Manuale di sopravvivenza di uno scienziato preoccupato ma non ancora disperato

Eccomi

Utente: federico46
Nome: Federico Valerio
Le mie radici napoletane da tempo si sono abbarbicate agli scogli di Liguria. Sono un chimico che cerca di salvaguardare la salute della gente e l'ambiente e, a volte, ci riesce...

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sabato, 05 settembre 2009
Riciclo con risciacquo : 1^ parte

Il galateo dell'ambiente vuole che ogni contenitore, (bottiglia, lattina,flacone), una volta vuoto,  prima di essere differenziato, sia debitamente lavato. Questo ulteriore impegno è un atto di cortesia per i lavoratori che li raccoglieranno e li separeranno, rende più facile lo stoccaggio in casa e negli spazi condominiali, aumenta il valore dei vostri scarti per il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) e per i riciclatore finale.

Se la vostra azienda di igiene urbana, non vi da questo consiglio, siete leggitimati a sospettare che il suo obiettivo non sia il riciclo di quanto avete pazientemente raccolto e separato.

Il risciacquo dei contenitori, se ben fatto, vi può portare un altro piccolo vantaggio: ridurre gli sprechi.

A questo scopo vi svelo un piccolo trucco di noi chimici quando vogliamo recuperare la maggiore quantità di sostanze utili per le nostre misure. La tecnica si chiama "estrazione frazionata" e nel nostro caso vuol dire che per pulire bene un contenitore è meglio lavare due, tre volte il recipiente con piccole quantità d'acqua, piuttosto che con un'unica, grande quantità.

Quindi se dovete lavare una bottiglia di latte o di di birra, scolate bene i recipienti e poi aggiungere due-tre dita di acqua; scuotete bene il recipiente, più volte e mettete da parte l'acqua usata per il primo lavaggio; rifate questa operazione altre due volte e, mi raccomando non buttate via le acque di lavaggio.

Il primo lavaggio sarà quello che avrà sciolto la maggiore quantità di cibo e bevanda ancora presente nel recipiente. Prima di buttarlo via, valutate se vale la pena utilizzarlo. Ad esempio, se avete lavato una bottiglia del latte, il latte annacquato della prima frazione, può essere aggiunto senza problemi alla tazza del latte che state utilizzando per la colazione, o potete bollirlo per farvi il the ( a cui non dovrete aggiungere la classica gocia di latte).

I tutti i casi non buttate i rischiacqui nel lavandino. Com vedremo sono possibili diverse altre soluzioni.

Postato da: federico46 a 15:22 | link | commenti (2)
economia domestica

martedì, 25 agosto 2009
Auto Condizionata

Lo confesso, la mia automobile ha l'aria condizionata.


La uso, prevalentemente,per i viaggi lunghi e non rimpiango i bagni di sudore,della mia lontana gioventù durante avventurosi trasferimenti estivi,  con la tenda sul tettuccio della "500" .


Detto questo, si può fare un uso responsabile anche di questo accessorio, se non altro per risparmiare un bel pò di euro. Infatti, con il condizionatore acceso, i consumi di benzina inevitabilmente crescono; le stime parlano del 3-6% in media, con punte del 20%.


Per capire come sia possibile risparmiare sulla voce climatizzazione, ancora una volta è importante capire come avviene il raffreddamento dell'abitacolo, insomma, come funziona un frigorifero.


Il lavoro di togliere calore dalla vostra auto e di sbatterlo all'esterno lo fa un compressore che riduce il volume di un apposito gas, il quale, quando si espande all'interno di una serpentina, lambita dall'aria calda prelevata dall'abitacolo,  la raffredda. A questo punto, il calore passa al gas che si riscalda. Il gas caldo viene fatto passare in un radiatore raffreddato ad aria e in questo modo il calore  presente nell'aria dell'abitacolo passa all'ambiente esterno. Il gas raffreddato viene nuovamente compresso e il ciclo di refrigerazione può ricominciare.


Nella fase di raffreddamento, l'umidità dell'aria presente nella vostra macchina, si condensa, sotto forma di acqua allo stato liquido  che, a sua volta,  viene liberata all'esterno. Pertanto, il ripertersi di questo ciclo di compressione ed espansione raffredda e deumidifica in continuazione l'aria del vostro abitacolo.


E ora, forse, vi è chiaro perchè, con il condizionatore in funzione, la vostra auto "piscia" acqua e perchè si avverte una forte vampata di calore quando, uscendo, passate vicino al vano motore ancora acceso.


L'energia meccanica per far funzionare il compressore e l'alternatore che produce l'elettricità che alimenta il ventilatore il quale, a sua volta, aspira l'aria calda e riimmette nell'abitacolo l'aria fredda,  viene tutta dalla vostra benzina.


Pertanto, con il condizionatore acceso, non solo consumerete più benzina, ma sottrarrete alla forza motrice che spinge la vostra macchina, la potenza di qualche cavallo, quella necessaria per far funzionare il compressore. Pertanto, se la vostra vettura non è molto potente, avrete notato che, con il condizionamento acceso,  si ha una ripresa più lenta.


E ora veniamo ai consigli per consumare meno benzina.



Buon viaggio e mi raccomando... spegnete il cellulare mentre guidate.







Postato da: federico46 a 12:57 | link | commenti (7)
energia, economia domestica

mercoledì, 19 agosto 2009
Congelatori stop

Era meglio pensarci prima, ma visto l'allarme afa di questi giorni, vi passo un piccolo consiglio per diminuire la temperatura dell'aria nelle vostre case e, come sempre, per risparmiare anche qualche euro di bolletta della luce. Il consiglio è quello di vuotare il congelatore (ovviamente se lo avete) e di tenerlo spento, fino a quando l'emergenza afa non sarà passata. Se non seguirete questo consiglio, sarà come se in casa vostra, in pieno agosto, ci fosse una stufetta elettrica in funzione, di potenza pari a quella del  vostro congelatore. Mi rendo conto che comprendere il funzionamento di un frigorifero non è facile, ma ci provo. Il frigorifero, in estrema sintesi, è una macchina che utilizza energia elettrica, per trasferire il calore da una parte (cibo e bevande nel frigo-congelatore) ad un'altra (di solito l'aria della cucina); e più bassa è la temperatura nell'elettrodomestico e nei cibi che contiene, maggiore è la quantità di calore che, la stessa macchina, immette nel vostro appartamento. Se avete dei dubbi a proposito, andate a provare, con mano, la temperatura del muro dietro al frigo e, con un termometro,  la temperatura dell'aria che esce dal retro del  vostro frigo, nella parte superiore. Tutto questo calore, aumenta la temperatura delle camere vicine al frigo e aumenta il costo della vostra bolletta della luce, specialmente se avete un impianto di condizionamento che dovrà trasportare altrove (in questo caso, fuori dalla finestra), anche il calore prodotto dal vostro congelatore. Se una giustizia esiste a questo mondo è quella della termodinamica: ogni errore in campo energetico si paga sempre, non esistono ne possibilità di condoni, ne di evasioni fiscali. E per questo caso, come per tutte le scelte quotidiane,  al posto della furbizia, molto meglio usare l'intelligenza. Pertanto, se seguirete il mio consiglio, che asseconda i principi fisici della termodinamica,  eliminerete, in un sol botto, il consumo di elettricità del congelatore e quello dell' impianto di condizionamento (se lo avete acquistato) e il vostro ambiente domestico sarà un pò più confortevole. Inutile dire che, se questo consiglio (insieme agli altri già dati in questa rubrica e a quelli che vi daremo)  fosse seguito da tutti i vostri concittadini, la temperatura della vostra città, sarebbe un tantino più sopportabile. Pertanto vi consiglio di valutare, con serenità, se dovete proprio tenere a  meno 20, meno 30  gradi centigradi, alimenti acquistati mesi fa e che magari vi siete anche dimenticati di avere. E questa non è affatto una scelta irrazionale; infatti tutti sanno che d'estate è consiglibile mangiare cibi freschi, insalata, ortaggi e frutta che è meglio consumare entro pochi giorni dall'acquisto, conservandoli certamente nel frigo,  ma con temperature intorno ai 10 - 15 gradi sopra lo zero.  E ricordate che una temperatura intorno ai 15-18 gradi (sempre sopra lo zero)  è quella ottimale per tutte le bevande fresche, senza rischi di congestioni. Questo significa che, molto probabilmente, per ridurre ulteriormente spese e temperatura della casa  sarebbe anche opportuno alzare di qualche grado la temperatura del termostato del vostro frigorifero. E se proprio non potete fare a meno di un gelato, il congelatore spento vi da la scusa di fare due passi alla sera e godervi, in compagnia, il vostro gelato ( mi raccomando, rigorosamente artigianale e servito con coni "usa e mangia" :-)),  insieme alla frescura notturna (almeno da noi, in Liguria, è così ).

Postato da: federico46 a 12:56 | link | commenti (1)
economia domestica

giovedì, 13 agosto 2009
Concorso Compostiere FDT

Compostiera FAI-DA_TEVisto il grande interesse per il concorso "COMPOSTIERE FAI DA TE (FDT)"  vi do alcune regole per la partecipazione. Inviate al massimo quattro immagini ( formato JEPG) della vostra compostiera, al seguente indirizzo federico.valerio@fastwebnet.it




Le foto devono poter documentare i particolari della compostiera che giudicate più interessanti .




Alle foto allegate una breve descrizione tecnica su: materiali scelti, come li avete assemblati, pregi della vostra creatura...




Annotazioni sulle prestazioni (durata del compostaggio, qualità del compost prodotto, impatto ambientale evitato) sono gradite.




Tutte le schede ricevute saranno pubblicate nel blog. E le migliori realizzazioni, ad insindacabile giudizio dell'apposita giuria :-), saranno pubblicate sul mio sito e pubblicizzate in rete.




Il concorso si chiude il 30 novembre 2009, data ultima, entro la quale dovranno essere inviate foto e schede che parteciperanno alla selezione finale.Questo bando è aperto a consigli e proposte dei lettori. Ovviamente, è gradita la sua diffusione nella rete e con il passa parola.




E ora buon lavoro e ...buon compostaggio








 

Postato da: federico46 a 07:31 | link | commenti (1)
ambiente e società, economia domestica, compostaggio, compostiere fdt

sabato, 08 agosto 2009
Compostiere FAI-DA_TE





Compostiera FAI-DA_TEPropongo  un grande concorso internazionale: " COMPOSTIERE FAI DA TE".



Tutti coloro che si sono fatti una compostiera sono invitati ad inviarmi una foto della loro creatura, con una breve descrizione tecnica di come si è proceduto alla realizzazione.







La prima "nomination" è la compostiera realizzata da Anna e Antonio che, con sapienza, hanno assemblato quattro vecchie persiane alla genovese, altrimenti destinate ad essere "termovalorizzate".







Le migliori realizzazione , classificate per categoria ( la meno cara, la più geniale, la più piccola...), avranno il premio di una pubblicazione nella "RETE".







Segue la descrizione tecnica degli autori della prima presentazione.







Come è stata realizzata. Con vecchie imposte trovate nel deposito di un artigiano locale, costruttore e installatore di infissi, che è stato ben felice di liberarsene! Ne abbiamo assemblate 6, con delle piastrine dritte e a "elle", posizionandole in modo che fosse visibile la parte in esterno e con i battenti in basso.Abbiamo fissato i battenti delle 4 ante laterali e posteriori. I due battenti della parte anteriore, invece, sono stati modificati spostando i fermi all'esterno. Saranno utilizzati come accesso  per prelevare il compost maturo. Il tetto è apribile. Abbiamo utilizzato un piano di legno di una barca dismessa, fissato con cerniere alla cornice superiore.



Posizionamento. La compostiera non ha pavimento, poggia direttamente sulla terra. Abbiamo spianato il terreno e fatto un cordolo della dimensione della compostiera, utilizzando  mattoni di cemento forato. La compostiera poggia sul cordolo ed è ancorata tramite  delle barrette di ferro della lunghezza di 1,5 mt. Tali barrette vengono  interrate facendole passare attraverso le cerniere già presenti nella struttura, perchè utilizzate per il fissaggio delle imposte alle cornici delle finestre,  e  agganciate a queste.

 

Postato da: federico46 a 14:55 | link | commenti (6)
ambiente e società, economia domestica, compostaggio, compostiere fdt

martedì, 04 agosto 2009
Salvate il Geranio

Sono assolutamente d'accordo sulle campagne per evitare l'abbandono estivo degli animali di casa, ma a quando una adeguata campagna per salvare dalla tremenda morte per sete i poveri gerani abbandonati dai padroni in vacanza?


Anche in questo caso la migliore soluzione è la prevenzione, ovvero provvedere ad una idonea innaffiatura delle piante di casa quando siamo assenti.


Dopo avere provato quasi tutto quello che offre il mercato,  ecco la soluzione che raccomando per salvare i vostri gerani: i conetti in terracotta porosa.


Per chi non li conosce, si tratta di coni in terracotta di circa 15 centimetri di altezza,  con attacco alla base di un idoneo coperchio su cui si trova un tubicino in plastica. Il tutto funziona per capillarità: si riempie il conetto di acqua, fino all'orlo, si immerge il tubicino di plastica in un contenitore d'acqua e si chiude il conetto con il coperchio porta tubicino. Con quest'operazione l'aria presente nel tubicino viene espulsa e al suo posto entra l'acqua. A questo punto, basta infilare tuttto il conetto nella terra del vaso, vicino alla pianta che si vuol salvare e si può andare in vacanza per almeno una decina di giorni sicuri di trovare le vostre amiche piante vive e vegete.


Infatti, man mano che la pianta utilizza l'acqua che esce per capillarità dal conetto, la diminuita pressione all'interno del conetto richiama nuova acqua dal contenitore esterno, con la possibilità di superare dislivelli di oltre mezzo metro, tra il livello dell'acqua e il conetto.


Il tutto senza pile, senza collegamenti elettrici, senza parenti da scomodare.


Per essere sicuri di ritrovare al ritorno il vostro geranio, sano e salvo, ecco qualche consiglio, frutto della mia personale esperienza.


Preparate i vasi per affrontare l'emergenza estiva qualche settimana prima di partire, meglio se raggruppati insieme, per farsi ombra e avere una maggiore protezione dal vento che aumenta l'evapporazione dell'acqua. Con questa preparazione in anticipo, potrete verificare il buon funzionamento dei conetti e i consumi di acqua,  in condizioni reali. Per far questo, riempite a tappo il contenitore per l'acqua che avete scelto per garantire la riserva per la vostra pianta e controllate il consumo giorno dopo giorno. Se tutto è stato fatto a regola d'arte, scoprirete che la quantità d'acqua di cui ha veramente bisogno il vostro geranio per le sue funzioni vitali  è veramente poca e, comunque , scegliete il contenitore per l'acqua il cui volume sia tale da garantire, con ampia riserva, il rifornimento per tutto il periodo della vostra assenza. Ovviamente,  per tutto il perido di esperimento non innaffiate le piante;  Il periodo di esperimento servirà anche alla pianta per scoprire il punto più umido del suo vaso e far crescere intorno al conetto una fitta maglia di nuove radici per assorbire tutta l'acqua che le serve.


Come contenitori di acqua io uso bottiglie del latte riciclate che, grazie al collo largo, si possono facilmente riempire. Inoltre, grazie alla trasparenza del PET, spariscono di fatto alla vista.  Vista la comodità e il basso consumo di acqua, da qualche tempo uso i conetti come sistema stabile di innaffiamento delle piante di casa che, in questo modo, crescono più rigogliose, anche grazie a periodici inserimento di resine per culture idroponiche nelle bottiglie, resine che hanno la caratteristica di cedere lentamente all'acqua e alla pianta, le sostanze nutritive di cui ha bisogno.


Per le altre piante, quelle tenute all'esterno, rientrati dalla vacanze vi consiglio di togliere i conetti, di lavarli bene dalla terra e di asciugare, altrettanto bene, conetti, tappi e tubici al sole per evitare muffe, durante il loro stoccaggio invernale. E , ovviamente riprendete ad innaffiare regolarmente le vostre piante.


Il costo iniziale dei conetti è impegnativo ( qualche euro l'uno),  ma, se trattati con cura, sono eterni e in pochi anni, vista la sicura efficacia , si ripagheranno con l'evitato acquisto di nuovi gerani disidratati dalla vostra incuria.


 

Postato da: federico46 a 12:42 | link | commenti (7)
ambiente e società, economia domestica

venerdì, 10 luglio 2009
Il Doggy Bag della signora Obama

Volutamente ho ignorato il G8 dell'Aquila; mi è bastato avere assistito a qualche episodio marginale di quello che è successo a Genova.


Tuttavia non posso ignorare  quello che le cronache riferiscono sulla signora Obama, durante la sua visita a Roma: alla  fine di una cena  privata in un ristorante romano, la first lady ha elegantemente chiesto che le facessero un pacchetto di quello che era avanzato  e che  avrebbe finito in albergo, con i suoi figli.


E' quello che gli americani chiamano Doggy Bag, il fagottino per il cane, un'elegante scusa per evitare sprechi di cibo.


Ricordo che quando si andava a mangiare fuori era "creanza"  lasciare qualche cosa nel piatto di portata; mia nonna, napoletana, lo chiamava  lo "scuorno", la vergogna.

Non è mia usanza lasciare niente nel piatto e non mi vergogno di fare delle accurate scarpette, quando il sugo merita.


Comunque vediamo di prendere tutti questa bella abitudine e, a fine pranzo, se proprio non ce la fate a finire spaghetti allo scoglio e  Dolcetto, chiedete al cameriere di mettere tutto in un pacchetto da portare a casa. E se proprio vi vergognate avete una buona scusa:  " Sa, abbiamo il cane ..."

 

Postato da: federico46 a 12:08 | link | commenti (2)
ambiente e società, economia domestica

martedì, 21 aprile 2009
Plagio solare

Notizia di questi giorni che il signor Bohmer, un inventore norvegese trapiantato in Kenia ha vinto 75.000 dollari , il premio previsto dal "Financial Times Climate Change Challenge".


L'idea vincente è un forno solare che costa solo cinque dollari, in quanto non è nient'altro che una scatola di cartone foderata di alluminio con un coperchio in vetro.


Peccato che sia un plagio clamoroso : -) a danno di un gruppo di amici genovesi, compreso il sottoscritto, che negli anni '70, sotto la sigla Coordinamento Ricerche ed Informazioni Problemi Energetici (CRIPE) promuoveva l'uso dell'energia solare, realizzando, tra l'altro proprio un forno solare fatto partendo da una scatola per scarpe.


Ma questo non è stato l'unico plagio a nostro danno, anche Rubbia ci ha rubato l'idea di un concentratore solare  a specchio cilindrico, con l'unica variante che mentre lui con il Sole riscalda un fluido per produrre elettricità, noi ci cuocevano le salcicce.


Il problema è che in campo di fruttamento delle fonti di energia rinnovabile, non bisogna inventarsi quasi nulla;  dobbiamo solo riscoprire, adattare e, principalmente , usare tecnologie, molto semplici, stranote da tempo. E il CRIPE è nato troppo presto, quando i tempi per il cambiamento non erano ancora maturi.


Che sia la volta buona?

Postato da: federico46 a 12:01 | link | commenti (2)
ambiente e società, energie rinnovabili, economia domestica

venerdì, 10 aprile 2009
Estote Parati

"Siate preparati"


Il motto degli scout, potrebbe essere la parola d'ordine di tutti coloro che vivono in aree ad alta sismicità.


In assenza dello Stato, che neanche sa che cosa sia la prevenzione, prepariamoci ad affrontare il possibile prossimo sisma, per minimizzarne i danni.


Come avete capito, l'ideale sarebbe abitare in case antisismiche,  ben progettate. Se cercate casa, appurate che la vostra nuova abitazione, oltre ad essere efficente dal punto di vista energetico,  abbia questo requisito e, per questo, mi raccomando non badate a spese.


In tutti i casi,  è opportuno sostituire all'italico atteggiamento scaramantico e fatalista, un più efficace atteggiamento di prudenza e di prevenzione attiva.


Provo ad elencare alcune azione alla nostra portata, in grado di minimizzare i danni in caso di terremoto:



  1. Se non lo avete ancora fatto, e il consiglio vale anche per chi vive in zone a bassa sismicità, fissate alle pareti, con robusti tasselli ad espansione, tutte i mobili alti, in particolare le librerie. Contemporaneamente provvedete a spostare in basso, tutti gli oggetti più pesanti. Durante un terremoto la caduta di questi mobili è garantito e finire schiacciati dalla propria cultura non è un modo elegante per finire i propri giorni

  2. A casa e nel posto di lavoro individuate e memorizzate la via di fuga più rapida e sicura e gli spazi aperti più sicuri dove riparare durante il terremoto.

  3. Magari aiutati da un bravo geometra, individuate quali sono le travi portanti della vostra abitazione, quelle che dovrebbero resistere al sisma e sotto le quali proteggersi, quanto tetti e soffiti dovessero crollare. Ho appreso dai miei nonni, con casa in Irpinia, che gli archi nei muri portanti sono i posti più sicuri ed è qui che entrambi si rifugiarono quando nel 1980 la loro casa fu sfiorata dal terremoto.

  4. Individuate in ogni stanza il tavolo più robusto sotto il quale rifugiarsi se i soffitti cominciano a crollare

  5. Insieme ai vostri bambini, ma si possono coinvolgere anche i nonni, fate ogni tanto e a sorpresa il gioco "Il terremoto-il terremoto" che funziona così: non appena qualcuno, a sorpresa ( questo è il gioco)  lancia l'allarme ( il terremoto, il terremoto) , tutti si rifugiano sotto i luoghi sicuri individuati in precedenza. Chi arriva per ultimo, paga pegno (ad esempio lava i piatti per  una settimana :-))

  6. Se volete essere i primi della classe in termini di prevenzione, provvedete a collocare nei pressi dei rifugi domestici o sotto i tavoli, un kit di sopravvivenza: caschetti da rocciatori, pronto soccorso, mascherine anti polvere, fischietto, provviste di bevande in lattina ( ricordatevi di sostituirle prima della scadenza). Il tutto vi potrebbe tornare utile se rimanete bloccati, ma vivi, sotto al tavolo o sotto all' arco. 

  7. E infine, nei pressi delle vie di fuga tenete sempre pronto all'uso uno o più zainetti  con tendina canadese, chiavi dell'auto, sacchi a pelo, tuta, poncho, pronto soccorso, ricambi, in quantità sufficente per l'intera famiglia; insomma tutto quello che vi potrebbe servire, anche se sieti scappati in pigiama, per stare il più confortevolmente possibile all'aperto, in attesa dei soccorsi.

Postato da: federico46 a 13:26 | link | commenti (2)
economia domestica

giovedì, 26 marzo 2009
Zero Waste Hotel

In ogni albergo si trova un servizio per l'igiene personale in cui è immancabile una piccola saponetta che, praticamente intatta dopo qualche lavata di mano, diventa rifiuto quando lasciate la stanza.


Moltiplicate questo fenomeno, per i circa 40 milioni di persone che ogni anno, in visita turistica,  frequentano i nostri alberghi e avrete un'idea dei problemi di smaltimento rifiuti che questa usanza genera.


Come azzerare il problema? Cominciamo con il portarci a casa la saponetta e i flaconcini dello sciampo  e del bagno schiuma, anch'essi messi a disposizione del cliente e che quasi certamente avete usato a metà.  Ovviamente, nessun senso di colpa, in quanto li avete pagati abbondantemente.


E non dimenticate di lasciare questa nota scritta al gestore:


"Caro Direttore


La ringrazio per la cordiale accoglienza, mi permetto tuttavia di suggerirle di mettere a disposizione dei suoi clienti dei dispenser ricariclabili per sapone liquido, sciampo e bagno schiuma. La sua attenzione a ridurre la produzione di rifiuti, sarà certamente apprezzato dai suoi prossimi clienti, compreso il sottoscritto. Le sarò ancor più grato se, la prossima volta, troverò nel frigorifero bottiglie d'acqua in vetro riciclabile e , per cortesia,  provveda al più presto a sostituire i bicchieri di plastica con quelli in vetro, anche perchè questi ultimi sono certamente più funzionali  come porta-spazzolino da denti."

Postato da: federico46 a 12:12 | link | commenti
ambiente e società, economia domestica, rifiuti zero