Manuale di sopravvivenza di uno scienziato preoccupato ma non ancora disperato

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Utente: federico46
Nome: Federico Valerio
Le mie radici napoletane da tempo si sono abbarbicate agli scogli di Liguria. Sono un chimico che cerca di salvaguardare la salute della gente e l'ambiente e, a volte, ci riesce...

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domenica, 29 novembre 2009
Meno rifiuti

La settimana per la riduzione dei rifiuti è finita. Mi auguro che abbiate adottato almeno uno dei 16 accorgimenti suggeriti da Italia Nostra.

Da qualche anno ne seguo regolarmente circa una decina e,  grazie a queste scelte ho scoperto che ho già raggiunto uno degli obiettivi della Unione Europea (meno 100 chili di rifiuti a testa).

Dati alla mano, produco 150 chili all'anno di scarti. Cinquanta chili di scarti da cucina diventano compost sul mio poggiolo e degli altri 100 chili, ottanta se ne dovrebbero andar al riciclo, visto che vetro, plastica  e carta, separati alla fonte, vanno nei rispettivi contenitori per la differenziata.

Non siamo a rifiuti zero, ma poco ci manca.

Chi non lo ha ancora provato non ci crederà, ma la cosa non crea ne fatica ne perdita di tempo. Diciamo la verità, quando faccio bilanci come questi,  mi sento in pace con me stesso e con il Mondo.

Postato da: federico46 a 12:46 | link | commenti (2)
ambiente e società, materiali post consumo, modello genova

martedì, 24 novembre 2009
Ricerche fresche di giornata











Fumare in locali fumosi è pericoloso ?


Ormai è un dato  certo:  non è salutare condividere locali chiusi con persone che fumano.

Quindi per il coniuge, per i propri figli, per i colleghi d’ufficio, per gli inservienti dei bar,  subire il cosiddetto fumo passivo aumenta i rischi per numerose malattie, compreso il cancro polmonare.

Ma per un fumatore, fa differenza fumare all’aperto o in ambienti chiusi, compresa la propria abitazione?

In altre parole, ai fumatori, il proprio fumo passivo, fa male?

Fino ad ieri nessuno si era posta la domanda di come cambia l’esposizione a cancerogeni di un fumatore se, oltre ai cancerogeni presenti nelle sigarette che fuma, lo stesso fumatore inala i fumi con cui sta  impestando la stanza che frequenta.

Questa curiosità è venuta ai ricercatori del Servizio di Chimica Ambientale dell’Istituto Tumori di Genova che avevano sottomano un gruppo di soggetti che si prestava bene allo scopo: trenta edicolanti di cui, per un’intero giorno,  era stata misurata l’esposizione a benzopirene, un cancerogeno presente in tutti i fumi, compreso quello delle sigarette.

Questi lavoratori per dodici ore al giorno stanno chiusi in piccoli locali, le loro edicole,  e finito il lavoro, c’è solo il tempo di andare a casa a riposare.

Pertanto, se un edicolante è fumatore, fuma sempre in ambienti chiusi, poco ventilati: la sua edicola e la sua abitazione;  e sul lavoro, fuma sempre da solo.

Pertanto lo studio dell’IST, con opportune misure effettuati con campionatori personali, letteralmente indossati tutto il giorno, ha potuto quantificare con sufficiente accuratezza e senza particolari interferenze, quanto benzopirene ogni edicolante fumatore aveva inalato a causa dell’inquinamento prodotto con il proprio fumo.

Questo dato è stato confrontato con l’esposizione desunta dal numero di sigarette fumate e dal contenuto di benzopirene  nel loro fumo, derivata da studi sulle principali marche di sigarette.

I risultati, pubblicati in questi giorni dalla Rivista “ Environmental Health”, hanno permesso di stimare che sulla dose giornaliera di benzopirene, complessivamente inalato da un edicolante fumatore, il fumo passivo pesa da 15 al 34 % , a seconda del tipo di sigarette.

Questo significa che un fumatore esposto al proprio fumo passivo,  di fatto,  è come se fumasse due sigarette e mezze in più, rispetto a quelle effettivamente fumate.

E lo studio ha permesso di stimare anche il ruolo dell’inquinamento urbano, aspetto non secondario per chi, come gli edicolanti,  lavora a lungo a pochi metri di distanza dai tubi di scappamento.

In questo caso,  la quantità di cancerogeni inalati giornalmente, a causa dell’inquinamento della città,  è risultato equivalere  a quello provocato dal fumo di una singola  sigaretta.

In conclusione, lo studio IST ha dimostrato che l’esposizione di fumatori al proprio fumo passivo e all'inquinamento urbano non è trascurabile e quindi la somma di entrambi potrebbe aggravare i danni della loro cattiva abitudine.

Pertanto,  dati IST alla mano, oggi  si può affermare che il divieto di fumo in tutti i locali  è doppiamente utile: questa norma  tutela i cittadini non fumatori, ma anche i fumatori che, rispettando questa norma,  corrono meno rischi per la loro salute....,  a meno  che non prendano freddo, mentre fumano all’aperto.









Postato da: federico46 a 18:25 | link | commenti
ambiente e società

martedì, 17 novembre 2009
Disinformazione programmata

Non ho idea di come sia gestita, dalle vostre parti,   l'informazione sulla raccolta differenziata.

Qui a Genova è un disastro, forse meglio farebbero a non farla proprio!!

In questi giorni è stata lanciata la campagna pubblicitaria denominata "la strana coppia".

La "Strana coppia" è formata da una lattina e da una bottiglia di plastica che da oggi si possono mettere nello stesso contenitore giallo, per essere successivamente separati in un centro di trattamento meccanico.

Nel frattempo, su tutte le campane gialle è stato messo un autodesivo che a chiare lettere raccomanda di mettere insieme i due scarti.

Tutto bene! Peccato che nessuno abbia pensato di togliere dalle stesse campane i vecchi  autoadesivi dove,  a lettere ancor più cubitali, si può leggere " SOLO PER LA PLASTICA".

Postato da: federico46 a 16:24 | link | commenti (4)
riciclo, ambiente e società, modello genova

venerdì, 13 novembre 2009
Tripartisan

Avevo dei forti sospetti; ora, dopo le dichiarazioni dei pentiti è quasi una certezza: l'affare degli inceneritori è "tripartisan"! Interessa alla maggioranza, all'opposizione e alla camorra.

Postato da: federico46 a 07:57 | link | commenti (3)
ambiente e società, vedi napoli

martedì, 10 novembre 2009
Sindaci Virtuosi

A capo di comuni virtuosi ci devono essere necessariamente sindaci virtuosi e ho avuto il piacere di conoscerne più di uno.

Uno di questi, alla guida di un comune di poche migliaia di anime dalle parti di Cremona, ha avuto una bella idea che mi sembra utile far conoscere.

Il comune in questione  ha preso in affitto alcuni ettari di terreno agricolo poco redditizio,   su cui verrà installato un  grande impianto fotovoltaico; con il ricavo della energia elettrica venduta alla rete in conto energia, il Comune potrà pagare l'affitto del terreno e il Comune, proprietario dell'impianto,  avrà , dopo alcuni anni, e per gli oltre 20 anni di vita dell'impianto, un utile garantito, una entrata sicura per la copertura delle spese necessarie per la comunità.

Ovviamente questi vantaggi saranno ad impatto chimico e fisico zero per il territorio che ospita l'impianto: niente polveri sottili, niente metalli pesanti, niente ossidi di azoto, niente ceneri; ma neppure nessun rumore e impatto visivo azzerato da una bella cortina di alberi tutt'intorno.

Non conosco i dettagli tecnici dell'impianto, ma so che basta un ettaro e mezzo coperto con pannelli fotovoltaici per avere a disposizione una potenza installata di  un megawatt elettrico  (1000 chilowatt) grazie all'energia gratuita del Sole. Proprio la stessa potenza del gasificatore a biomasse che si vuole fare in Val dìOrcia.


E , comunque la pensiate, un pannello fotovoltaico trasforma direttamente in energia elettrica il 10- 15% dell'energia solare che lo illumina, mentre una pianta è in grado di convertire in energia chimica solo il 2% dell'energia solare che la illumina e di questa energia chimica , solo il 20-25% può essere trasformato,  per combustione,  in energia elettrica.

 

Postato da: federico46 a 13:32 | link | commenti (2)
ambiente e società, energie rinnovabili

mercoledì, 04 novembre 2009
La stangata

La notizia che viene dalla Svezia è troppo ghiotta per aspettare a divulgarla.

Anche in Svezia, il locale governo di centro-destra  è deciso di farsene un baffo  del referendum che nel 1980 aveva approvato la fine dell'energia nucleare in Svezia.

E il nuovo programma nucleare  prevede che in tre siti che ospitano gli attuali reattori  si possano realizzare nuove centrali nucleari.

 Non sarebbe una buona notizia, ma il governo svedese sembra seriamente intenzionato ad aumentare i premi assicurativi a carico dei gestori delle attuali e future centrali nucleari. Al momento i gestori dei reattori svedesi sono obbligati a coprirne i costi assicurativi  per un massimale di 3,3 miliardi di euro e l'intenzione del governo svedese è di aumentarli di altri 12,4 milioni di euro.

Questo conferma quanto già sanno i fedeli lettori di questo blog: il rischio maggiore delle attuali centrali nucleari è il rischio di impresa. In caso di incidente, può anche non morire nessuno, ma i danni economici per i gestori sono elevatissimi.

Forse è il caso che anche in Italia cominciamo a parlare di questo, in quanto sono disposto a fare qualunque scommessa sicura di vincerla:i costi assicurativi saranno a carico degli italiani.

Scommettiamo? 

 

Postato da: federico46 a 15:16 | link | commenti
nucleare, ambiente e società

Salvate il contadino Toni

Una frequente scusa per realizzare centrali termoelettriche alimentate a biomasse è che, senza questi interventi, l'agricoltura italiana chiude.

Il problema è serio: produrre un quintale di grano, al contadino,  in termini di gasolio, concimi, pesticidi, costa più del valore di mercato di questo prodotto; riesce a tirar avanti solo grazie a diverse sovvenzioni publiche e, capite bene, questa non sembra una grande soluzione.

Ma pensare di risolvere il problema, bruciando il grano,  per produrre energia elettrica è un rimedio peggiore del male che si vorrebbe curare.

Se proprio dobbiamo sostenere il lavoro dei contadini (e personalmente penso che sia conveniente farlo), facciamolo per scelte che siano di comune vantaggio.

Ad esempio, la paglia e le stoppie, invece di essere bruciate (con acquisizione,  a vantaggio del "bruciatore"  dei certificati verdi), incentiviamo i contadini a sotterrarle, come hanno sempre fatto. Questa antica tecnica, che si chiama sovescio, restituisce fertilità al terreno e, come mi hanno raccontato i contadini della Val D'orcia, è una vera panacea per i loro terreni argillosi: dopo il sovescio, le lavorazioni sono più facili ( meno gasolio per il trattore) , aumenta la capacità del terreno di assorbimento dell'acqua (meno acqua da pompare) , sono necessari meno concimi chimici e questi restano nel terreno e nel grano e non vanno ad inquinare le falde, come succede se il sovescio non viene praticato.

In sintesi, con il sovescio ci sono meno spese  per il contadino, minore consumo di energia, minore inquinamento: vantaggi individuali e colletivi che non è certo il caso di buttare in un mega-forno.

Sotterare gli scarti del grano e del gran turco ha un altro vantaggio collettivo, immagazzina nel terreno grandi quantità di carbonio e se, come è corretto fare, questa pratica è ripetuta anno dopo anno, una grande quantità di carbonio  resta stabilmente intrappolata nel terreno e non contribuisce all'aumento della concentrazione dei gas serra.

Per questo, sarebbe utile e doveroso riconoscere ai contadini che fanno il sovescio ed utilizzano compost per  i loro terreni, di poter accedere, come proprietario, al mercato dei crediti di carbonio, mercato previsto dagli accordi di Kioto.

Per ogni quintale di stoppie che metti nel terreno ti vengono riconosciuti tot euro di Crediti di carbonio che puoi vendere a chi si ostina a produrre energia bruciando combustibili fossili.

Questo mercato già esiste, ma mi par di capire che sia in voga il detto " Al contadin non far sapere..."

Ora chi vuole e può sa.

 Coraggio, contadini  di tutto il mondo unitevi!....

Postato da: federico46 a 12:52 | link | commenti (1)
ambiente e società, energie rinnovabili, biomasse, compostaggio

giovedì, 29 ottobre 2009
Bio mass Buster 2

gallinaIl 23 ottobre, teatro della mia attività di Bio-mass Buster è stata la Val d'Orcia.

Nel comune di Castiglione D'Orcia, in località  Gallina, per risolvere i problemi economici dei locali produttori di grano, il capannone dove si dovevano stoccare le granaglie ( vuoto) è stata data in affitto alla Sorgenya Bioenergy che vi ha realizzato un impianto di gasificazione alimentato a granaglie e/o a paglia ( sul combustibile vero non esistono certezze). Il gas prodotto, una miscela di ossido di carbonio e metano, e altre molecole organiche non meglio precisate, servirà ad alimentare un motore a combustione interna, il quale a sua volta produrrà elettricità per un megawatt di potenza elettrica.

A quanto dicono i cittadini, in particolari quelli che, in base alla foto allegata ,abitano ad uno sputo dall'impianto, ( i capannoni sulla destra) nessuno si è degnato di informarli.

Da queste parti il governo è saldamente in mano PD, ma il rapporto con il cittadino suddito non è diverso dalle regioni  leghiste,  anzi è peggio di quanto sperimentato a Sanguinetto. Qui, in Val D'orcia, non solo il Sindaco non si fa vedere, ma tutta la Giunta Comunale e quella Provinciale, sul Corriere di Siena, fanno sapere che non parteciperanno all'incontro,   a cui,  oltre me , è stato invitato il prof Tamino.

Motivo del diniego. " in un paese "normale" la fiducia deve essere riposta sulle istituzioni preposte alla tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini e non su soggetti che esprimono considerazioni frutto di opinioni personali più o meno interessate che creano allarmismo ingiustificato e terrorismo psicologico utilizzando argomenti che non corrispondono assolutamente ai contenuti del progetto"

Per corretta informazione, il progetto, come è stato presentato, ignorava qualunque formazione di diossine e policiclicli aromatici a seguito della pirolisi e della combustione del gas di sintesi e in base a queste considerazioni , proponeva che ceneri e acque di condensa, formate a seguito della pirolisi,  fossero usate come fertlizzanti a scopo agricolo.

Non vi nascondo che queste lacune e queste scelte mi hanno lasciato molto perplesso, perplessità che, documentate scientificamente, sono state comunicate ai partecipanti e ho avuto il piacere di scoprire che erano esattamente le stesse perplessità del rappresentante ARPAL che, con sorpresa di tutti, non solo era presente, ma ha fatto sapere per la prima volta che la sua agenzia  ( Agenzia regionale Protezione Ambiente Toscana) aveva fatto nuove e pesanti prescrizione alla ditta, tra cui il monitoraggio delle diossine e il divieto di usare gli scarti liquidi per la concimazione.

Se qualcuno aveva pensato che la campagna di stampa contro chi aveva organizzato il convegno avrebbe mandato deserto l'incontro si è sbagliato clamorosamente; sala piena e genti in piedi fino alle due di notte.

E verso mezzanotte , compare il vicesindaco: qualcuna pensa che sia stato tirato giù dal letto, vista la grande adesione di popolo alla serata di libera informazione.

Postato da: federico46 a 12:44 | link | commenti
ambiente e società, energie rinnovabili, biomasse

lunedì, 26 ottobre 2009
Biomass buster

I lettori più fedeli e pazienti di questo blog si saranno accorti che, da qualche tempo  non è stato aggiornato con la consueta frequenza.

Non so se vi siete preoccupati, ma il motivo di questa assenza è che negli ultimi 15-20 giorni sono stato impegnato nell'inedito compito di "Biomass Buster", un nuovo mestiere, quello di demolire, una per una, grazie alla documentazione sui loro impatti ambientali, le tante proposte di centrali a biomasse che stanno sorgendo come funghi in tutto il Paese.

E così, per rispondere agli appelli accorati di tanti comitati spontanei, sono andato su e giù per l'italia.

Il primo intervento di "demolizione" è avvenuto la sera del 18 ottobre a Sanguinetto, gradevole cittadina in provincia di Verona.

Qui, all'insaputa di molti, la giunta appena insediata, a maggioranza Lega, ha dato il consenso di massima ad una mega centrale alimentata a paglia e a stroppi di granturco.

Sala piena, molta attesa, ma come quasi ovunque, il Sindaco è latitante; comunque, in prima fila c'è il vicesindaco che, con sorpresa, annuisce positivamente ad ogni osservazione critica che faccio al progetto che anche lui ha approvato.

Dopo un pò capisco che, se non è un tic, è un atteggiamento di sufficenza per quello che dico.

Tra le tante cose che la sera del 18 la gente di Sanguinetto si è sentita dire per la prima volta,  quella della truffa dei certificati verdi sembra funzionare e ,visto che gran parte dei presenti deve aver dato il suo voto al partito che garantisce sicurezza e niente mani nelle tasche del popolo italico, li consiglio di sentire direttamente Maroni e Tremonti per liberare tutti gli italiani dalla tassa del 7% sulla bolletta della luce che serve a foraggiare questi ed altri impianti ad energia erroneamente ritenuti rinnovabili.

Dal silenzio calato in sala quando ho fatto questa proposta, ho avuto la sensazione di aver colpito giusto.

Comunque il vice sindaco , occorre riconoscerglielo, si è preparato e al momento delle domande pensa di mettermi in difficoltà chiedendomi se so che in inghilterra è stata inaugurata la più grande centrale termoelettrica a biomasse.

Non m i scompongo di una virgola ( lo sapevo)  e gli chiedo se sul notiziario ANSA che mi ha letto, si capisce da dove viene il legno che sarà bruciato. Imbarazzato,  prova ad indovinare " Dalla produzione locale", " Mi dispiace- replico-" da navi provenienti dai indonesia, carichi dei resti della locale foresta pluviale, abbattuta per far posto alle palme da olio"

E a questo punto ci vado giù un pò duro, vedo che vacilla, e lo grazio di ulteriori informazione, anche perchè nel frattempo mia moglie che mi accompagna con pazienza in queste aìvventure, dalla platea, mi fa ampi cenni "Basta così".

E arriviamo all'una di notte, con gran parte del pubblico ancora presente e a questo punto assistiamo ad un incredibile colpo di teatro.

Appena tacciato di assenza da un rappresentante dell'opposizione ( di destra!) arriva l'assessore all'ambiente e con sorpresa di tutti legge in pubblico le sue dimissioni!

In sintesi, accusa la sua Giunta di averlo tenuto all'oscuro di questa scelta, di aver volutatemente approvata la convenzione approfittando della sua assenza ( licenza per matrimonio), ricorda  che nel programma elettorale della Lega non c'era nessun accenno all'impianto a biomasse e che chi lo aveva eletto lo aveva fatto per tutelare  i loro interessi e non quelli di qualche congrega di affaristi.

Una cosa del genere non mi era ancora successo e ho applaudito anch'io, mentre, fatta la dichiarazione, l'ormai ex assessore si allontanava , visibilmente provato.

E nel prossimo blog la cronistoria dalla Val d'Orcia, secondo appuntamento del "biomass buster".

Ne leggerete delle belle.








































Postato da: federico46 a 17:14 | link | commenti (4)
ambiente e società, energie rinnovabili, biomasse

martedì, 15 settembre 2009
Alla ricerca dei cicciarelli perduti

A Noli, nel ponente ligure, c'è un presidio "Slow Fish" a tutela di antichi metodi di pesca e di conservazione del pescato, in equilibrio con le risorse del mare. Temiamo che forse sarebbe più corretto dire che a Noli "c'era" un presidio "Slow Fish", in quanto dei pesciolini, oggetto del riconoscimento (i cicciarelli), quest'anno non ce nè stata traccia.


Annate poco pescose rientrano nei cicli naturali ma, questa volta, i pescatori di Noli sono molto preoccupati , in quanto la causa del fenomeno potrebbe essere tutt'altro che naturale.


Per far fronte all'arrettramento della spiaggia di Noli, a causa della minore piovosità e della cementificazione dei torrenti, qualcuno ha autorizzato il ripascimento del fondo del mare, con la terra di riporto di uno dei tanti box interrrati che stanno sforacchiando la costiera ligure.


Con questa furbata, qualcuno ha risparmiato i soldi dello smaltimento della terra e  qualcun altro si è tenuta buona la propria clientela elettorale, i gestori degli stabilimenti balneari; ma, come ci si doveva aspettare, le praterie di poseidonia, di fronte alle spiagge,  non hanno gradito lo spesso strato di fanghiglia che le ha ricoperte. Così, sparita la poseidonia, sono spariti anche i "cicciarelli" in quanto, dovrebbe essere stranoto che tutti i pesci depongono le loro uova nelle praterie di poseidonia che garantiscono riparo e cibo agli avannotti. E dovrebbe anche essere stranoto che la poseidonia rallenta l'erosione dei fondali.


E mentre i fondali si sono trasformati in un deserto di fango, la prima mareggiata che è venuta, non ha trovato la resistenza della poseidonia e si è portata via quel poco di spiaggia che il "ripascimento" aveva creato:  insomma, a  Noli si è consumato un altro caso di autolesionismo idiota!




 

Postato da: federico46 a 12:38 | link | commenti
ambiente e societÃ