Manuale di sopravvivenza di uno scienziato preoccupato ma non ancora disperato

Eccomi

Utente: federico46
Nome: Federico Valerio
Le mie radici napoletane da tempo si sono abbarbicate agli scogli di Liguria. Sono un chimico che cerca di salvaguardare la salute della gente e l'ambiente e, a volte, ci riesce...

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domenica, 22 novembre 2009
Fuga di radiazioni da Three Mile Island

Poche ore fa dalla CNN arrivano notizie che la centrale di Three Mile Island  ( si, proprio quella andata in tilt 30 anni or sono) ha avuto una perdita di radionuclidi che ha coinvolto  i lavoratori dell'impianto.




Postato da: federico46 a 21:29 | link | commenti (1)
nucleare, ambiente e salute

Meno rifiuti per tutti

Siamo nella settimana mondiale per la riduzione dei rifiuti.



Il mio contributo a questo evento è la riproposta delle sedici semplici regole che possono da subito ridurre sensibilmente la produzione dei nostri rifiuti.  Queste regole sono state tratte dalla 4^ edizione dei Corsi di Compostaggio domestico a cura di Italia Nostra. Scegliete almeno uno di questi consigli  e seguitelo regolarmente. Fara bene a voi, al vostro portafoglio  e al Pianeta.





COME DIMINUIRE LA PRODUZIONE DI MATERIALI POST CONSUMO

Diminuire la produzione di rifiuti eÌ€ possibile. Se state facendo compostaggio domestico, siete la prova vivente di questo fatto. Ogni anno, da quando avete cominciato a compostare, nella vostra pattumiera non vanno piuÌ€ circa 50 chili di “umido” per ogni componente della vostra famiglia.

Per chi non fa ancora compostaggio domestico ecco qualche altro consiglio per produrre meno rifiuti; se li seguirete contribuirete ad abbassare il Prodotto Interno Lordo, ma migliorete il vostro ambiente e il vostro bilancio famigliare.



1)    Nei vostri acquisti evitate il piuÌ€ possibile prodotti “usa e getta”.



2)    Al ristorante chiedete vino sfuso della casa.



3)    Evitate i “fast food”, almeno fino a quando non useranno piuÌ€ bicchieri e stoviglie “usa e getta”.



4)    Preferite birra e bevande gasate alla spina.



5)    Comprate frutta, verdura, salumi e formaggi, nei mercati rionali; eÌ€ certamente merce piuÌ€ fresca e con meno imballaggi da pagare.



6)    Fate la spesa portandovi dietro delle belle e robuste borse di tela, meglio con maniglie lunghe, per caricarsele piuÌ€ facilmente sulle spalle quando sono piene.



7)    Preferite i gelati artigianali nel cono di cialda. Al momento eÌ€ l’unico imballaggio che si puoÌ€ mangiare.



8)    Verificate se nella vostra cittaÌ€ ci sono distributori di latte crudo alla spina: costa meno e riempiendo una vostra bottiglia di vetro, eviterete centinaia di bottiglie di plastica all’anno. Idem per i didstributori alla spina di detersivi



9)    Se la pubblicitaÌ€ a domicilio vi da fastidio, sulla cassetta delle lettere mettete il seguente cartello: in questa casa non eÌ€ gradita la pubblicitaÌ€.



10)  Per la vostra stampante, usate toner e cartucce d’inchiostri ricaricabili.



11)  Se vi piacciono molto i fritti, imparate a trasformare l’olio usato in saponette profumate; su internet troverete tutte le istruzioni: http://www. ilmiosapone.it/



12)  Produrre meno rifiuti, potrebbe essere una buona scusa per smettere di fumare: pensate a quante cicche e a quanti pacchetti vuoti state producendo se siete fumatori. Lo stesso consiglio vale per i super alcolici.



13)  Scoprire quanta eÌ€ buona ed igienicamente controllata l’acqua del vostro rubinetto. L’uso di un decanter per vini, vi aiuteraÌ€ ad eliminare eventuali residui di cloro.



14)  Imparate a frequentare i mercatini dell’usato. Troverete oggetti utili per voi e nuovi padroni per molte cose diventate per voi inutili.



15)  Imparate ad autoprodurre yogurt, marmellate, salse di pomodoro.



16) Imparate nuove e gustose ricette con gli avanzi di cibo. Ecco due siti interessanti: http://www.theitaliantaste.com/italian-cooking/avanzi/avanzi_index_ita.shtml; http://casa.alice.it/extra/085/avanzi2.html

Postato da: federico46 a 07:09 | link | commenti
ambiente e salute, materiali post consumo, rifiuti zero

venerdì, 20 novembre 2009
"Malaria" e belle pagelle

Allego un articolo di presentazione di una iniziativa del mio Istituto per avvicinare i giovani alla Chimica Ambientale. Può essere una buona notizia che abbiamo riempito l'aula magna con oltre 250 ragazzi delle scuole genovesi

Buona lettura.



Diversi studi stanno verificando che l’inquinamento atmosferico potrebbe avere un ruolo non trascurabile sulle capacità intellettive delle popolazioni esposte, in particolari i più giovani.

 

Un recentissimo studio pubblicato su Pediatrics, la rivista ufficiale dei pediatri americani, ha voluto verificare se l’esposizione della madre ad inquinamento, durante la gravidanza, potesse avere conseguenze sullo sviluppo intellettivo dei figli.

 

Lo studio, condotto su 250 bambini di New York,  ha dimostrato livelli di prestazioni intellettive significativamente più bassi,  nei bambini le cui madri, durante la gravidanza,  erano state esposte ad alti livelli di inquinamento da idrocarburi policiclici aromatici, inquinanti presenti nelle emissioni di autoveicoli, nel fumo di sigarette, in numerosi processi industriali.

 

Questa differenza è stata trovata quando la concentrazione media di idrocarburi, nell’aria respirata dalle mamme, era superiore a 2,3  nanogrammi per metro cubo.

 

Una conferma di questo studio la si potrebbe trovare a Genova Cornigliano, mettendo a confronto le prestazioni scolastiche dei bambini nati in questo quartiere dopo il 2002,  con quelle dei loro coetanei dei decenni precedenti. Se gli attuali bambini di Cornigliano risultassero più svegli ed intelligenti,  il motivo potrebbe essere che le loro mamme, grazie alla chiusura della cokeria,  hanno respirato meno di un  nanogrammo di IPA per metro cubo d’aria, mentre le mamme che abitavano questo stesso quartiere, durante gli anni in cui l’ acciaieria sotto casa funzionava a pieno regime, di IPA ne respiravano ben più di 30 nanogrammi per metro cubo.

 

Una volta diventati adulti, oltre ai policiclici aromatici,  altri inquinanti potrebbero alterare le nostre capacità intellettive e, da quanto risulta da uno studio condotto negli Stati Uniti e pubblicato quest’anno su Neurotoxicology , è  l’ozono che potrebbe accelerare l’invecchiamento del nostro cervello.

 

Lo studio stima che,  ogni 20 microgrammi di ozono in più in ogni metro cubo d’aria che respiriamo, il nostro cervello invecchia di 3-5 anni.

 

Poiché a Genova, dal 1999 al 2002 siamo passati da 81 a 51 microgrammi di ozono, con un netto miglioramento anche nei confronti di questo inquinante, l’invecchiamento dei nostri cervelli dovrebbe essere, quanto meno, rallentato.

 

E ancora una volta il beneficio maggiore, in termini di intelligenza, dovrebbe vedersi nelle nuove generazioni che, rispetto ai loro coetanei del  “boom” economico, grazie alle benzine “verdi”, respirano anche meno piombo, un altro pericoloso inquinante neurotossico.

 

E quanto siano intelligenti e capaci i giovani studenti genovesi lo si vedrà il 1 dicembre, nel corso del seminario organizzato dall’IST, a cui sono state invitate le scuole genovesi . Nel corso della mattinata, presso l’auditorium del centro congressi IST, i ragazzi potranno seguire una esclusiva lezione di Chimica e Epidemiologia Ambientale; i ricercatori dell’IST, sveleranno i trucchi del loro mestiere per identificare gli inquinatori, per impostare le strategie antinquinamento più efficaci, per rendere partecipi gli studenti al monitoraggio dell’aria che respirano, per capire quali effetti l’inquinamento possa avere  sulla nostra salute.

 

Postato da: federico46 a 08:23 | link | commenti
ambiente e salute, modello genova

domenica, 08 novembre 2009
L'uso energetico di biomassa che mi piace

Per non offrire il fianco alla facile accusa di essere sempre contro a tutto, mi piace dare qualche informazione su un impianto di teleriscaldamento a biomasse che mi sembra realizzato con equilibrio e intelligenza. Siamo in Germania , nel Badem-Wurtenberg, nel piccolo centro di Tettnang che ospita l'antica chiesa di San Gallo.

Quattro edifici , afferenti al centro parrochiale, compreso oratorio, casa del parroco e casa del sagrestano, dovevano sostituire i loro quattro vecchi impianti di riscaldamento a gas. Per volontà del parroco, il nuovo impianto doveva avere un minore impatto ambientale e costi di gestione più contenuti.

La soluzione è stata una mini rete di teleriscaldamento ed un unico impianto integrato per il riscaldamento,  formato da una caldaia a pellet da 160 kW, in grado di fornire il calore di base, una caldaia a gas (150 kW) per coprire le punte della domanda di calore nelle giornate più fredde e 40 metri quadrati di pannelli solari, in grado di coprire, in estate, tutta la domanda di acqua calda per usi sanitari.

La caldaia a biomasse consuma ogni anno 65 tonnellate di pellet, stoccato in un apposito locale ricavato sotto il parcheggio della parrocchia e dopo il primo anno di funzionamento si è potuto verificare che il nuovo impianto comporta  un risparmio annuale di 10.000 € rispetto alla passata gestione, con quattro diverse caldaie a gas.

Il risparmio è dovuto anche ad un minor consumo energetico (40.000 kWh all'anno).

Nella documentazione acquisibile su internet, mancano le informazioni sulle emissioni inquinanti prima e dopo l'intervento e su come sono gestite le ceneri. Sarebbe utile avere queste informazioni  per valutare in modo più completo l'impatto di questa scelta, rispetto alla soluzione precedente.

Comunque è da soiìottolineare che il progetto è stato pensato unicamente per soddisfare al meglio l'inderogabile richiesta di calore invernale e non per la fame di certificati verdi  regalati all'elettricità prodotta da fonti rinnovabili.




Postato da: federico46 a 16:27 | link | commenti (1)
energie rinnovabili, ambiente e salute, biomasse

venerdì, 30 ottobre 2009
Alcool no-bio

Constato che il gradimento di un tema quale quello dei  cosidetti "bio-caminetti" è molto alto.

Constato anche, con preoccupazione,  molta superficialità da parte di alcuni frequentatori di questo Blog.

L'ultimo argomento di discussione è l'uso come combustibile di alcool denaturato (quello rosa).

Motivo di questa scelta: il costo più basso dell'alcool rosa, rispetto al cosidetto bio-alcool.

Provo a dare qualche informazione utile e qualche consiglio, anche se so già che c'è chi continuerà ,comunque, a fare di testa sua.

-Prima informazione:

tutto l'alcool etilico, non usato come bevanda o come reagente puro, è denaturato per legge.

-Seconda informazione:

La denaturazione ha lo scopo di impedire l'uso dell'alcool quale bevanda e quindi di evitare di caricare il prezzo del prodotto con la tassa sugi alcolici

-Terza informazione:

Poichè l'alcool etilico può avere diversi usi (disinfettante, detergente, profumeria, combustibile..) , per ogni uso è prevista, per legge, una diversa denaturazione, appropriata all'uso finale

-Quarta informazione:

L'alcool rosa, quello usato per disinfettare ferite, è denaturato con tiofene (1,2 grammi di tiofene per litro di alcool).

Il tiofene è usato, in quanto si mescola in modo inscindibile con l'alcool etilico, ovvero se si vuole distillare l'alcool denaturato per recuperare l'alcool puro e farsi una ciucca a basso prezzo, dal distillatore uscirà sempre alcool mescolato con tiofene, imbevibile.

-Quinta informazione:

Il tiofene è un composto organico (a base di carbonio) contiene un atomo di zolfo ed è classificato come nocivo per ingestione ed irritante.

-Consiglio finale:

anche se costa poco, non usate l'alcool denaturato come combustibile, in quanto la combustione, inevitabilmente, trasforma il tiofene in anidride solforosa, un gas irritante per le vie aeree che si va ad aggiungere agli altri inquinanti che inevitabilmente produce la combustione dell'alcool, per quanto biologico esso sia.



L'anidride solforosa oggi,  come inquinante dell'aria,  ci preoccupa poco, in quanto la sua concentrazione nell'aria si è fortemente ridotta e in tutt'Italia è sempre a valori nettamente inferiore agli standard di qualità dell'aria. Questo risultato si è ottenuto in quanto, per legge, da alcuni decenni,  tutti i carburanti (gasolio, olio combustibile, carbone) sono  a basso tenore di zolfo, grazie a trattamenti che hanno tolto, dai combustibili in uso, gran parte dei composti contente zolfo (come il tiofene) che erano naturalmente presenti nel petrolio e nel carbone.

L'uso improprio e volontario, come combustibile per uso domestico, dell'alcool denaturato con un composto solforato (il tiofene), per di più senza un adeguata ventilazione dei locali,  è un' idiozia auto-lesionista.








Postato da: federico46 a 12:29 | link | commenti
ambiente e salute

martedì, 13 ottobre 2009
Davide e Golia

Stamattina nello spoglio atrio della sede RAI (  la volta scorsa nell'anomimo spiazzo davanti alla stessasede) mi ha intervistato il TG3 regionale per contrapporre un mio parere (critico) all'intervista dell'Amministratore delegato Ansaldo Nucleare dove, ovviamente sono state fatte le lodi sulla sicurezza delle centrali di terza generazione, la tecnologia che si pensa di applicare alle cinque centrali che vuole realizzare l'attuale governo.



Quello che ho detto ( o meglio, cercato di dire):



Numerosi e recenti studi stanno confermando che l'esposizione a radiazioni sia molto più pericolosa di quanto fino ad oggi si pensava, in particolare,  se gli esposti sono bambini.



Una maggiore incidenza di tumori infantili si è registrata nella popolazione residente più vicina alla centrale di Three Mile Island dopo circa dieci anni dal più grave incidente nucleare che ha coinvolto una centrale occidentale della seconda generazione e che, a detta degli esperti, non avrebbe dovuto provocato nessun effetto misurabile nella popolazione esposta, a parte un aumento dello stress.



Maggiori incidenze di tumori infantili si sono registrati anche intorno a centrali statunitensi e tedesche che non hanno avuto  incidenti ma che hanno emesso radionuclidi gassosi durante il loro normale esercizio e nel pieno rispetto dei limiti di legge sulle  emissioni di radionuclidi nell'ambiente. Alla luce di questi dati è opportuno riesaminare anche la maggiore incidenza di tumori infantili registrata  negli anni '70 nel comune di Trino Vercellese.



Quello che avrei voluto dire ( ma non c'era tempo):



La possibile sottostima dei rischi a seguito di esposizioni alle emissioni di centrali nucleari deve essere meglio studiata e capita, ma in Italia questo non sarà possibile, in quanto tutto, compresi i dati sanitari saranno coperti da segreto militare.



Il maggiore rischio di tutte le centrali, comprese qelle della terza generazione, è il rischio di impresa: l'incidente di Three Mile Island provocò il fallimento del Gestore e il blocco dello sviluppo del nucleare negli USA, per gli elevati rischi economici.



Negli USA, il governo Busch ha pensato di rilanciare il nucleare fornendo garanzie agli impreditori privati: il governo coprirà il costo delle assicurazioni in caso di incidente.



Gli Italiani hanno un'idea di chi pagherà la costruzione delle centrali, fortemente volute dal Partito delle Libertà?



Quello che ho imparato:



in una società in cui è l'immagine che conta più di quello che si dice, se mai mi proporranno nuove intervistei, chiederò che questa sia fatta nel mio laboratorio.



E penso che chiederò anche  garanzie sulla "par condicio" dei tempi a disposizione.



In caso contrario, vadano pure a cercare qualcun altro.




Postato da: federico46 a 13:57 | link | commenti (4)
nucleare, ambiente e salute

mercoledì, 30 settembre 2009
Taranto chiama Genova

Il 26 settembre ero a Taranto su invito di ARPA-Puglia.  Singolare, il ruolo assegnatomi: tecnico di fiducia dei comitati tarantini che, da alcuni anni, sono impegnati a tutelare la propria ed altrui salute, messa arischio dalle elevate emissioni di diossine del reparto agglomerazione delle acciaierie di Taranto.

L'incontro è stato importante, in quanto, per la prima volta in vertenze ambientali, le tre parti in causa ( Azienda, Strutture pubbliche di controllo, Cittadini) avevano una pari dignità di rappresentanza: numero di interventi, tempo a disposizione.

Pertanto, in questa occasione ho rivestito i panni del Pubblico Ministero a tutela degli interessi del Popolo Sovrano, normalmente la parte più debole in questo tipo di vertenze.

Tra qualche giorno nel sito di Arpa Puglia saranno pubblicate le presentazioni, compresa la mia.

Anticipo che il rappresentante delle acciaierie Riva non ha gradito la mia proposta che le emissioni convogliate di diossina fossero sottoposte a campionamento in continuo con attrezzature simili a quelle  adottate da diversi inceneritori.

Il non gradimento è stato motivato dal fatto che questa tecnica non è normata e non è ufficialmente riconosciuta.

Ho ribadito personalmente al rappresentante delle accierie, quanto peraltro avevo già affermato nel mio intervento: l'applicazione del campionamento in continuo, in base all'attuale normativa,  non ha valore legale ma è un ottimo deterrente a gestioni dell'impianto poco attente alla minimizzazione dei rischi della popolazione, come dimostrano le esperienze su inceneritori che, dopo l'installazione di questi sistemi di monitoraggio, hanno fatto registrare il costante mantenimento dei livelli minimi delle loro emissioni di diossine.

Altre critiche mi sono state fatte dai rappresentanti dell'ufficio veterinario quando ho affermato che la catena alimentare delle diossine ( dal camino al latte matrerno)  oltre ad essere interrotta prima dell'ariivo dei cibi contaminati alle tavole degli umani, doveva essere interrotta anche prima delle mangiatoie degli agnelli che, a migliaia sono già stati sacrificati in quanto i loro fegati sono risultati  contaminati da diossine a livelli nettamente superiori a quelli ammessi dalla attuale normativa. 

A mio avviso, questo sacrifico non sarebbe stato necessario se si fosse da subito avviata una alimentazione delle pecore con foraggio indenne da diossine, dando a questi animali l'opportunità di smaltire la diossina accumulata durante il pascolo in zone contaminate.

Postato da: federico46 a 12:13 | link | commenti (2)
ambiente e salute

giovedì, 17 settembre 2009
LCA ad Avellino

Dal 5 al 9 ottobre in Sardegna ci sarà un'importante convegno internazionale sulla gestione dei rifiuti.

In quest'occasione presenterò una rassegna bibliografica sugli studi che permettono di fare confronti tra gli impatti ambientali dei diversi sistemi di gestione dei rifiuti.

Utile segnalare che tutti gli studi presi in considerazione (una ventina, di cui sei riguardano realtà italiane) confermano l'assoluta priorità  da dare al riciclo, rispetto all'incenerimento con recupero energetico, per gli indubbi vantaggi energetici ed ambientali del riciclo.

Un interessante studio, basato sull'Analisi dei Cicli di Vita (in inglese Life Cycle Assesment -LCA) e pubblicato quest'anno, è quello condotto dall'Università di Salerno, avente come oggetto le scelte migliori, possibili in provincia di Avellino, per uscire dalla emergenza rifiuti.  Ecco una sua sintesi, tratta dalla mia rassegna; faccio notare che il migliore scenario identificato dai colleghi di Salerno è maledettamente simile a quello che vorremmo fosse realizzato a Genova (Modello Genova). Purtroppo i nostri amministratori stanno imbroccando strade molto più banali...



" Ben dodici diversi scenari di trattamento dei Materiali Post Consumo (MPC) furono individuate da un altro studio Life Cycle Assessment (LCA), il cui obiettivo era quello di risolvere l' emergenza rifiuti nella provincia di Avellino (De Feo, Malvano, 2009).

Questi scenari prevedevano nove diverse percentuali di raccolta differenziata (dal 35 all’80%) e due diversi trattamenti per la frazione indifferenziata residua: l’incenerimento con produzione di elettricità e, in alternativa, la messa a discarica dei rifiuti,  stabilizzati con Trattamenti Meccanico biologici (TMB).

In tutti gli scenari, la quota di materiali indifferenziati, residuali al riciclo, era sottoposta a TMB e la frazione putrescibile, raccolta alla fonte e selezionata con trattamenti meccanici, era successivamente compostata ed utilizzata a scopo agricolo. 

Lo scenario che risultava più favorevole,  per l'elevato risparmio energetico e il ridotto impatto ambientale, era quello senza incenerimento e con queste ulteriori caratteristiche: 80% di raccolta differenziata alla fonte, selezione del residuo secco con TMB  ed ulteriori recuperi di vetro, carta, plastica e metalli, riciclo dei materiali separati e compostaggio della frazione putrescibile ed, infine, messa in discarica della frazione biostabilizzata non riciclabile.

Questo scenario, rispetto agli altri 11 esaminati,  era quello più favorevole dal punto di vista ambientale, con riferimento a sei categorie di impatto, sulle undici scelte: uso di energie rinnovabili, usi complessivi di energia, consumo d’acqua, produzione di materiali in sospensione e consumo di ossigeno, eutrofizzazione delle acque e produzione di rifiuti tossici.

Il secondo miglior scenario, con tre categorie d’impatto favorevoli (minor uso di fonti d’energia non rinnovabile, minore emissione di gas serra e minore acidificazione delle piogge),  era quello che prevedeva l’80% di raccolta differenziata, abbinata alla produzione di CDR dalla frazione residuale al riciclo e la successiva sua combustione in un inceneritore dedicato.

Solo due categorie d’impatto favorevoli (uso di minerali e prodotti di cava, produzione di rifiuti inerti), derivavano dallo scenario con il 35% di raccolta differenziata, produzione di CDR e suo incenerimento.

Per otto categorie d’impatto (fonti d’energia rinnovabile e non rinnovabile, consumo totale di energia, consumo di acqua, produzione di solidi sospesi, consumo di ossigeno, acidificazione, eutrofizzazione, rifiuti pericolosi ) tutti i dodici scenari producevano un impatto negativo (impatto evitato) e tra questi, gli scenari con la più alta percentuale di raccolta differenziata (80%), risultavano essere quelli con  maggior impatto evitato.

Pertanto, anche questo studio confermava la priorità da dare alla raccolta differenziata e al riciclo per risparmiare energia e ridurre l’impatto ambientale delle gestioni dei MPC. In particolare, in termini di “Uso totale di energia” , lo studio concludeva che è preferibile un’alta percentuale di raccolta differenziata, finalizzata al riciclo, senza nessun trattamento termico finale.

Novità di questo studio è stato quello di aver inserito un TMB in tutti gli scenari, tranne uno,  quello in cui la frazione secca,  residuale ad una raccolta differenziata all’80%, è direttamente messa a discarica."

Postato da: federico46 a 13:54 | link | commenti (2)
riciclo, ambiente e salute, vedi napoli, materiali post consumo, tmb , modello genova

giovedì, 25 giugno 2009
Chi nano-impolvera meno?

Il Politecnico di Milano ha recentemente presentato il suo studio in cui sono state misurate le nanopolveri emesse da tre inceneritori italiani ( Brescia, Milano e Bologna) e diversi impianti termici alimentati a pellet, gasolio e metano.


Le conclusioni, a mio avviso, sono che è molto meglio teleriscaldarsi con impianti a metano. Infatti nei fumi di una caldaia a metano (100-150 Kwatt)  senza alcun trattamento fumi, escono meno di 4500 nanoparticelle per centimetro cubo di fumi, mentre nei tre inceneritori nostrani , dopo quel popò di trattamento fumi che costa uno sproposito e produce un bel pò di rifiuti tossici, si va da 4.000 a 70.000 nanoparticelle per centrimetro cubo.


Se poi oltre che al numero si considera la composizione chimica di queste nanoparticelle e la loro  potenziale pericolosità, non ho dubbi che il metano abbia la meglio,  in quanto nei fumi di  un combustibile gassoso come il metano la presenza di nanoparticelle metalliche, le più pericolose in quanto indistruttibili, deve essere intrinsecamente più bassa delle nano-particelle sputate fuori da un "termovalorizzatore" dove si brucia, letteralmente,  di tutto.

Postato da: federico46 a 12:28 | link | commenti (7)
ambiente e salute, materiali post consumo

martedì, 23 giugno 2009
I Medici per l'Ambiente in campo

Venerdì 26 Giugno, a Genova, in anteprima nazionale, sarà presentato il volume " Gestione dei Rifiuti e Rischi per la Salute" , a cura dei Medici per l'Ambiente.



Il mio personale contributo " Impatti ambientali dei sistemi di gestione dei Materiali Post Consumo"  è sul sito

web.me.com/federico.valerio/Federico_Valerio/Gestione_MPC_a_Confronto.html



Segue comunicato stampa che vi invito a diffondere.





GESTIONE DEI RIFIUTI:  IL PROBLEMA RESTA E IL RISCHIO AUMENTA.



Perchè i  medici sono preoccupati



Venerdì 26 giugno 2009 alle ore 11, nella prestigiosa sede del Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, grazie  al Patrocinio dell’Assessore alla Città Sostenibile del Comune di Genova, Ing. Carlo Senesi,  si terrà  la Presentazione del volume  “Gestione dei Rifiuti e Rischi per la Salute”  a cura di Antonio Faggioli e Ernesto Bugio, per conto dell’Associazione Medici per l’Ambiente.  Altri relatori sono Valerio Gennaro (epidemiologo), Gianfranco Porcile (oncologo medico) e Federico Valerio (chimico), tutti appartenenti a ISDE-Italia. Si tratta della prima presentazione in Italia di questa monografia di ISDE sul problema dei Rifiuti e della loro Gestione.



Comunicato Stampa


Il problema di come smaltire i rifiuti nasce dal tipo di società in cui l’uomo di oggi ha deciso di vivere. Mentre la natura è organizzata in cicli e ricicla tutto, non producendo rifiuti, la nostra società produce molti, troppi “rifiuti” e peggiora il tutto quando va a trasformare, magari con l’incenerimento, rifiuti brutti e scomodi ma non tossici in prodotti pericolosi per l’ambiente e la salute degli animali, delle piante e dell’uomo.

Grazie alla collaborazione ed al Patrocinio dell’Assessore alla Città Sostenibile del Comune di Genova, Ing. Carlo Senesi, il salone di rappresentanza di Palazzo Tursi ospiterà venerdì 26 giugno 2009 alle ore 11 la Presentazione della Monografia sui Rifiuti edita a cura dell’Associazione Medici per l’Ambiente ISDE-Italia, dal titolo “Gestione dei Rifiuti e Rischi per la Salute”  a cura di Antonio Faggioli e Ernesto Burgio.  Altri relatori sono Valerio Gennaro (epidemiologo), Gianfranco Porcile (oncologo medico) e Federico Valerio (chimico), tutti appartenenti a ISDE-Italia. E’ importante sottolineare che si tratta della prima presentazione nel nostro paese di quest’opera edita a cura di C.G. Edizioni Medico Scientifiche, Torino (marzo2009).

Quello dei Rifiuti è un problema di fondamentale importanza nelle strategie di  Prevenzione primaria e di Promozione della salute: coerentemente con la professionalità di “medici”, particolare attenzione sarà posta sui dati scientifici relativi a eventuali rischi per la salute: dalle discariche, autorizzate e non, agli impianti di trattamento finale che corrispondono sostanzialmente a forme di combustione più o meno sofisticate (“inceneritori”). Verranno presentate le evidenze epidemiologiche relative ad un impianto situato nei pressi di Forlì e a 16 impianti situati in territorio francese: gli studi epidemiologici hanno smentito con ragionevole certezza le affermazioni di innocuità di tali impianti.

Medici per l’Ambiente, che ha fatto proprie le strategie della Direttiva CEE 2008, non è interessata a partecipare a sterili contrapposizioni del tipo “inceneritore si- inceneritore no”: è necessario un approccio completo a questa problematica che presenta importanti criticità sociali, economiche ed  energetiche. Si pensi ad  esempio che è stato calcolato che tutti i rifiuti smaltiti illegalmente in Campania corrispondono ad una montagna di 14 milioni di tonnellate di peso e di 14.600 metri di altezza con  una base di 3 ettari.

La letteratura scientifica conferma ampiamente che riduzione della produzione di rifiuti, riutilizzo, riciclo e compostaggio sono le scelte da privilegiare se si vuole chiudere il ciclo dei Materiali post-consumo (MPC) con il minor impatto ambientale e il massimo risparmio energetico.

E’ necessario un diverso tipo di sviluppo e si impone una forma nuova di società: in questo senso ISDE-Italia guarda da una parte a movimenti per un modo più sobrio di vivere e consumare (del tipo “Decrescita felice”) e dall’altra a esperienze concrete di riutilizzo delle materie seconde (del tipo di Vedelago e movimento “Rifiuti Zero”).

Nel corso della conferenza stampa verranno presentate le proposte di ISDE: una di queste prevede il riconoscimento da parte delle istituzioni di “Comitati di Esperti”, esenti da conflitti di interesse, e di “Garanti” nominati dalle stesse Comunità, che collaborino con le istituzioni nella valutazione dei piani regionali e locali di gestione dei rifiuti e nella stima e nella verifica del loro impatto ambientale e sanitario.

Nella monografia non mancano le raccomandazioni ai decisori politici: la prima e più importante afferma che “la salute della comunità e dei singoli deve prevalere sulle considerazioni economiche”.

ISDE-Italia, fedele alla propria mission di promozione e protezione del binomio ambiente-salute, si propone con quest’opera di contribuire alla corretta informazione civica, cercando di coinvolgere il cittadino nella discussione in corso tra gli esperti del settore e nella partecipazione alle decisioni istituzionali.

In questo senso trova ampia applicazione proprio il motto dell’Associazione: “Tutti gli uomini sono responsabili dell’ambiente e della salute pubblica. I medici lo sono due volte. Fino a quando possiamo restare indifferenti?” 

Postato da: federico46 a 12:21 | link | commenti (1)
ambiente e salute, materiali post consumo