Manuale di sopravvivenza di uno scienziato preoccupato ma non ancora disperato
![]()
Nome: Federico Valerio
Le mie radici napoletane da tempo si sono abbarbicate agli scogli di Liguria. Sono un chimico che cerca di salvaguardare la salute della gente e l'ambiente e, a volte, ci riesce...
SimplyMum in Tornano i vecchi mes...
phederpher in Tornano i vecchi mes...
utente anonimo in Modello genova al vi...
utente anonimo in De Magistris e la mo...
utente anonimo in De Magistris e la mo...
utente anonimo in Chi nano-impolvera m...
utente anonimo in Bio caminetti o Bio ...
sacchett in Chi nano-impolvera m...
utente anonimo in Chi nano-impolvera m...
utente anonimo in I Medici per l'Ambie...
oggi
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
ambiente
ambiente e salute
ambiente e società
biomasse
compostaggio
economia domestica
energia
energie rinnovabili
materiali post consumo
mercurio
modello genova
nucleare
riciclo
rifiuti zero
salute
scienza
società
tmb
vedi napoli
visitato *loading* volte
L'amico Gianni Mattioli si è messo a fare l'Avvocato del Diavolo e mi ha chiesto dieci buoni motivi per relegare gli inceneritori ad un ruolo marginale nella gestione dei materiali post consumo.
Ecco la mia risposta:
Caro Gianni
eccoti qualche ragione a supporto di scelte che giustificano un ricorso marginale all'incenerimento con recupero energetico ( 10-15%):
- E' il sistema di trattamento più costoso
- Ha tempi di ammortamento degli investimenti eccessivamente lunghi (20 anni)
- Necessita di grandi economie di scala
- Si pone in oggettiva concorrenza con un riciclo poco più che dignitoso, 40-50% ( riciclo vero, non quello che è un incenerimento mascherato come avviene per le plastiche miste raccolte in modo differenziato con il sistema a campane, di così bassa qualità che il loro incenerimento è garantito). Se il riciclo supera questa quota anche con le plastiche ( presenti nei rifiuti per il 15-20% in peso) non c'è più niente da bruciare
- E' un sistema rigido, incapace di assecondare i mutamenti in atto: aumento riciclo con il porta a porta, avvio di politiche di riduzione ( vuoto a rendere), introduzione di imballaggi biodegradabili, recuperi con sistemi di selezione meccanici
- Gli attuali incentivi a favore dell'elettricità prodotta con l'incenerimento creano una concorrenza sleale con tutti gli altri metodi di recupero
- Non elimina affatto la necessità di discariche, produce rifiuti solidi pari al 20-30% del materiale in ingresso
- L'ecotossicità delle ceneri è ancora oggetto di studio e i risultati segnalano che questo problema è stato ampiamente sottovalutato.
- Sono prevedibili ed auspicabili norme comunitarie più restrittive per la gestione delle ceneri, norme che inevitabilmente aggraveranno costi e consumi energetici.
- Trasforma in composti tossici (fumi e ceneri) composti sostanzialmente innocui ( imballaggi) o igienizzabili con tecniche biologiche ( compostaggio e fermentazione anaerobica).
- Per i nostri climi il teleriscaldamento non giustifica l'investimento in queste tecnologie
- La realizzazione di impianti di incenerimento nei centri abitati per utilizzare il teleriscaldamento aumenta imprudentemente il numero degli esposti
- Le attuali normative europee per i composti persistenti e i distruttori del sistema endocrino emessi dagli inceneritori non tengono conto dei reali meccanismi di esposizione (accumulo nell'ambiente e lungo la catena alimentare e l'effetto cumulativo delle altre fonti di questi composti ).
- Norme giapponesi in cui si conteggiano le diossine presenti nei fumi e nelle ceneri non sarebbero rispettate da impianti italiani che vanno per la maggiore
- Un moderno inceneritore emette meno inquinanti in atmosfera per unità di volume di fumi, di uno della penultima generazione ma la sua capacità per l'economia di scala è enormemente aumentata( 600.000 -700.000 ton/anno), con immissione nell'ambiente di quantità di composti persistenti non molto dissimile di quella prodotta dai vecchi impianti più piccoli ( 90-100.000 ton/anno).
- Gli studi epidemiologici ben fatti segnalano rischi sanitari per la popolazione esposta ai fumi degli inceneritori. Questo significa che i composti emessi da questi impianti hanno un effetto biologico dannoso per la salute. E' probabile che i rischi maggiori siano creati dai composti persistenti e bioaccumulabili che continuano ad essere prodotti ed emessi anche dai nuovi impianti
_ a confronto con il riciclo, in base a serie analisi di cicli di vita è quest'ultimo che ha minor impatto ambientale, maggior risparmio energetico e minore emissioni di gas serra. E questo vale sia per la plastica che per la carta.
- Si mette in concorrenza sleale con chi ricicla carta e legno, sottraendogli indispensabili materie seconde
- Non è una scelta obblgatoria: un giusto mix di riduzione, riciclo, compostaggio, fermentazione anaerobica con produzione di bio-metano e trattamenti meccanico biologici per la frazione indifferenziata e si può chiudere il cerchio, mettendo a stoccaggio una quantità di scarti inerti pari alle ceneri che, a parità di materiali trattati, il modello Brescia avrebbe prodotto.
- Stanno entrando sul mercato tecniche di separazione e trattamenti chimici e biochimici delle frazioni miste di cellulosa e plastiche ( quello che residua da trattamenti meccanico biologici) in grado di offrire ulteriori recuperi di materia e la produzione di combustibili liquidi ( gasolio)
- Gli inceneritori austriaci immettono in atmosfera 44 nanogrammi di diossine equivalenti ogni 1000 chili di rifiuti inceneriti, alcuni dei migliori inceneritori italiani viaggiano sui 170 ng/ ton.
- Se si sommano le diossine emesse nei fumi con quelle presenti nelle ceneri , nella maggior parte dei casi questa quantità (10400 ng/ton ) è maggiore di quella presente nei rifiuti (2700 ng/ton nel 1999 e in ulteriore diminuzione in corrispondenza ad una minore contaminazione dei nostri cibi con l'eccezzione della mozzarella di bufala nostrana
- Le concentrazione di metalli tossici, idrocarburi policiclici aromatici, diossine che si trovano nelle ceneri sono spesso maggiori di quelle presenti nei rifiuti inceneriti.
Può bastare?
