Manuale di sopravvivenza di uno scienziato preoccupato ma non ancora disperato
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Nome: Federico Valerio
Le mie radici napoletane da tempo si sono abbarbicate agli scogli di Liguria. Sono un chimico che cerca di salvaguardare la salute della gente e l'ambiente e, a volte, ci riesce...
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Ecco il sesto concorrente di COMPOSTIERA FAIDATE.
Segue una dettagliata descrizione e diverse foto di particolari.
L’idea: L’utilizzo del vaso di coccio eÌ€ nato nel 2003 da una conversazione con un amico agronomo-giardiniere sulla necessitaÌ€ di crescere i ciclamini in vasi traspirabili, e quindi non di plastica.
Da questa utile informazione associata al fatto che il coccio ha l’ulteriore pregio di essere un materiale naturale anche bello a vedersi, eÌ€ nata l’idea di sperimentare una compostiera in un vaso da giardino.
Il filtro: Il filtro eÌ€ realizzato con due sottovasi di plastica bucherellati (progetto di un amico) sistemati uno sull’altro, con il superiore, piuÌ€ piccolo e capovolto nel sottostante. Tra i due sotto vasi, per effettuare la funzione di filtraggio dei gas c’eÌ€ del terriccio, segatura e carta. Il tutto eÌ€ sistemato tra due veli di retina da confetti, onde evitare l’entrata di animali dai buchi. Ho fatto anche un’esperienza con un filtro fatto con due sotto vasi di coccio, con quello piuÌ€ piccolo sotto-sopra in quello piuÌ€ grande, ma la compostiera sembrava accumulare troppa acqua. Ho pensato che forse i sotto vasi di coccio fossero pennellati di qualche sostanza impermeabilizzante, visto che devono trattenere l’acqua, e senza far nuovi tentativi sono tornata al modello precedente. Sarebbe interessante verificare se la supposizione fatta fosse vera oppure no.
l drenaggio: All’interno del vaso, quasi sul fondo, ho sistemato un sottovaso di plastica con tanti piccoli fori onde permettere il drenaggio dei liquidi e favorire l’areazione del contenitore, ma senza far uscire i materiali solidi da compostare. Per drenare meglio i liquidi, sul sottovaso forato ho posto dei sassi, ma avvolti in retine della frutta, per tenerli insieme ed evitare il loro spostamento nei ripetuti mescolamenti che si effettuano per l’ossigenazione del materiale da compostare.
Il vaso, chiuso dal filtro e sovrastato da un sottovaso capovolto per impedire l’entrata di acqua piovana, eÌ€ sistemato su un’altro sotto vaso, su tappi di sughero tagliati a metaÌ€ per rialzarlo e permettere la circolazione di aria.
Il funzionamento: Pur non sminuzzando molto il materiale organico, in estate il materiale si composta in un paio di mesi. In inverno invece il tempo necessario eÌ€ molto di piuÌ€, e per tre persone le due compostiere in foto non sono sufficienti per mantenere un buon ritmo di compostaggio (si sta infatti procedendo alla costruzione di una compostiera ancor piuÌ€ grande). Nelle compostiere in foto infatti ci si mette tutto, anche noccioli, semi e gusci di noci e castagne che, solitamente poi, non compostati, si separano in fase di setacciatura insieme a moltissime etichette (bollini) di mele. Noccioli e gusci si recuperano per l’avvio del nuovo compostaggio.
Visto il grande interesse per il concorso "COMPOSTIERE FAI DA TE (FDT)" vi ridò le regole per la partecipazione.
Inviate al massimo quattro immagini (formato JEPG) della vostra compostiera, al seguente indirizzo
federico.valerio@fastwebnet.it
Le foto devono poter documentare i particolari della compostiera che giudicate più interessanti .
Alle foto allegate una breve descrizione tecnica su: materiali scelti, come li avete assemblati, pregi della vostra creatura...
Annotazioni sulle prestazioni (durata del compostaggio, qualità del compost prodotto, impatto ambientale evitato) sono gradite.
Tutte le schede ricevute saranno pubblicate nel blog nella rubrica ( tag) "compostiere fdt". E le migliori realizzazioni, ad insindacabile giudizio dell'apposita giuria :-), saranno pubblicate sul mio sito e pubblicizzate in rete.
Il concorso si chiude il 31 dicembre 2009, data ultima, entro la quale dovranno essere inviate foto e schede che parteciperanno alla selezione finale.Questo bando è aperto a consigli e proposte dei lettori. Ovviamente, è gradita la sua diffusione nella rete e con il passa parola.
E ora buon lavoro e ...buon compostaggio

Fuori gara, presento la mia attuale compostiera da poggiolo. Come potete vedere è fatta da tre vasi di coccio ( di cui due impilabili) con coperchio, anch'esso in coccio, per evitare che il vento li porti via. Questa soluzione, dal punto di vista estetico, è decisamente migliore di bidoncini e compostiere in plastica. Ogni contenitore contiene scarti di cucina, ad un diverso grado di compostaggio. Con l'aiuto di una paletta, periodicamente gli scarti sono fatti passare da un contenitore all'altro, e dopo circa 50 giorni, il compostaggio è completo.
L'unico incoveniente di questo sistema è il periodico travaso ( ogni 15 giorni) che comporta un altrettato periodico lavaggio del balcone :-).
Le dettagliate istruzioni per l''uso si possono trovare nei media di questo Blog.
Ricordo a tutti che la gare per la migliore compostiera fai da te è ancora aperta ( prorogata al 31 dicembre 2009) e che nella rubrica (Tag) "compostiere fdt" trovere le notizie degli altri concorrenti.

Ed ecco a voi il terzo concorrente del concorso internazionale "Compostiera FAIDATE"
Davide presenta due compostiere di cui quella nella immagine è la prima della serie.
Ricordo che le regole del concorso ( che scade il 30 novembre) le potete trovare nel post del 13 agosto.
Questo il commento di Davide
"ti invio le foto delle mie 2 "figliolette"
la prima, quella verde, l'ho realizzata con un bidone in plastica da 230 litri che ho forato sul fondo e sotto al coperchio con una punta da 20mm (per creare e favorire l'effetto camino) e sui lati con una da 8 mm.
alla base ho realizzato uno sportellino rimuovibile tenuto da 2 ganci (si insomma,è la copia fai da te delle compostiere commerciali)
il compost pronto l'ho estratto la prima volta dopo 4 mesi, ottimo e profumato; gli altri prelievi, ogni 6-8 settimane, circa.
il tutto funziona ottimamente, anche se la gestione necessita di un po di attenzione per via della tendenza a mantenere il materiale un po troppo umido, comunque non emana nessun odore .
per valutare la bontà del compost, ho fatto delle prove con dei semi di pomodoro; l'apparato radicale di quelli nati nel compost era pressochè quadruplo rispetto a quelli nati nel terreno normale.
la seconda compostiera (quella nera)nasce per risolvere i 2 più grandi problemi della precedente: il prelievo dell'humus e la tendenza a mantenere troppo umido il materiale.
stesso tipo di bidone, recuperato da una ditta di sott'aceti; gli ho tolto il fondo e praticato dei fori da 20 mm vicino alla base, ho poi capovolto il contenitore sopra tre blocchi di tufo (nella foto si vede dell'erba tra i blocchi; l'ho sistemata là per caricare la prima volta la compostiera, in modo che fungesse da "tappo"poi , in seguito, il materiale da compostare rimane su da solo) e iniziato a riempirlo: la forma ad imbuto della zona inferiore della compostiera fa si che il materiale in via di compostaggio resti all'interno della compostiera, mentre solo il compost maturo esce all'esterno, compost che raccolgo ogni tanto con una palettina , senza alcuna difficoltà.
L'effetto camino, creato dai fori più grandi nella zona superiore, è sorprendente e la massa messa a compostare, non deve essere rimescolata. Attivata questa seconda compostiera ho ottenuto compost maturo gia dopo 5-6 settimane; successivamente, ogni giorno, ne raccolgo un mezzo secchiello e la produzione è pressochè doppia rispetto all'altro composter.
stesse prove di fitotossicita con semi di pomodoro sul compost prodotto dalla seconda compostiera e stessi fantastici risultati.
questi 2 bidoni-compostiere mi hanno permesso di risparmiare il 30 % sulla tassa rifiuti e di migliorare il mio orticello.
il costo è stato di 2.70 euro per i tre blocchi di tufo (0.90 l'uno)"
Ecco a voi il secondo concorrente al nostro concorso Compostiere Fai Da Te.
Come vedete è una Bio-Compostiera, nome d'arte "Tommasone, il maialone"
Segue una prima nota tecnica della presentatrice, Marina:
"Nessuno rida, ma questo bel mailone si mangia tutto l'umido di due famiglie compresi gusci di uova e fondi di caffè, non c'è problema nemmeno per le deiezioni, perchè essendo in un recinto bello grande in terra battuta, vengono assorbite dal terreno e vi posso assicurare che non c'è nessun odore nemmeno molto vicino. Capisco però che come soluzione non è praticabile da tutti"
Chiediamo a Marina: maggiori informazioni sulle quantità di "umido" che "Tommasone" è in grado di digerire giornalmente, il suo vero nome (se cel'ha) e un bel primo piano del candidato Biocompostatore.
Visto il grande interesse per il concorso "COMPOSTIERE FAI DA TE (FDT)" vi do alcune regole per la partecipazione. Inviate al massimo quattro immagini ( formato JEPG) della vostra compostiera, al seguente indirizzo federico.valerio@fastwebnet.it
Le foto devono poter documentare i particolari della compostiera che giudicate più interessanti .
Alle foto allegate una breve descrizione tecnica su: materiali scelti, come li avete assemblati, pregi della vostra creatura...
Annotazioni sulle prestazioni (durata del compostaggio, qualità del compost prodotto, impatto ambientale evitato) sono gradite.
Tutte le schede ricevute saranno pubblicate nel blog. E le migliori realizzazioni, ad insindacabile giudizio dell'apposita giuria :-), saranno pubblicate sul mio sito e pubblicizzate in rete.
Il concorso si chiude il 30 novembre 2009, data ultima, entro la quale dovranno essere inviate foto e schede che parteciperanno alla selezione finale.Questo bando è aperto a consigli e proposte dei lettori. Ovviamente, è gradita la sua diffusione nella rete e con il passa parola.
E ora buon lavoro e ...buon compostaggio
Propongo un grande concorso internazionale: " COMPOSTIERE FAI DA TE".
Tutti coloro che si sono fatti una compostiera sono invitati ad inviarmi una foto della loro creatura, con una breve descrizione tecnica di come si è proceduto alla realizzazione.
La prima "nomination" è la compostiera realizzata da Anna e Antonio che, con sapienza, hanno assemblato quattro vecchie persiane alla genovese, altrimenti destinate ad essere "termovalorizzate".
Le migliori realizzazione , classificate per categoria ( la meno cara, la più geniale, la più piccola...), avranno il premio di una pubblicazione nella "RETE".
Segue la descrizione tecnica degli autori della prima presentazione.