianti ad alta efficienza e curato prese d'aria, canne fumarie, realizzate a regola d'arte.
D'inverno bastano poche ore di riscaldamento per portare a temperatura accettabile i due piani della casa.
Se dovessi fare oggi l'impianto opterei per una caldaia a pellet, sicuramente ancora più efficente e comoda nell'uso con canne fumarie di piccolo diametro.
Il mio consiglio è di investire in primo luogo nell'isolamento ( doppi vetri, infissi a tenuta in legno, tetto isolato, intonaci a base di calce ad alto isolamento, perlinati in legno su pannelli isolanti in sughero lungo le pareti.
utente anonimo

#74    04 Febbraio 2009 - 22:33
 
Grazie del consiglio. Avendo già serramenti a doppio vetro, purtroppo si tratta di un appartamento in un condominio, devo quindi scartare canne fumarie, camini ecc... l'unica canna fumaria che ho è quella della cappa della cucina...
utente anonimo

#75    05 Febbraio 2009 - 08:16
 
Sull'isolamento termico di un appartamento in condominio si può fare molto di più dei doppi vetri.
Oltre ad interventi importanti ( esempio, controsoffittature..) sono possibili diversi piccoli accorgimenti che tutti insieme contribuiscono a ridurre le dispersioni. Ne troverà una serie nel Blog nella rubrica "economia domestica". Non escludo che la canna fumaria della cucina possa ospitare lo scarico di una stufa a pellet, comunque si faccia consigliare da un buon termotecnico.
Se questo intervento non le è possibile, può ricorrere ad una pmpa di calore che funzionando ad elettricità non presenta nessun problema ( se non il costo). Rispetto alle vecchie stufe elettriche c'è il vantaggio di una elevata efficenza e la possibilità di usare l'impianto anche per la refrigerazione estiva.
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#76    09 Febbraio 2009 - 14:50
 
salve a tutti, io personalmente ho comprato un biocaminetto e attualmente lo sto usando bello ,riscalda,ma devo dire che forse perche nuovo,un po' di odore non sgradevole lo lascia ciao a tutti.
utente anonimo

#77    10 Febbraio 2009 - 16:00
 
Anche il mio biocaminetto rilasciava un pò di odore...è bastato cambiare l'alcool. Dipende tutto da quello a mio avviso e non dal camino. Ciao Dario
utente anonimo

#78    27 Febbraio 2009 - 22:04
 
Grazie Federico, per avermi dato la possibilità di capire qualcosa di più su questo prodotto. Personalmente ho visto il bio-caminetto alla fiera EcoCasa di Reggio Emilia. Mi ha affascinato perchè sembra che abbia solo "pro" e nessun "contro".
In realtà i "contro" ci sono eccome.
CREDO CHE TUTTI I PROBABILI ACQUIRENTI ABBIANO IL DIRITTO DI CONOSCERE GLI EVENTUALI SVANTAGGI PRIMA DELL'ACQUISTO di un qualsivoglia prodotto.
Concordo però con chi mette in guardia dal demonizzare il caminetto ad alcool etilico. Che se usato con criterio non è il peggiore degli agenti inquinanti a cui siamo nostro malgrado esposti.
Mi da un pò fastidio che si usi il termine Bio (credo impropriamente) per attrarre, dando l'illusione di fare qualcosa senza inquinare.
Detto questo, io sarei propensa all'acquisto del caminetto ad alcool etilico. Tenendo presente non solo i "pro" ma anche i "contro" (grazie al tuo blog).
Ora, mi è stato offerto un "prezzo fiera" di 1.500euro, per un modello da tenere appoggiato a terra. Da quello che ho potuto imparere leggendo il blog credo che il materiale sia di buona qualità. Però chiedo: è o non è un prezzo equo?
Grazie per l'attenzione.
Piera
utente anonimo

#79    02 Marzo 2009 - 09:58
 
.....dopo aver letto tutto il blog vorrei aggiungere quanto segue: l' AUSL della mia città obbliga che tutti i prodotti di combustione derivanti dalla combustione di gas metano o gpl, olio combustibile, alcol ecc. debbano essere convogliati in apposita canna fumaria o camino con espulsione al tetto.....detto questo concordo con quanto detto da Federico, se volete il camino ad alcol per la sua semplicità e per il suo effetto scenico nulla in contrario, ma prevedete uno scarico in atmosfera onde evitare evventuali problemi di salute dovuto ad usi eccessivi. Per Piera: ho visto i caninetti alla fiera di Reggio Emilia e penso che il prezzo proposto non sia male, visto la qualità dell'acciaio e delle finiture.
Marzio.
utente anonimo

#80    05 Marzo 2009 - 21:15
 
Parole, parole, parole, come sempre, come per tutto.
Ormai viviamo in una società dove non si sa più cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa fa bene e cosa fa male. E anche in questo blog non ci sono certezze. Solo parole...
Vivo nella speranza che un giorno, almeno 1 volta qualcuno mi dica una verità. Saluti a tutti.
utente anonimo

#81    07 Marzo 2009 - 13:46
 
Per piera:
la legislazione attuale in tema di focolari liberi è piuttosto carente...certamente la combustione di alcool etilico rilascia una quantità -seppur irrilevante - di inquinanti.
Pareri e opinioni seppure provenienti esperti in materia, in questi casi, hanno un valore relativo poichè le uniche prove valide e certe sono rilasciate da test -seri- di laboratorio.
Tanto per farci un'idea di quello che può fare bene o male...una semplice candela di cera rilascia anch'essa inquinanti a non finire..basta pensare che nelle chiese per preservare dipinti e opere d'arte si fanno spazio le candele elettriche...

utente anonimo

#82    08 Marzo 2009 - 03:20
 
Ho letto tutti i commenti del forum e mi sono fatto un idea di come funzionino questi bio caminetti e dei pro e dei contro ho trovato cercando questo sito francese

http://www.directcheminee.fr/cheminee-bio.php

ha molti punti vendita anche in italia e sono intenzionato ad andare a vedere uno dei loro bio caminetti.
Ho notato che i loro nuovi modelli hanno un rilevatore di co2 e un sistema di carica diverso da altri bio camini visti in altri siti...
Personalmente li ritengo un oggetto d'arredo, che si possono scaldare, più o meno come un termoconvettore elettrico.
Continuerò ad informarmi al riguardo ;-)
utente anonimo

#83    08 Marzo 2009 - 13:30
 
Decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato può essere, in certi casi, difficile.
In questo caso ( Biocaminetti o Biobufale ?) la Chimica e la Fisica, che non sono opinioni, ci aiutano a farci un'opinione corretta.
Cominciamo da quanto calore può produrre l'uso dell'etanolo o alcool etilico.
Bruciare un chilo di etanolo produce 7.184 chilocalorie. Due altri combustibili liquidi quali il gasolio e il propano, a parità di peso, producono 10.499 e 11.800 chilocalorie.
Questi dati spiegano, perchè storicamente l'etanolo non ha avuto mai fortuna come fonte di riscaldamento (visto anche l'alto costo).
Altro dato certo è che la combustione dell'etanolo consuma ossigeno e produce acqua (vapor acqueo) e anidride carbonica. Se non c'è una presa d'aria esterna e una canna fumaria, gli indici di qualità delle nostre abitazioni che si misurano in base alla concentrazione di anidride carbonica, di vapor acqueo e di ossigeno sono destinati a peggiorare.
Risalgono al 1998 studi sui prodotti di combustione dell'etanolo effettuati dall'Università di California. Questi studi evidenziavano la formazione di ossidi di azoto di formaldeide e di acetaldeide, quest'ultimi due cancerogeni, il primo irritante per l'apparato respiratorio.
Tutte queste informazioni, certe, giustificano quello che sto cercando di farvi capire da tempo: un caminetto ad alcool può essere uno sfizio dispendioso che , se si vuole , ci si può permettere, a patto che la casa sia provvista di una adeguata presa di aria esterna e di una canna fumaria per allontanare vapor acqueo ( causa di condensa, muffe...), anidride carbonica e gli inevitabili sotto prodotti della combustione.
In ultimo, ho preso contatto con i colleghi dell'Istituto Superiore di Sanità, l'unico organismo, nel nostro Paese, autorizzato ad fornire il supporto tecnico scientifico alle norme di salute pubblica. Mi hanno assicurato che fino a qualche giorno fà non hanno rilasciato nessuna certificazione per l'uso di alcol in caminetti aperti, in quanto nessuno gli ha chiesta.
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#84    08 Marzo 2009 - 17:10
 
Premetto che, prima di acquistare 2 anni fa un biocaminetto, mi sono documentato
Per conoscere pro e contro legati a quel possibile acquisto.
Sono d’accordo su quanto lei dice riguardo al costo del bioetanolo paragonato a quello
Di altri combustibili. Ma chi acquista un biocamino non ha la pretesa di usarlo come primaria
Fonte di riscaldamento.
E sono anche d’accordo sul fatto che la combustione produce vapore acqueo e quindi
Aumenta il tasso di umidità della casa.
Ma anche qui va detto che il biocamino non si tiene acceso 8 o 10 ore al giorno. Anzi l’umidità che produce può essere positiva, visto che spesso in una casa già riscaldata c’è il problema opposto.
Sul discorso delle sostanze tossiche che produrrebbe la combustione del bioetanolo…..
Lei cita uno studio universitario del 1998. Non credo sia sufficiente a sostenere che i biocaminetti
Sono tossici. Quando nel mondo ci sono centinaia di produttori di biocamini che sostengono, supportati dagli enti che hanno certificato i loro prodotti, che il bioetanolo per caminetti non emette
Nella combustione sostanze tossiche.
Io credo che come per ogni cosa l’argomento vada affrontato con il giusto equilibrio.
Se accendo il biocamino 3 o 4 ore al giorno e ricambio l’aria ogni 2 ore non vedo pericoli per la salute. Perché non dimentichiamo che in casa usiamo tanti oggetti che sono pericolosi. Parlo dei cellulari, degli apparati wireless, del forno a microonde, per i quali ci sono centinaia di studi che se uno li leggesse…butterebbe tutto dalla finestra e per sempre.
Eppure anche questi oggetti li usiamo, cercando di non abusarne.
Formaldeide e Acetaldeide? Ma quanti anni abbiamo passato a fianco di persone che fumavano? E che magari fumano ancora? Quando Formaldeide e Acetaldeide si è liberata nell’aria dalle loro sigarette?
Io uso il biocamino seguendo le istruzioni del costruttore. Sono sicuro che la mia salute non sia in pericolo. Non più di quanto lo sia già per tutto quanto ci circonda.
Per la mia esperienza consiglio a tutti di acquistarne uno.

utente anonimo

#85    08 Marzo 2009 - 18:03
 
Caro amico
il fatto che lo studio sulla emissione di aldeidi dalla combustione di etanolo risale al 1998 non significa che la notizia è vecchia, ma che è da tempo che questa notizia è stata appurata dalla comunità scientifica.
Il fatto che chi le vende il caminetto volutamente l'ignora e le fa credere che quest'uso non inquina, è da configurare per lo meno come pubblicità ingannevole.
In quanto alle aldeidi da fumo di sigaretta forse avrà notato che non ci sono più fumatori nei locali pubblici e che ci sono meno fumatori in giro. Per sua notizia in Italia ci sono anche meno tumori polmonari a partire dagli anni 80', dopo alcuni anni da quando le abitudini al fumo degli Italiani hanno cominciato a cambiare, anche grazie agli "allarmi" della comunità scientifica lanciati a partire dagli anni '60.
I pericoli delle onde elettromagnetiche sono ancora oggetto di studio, ma sulla cancerogenicità della formaldeide non ci sono dubbi da almeno una decina di anni. Non so se lei ha l'età per aver notato che nelle pastiglie di Formitrol, usate contro il mal di gola, non c'è più, come 20-30 anni or sono, la formaldeide. Mi creda, non è un caso, come non è un caso che il piombo è sparito dalle benzine, l'amianto non si usa più, di benzene nell'aria delle nostre città c'è nè molto meno di dieci anni fa.
Sarà ancora un caso, ma dove questi miglioramenti si sono realizzati in modo stabile, da tempo sono diminuiti i ricoveri ospedalieri di bambini e anziani, e anche l'aspettativa di vita è aumentata.
Comunque la pensi, mio compito, come sto facendo, è di invitare alla prudenza tutti i cittadini, evitando tutte le esposizioni e i rischi non obbligatori. Nel caso specifico, in attesa che norme nazionali facciano divieto di usare i caminetti ad etanolo senza canna fumaria e vietino ai venditori di pubblicizzare quest'uso, invito nuovamente e fino alla noia, i miei lettori più saggi e prudenti, quelli che hanno bambini piccoli o persone anziane a casa, a lasciar perdere.
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#86    12 Marzo 2009 - 21:39
 
riporto da wikipedia e legambiente:

Tra gli additivi alimentari è identificata dalla sigla E 240, ed è usata come conservante. Difatti è presente nel fumo di legno ed è, insieme ai polifenoli, responsabile della conservazione dei prodotti alimentari affumicati.

La formaldeide, insieme all'urea, è impiegata come vernice collante di pannelli in legno di truciolato, nobilitato o Medium-density fibreboard, è contenuta nei pannelli fonoassorbenti dei controsoffitti, nelle pareti divisorie degli uffici open space. Tende a distaccarsi negli anni e a volatilizzarsi nell'ambiente circostante.

Oltretutto è anche presente in molti mobili, e persino vestiti.

A questo punto, se come dice lei questi camini ad alcool dovrebbero essere vietati dovrebbe esserlo tutto ciò che in maniera insospettabile contiene formaldeide, ivi compreso l'uso del gas metano per cucinare poichè anch'esso produce ossidi di azoto e formaldeide.

Il fatto che sia presente come conservante negli alimentari è infinitamente più grave poichè tutti mangiamo, quindi sig. Federico è apprezzabile che lei segnali i pericoli per la salute dei lettori, ma penso vada fatto segnalando il pericolo quotidiano cui è sottoposta la popolazione e non certo per l'accensione sporadica di un camino ad alcool che sarà in possesso di un italiano su 1000. Grazie per l'attenzione
utente anonimo

#87    12 Marzo 2009 - 21:51
 
Oltre a ciò dimenticavo di aggiungere: perchè l'autorevole e prestigioso ministero della sanità autorizza l'uso di un noto cancerogeno formaldeide (E240) come consevante alimentare? Lo chieda ai suoi autorevoli colleghi e spero mi si possa dare una risposta, oppure se l'agente cancerogeno è approvato dal ministero della sanità ci fa meno male? Grazie


utente anonimo

#88    13 Marzo 2009 - 06:45
 
E' probabile che wikipedia debba essere aggiornato.
Da quando è stato riconosciuto l'effetto cancerogeno della formaldeide ( alcuni anni or sono) e il suo ruolo nel peggioramento della qualità dell'aria di ambienti chiusi l'industria del truciolato si è dato una regolata e questo problema ( l'emissione di formaldeide dai mobili in truciolato) si è fortemente ridotto.
Farò una verifica per vedere se questo composto è ancora ammesso tra i conservanti ( tra parentesi è utilizzato nelle imbalsamazioni).
In sintesi, noi tutti impariamo dall'esperienza e in base a quato abbiamo imparato prendiamo le decisioni utili a migliorare la nostra ed altrui vita.
Capito il problema della formaldeide abbiamo attivato misure per ridurre l'esposizione della popolazione. L'uso di alcool etilico come combustibile , senza canna fumaria, non è affatto obbligatorio, è come tutti hanno detto su qesto Blog, uno "sfizio". Persone intelligenti e prudenti evitano "sfizi" potenzialmente pericolosi.
utente anonimo

#89    13 Marzo 2009 - 14:23
 
Spiacente ma non sono d'accordo con questa analisi. La formaldeide è ovunque ed è utilizzata come conservante e battericida e non esiste attualmente un sostituto valido di questa sostanza. In tutte le case esiste la formaldeide ed è presente in quasi tutti i prodotti che acquistiamo - dentifricio incluso -
Il problema è solo stabilire se i valori di soglia vengono superati e soprattutto se il contatto con la sostanza avviene in maniera costante e massiccia così come avviene negli stabilimenti produttivi che la impiegano per i manufatti e prodotti. Può darsi che wikipedia non sia aggiornato...secondo me non è così. dai rapporti di Legambiente dell'anno scorso è risultato su test effettuati a campione presenza di formaldeide persino nelle confezioni di fette biscottate e su moltissimi altri alimenti. Basta fare una ricerca.

Oltre a ciò riporto da http://www.museo.unimo.it/ov/fdr_form.htm :La formaldeide è una sostanza molto usata in ambiente ospedaliero come sterilizzante e disinfettante sia di materiale sanitario e biancheria (materassi) sia di ambienti, oltre che nei reparti di emodialisi e in anatomia patologica per la fissazione e la conservazione dei tessuti. La formaldeide è un gas di odore fortemente irritante (presenta una soglia olfattiva molto bassa, pari a 0,13 ppm).

Può essere assorbita per via respiratoria e in minima quantità anche per via cutanea ed è in grado di determinare irritazioni a carico delle mucose, dermatiti da contatto (irritative e allergiche) e asma bronchiale. La formaldeide inoltre possiede potere mutageno e cancerogeno (è classificata come sostanza con "sufficiente evidenza" di cancerogenicità per l’animale e "limitata" per l’uomo dall' International Agency for Research on Cancer.

Inoltre dal dossier legambiente del 2006: http://www.legambiente.eu/documenti/2006/0731_dossier_formaldeide/formaldeide_dossier_2006.pdf

.....Nelle analisi riportate sotto, condotte dal professor Marco Baldi dell'Università di Pavia, si conferma la presenza generalizzata, seppure diversificata, in molti imballaggi e prodotti in carta e cartone posti normalmente in vendita e, di
conseguenza, nella raccolta differenziata e nei materiali destinati al riclo in cartiera.
La normativa a questo proposito è paradossale:
● la formaldeide è ammessa come conservante per alimenti (con la sigla E240), ed è presente anche in alcuni alimenti tradizionali, finalizzata a stabilire nuovi limiti o divieti d'uso alla luce del giudizio IARC,
● se ne prevede la presenza regolamentata nella carta per alimenti, anche nel
caso di label ecologico,
● le norme ambientali per il macero destinato a riciclo ne prevedono la totale
assenza!

Alcuni test:

DATI_IDENTIFICATIVI_CAMPIONE Formaldeide - Fenolo
Contenitore albicocche 20,7 2,36
Bustine zucchero in bustine grezzo di canna 14,0 4,59
Contenitore per pennette 31,0 2,43
Contenitore per Fette biscottate olandesi 52,0 7,11
Contenitore per Cannelloni 15,4 9,41
Fazzoletti bianchi 3,4 1,83
Confezione n. 32 pannolini 1,9 1,67
Quaderno piccolo 1,7 0,11
Contenitore per pasta 18,8 1,56
Quaderno grande 2,1 1,42
Contenitore per lo zucchero a quadretti 16,6 4,07
Contenitore per Zucchero 1 kg 23,6 5,18
Contenitore per Tea deteinato 30,2 5,13
Bicchieri 1,3 1,74
Contenitore per Bio-succo di arance rosse 27,8 3,25
Contenitore per Zucchero di canna Demerara 17,5 12,3
Contenitore per Semola di grano duro 11,2 5,50
Contenitore per Sale Marino riserva naturale 45,3 3,45
Contenitore per soia vegetale 30,0 3,59
Contenitore per Confetti al cioccolato 24,7 6,88
Libro 22,0 5,34
Contenitore per Riso Parboiled 20,5 8,84
Cartaspugna 10,4 27,0
Contenitore per biscotti 28,9 3,52
Tovagliolo 11,5 5,17
Tovaglioli 10,0 1,95
Contenitore per fette biscottate integrali 14,6 6,74
Contenitore per 40 fette biscottate 13,5 3,88
Contenitore per dolciumi 20,9 5,35
Contenitore per Riso 21,9 8,27
Contenitore per cibo cash &carry 44,7 6,09
LEGAMBIENTE

Credo a questo punto di poter dire 2 cose:

Non vedo perchè il ministero della sanità dovrebbe intervenire a vietare l'uso dei camini ad alcool quando negli ospedali la formaldeide è utilizzata con ampio uso e anzi, se ne ammette la presenza negli alimentari come conservante classificato come E240

La tossicità del composto va considerata nell'eventualità esposizione continua e massiccia nel tempo, quindi ingoiare alimenti giorno dopo giorno contenenti formaldeide è certamente dannoso, non certo bruciare qualche litro di alcool qualche ora per 2-3 mesi all'anno.

Quindi credo che semmai bisognerebbe aprire una discussione a parte su questo in modo da fornire una informazione corretta completa e veritiera ed interrogarsi ,semmai del perchè il ministero della sanità non ha mai bandito questo composto dagli alimenti. Per quanto le siano "poco simpatici" i camini ad alcool sig.Federico, sappia che ciò che mangia quotidianamente sulla sua tavola potrebbe esserlo molto di più, solo che magari non lo sa.

Dr.M.Giori


utente anonimo

#90    24 Marzo 2009 - 09:06
 
Buongiorno a tutti.
Ho letto con molto interesse i Vs. commenti sui caminetti a bioetanolo / etanolo / alcol / ecc. ecc. con tanto di analisi chimiche dei vari elementi.
La mia situazione abitativa è un pò borderline quindi vorrei chiedere un consiglio fornendovi informazioni il più dettagliatamente possibile, dal momento che la funzionalità / qualità o meno dei camini in questione è subordinata, mi pare, a quanto / come / dove / perché / si usano.
Vivo in un piccolo condominio (9 appartamenti) in un paesino del centro Italia, e, manco a farlo apposta, cercando la tranquillità in fuga dalla grande città, mi sono ritrovata in una gabbia di matti (come mai?).
Il costruttore della palazzina ha sbandierato per lungo tempo a tutti noi il fatto di non aver costruito canne fumarie perché se no andava a finire che litigavamo per i camini.
Ok fino a qui ci arrivo. l'intenzione è buona anche se incomprensibile dal momento che non ha fatto neanche le sedi nei muri per alloggiare gli scarichi dei WC, così ci ritroviamo con colonnine discendenti in cartongesso appiccicate dappertutto, per non parlare poi dell'isolamento acustico / termico il quale è inesistente...... (BRAVO!!!!!)
Risultato: uno dei condomini che abita al terzo ed ultimo piano, provvisto di mansarda / soffitta NON ABITABILE alla chettichella ha costruito un camino a legna, SFONDATO il tetto CONDOMINIALE, e rifinito la soffitta, che a questo punto per facta concludentia è diventata mansarda, con un bagnetto, piastrelle, letto e tutto il relativo repertorio.
Il tapino, scoperto per caso da una condomina "carro - armato" ora rischia il linciaggio a sassate, dal momento che nessun altro può farsi il camino e nessun altro lo ha fatto.
La intraprendente condomina è andata dai vigili urbani e li ha avvertiti che nel Ns. palazzo è venuto ad esistenza un camino senza autorizzazione del comune.
I vigili a loro volta hanno prospettato multe lunghe fino ad Hong Kong ma per ora non si vede il verso.
Qualche mese dopo, alla condomina "carro armato" in questione viene regalata una stufa a pellet dalla madre.
La installa dentro casa, dopo approfondita consultazione con l'amministratore che le dà il via libera, con un sistema di scarico fumi in un "bidone" pieno a metà di acqua posto sul suo terrazzo, che per inciso è un ampio loggiato rientrato rispetto alla facciata, con un muro al posto della ringhiera, quindi da fuori non si vede niente.
Il tutto non è in regola, OK, ma tant'è, welcome to the jungle!!!!
La suddetta stufa, oltre, come ho potuto constatare personalmente (sono assolutamente ignorante in materia quindi Vi dico quello che vedo / sento), a non fare, dopo qualche minuto di accensione, un minimo di fumo, non esala neanche la minima puzza, nè fuori nè dentro casa.
A questo punto, il mio appartamento purtroppo è messo in maniera tale che se anche io volessi mettere una stufa a pellet come la Sig.ra "carro armato" la dovrei mettere al posto della doccia in bagno, oppure buttare giù un pezzo di cucina (in muratura vera), oppure mettere il suddetto bidone sulle scale condominiali.
Vogliamo provare con il camino a legna? (tanto vedo che l'andazzo è quello).
Dovrei ancora una volta buttare giù un pezzo di cucina, far passare la canna fumaria su per il buco del WC dell'appartamento di sopra, oppure stessa cosa, ma sulle scale condominiali.
Non avrei voluto rinunciare al calore della fiammella, dal momento che dalle mie parti il camino è una vacca sacra.
Quindi mi faccio un giretto su internet e scopro questi camini senza canna fumaria.
chiedo un preventivo ed il costo è alto. quasi 2000 euro per un oggetto, seppur d'arredamento, e molto molto bello, che risponde a quasi tutte le mie necessità: non necessita di scarico "fumi", tranne le normali prese d'aria in tutte le case, non fa cenere, non necessita di particolari manutenzioni, mi deve scaldare solo il salone - cucina (circa 20 - 22 mq.) ad una temperatura non eccedente i 20 gradi, deve essere un ottimo complemento d'arredo, come tutti i camini, che oltre a scaldare ovviamente più di uno d'arredo, sono anche belli a vedere, e quando mi sono sdraiata sul divano a guardare un film sento il calore della fiammella.
Questo è quello che mi serve e che mi deve dare, in caso di acquisto.
Io non sono una chimica, una fisica oppure un'altra di quelle cose matematiche.
Per cui, le mie domande sono:
esiste un criterio di misurazione del calore?
C'è qualcuno che mi può quantificare in numeri quanto questi camini ad alcol scaldino rispetto ad un camino normale?
Cosa significa potenza nominale?
E' possibile arredare la propria casa e usare una normale cucina con un normale fornello a metano per cucinare un normale spezzatino senza correre il rischio di diventare paranoica?
Se sì, in quale misura questo camino ad alcol mi danneggia?
E' uguale se ci metto un altro piano cottura?
Non ho il telefono fisso.
Sia io che il mio compagno usiamo solo cellulari.
Posso continuare a chiamare mia madre o devo avevere un contatore geiger a portata di mano?
Quanta "monnezza" ci respiriamo quando a luglio siamo imbottigliati sul GRA dietro ad un bel camion che sputa fuori tonnellate di fumo nero dal motore?
Scusate lo sfogo ma da "praticona" quale sono, vorrei sapere una volta per tutte, prendendo a base la mia situazione quanto meno anomala, quali criteri devo usare per decidere se posso o meno comprare / accendere per due o tre ore il giorno per circa 4 mesi l'anno un caminetto ad alcol / bioetanolo / etanolo, la fiammella del quale provocherebbe immenso piacere, ma che non mi faccia ricoverare in psichiatria con sindrome schizofrenica da paranoie acute.
C'è bisogno, secondo me, di valutare le molteplici variabili di tutta questa storia, a partire dalle basi scientifiche, certo, ma rapportate alle varie situazioni, grandezze, possibilità di ognuno di noi.
D'altronde, il mondo è bello perché è vario, no?
Ringrazio anticipatamente quanti vorranno / sapranno consigliarmi.
Lizza75
utente anonimo

#91    24 Marzo 2009 - 12:09
 
Cara Lizza 75, il primo consiglio che mi senti di darti, visto il tipo di coinquilini che hai e chi ti ha progettato la casa, è quello di cambiare casa appena ti è possibile :-).
In quanto all'idea di riscaldare casa con l'alcool ti invito caldamente a farti fare i conti da un bravo geometra esperto in risparmio energetico.
Tanto per darti qualche numero, per riscaldare decentemente la mia casa di montagna , circa 70 metri quadri ben isolati, con temperature esterne intorno allo zero, consumo giornalmente 40-50 chili di legna . Visto che un chilo di legna libera 3800 chilocalorie e un chilo di alcool ne libera 6480, per andare solo ad alcool mi ci vorrebbero circa 30 litri di alcool al giorno. Quanto ti costa? Hai lo spazio dove stoccare tutto questo combustibile infiammabile? Ti darebbero il permesso i vigili del fuoco?
In quanto al cellulare, anch'io ce l'ho, ma lo uso molto poco e per breve tempo, per il semplice motivo che mi costa uno sproposito (ho assimilato l'attitudine sparagnina dei Liguri!).
Comunque rimando te e gli amici dei bio-caminetti, al mio Blog dove racconto i risultati dello studio americano che ha quantificato di quanto si allunga la vita respirando aria buona.
Leggilo e medita!
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#92    24 Marzo 2009 - 15:15
 
Ringrazio sentitamente per i consigli.
Per quanto riguarda vendere casa.... come si dice dalle mie parti.... co' 'sti chiari de luna.....
Per quanto riguarda il costruttore gli stiamo facendo già battaglia (il mio appartamento è uno dei più "sani".....).
Vorrà dire che, botto per botto, continuerò x riscaldarmi a pagare un botto col metano!!!!
Grazie!
utente anonimo

#93    24 Marzo 2009 - 17:11
 
Certamente il metano è ancora la migliore soluzione; i biocaminetti possono essere utili per una questione decorativa e non come riscaldamento principale.
Non poter installare la canna fumaria per poterci costruire un camino a legna dal mio punto di vista ecologista non è un dramma.
Avete idea cari amici di quanto co2 ed emissioni nocive scaricate nell'atmosfera bruciando la legna? senza contare gli alberi che vengono abbattuti ed il disboscamento che avanza per levarsi questi sfizi, mi pare di poter dire senza polemica, non altrettanto obbligatori....
utente anonimo

#94    24 Marzo 2009 - 19:54
 
Se il riferimento al bruciar legna riguarda la mia casetta , non mi sent per niente in colpa, sui monti della liguria il metano non arriva e la zona è ricca di boschi ancora ben tenuti e gli incendi sono sconosciuti. Ovviamente il problema non è la CO2, in quanto la legna bruciando restituisce all'atmosfera la co2 che la pianta aveva utilizzato per crescere. Stufe ad alta efficenza e una casa ben isolata riducono al minimo l'inquinamento. E andare a dornire in un letto a 18 gradi invece che a quattro, credimi non so se l'hai mai provato , non è uno sfizio :-)
utente anonimo

#95    25 Marzo 2009 - 21:14
 
Gentile signore,
la mia osservazione era del tutto generica. Nulla di personale, ma per quanto mi riguarda,- e non lo dico io - io camini a legna checchè se ne dica, inquinano. Certo il co2 è il problema minore; vi sono moltre altre sostanze nocive sprigionate dalla combustione della legna che anche se è banale ricordarlo non si si dissolvono ma vengono invece trasportate nell'aria e respirate ancora da noi.
Il co2 , a cusa dell'inquinamento industriale, è il principale responsabile dell'effetto serra e, certamente l'ulteriore apporto di quello generato dai camini a legna non aiuta. Le stufe moderne sono sì ad alta efficienza, scaldano molto ed inquinano meno, ma inquinano comunque, e contribuiscono al disboscamento - tenga conto che non tutti i luoghi sono isole felici ed incontaminate come quella in cui lei dice di vivere la villeggiatura -
Certo andare a letto con 18 gradi e a zero c'è differenza e non credo vorrei mai provare; io non ho mai sostenuto questo, dico semplicemente che non essendo più nell'800, il riscaldamento a legna come utilizzo principale o secondario - anche per la seconda casa in montagna - è superato, perchè le alternative esistono.
Si può ad esempio installare un termoconvettore e, se proprio si vuole avere la fiamma, utilizzare una stufa a pellets, se non altro si utilizzano scarti da bruciare senza abbattimento boschivo.
Con un modesto investimento - e non spesa - si potrebbe collegare il termoconvettore ad un pannello fotovoltaico anche piccolo per avere addirittura l'alimentazione a costo zero, oppure se c'è vento abbondante il microeolico.
Certo, finchè avremo la convinzione che nel nostro piccolo consumiamo così poca legna da non contribuire all'inquinamento e al disboscamento ci sbagliamo, perchè in Italia sono in molti a fare questo ragionamento,e come si sa, le gocce formano gli oceani.
Saluti
utente anonimo

#96    31 Marzo 2009 - 17:51
 
Io per la mia casetta in montagna ho optato per un stufa a pellet al piano giorno, mentre al piano superiore, in zona notte ho installato un termoconvettore da parete, e devo dire che sono ampiamente soddisfatto. Il camino a legna ha costi troppo elevati tra canna fumaria da pulire e il costo del legname.ciao
utente anonimo

#97    19 Aprile 2009 - 13:31
 
buon giorno a tutti. ricordate che le certificazioni e le schede tecniche sono facilmente "modificabili" apiacimento perciò come scettico di natura, credo fortemente al parere della tossicità dei biocaminetti, almeno che non si effetua una verifica sul posto e a proprie spese!
utente anonimo

#98    22 Aprile 2009 - 14:37
 
Buongiorno,
mi permetto di fare delle delle considerazioni relative alla sicurezza di caminetti a biocombustibile:
-una fiamma libera o comunque qualsiasi corpo caldo che raggiunge elevate temperature rappresenta un rischio.
-una fiamma libera brucia ossigeno e, anche se non dovesse rilasciare sostanze inquinanti, prima di installare un bio-caminetto si devono considerare se ci sono o meno sufficienti apporti di areazione ed eventualmente adeguarli.
-certificazioni e quant'altro lasciano il tempo che trovano visto che nella maggiorparte dei casi sono autocertificazioni dei produttori in condizioni ottimali di utilizzo del prodotto, inoltre se si dovesse per sbaglio utilizzare del combustibile non idoneo il caminetto ha sensori che lo spengano o che impediscano l'utilizzo???? La maggior parte delle stufe a pellet le ha.
Detto ciò ritengo saggio avere un atteggiamento prudenziale ma aperto a molte vedute visto che comunque parliamo di un prodotto che può presentare qualche problemino.
Sostenere che l'anidride carbonica prodotta da un ecocamino non è dannosa perchè è la stessa che producono due persone è una bufala perchè l'anidride carbonica emessa da una o più persone all'interno di un locale poco arieggiato è veramente pericolosa!
La qualità dell'aria dell'ambiente in cui viviamo è un'aspetto fondamentale per la qualità della vita ed è spesso sottovalutato da molti perchè comporta uno "spreco" di energia.
Arieggare correttamente e continuamente significa espellere da casa gli inquinanti interni (anidride carbonica, muffa, radon, formaldeide, ecc.ecc.) e tenere fuori allergeni, pollini e smog.
A questo punto prima di installare un ecocamino converrebbe installare un sistema di ventilazione meccanica controllata magari con recuper di calore che sicuramente è più bio, più ECOlogico e più ECOnomico.
Riccardo
utente anonimo

#99    23 Aprile 2009 - 00:13
 
Paragonare il camino ad alcool con la stufa, per esempio a pellet, non è a mio avviso corretto. La stufa a pellet/legna infatti raggiunge i 7/8 kw di potenza contro i 2/3 dei camini ad alcool. Diverse anche le temperature: circa 350 gradi per i camini ad alcool e 700 per le stufe a legna /pellet. Da qui anche le normative; poichè tutte le stufe sono ovviamente soggette a certificazioni di sicurezza Europee come il marchiuo CE. Enti indipendenti come il TUV, SiNCERT, etc sono enti certamente seri e non credo vi siano possibilità di autocertificare una stufa a pellet o legna.
I camini ad alcool non sono soggetti a normative specifiche per quanto ne so, visto che raggiungono temperature basse e non rilasciano gli inquinanti che emettono invece le stufe a pellet/legna. Concordo invece sul fatto di adeguare e implementare il ricambio d'aria in caso di installazione di biocaminetti, ma per quanto ho letto più o meno tutti i venditori ne raccomandano l'installazione. L'anidride carbonica non è di per sè tossica, chiaro che bisogna come in ogni caso valutare le quantità. Il limite previsto dall'agenzia per la sicurezza sui luoghi di lavoro prevede un limite giornaliero di 5000 ppm per un'esposizione continua e il 3% per un'esposizione breve (15 minuti). Alla fine il camino ad alcool è un prodotto decorativo che non può pretendere di riscaldare come la legna o il pellet, viste le temperature d'esercizio. Tuttavia come dice l'associazione dei consumatori francesi riportata nel post più in alto , è bene scegliere prodotti con certificazione di sicurezza e testati da enti preposti con test di laboratorio specifici, che sul mercato esistono, anche se la maggior parte non lo è, e questo significa che si potrebbero trovare materiali di costruzione o tecniche di realizzazione pericolose o inadeguate, considerato che sono molti i prodotti che arrivano dalla cina o est europa e quelli credo non passerebbero alcun test di laboratorio.
utente anonimo

#100    23 Aprile 2009 - 15:22
 
l'anidride carbonica provoca disturbi anche a concentrazioni più basse di quelle previste nei massimi di legge. L'agenzia Casa Clima consiglia di non superare le 800ppm, soglia oltre alla quale cominciano i primi problemi. In una stanza da letto in un edificio nuovo senza impianto di ventilazione l'anidride carbonica sviluppata dalla persona che dorme può raggiungere le 3000ppm. Se poi ci mettiamo una fiamma mangia ossigeno, anche se questa funzionasse a regola d'arte e nelle condizioni migliori, sicuramente aumenterebbe il problema CO2.
Consiglio di associare al camino in biocombustibile un impianto di ventilazione decentralizzata, ci sono anche da qualche centinaio di euro.
Riccardo
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