Manuale di sopravvivenza di uno scienziato preoccupato ma non ancora disperato

Eccomi

Utente: federico46
Nome: Federico Valerio
Le mie radici napoletane da tempo si sono abbarbicate agli scogli di Liguria. Sono un chimico che cerca di salvaguardare la salute della gente e l'ambiente e, a volte, ci riesce...

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domenica, 29 novembre 2009
Meno rifiuti

La settimana per la riduzione dei rifiuti è finita. Mi auguro che abbiate adottato almeno uno dei 16 accorgimenti suggeriti da Italia Nostra.

Da qualche anno ne seguo regolarmente circa una decina e,  grazie a queste scelte ho scoperto che ho già raggiunto uno degli obiettivi della Unione Europea (meno 100 chili di rifiuti a testa).

Dati alla mano, produco 150 chili all'anno di scarti. Cinquanta chili di scarti da cucina diventano compost sul mio poggiolo e degli altri 100 chili, ottanta se ne dovrebbero andar al riciclo, visto che vetro, plastica  e carta, separati alla fonte, vanno nei rispettivi contenitori per la differenziata.

Non siamo a rifiuti zero, ma poco ci manca.

Chi non lo ha ancora provato non ci crederà, ma la cosa non crea ne fatica ne perdita di tempo. Diciamo la verità, quando faccio bilanci come questi,  mi sento in pace con me stesso e con il Mondo.

Postato da: federico46 a 12:46 | link | commenti (2)
ambiente e società, materiali post consumo, modello genova

domenica, 22 novembre 2009
Meno rifiuti per tutti

Siamo nella settimana mondiale per la riduzione dei rifiuti.



Il mio contributo a questo evento è la riproposta delle sedici semplici regole che possono da subito ridurre sensibilmente la produzione dei nostri rifiuti.  Queste regole sono state tratte dalla 4^ edizione dei Corsi di Compostaggio domestico a cura di Italia Nostra. Scegliete almeno uno di questi consigli  e seguitelo regolarmente. Fara bene a voi, al vostro portafoglio  e al Pianeta.





COME DIMINUIRE LA PRODUZIONE DI MATERIALI POST CONSUMO

Diminuire la produzione di rifiuti eÌ€ possibile. Se state facendo compostaggio domestico, siete la prova vivente di questo fatto. Ogni anno, da quando avete cominciato a compostare, nella vostra pattumiera non vanno piuÌ€ circa 50 chili di “umido” per ogni componente della vostra famiglia.

Per chi non fa ancora compostaggio domestico ecco qualche altro consiglio per produrre meno rifiuti; se li seguirete contribuirete ad abbassare il Prodotto Interno Lordo, ma migliorete il vostro ambiente e il vostro bilancio famigliare.



1)    Nei vostri acquisti evitate il piuÌ€ possibile prodotti “usa e getta”.



2)    Al ristorante chiedete vino sfuso della casa.



3)    Evitate i “fast food”, almeno fino a quando non useranno piuÌ€ bicchieri e stoviglie “usa e getta”.



4)    Preferite birra e bevande gasate alla spina.



5)    Comprate frutta, verdura, salumi e formaggi, nei mercati rionali; eÌ€ certamente merce piuÌ€ fresca e con meno imballaggi da pagare.



6)    Fate la spesa portandovi dietro delle belle e robuste borse di tela, meglio con maniglie lunghe, per caricarsele piuÌ€ facilmente sulle spalle quando sono piene.



7)    Preferite i gelati artigianali nel cono di cialda. Al momento eÌ€ l’unico imballaggio che si puoÌ€ mangiare.



8)    Verificate se nella vostra cittaÌ€ ci sono distributori di latte crudo alla spina: costa meno e riempiendo una vostra bottiglia di vetro, eviterete centinaia di bottiglie di plastica all’anno. Idem per i didstributori alla spina di detersivi



9)    Se la pubblicitaÌ€ a domicilio vi da fastidio, sulla cassetta delle lettere mettete il seguente cartello: in questa casa non eÌ€ gradita la pubblicitaÌ€.



10)  Per la vostra stampante, usate toner e cartucce d’inchiostri ricaricabili.



11)  Se vi piacciono molto i fritti, imparate a trasformare l’olio usato in saponette profumate; su internet troverete tutte le istruzioni: http://www. ilmiosapone.it/



12)  Produrre meno rifiuti, potrebbe essere una buona scusa per smettere di fumare: pensate a quante cicche e a quanti pacchetti vuoti state producendo se siete fumatori. Lo stesso consiglio vale per i super alcolici.



13)  Scoprire quanta eÌ€ buona ed igienicamente controllata l’acqua del vostro rubinetto. L’uso di un decanter per vini, vi aiuteraÌ€ ad eliminare eventuali residui di cloro.



14)  Imparate a frequentare i mercatini dell’usato. Troverete oggetti utili per voi e nuovi padroni per molte cose diventate per voi inutili.



15)  Imparate ad autoprodurre yogurt, marmellate, salse di pomodoro.



16) Imparate nuove e gustose ricette con gli avanzi di cibo. Ecco due siti interessanti: http://www.theitaliantaste.com/italian-cooking/avanzi/avanzi_index_ita.shtml; http://casa.alice.it/extra/085/avanzi2.html

Postato da: federico46 a 07:09 | link | commenti
ambiente e salute, materiali post consumo, rifiuti zero

domenica, 08 novembre 2009
Compostiera faidate 5° concorrente (fuori gara)

DSC01507DSC01508Fuori gara, presento la mia attuale compostiera da poggiolo. Come potete vedere è fatta da tre vasi di coccio  ( di cui due impilabili) con coperchio, anch'esso in coccio, per evitare che il vento li porti via. Questa soluzione, dal punto di vista estetico, è decisamente migliore di bidoncini e compostiere in plastica. Ogni contenitore contiene scarti di cucina, ad un diverso grado di compostaggio. Con l'aiuto di una paletta, periodicamente gli scarti sono fatti passare da un contenitore all'altro, e dopo circa 50 giorni, il compostaggio è completo.

L'unico incoveniente di questo sistema è il periodico travaso ( ogni 15 giorni) che comporta un altrettato periodico lavaggio del balcone :-).

Le dettagliate istruzioni per l''uso si possono trovare nei media di questo Blog.



Ricordo a tutti che la gare per la migliore compostiera fai da te è ancora aperta  ( prorogata al 31 dicembre 2009) e che nella rubrica (Tag)   "compostiere fdt" trovere le notizie degli altri concorrenti.

Postato da: federico46 a 15:51 | link | commenti
materiali post consumo, compostaggio, compostiere fdt

giovedì, 17 settembre 2009
LCA ad Avellino

Dal 5 al 9 ottobre in Sardegna ci sarà un'importante convegno internazionale sulla gestione dei rifiuti.

In quest'occasione presenterò una rassegna bibliografica sugli studi che permettono di fare confronti tra gli impatti ambientali dei diversi sistemi di gestione dei rifiuti.

Utile segnalare che tutti gli studi presi in considerazione (una ventina, di cui sei riguardano realtà italiane) confermano l'assoluta priorità  da dare al riciclo, rispetto all'incenerimento con recupero energetico, per gli indubbi vantaggi energetici ed ambientali del riciclo.

Un interessante studio, basato sull'Analisi dei Cicli di Vita (in inglese Life Cycle Assesment -LCA) e pubblicato quest'anno, è quello condotto dall'Università di Salerno, avente come oggetto le scelte migliori, possibili in provincia di Avellino, per uscire dalla emergenza rifiuti.  Ecco una sua sintesi, tratta dalla mia rassegna; faccio notare che il migliore scenario identificato dai colleghi di Salerno è maledettamente simile a quello che vorremmo fosse realizzato a Genova (Modello Genova). Purtroppo i nostri amministratori stanno imbroccando strade molto più banali...



" Ben dodici diversi scenari di trattamento dei Materiali Post Consumo (MPC) furono individuate da un altro studio Life Cycle Assessment (LCA), il cui obiettivo era quello di risolvere l' emergenza rifiuti nella provincia di Avellino (De Feo, Malvano, 2009).

Questi scenari prevedevano nove diverse percentuali di raccolta differenziata (dal 35 all’80%) e due diversi trattamenti per la frazione indifferenziata residua: l’incenerimento con produzione di elettricità e, in alternativa, la messa a discarica dei rifiuti,  stabilizzati con Trattamenti Meccanico biologici (TMB).

In tutti gli scenari, la quota di materiali indifferenziati, residuali al riciclo, era sottoposta a TMB e la frazione putrescibile, raccolta alla fonte e selezionata con trattamenti meccanici, era successivamente compostata ed utilizzata a scopo agricolo. 

Lo scenario che risultava più favorevole,  per l'elevato risparmio energetico e il ridotto impatto ambientale, era quello senza incenerimento e con queste ulteriori caratteristiche: 80% di raccolta differenziata alla fonte, selezione del residuo secco con TMB  ed ulteriori recuperi di vetro, carta, plastica e metalli, riciclo dei materiali separati e compostaggio della frazione putrescibile ed, infine, messa in discarica della frazione biostabilizzata non riciclabile.

Questo scenario, rispetto agli altri 11 esaminati,  era quello più favorevole dal punto di vista ambientale, con riferimento a sei categorie di impatto, sulle undici scelte: uso di energie rinnovabili, usi complessivi di energia, consumo d’acqua, produzione di materiali in sospensione e consumo di ossigeno, eutrofizzazione delle acque e produzione di rifiuti tossici.

Il secondo miglior scenario, con tre categorie d’impatto favorevoli (minor uso di fonti d’energia non rinnovabile, minore emissione di gas serra e minore acidificazione delle piogge),  era quello che prevedeva l’80% di raccolta differenziata, abbinata alla produzione di CDR dalla frazione residuale al riciclo e la successiva sua combustione in un inceneritore dedicato.

Solo due categorie d’impatto favorevoli (uso di minerali e prodotti di cava, produzione di rifiuti inerti), derivavano dallo scenario con il 35% di raccolta differenziata, produzione di CDR e suo incenerimento.

Per otto categorie d’impatto (fonti d’energia rinnovabile e non rinnovabile, consumo totale di energia, consumo di acqua, produzione di solidi sospesi, consumo di ossigeno, acidificazione, eutrofizzazione, rifiuti pericolosi ) tutti i dodici scenari producevano un impatto negativo (impatto evitato) e tra questi, gli scenari con la più alta percentuale di raccolta differenziata (80%), risultavano essere quelli con  maggior impatto evitato.

Pertanto, anche questo studio confermava la priorità da dare alla raccolta differenziata e al riciclo per risparmiare energia e ridurre l’impatto ambientale delle gestioni dei MPC. In particolare, in termini di “Uso totale di energia” , lo studio concludeva che è preferibile un’alta percentuale di raccolta differenziata, finalizzata al riciclo, senza nessun trattamento termico finale.

Novità di questo studio è stato quello di aver inserito un TMB in tutti gli scenari, tranne uno,  quello in cui la frazione secca,  residuale ad una raccolta differenziata all’80%, è direttamente messa a discarica."

Postato da: federico46 a 13:54 | link | commenti (2)
riciclo, ambiente e salute, vedi napoli, materiali post consumo, tmb , modello genova

martedì, 11 agosto 2009
Stop ai rifiuti

Presentazione dei dati ISTAT sulla qualità dell'ambiente in Italia nel 2008 con interessanti novità sul fronte rifiuti. Per il secondo anno consecutivo, la produzione procapite nazionale diminuisce ( -1,1%) mentre continua la crescita delle percentuali di raccolta differenziata.  Ricordiamo che solo alla fine del 2008 la crisi economica globale cominciava a dare i suoi effetti.


La barriera psicologica del 60% di raccolta differenziata è stata superata da quattro comuni capoluogo di Provincia. In testa Verbania, con uno strepitoso  73,5%, a ruota Novara (72,4% ) e Asti (63,4%). Segue a sorpresa, il comune di Tortolì (62,5%) che insieme al comune di Villacidro ( 57,6%) conferma l'eccellente ripresa della RD in Sardegna che di consequenza ha cancellato un inceneritore nel proprio piano regionale.


 E Salerno (48,9% )che supera Reggio Emilia (48,8) è un'altra di quelle belle notizie che non possono essere sottaciute.


Il documento ISTAT non lo dice, ma questi risultati, che qualcuno continua a ritenere impossibili, sono da attribuire solo al cambiamento del sistema di raccolta  ossia passare al Porta a Porta.

Postato da: federico46 a 14:27 | link | commenti (2)
ambiente e società, materiali post consumo

sabato, 01 agosto 2009
Confronti

Nel mio sito  alla pagina dei down-load potete scaricare la versione italiana della rassegna bibliografica che presenterò questo ottobre a Sardinia 09, Simposio internazioale sulla gestione dei rifiuti.

Si tratta di una aggiornata rassegna che mette a confronto gli impatti ambientali di riciclo, incenerimento, trattamenti meccanico biologici. Un intero capitolo è dedicto alle proprietà detossificanti degli impianti biologici nei confronti di numerosi inquinanti, a partire dalle diossine.

Molto interessanti le Analisi dei cicli di Vita che sono stati effettuate nelle nostre realtà nazionali: Bologna, Prato, Napoli, Avellino, Torino, Milano.

Ne leggerete delle belle.

Buona lettura.

Postato da: federico46 a 16:45 | link | commenti (1)
ambiente e società, materiali post consumo

martedì, 30 giugno 2009
Modello genova al via

Il Parere di Italia Nostra sulla relazione della commissione tecnica rifiuti del Comune di Genova.

 

Italia Nostra trova interessanti elementi di novità nel documento licenziato dalla Commissione Tecnica sui trattamenti finali dai materiali post consumo prodotti nella Provincia di Genova.

 

“ In questo documento sono presenti molti importanti tasselli di quel nuovo modello di gestione degli scarti urbani che abbiamo chiamato modello Genova” - afferma Federico Valerio esperto Italia Nostra sulle tematiche ambientali -  “Importanti novità, che mandano in soffitta il vecchio Modello Brescia, sono il compostaggio e il trattamento anaerobico della frazione umida, il recupero energetico del biogas e il trattamento meccanico biologico della frazione indifferenziata. Ma la novità più importante è che il comune di Genova accetta la sfida di una raccolta differenziata al 65% da raggiungere  poco dopo la scadenza di legge, dicembre 2012. Questa è la partita più importante, il vero trattamento finale”.

 

“Se il gasificatore dovrà trattare, al massimo, 150.000 tonnellate, la raccolta differenziata , a regime (65% RD)   dovrà gestire ogni anno 325.000 tonnellate. Ed è  il riciclo, messo in moto da una raccolta differenziata di qualità che, in base a tutti i più recenti studi nazionali ed internazionali, a confronto della cosiddetta termovalorizzazione, garantisce maggiori risparmi energetici, minore inquinamento, minori costi di gestione, maggiore occupazione.

 

Dopo decenni di svalutazione del ruolo della raccolta differenziata, da parte di AMIU e di molte delle Giunte che hanno governato Genova,  non sarà facile rimontare la china, ma le ricette buone ci sono già: passaggio di tutta la Provincia a sistemi di raccolta Porta a Porta (PaP)  con tariffazione puntuale per premiare economicamente famiglie e imprese che producono meno rifiuti, energiche politiche locali  di incentivazione alla riduzione della produzione di rifiuti, realizzazione di isole ecologiche in ogni comune e, a Genova, in ogni Municipio, realizzazione di impianti di compostaggio e di trattamento meccanico biologico presso tutte le discariche provinciali con funzioni di inertizzazione della frazione umida residuale e di ulteriori recuperi di materia (metalli, inerti, carta, plastica).

 

E non mancano gli esempi che ce la possiamo fare nei tempi previsti: notizia di questi giorni  che tutta San Francisco, grazie al PaP è al 72% di raccolta differenziata, ma questa quota è ampiamente raggiunta anche nei quartieri di Napoli dove il PaP è stato introdotto un anno fa e anche la vicina Salerno, grazie al PaP, è al 60% di RD , insieme ad alcuni quartieri romani, dove questa innovativa strategia di raccolta è stata introdotta.

 

E forse anche Genova ce la può fare se il neo assessore Pinuccia Montanari, come ci auguriamo,  avrà una specifica delega al riciclo: con lei,  Reggio Emilia, nei quartieri dove l’assessore Montanari ha introdotto il PaP,  ha superato ampiamente il 60% di raccolta differenziata. E visto che qui a Genova non ci saranno le opposizioni strumentali contro il Porta a Porta che si sono avute a Reggio, è garantito che l’Assessore Montanari potrà raggiungere presto e bene gli obbiettivi previsti.”

Postato da: federico46 a 09:02 | link | commenti (1)
materiali post consumo, modello genova

giovedì, 25 giugno 2009
Chi nano-impolvera meno?

Il Politecnico di Milano ha recentemente presentato il suo studio in cui sono state misurate le nanopolveri emesse da tre inceneritori italiani ( Brescia, Milano e Bologna) e diversi impianti termici alimentati a pellet, gasolio e metano.


Le conclusioni, a mio avviso, sono che è molto meglio teleriscaldarsi con impianti a metano. Infatti nei fumi di una caldaia a metano (100-150 Kwatt)  senza alcun trattamento fumi, escono meno di 4500 nanoparticelle per centimetro cubo di fumi, mentre nei tre inceneritori nostrani , dopo quel popò di trattamento fumi che costa uno sproposito e produce un bel pò di rifiuti tossici, si va da 4.000 a 70.000 nanoparticelle per centrimetro cubo.


Se poi oltre che al numero si considera la composizione chimica di queste nanoparticelle e la loro  potenziale pericolosità, non ho dubbi che il metano abbia la meglio,  in quanto nei fumi di  un combustibile gassoso come il metano la presenza di nanoparticelle metalliche, le più pericolose in quanto indistruttibili, deve essere intrinsecamente più bassa delle nano-particelle sputate fuori da un "termovalorizzatore" dove si brucia, letteralmente,  di tutto.

Postato da: federico46 a 12:28 | link | commenti (7)
ambiente e salute, materiali post consumo

martedì, 23 giugno 2009
I Medici per l'Ambiente in campo

Venerdì 26 Giugno, a Genova, in anteprima nazionale, sarà presentato il volume " Gestione dei Rifiuti e Rischi per la Salute" , a cura dei Medici per l'Ambiente.



Il mio personale contributo " Impatti ambientali dei sistemi di gestione dei Materiali Post Consumo"  è sul sito

web.me.com/federico.valerio/Federico_Valerio/Gestione_MPC_a_Confronto.html



Segue comunicato stampa che vi invito a diffondere.





GESTIONE DEI RIFIUTI:  IL PROBLEMA RESTA E IL RISCHIO AUMENTA.



Perchè i  medici sono preoccupati



Venerdì 26 giugno 2009 alle ore 11, nella prestigiosa sede del Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, grazie  al Patrocinio dell’Assessore alla Città Sostenibile del Comune di Genova, Ing. Carlo Senesi,  si terrà  la Presentazione del volume  “Gestione dei Rifiuti e Rischi per la Salute”  a cura di Antonio Faggioli e Ernesto Bugio, per conto dell’Associazione Medici per l’Ambiente.  Altri relatori sono Valerio Gennaro (epidemiologo), Gianfranco Porcile (oncologo medico) e Federico Valerio (chimico), tutti appartenenti a ISDE-Italia. Si tratta della prima presentazione in Italia di questa monografia di ISDE sul problema dei Rifiuti e della loro Gestione.



Comunicato Stampa


Il problema di come smaltire i rifiuti nasce dal tipo di società in cui l’uomo di oggi ha deciso di vivere. Mentre la natura è organizzata in cicli e ricicla tutto, non producendo rifiuti, la nostra società produce molti, troppi “rifiuti” e peggiora il tutto quando va a trasformare, magari con l’incenerimento, rifiuti brutti e scomodi ma non tossici in prodotti pericolosi per l’ambiente e la salute degli animali, delle piante e dell’uomo.

Grazie alla collaborazione ed al Patrocinio dell’Assessore alla Città Sostenibile del Comune di Genova, Ing. Carlo Senesi, il salone di rappresentanza di Palazzo Tursi ospiterà venerdì 26 giugno 2009 alle ore 11 la Presentazione della Monografia sui Rifiuti edita a cura dell’Associazione Medici per l’Ambiente ISDE-Italia, dal titolo “Gestione dei Rifiuti e Rischi per la Salute”  a cura di Antonio Faggioli e Ernesto Burgio.  Altri relatori sono Valerio Gennaro (epidemiologo), Gianfranco Porcile (oncologo medico) e Federico Valerio (chimico), tutti appartenenti a ISDE-Italia. E’ importante sottolineare che si tratta della prima presentazione nel nostro paese di quest’opera edita a cura di C.G. Edizioni Medico Scientifiche, Torino (marzo2009).

Quello dei Rifiuti è un problema di fondamentale importanza nelle strategie di  Prevenzione primaria e di Promozione della salute: coerentemente con la professionalità di “medici”, particolare attenzione sarà posta sui dati scientifici relativi a eventuali rischi per la salute: dalle discariche, autorizzate e non, agli impianti di trattamento finale che corrispondono sostanzialmente a forme di combustione più o meno sofisticate (“inceneritori”). Verranno presentate le evidenze epidemiologiche relative ad un impianto situato nei pressi di Forlì e a 16 impianti situati in territorio francese: gli studi epidemiologici hanno smentito con ragionevole certezza le affermazioni di innocuità di tali impianti.

Medici per l’Ambiente, che ha fatto proprie le strategie della Direttiva CEE 2008, non è interessata a partecipare a sterili contrapposizioni del tipo “inceneritore si- inceneritore no”: è necessario un approccio completo a questa problematica che presenta importanti criticità sociali, economiche ed  energetiche. Si pensi ad  esempio che è stato calcolato che tutti i rifiuti smaltiti illegalmente in Campania corrispondono ad una montagna di 14 milioni di tonnellate di peso e di 14.600 metri di altezza con  una base di 3 ettari.

La letteratura scientifica conferma ampiamente che riduzione della produzione di rifiuti, riutilizzo, riciclo e compostaggio sono le scelte da privilegiare se si vuole chiudere il ciclo dei Materiali post-consumo (MPC) con il minor impatto ambientale e il massimo risparmio energetico.

E’ necessario un diverso tipo di sviluppo e si impone una forma nuova di società: in questo senso ISDE-Italia guarda da una parte a movimenti per un modo più sobrio di vivere e consumare (del tipo “Decrescita felice”) e dall’altra a esperienze concrete di riutilizzo delle materie seconde (del tipo di Vedelago e movimento “Rifiuti Zero”).

Nel corso della conferenza stampa verranno presentate le proposte di ISDE: una di queste prevede il riconoscimento da parte delle istituzioni di “Comitati di Esperti”, esenti da conflitti di interesse, e di “Garanti” nominati dalle stesse Comunità, che collaborino con le istituzioni nella valutazione dei piani regionali e locali di gestione dei rifiuti e nella stima e nella verifica del loro impatto ambientale e sanitario.

Nella monografia non mancano le raccomandazioni ai decisori politici: la prima e più importante afferma che “la salute della comunità e dei singoli deve prevalere sulle considerazioni economiche”.

ISDE-Italia, fedele alla propria mission di promozione e protezione del binomio ambiente-salute, si propone con quest’opera di contribuire alla corretta informazione civica, cercando di coinvolgere il cittadino nella discussione in corso tra gli esperti del settore e nella partecipazione alle decisioni istituzionali.

In questo senso trova ampia applicazione proprio il motto dell’Associazione: “Tutti gli uomini sono responsabili dell’ambiente e della salute pubblica. I medici lo sono due volte. Fino a quando possiamo restare indifferenti?” 

Postato da: federico46 a 12:21 | link | commenti (1)
ambiente e salute, materiali post consumo

mercoledì, 17 giugno 2009
Salerno fa 60

E zitto zitto, Salerno introduce il Porta a Porta, fa sparire i cassonetti e in pochi mesi la raccolta differenziata schizza al 60%.


Stranamente a Salerno, come a Napoli, il fatto non fa notizia, nessuno ne parla;  vuoi vedere che il motivo è che tutto questo non è merito di Bertolaso e Berlusconi?


Per essere più sicuro, prima di scrivere questo post ho sentito una cara amica che è Presidente della Sezione Salernitana di Italia Nostra che mi ha confermato la notizia.


Tutta Salerno, tranne, al momento, il centro storico , fa il Porta a Porta e forse il successo dell'iniziativa è anche merito della grande capacità di inventiva dei miei compaesani.


Visto che per alcuni può essere scomodo conferire fuori del portone i contenitori per la differenziata in base ai calendari previsti,c'è chi si è inventato un nuovo lavoro: a fronte di un modesto contributo, una coperativa di ragazzi offre il servizio a domicilio.


Negli orari previsti  i ragazzi vanno a casa dei clienti, ritirano il cestello  per la differenziata di quel giorno e lo portano fuori dal portone; passato il servizio della nettezza urbana, gli stessi ragazzi provvedono a riportare i contenitori vuoti alle stesse famiglie dopo averlo, se necesario,  pulito e lavato.


Costo del servizio:  dieci euro al mese a famiglia servita!


Insomma, una comodità a prezzo ragionevole  per pigri e anziani, un giusto guadagno per la coperativa,  e forse una bella idea da esportare nel resto del Paese per far crescere il Porta a Porta e , perchè no, anche per fronteggiare la crescente disoccupazione. 

Postato da: federico46 a 12:51 | link | commenti
ambiente e salute, vedi napoli, materiali post consumo