Manuale di sopravvivenza di uno scienziato preoccupato ma non ancora disperato

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Utente: federico46
Nome: Federico Valerio
Le mie radici napoletane da tempo si sono abbarbicate agli scogli di Liguria. Sono un chimico che cerca di salvaguardare la salute della gente e l'ambiente e, a volte, ci riesce...

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mercoledì, 04 novembre 2009
Salvate il contadino Toni

Una frequente scusa per realizzare centrali termoelettriche alimentate a biomasse è che, senza questi interventi, l'agricoltura italiana chiude.

Il problema è serio: produrre un quintale di grano, al contadino,  in termini di gasolio, concimi, pesticidi, costa più del valore di mercato di questo prodotto; riesce a tirar avanti solo grazie a diverse sovvenzioni publiche e, capite bene, questa non sembra una grande soluzione.

Ma pensare di risolvere il problema, bruciando il grano,  per produrre energia elettrica è un rimedio peggiore del male che si vorrebbe curare.

Se proprio dobbiamo sostenere il lavoro dei contadini (e personalmente penso che sia conveniente farlo), facciamolo per scelte che siano di comune vantaggio.

Ad esempio, la paglia e le stoppie, invece di essere bruciate (con acquisizione,  a vantaggio del "bruciatore"  dei certificati verdi), incentiviamo i contadini a sotterrarle, come hanno sempre fatto. Questa antica tecnica, che si chiama sovescio, restituisce fertilità al terreno e, come mi hanno raccontato i contadini della Val D'orcia, è una vera panacea per i loro terreni argillosi: dopo il sovescio, le lavorazioni sono più facili ( meno gasolio per il trattore) , aumenta la capacità del terreno di assorbimento dell'acqua (meno acqua da pompare) , sono necessari meno concimi chimici e questi restano nel terreno e nel grano e non vanno ad inquinare le falde, come succede se il sovescio non viene praticato.

In sintesi, con il sovescio ci sono meno spese  per il contadino, minore consumo di energia, minore inquinamento: vantaggi individuali e colletivi che non è certo il caso di buttare in un mega-forno.

Sotterare gli scarti del grano e del gran turco ha un altro vantaggio collettivo, immagazzina nel terreno grandi quantità di carbonio e se, come è corretto fare, questa pratica è ripetuta anno dopo anno, una grande quantità di carbonio  resta stabilmente intrappolata nel terreno e non contribuisce all'aumento della concentrazione dei gas serra.

Per questo, sarebbe utile e doveroso riconoscere ai contadini che fanno il sovescio ed utilizzano compost per  i loro terreni, di poter accedere, come proprietario, al mercato dei crediti di carbonio, mercato previsto dagli accordi di Kioto.

Per ogni quintale di stoppie che metti nel terreno ti vengono riconosciuti tot euro di Crediti di carbonio che puoi vendere a chi si ostina a produrre energia bruciando combustibili fossili.

Questo mercato già esiste, ma mi par di capire che sia in voga il detto " Al contadin non far sapere..."

Ora chi vuole e può sa.

 Coraggio, contadini  di tutto il mondo unitevi!....

Postato da: federico46 a 12:52 | link | commenti (1)
ambiente e società, energie rinnovabili, biomasse, compostaggio

lunedì, 21 settembre 2009
Paese che vai, compostaggio che trovi

Mi hanno chiesto un parere su un nuovo elettrodomestico proposto dalla RDR System per organizzare, in casa,  la raccolta differenziata e sul metodo di compostaggio domestico  (R-EM Bokashi), proposto dalla stessa ditta.

Innanzitutto, trovo positivo che il mondo produttivo italiano abbia scoperto la raccolta differenziata e stia studiando prodotti che rispondano a questa esigenza: questo significa che la RD non è più un oggetto misterioso, noto a pochi adepti e quindi non appetibile al mercato.

Detto questo, valutiamo criticamente cosa propone la RDR System. Si tratta di un vero elettrodomestico,da incassare nella cucina,  dedicato alla raccolta differenziata che tritura e separa: vetro, alluminio, plastica e frazione umida.



Vantaggi: i volumi degli scarti separati si riducono notevolmente.

Svantaggi: il tutto costa una cifra, non credo piccola, e aumenta i consumi di corrente famigliare; inoltre il vetro in frantumi non è gradito alle vetrerie che preferiscono avere contenitori integri facilmente separabili per colore.



L'unico vero problema, per una famiglia riciclona come la mia,  è ridurre il volume dei flaconi in plastica: quelli in polietilene sono flessibili e di fatto incomprimibili. Stiamo risolvendo il problema alla radice in quanto, finalmente, abbiamo trovato un negozio che vende detersivi e saponi liquidi alla spina e la signora Valerio  dopo la prova bucato ( il profumo è di suo gradimento, come pure il  bianco ottenuto) ha detto Si.

Tornando alla soluzione del problema stoccaggio,  come utente, per fare lo stoccaggio provvisorio dei diversi scarti, mi serve un sistema razionale, di facile uso, modulare, di ingombro ridotto e se è bello da vedere, tanto meglio. Al momento mi trovo bene con tre contenitori impilabili dell'Ikea, con apertura sul lato superiore, dedicati alla carta, alla plastica e ai metalli. L'umido lo raccolgo a parte, sotto il lavello, in un piccolo cestello areato, del tipo che si usa per la raccolta differenziata dell'umido, con sacchetti rigorosamente di carta riciclata.

Per quanto riguarda il metodo Bokashi, per il compostaggio dell'umido, la ditta vende fermenti in grado di accelerare la degradazione degli scarti umidi, secondo un metodo giapponese che, nel paese del Sol Levante chiamano Bokashi. Non so che cosa significhi in giapponese, ma da come fulziona il sistema, mi sa che dalle nostre parti lo stesso sistema si chiami "letamaia" e come capite è certamente meno elegante.

Scherzi a parte,  pare che  la fermentazione che i Giapponesi adottano per riciclare gli scarti dell'orto siano di tipo anaerobico (senza aria) e probabilmente la soluzione che la Ditta in questione vende, insieme ad una piccola compostiera in plastica, a chiusura ermetica,  è una miscela di batteri anaerobi.

Anche in questo caso, mi sembra che sia danaro buttato.  Una passeggiata nel bosco, permette di avere tutta la carica microbica che serve per fare il compostaggio,  che preferisco sia aerobico, e il riuso di una parte del compost prodotto mi permette, da ormai diversi anni,  di fare bene e velocemente il compostaggio sul poggiolo di casa,  senza dover pagare un euro a nessuno.

Per evitare il rimescolamento  è sufficente triturare bene gli scarti, prima di metterli nella compostiera, cosa che , per quanto riguarda gli scarti della frutta, facciamo a mano,  con un coltello, alla fine del pranzo, mentre facciamo due chiacchere.

In quanto alla compostiera, come forse già sapete, per una famiglia senza giardino o orto,  come la mia, un bel vaso di coccio, va più che bene e non escludo che, anche un più comodo vaso in plastica,  sia adatto al compito; sarà la mia prossima sperimentazione.

Vi farò sapere.































               

Postato da: federico46 a 13:12 | link | commenti (5)
riciclo, compostaggio

mercoledì, 19 agosto 2009
2° concorrente Compostiere FDT

Tommasone il Maialone ( Nome dEcco a voi il secondo concorrente al nostro concorso Compostiere Fai Da Te.

Come vedete è una Bio-Compostiera, nome d'arte "Tommasone, il maialone"

Segue  una prima nota tecnica della presentatrice, Marina:

"Nessuno rida, ma questo bel mailone si mangia tutto l'umido di due famiglie compresi gusci di uova e fondi di caffè, non c'è problema nemmeno per le deiezioni, perchè essendo in un recinto bello grande in terra battuta, vengono assorbite dal terreno e vi posso assicurare che non c'è nessun odore nemmeno molto vicino. Capisco però che come soluzione non è praticabile da tutti"

Chiediamo a Marina:  maggiori informazioni sulle quantità di "umido" che "Tommasone" è in grado di digerire giornalmente, il suo vero nome (se cel'ha) e un bel primo piano del candidato Biocompostatore.

Postato da: federico46 a 20:28 | link | commenti
compostaggio, compostiere fdt

giovedì, 13 agosto 2009
Concorso Compostiere FDT

Compostiera FAI-DA_TEVisto il grande interesse per il concorso "COMPOSTIERE FAI DA TE (FDT)"  vi do alcune regole per la partecipazione. Inviate al massimo quattro immagini ( formato JEPG) della vostra compostiera, al seguente indirizzo federico.valerio@fastwebnet.it


Le foto devono poter documentare i particolari della compostiera che giudicate più interessanti .


Alle foto allegate una breve descrizione tecnica su: materiali scelti, come li avete assemblati, pregi della vostra creatura...


Annotazioni sulle prestazioni (durata del compostaggio, qualità del compost prodotto, impatto ambientale evitato) sono gradite.


Tutte le schede ricevute saranno pubblicate nel blog. E le migliori realizzazioni, ad insindacabile giudizio dell'apposita giuria :-), saranno pubblicate sul mio sito e pubblicizzate in rete.


Il concorso si chiude il 30 novembre 2009, data ultima, entro la quale dovranno essere inviate foto e schede che parteciperanno alla selezione finale.Questo bando è aperto a consigli e proposte dei lettori. Ovviamente, è gradita la sua diffusione nella rete e con il passa parola.


E ora buon lavoro e ...buon compostaggio




 

Postato da: federico46 a 07:31 | link | commenti (1)
ambiente e società, economia domestica, compostaggio

sabato, 08 agosto 2009
Compostiere FAI-DA_TE



Compostiera FAI-DA_TEPropongo  un grande concorso internazionale: " COMPOSTIERE FAI DA TE".

Tutti coloro che si sono fatti una compostiera sono invitati ad inviarmi una foto della loro creatura, con una breve descrizione tecnica di come si è proceduto alla realizzazione.



La prima "nomination" è la compostiera realizzata da Anna e Antonio che, con sapienza, hanno assemblato quattro vecchie persiane alla genovese, altrimenti destinate ad essere "termovalorizzate".



Le migliori realizzazione , classificate per categoria ( la meno cara, la più geniale, la più piccola...), avranno il premio di una pubblicazione nella "RETE".



Segue la descrizione tecnica degli autori della prima presentazione.



Come è stata realizzata. Con vecchie imposte trovate nel deposito di un artigiano locale, costruttore e installatore di infissi, che è stato ben felice di liberarsene! Ne abbiamo assemblate 6, con delle piastrine dritte e a "elle", posizionandole in modo che fosse visibile la parte in esterno e con i battenti in basso.Abbiamo fissato i battenti delle 4 ante laterali e posteriori. I due battenti della parte anteriore, invece, sono stati modificati spostando i fermi all'esterno. Saranno utilizzati come accesso  per prelevare il compost maturo. Il tetto è apribile. Abbiamo utilizzato un piano di legno di una barca dismessa, fissato con cerniere alla cornice superiore.

Posizionamento. La compostiera non ha pavimento, poggia direttamente sulla terra. Abbiamo spianato il terreno e fatto un cordolo della dimensione della compostiera, utilizzando  mattoni di cemento forato. La compostiera poggia sul cordolo ed è ancorata tramite  delle barrette di ferro della lunghezza di 1,5 mt. Tali barrette vengono  interrate facendole passare attraverso le cerniere già presenti nella struttura, perchè utilizzate per il fissaggio delle imposte alle cornici delle finestre,  e  agganciate a queste.

Postato da: federico46 a 14:55 | link | commenti (6)
ambiente e società, economia domestica, compostaggio

lunedì, 16 febbraio 2009
Navi ibride 1

Dal punto di vista energetico, il trasporto merci via mare è uno dei più efficienti.


Ma anche qui si può fare molto per diminuire l'uso di fonti energetiche non rinnovabili.


Notizia di questi giorni il varo di una nave mercantile giapponese adibita al trasporto di auto che, grazie a pannelli fotovoltaici posizionati sulla tolda, riesce a sopperire all'energia utile per il funzionamento dei servizi di illuminazione di bordo.




La nave è l'Auruga Leader , da 60.000 tonnellate e l'impianto fotovoltaico di cui è stata dotata consta di 328 pannelli con una potenza di picco di 40 chilowattore che dovrebbero coprire quasi il 6% dei suoi consumi elettrici.


Rispetto ai consumi complessivi, in particolari a quelli per la navigazione, è poca cosa, ma l'uso di fonti di energia rinnovabile nelle grandi navi da carico è un fatto importante per sanare un problema del trasporto marittimo: l'inquinamento atmosferico delle aree portuali durante le fasi di carico e scarico.


Anche una nave mercantile, un traghetto, quando sono fermi in porto, tengono accesi alcuni motori diesel che servono a produrre l'elettricità per diverse funzioni che restano attive anche quando la nave è ferma: illuminazione, condizionamento delle cabine; e i fumi immessi in atmosfera sono tutt'altro che trascurabili, viste le dimensioni in gioco e le potenze elettriche necessarie.


Questo problema potrebbe essere in gran parte ridotto se la nave è progettata per avere una autosufficenza energetica a copertura dei suoi servizi, basata su fonti energetiche rinnovabili. Pannelli fotovoltaici vanno certamente bene, ma certamente si può pensare anche ad impianti eolici con sistemi integrati solare-eolico, come già avviene su numerose barche a vela.


Infine butto là un'idea per le grandi navi da crociera che devono gestire grandi quantità di scarti di cibo (sia primari che secondari ) di migliaia di passeggeri: nessuno ha pensato di dotarle di impianti di digestione anaerobica con possibilità di utilizzo del biogas a copertura di una parte dei consumi energetici di bordo?


Se la cosa vi sembra strana, vi posso assicurare che sulle petroliere usate per trasporti transoceanici , in un angoletto, è previsto un impianto di compostaggio degli scarti di cucina; impianto che alimenta con il compost prodotto un orto di bordo  utilizzato per fornire di ortaggi freschi l'equipaggio e che da anche la possibilità, durante la lunga navigazione,  di utilizzare in modo divertente e proficuo, il tempo libero dei marinai con il pollice verde.

Postato da: federico46 a 08:08 | link | commenti (5)
ambiente e società, energie rinnovabili, compostaggio

domenica, 21 dicembre 2008
BIO BOTTIGLIE

Le prime Bio bottiglie sono arrivate sul mercato.
Le ha adottate un'azienda italiana che vende acqua confezionata sotto gli auspici dell'ennesima santa a cui quest'acqua è dedicata.
L'azienda in questione si vanta di produrre 50 milioni di bottiglie alla settimana; una capacità pari a circa la metà dei consumi nazionali di acqua minerale: 5 miliardi di bottiglie all'anno.
L'unica cosa che mi sembra interessante di questo nuovo prodotto è che le bio bottiglie, dopo l'uso, possono essere messe nella raccolta differenziata dell'umido e diventare compost.
Temo tuttavia che questa caratteristica sia uno specchieto per le allodole, perchè sarà difficile distinguere quale bottiglia è biodegradabile e quale no e perchè sono ancora troppo poche le città che prevedono la raccolta dell'umido. Inoltre con la scusa che questo polimero è biodegradabile, gli inceneritori che più facilmente  li smaltiranno  insieme ai rifiuti indiffeerenziati, potranno accedere ai certificati verdi, riconosciuti a chi produce elettricità dalle biomasse.
Ricordo ai miei cari lettori che il compostaggio continua a non ricevere nessun incentivo, nonostante i suoi veri vantaggi ambientali, agronomici, enegetici...
Servirà a poco, ma insistiamo a far sapere in tutti i modi possibili che gran parte dell'acqua che esce dai nostri rubinetti, in particolare quella che proviene da sorgenti e bacini di montagna, è di qualità assolutamente confrontabile con quella imbottigliata e una  sua veloce aereazione, dentro un decanter da vino, potrà eliminare gran parte del cloro residuo, necessario per garantirne la potabilità lungo la rete di distribuzione.

Postato da: federico46 a 13:25 | link | commenti (2)
biomasse, materiali post consumo, compostaggio

sabato, 27 settembre 2008
Corso di Compostaggio. Ultima edizione

Nei Media di questo Blog è stata inserita l'ultima edizione del Corso di Compostaggio domestico edito da Italia Nostra. Troverete il nuovo capitolo su come si può fare il compostaggio disponendo solo di un piccolo poggiolo e i consigli per produrre meno rifiuti.

Ovviamente è gradito l'uso e la riproduzione di questo testo,con il solo obbligo di citare la fonte: Italia Nostra, Sezione di Genova.


Suggerimenti ed integrazioni sono gradite



Buon compostaggio a tutti



corso compostaggio. IV ed 2008

Postato da: federico46 a 13:15 | link | commenti (1)
ambiente e società, compostaggio

domenica, 20 gennaio 2008
Corso di Compostaggio Domestico

compostiera da salottoSu gentile richiesta, allego il testo del Corso di Compostaggio Domestico che Italia Nostra ha utilizzato per insegnare ad oltre 3.000 liguri come trasformare , senza problemi, gli scarti di cucina in terriccio che profuma di bosco, anche disponendo solo di un balcone o di un terrazzino. E' sufficente il piacere per il giardinaggio, aiuta avere il Pollice Verde.

E non occorre buttare via soldi per le compostiere: i vasi da fiori ( come da immagine)  vanno benissimo





corso compostaggio. IV ed 2008

Postato da: federico46 a 22:45 | link | commenti (5)
ambiente e società, vedi napoli, rifiuti zero, compostaggio