Manuale di sopravvivenza di uno scienziato preoccupato ma non ancora disperato
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Nome: Federico Valerio
Le mie radici napoletane da tempo si sono abbarbicate agli scogli di Liguria. Sono un chimico che cerca di salvaguardare la salute della gente e l'ambiente e, a volte, ci riesce...
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La settimana per la riduzione dei rifiuti è finita. Mi auguro che abbiate adottato almeno uno dei 16 accorgimenti suggeriti da Italia Nostra.
Da qualche anno ne seguo regolarmente circa una decina e, grazie a queste scelte ho scoperto che ho già raggiunto uno degli obiettivi della Unione Europea (meno 100 chili di rifiuti a testa).
Dati alla mano, produco 150 chili all'anno di scarti. Cinquanta chili di scarti da cucina diventano compost sul mio poggiolo e degli altri 100 chili, ottanta se ne dovrebbero andar al riciclo, visto che vetro, plastica e carta, separati alla fonte, vanno nei rispettivi contenitori per la differenziata.
Non siamo a rifiuti zero, ma poco ci manca.
Chi non lo ha ancora provato non ci crederà, ma la cosa non crea ne fatica ne perdita di tempo. Diciamo la verità, quando faccio bilanci come questi, mi sento in pace con me stesso e con il Mondo.
Siamo nella settimana mondiale per la riduzione dei rifiuti.
Il mio contributo a questo evento è la riproposta delle sedici semplici regole che possono da subito ridurre sensibilmente la produzione dei nostri rifiuti. Queste regole sono state tratte dalla 4^ edizione dei Corsi di Compostaggio domestico a cura di Italia Nostra. Scegliete almeno uno di questi consigli e seguitelo regolarmente. Fara bene a voi, al vostro portafoglio e al Pianeta.
COME DIMINUIRE LA PRODUZIONE DI MATERIALI POST CONSUMO
Diminuire la produzione di rifiuti eÌ€ possibile. Se state facendo compostaggio domestico, siete la prova vivente di questo fatto. Ogni anno, da quando avete cominciato a compostare, nella vostra pattumiera non vanno piuÌ€ circa 50 chili di “umido” per ogni componente della vostra famiglia.
Per chi non fa ancora compostaggio domestico ecco qualche altro consiglio per produrre meno rifiuti; se li seguirete contribuirete ad abbassare il Prodotto Interno Lordo, ma migliorete il vostro ambiente e il vostro bilancio famigliare.
1) Nei vostri acquisti evitate il piuÌ€ possibile prodotti “usa e getta”.
2) Al ristorante chiedete vino sfuso della casa.
3) Evitate i “fast food”, almeno fino a quando non useranno piuÌ€ bicchieri e stoviglie “usa e getta”.
4) Preferite birra e bevande gasate alla spina.
5) Comprate frutta, verdura, salumi e formaggi, nei mercati rionali; è certamente merce più fresca e con meno imballaggi da pagare.
6) Fate la spesa portandovi dietro delle belle e robuste borse di tela, meglio con maniglie lunghe, per caricarsele più facilmente sulle spalle quando sono piene.
7) Preferite i gelati artigianali nel cono di cialda. Al momento eÌ€ l’unico imballaggio che si puoÌ€ mangiare.
8) Verificate se nella vostra cittaÌ€ ci sono distributori di latte crudo alla spina: costa meno e riempiendo una vostra bottiglia di vetro, eviterete centinaia di bottiglie di plastica all’anno. Idem per i didstributori alla spina di detersivi
9) Se la pubblicità a domicilio vi da fastidio, sulla cassetta delle lettere mettete il seguente cartello: in questa casa non è gradita la pubblicità.
10) Per la vostra stampante, usate toner e cartucce d’inchiostri ricaricabili.
11) Se vi piacciono molto i fritti, imparate a trasformare l’olio usato in saponette profumate; su internet troverete tutte le istruzioni: http://www. ilmiosapone.it/
12) Produrre meno rifiuti, potrebbe essere una buona scusa per smettere di fumare: pensate a quante cicche e a quanti pacchetti vuoti state producendo se siete fumatori. Lo stesso consiglio vale per i super alcolici.
13) Scoprire quanta eÌ€ buona ed igienicamente controllata l’acqua del vostro rubinetto. L’uso di un decanter per vini, vi aiuteraÌ€ ad eliminare eventuali residui di cloro.
14) Imparate a frequentare i mercatini dell’usato. Troverete oggetti utili per voi e nuovi padroni per molte cose diventate per voi inutili.
15) Imparate ad autoprodurre yogurt, marmellate, salse di pomodoro.
16) Imparate nuove e gustose ricette con gli avanzi di cibo. Ecco due siti interessanti: http://www.theitaliantaste.com/italian-cooking/avanzi/avanzi_index_ita.shtml; http://casa.alice.it/extra/085/avanzi2.html

Fuori gara, presento la mia attuale compostiera da poggiolo. Come potete vedere è fatta da tre vasi di coccio ( di cui due impilabili) con coperchio, anch'esso in coccio, per evitare che il vento li porti via. Questa soluzione, dal punto di vista estetico, è decisamente migliore di bidoncini e compostiere in plastica. Ogni contenitore contiene scarti di cucina, ad un diverso grado di compostaggio. Con l'aiuto di una paletta, periodicamente gli scarti sono fatti passare da un contenitore all'altro, e dopo circa 50 giorni, il compostaggio è completo.
L'unico incoveniente di questo sistema è il periodico travaso ( ogni 15 giorni) che comporta un altrettato periodico lavaggio del balcone :-).
Le dettagliate istruzioni per l''uso si possono trovare nei media di questo Blog.
Ricordo a tutti che la gare per la migliore compostiera fai da te è ancora aperta ( prorogata al 31 dicembre 2009) e che nella rubrica (Tag) "compostiere fdt" trovere le notizie degli altri concorrenti.
Dal 5 al 9 ottobre in Sardegna ci sarà un'importante convegno internazionale sulla gestione dei rifiuti.
In quest'occasione presenterò una rassegna bibliografica sugli studi che permettono di fare confronti tra gli impatti ambientali dei diversi sistemi di gestione dei rifiuti.
Utile segnalare che tutti gli studi presi in considerazione (una ventina, di cui sei riguardano realtà italiane) confermano l'assoluta priorità da dare al riciclo, rispetto all'incenerimento con recupero energetico, per gli indubbi vantaggi energetici ed ambientali del riciclo.
Un interessante studio, basato sull'Analisi dei Cicli di Vita (in inglese Life Cycle Assesment -LCA) e pubblicato quest'anno, è quello condotto dall'Università di Salerno, avente come oggetto le scelte migliori, possibili in provincia di Avellino, per uscire dalla emergenza rifiuti. Ecco una sua sintesi, tratta dalla mia rassegna; faccio notare che il migliore scenario identificato dai colleghi di Salerno è maledettamente simile a quello che vorremmo fosse realizzato a Genova (Modello Genova). Purtroppo i nostri amministratori stanno imbroccando strade molto più banali...
Presentazione dei dati ISTAT sulla qualità dell'ambiente in Italia nel 2008 con interessanti novità sul fronte rifiuti. Per il secondo anno consecutivo, la produzione procapite nazionale diminuisce ( -1,1%) mentre continua la crescita delle percentuali di raccolta differenziata. Ricordiamo che solo alla fine del 2008 la crisi economica globale cominciava a dare i suoi effetti.
La barriera psicologica del 60% di raccolta differenziata è stata superata da quattro comuni capoluogo di Provincia. In testa Verbania, con uno strepitoso 73,5%, a ruota Novara (72,4% ) e Asti (63,4%). Segue a sorpresa, il comune di Tortolì (62,5%) che insieme al comune di Villacidro ( 57,6%) conferma l'eccellente ripresa della RD in Sardegna che di consequenza ha cancellato un inceneritore nel proprio piano regionale.
E Salerno (48,9% )che supera Reggio Emilia (48,8) è un'altra di quelle belle notizie che non possono essere sottaciute.
Il documento ISTAT non lo dice, ma questi risultati, che qualcuno continua a ritenere impossibili, sono da attribuire solo al cambiamento del sistema di raccolta ossia passare al Porta a Porta.
Nel mio sito alla pagina dei down-load potete scaricare la versione italiana della rassegna bibliografica che presenterò questo ottobre a Sardinia 09, Simposio internazioale sulla gestione dei rifiuti.
Si tratta di una aggiornata rassegna che mette a confronto gli impatti ambientali di riciclo, incenerimento, trattamenti meccanico biologici. Un intero capitolo è dedicto alle proprietà detossificanti degli impianti biologici nei confronti di numerosi inquinanti, a partire dalle diossine.
Molto interessanti le Analisi dei cicli di Vita che sono stati effettuate nelle nostre realtà nazionali: Bologna, Prato, Napoli, Avellino, Torino, Milano.
Ne leggerete delle belle.
Buona lettura.
Il Politecnico di Milano ha recentemente presentato il suo studio in cui sono state misurate le nanopolveri emesse da tre inceneritori italiani ( Brescia, Milano e Bologna) e diversi impianti termici alimentati a pellet, gasolio e metano.
Le conclusioni, a mio avviso, sono che è molto meglio teleriscaldarsi con impianti a metano. Infatti nei fumi di una caldaia a metano (100-150 Kwatt) senza alcun trattamento fumi, escono meno di 4500 nanoparticelle per centimetro cubo di fumi, mentre nei tre inceneritori nostrani , dopo quel popò di trattamento fumi che costa uno sproposito e produce un bel pò di rifiuti tossici, si va da 4.000 a 70.000 nanoparticelle per centrimetro cubo.
Se poi oltre che al numero si considera la composizione chimica di queste nanoparticelle e la loro potenziale pericolosità, non ho dubbi che il metano abbia la meglio, in quanto nei fumi di un combustibile gassoso come il metano la presenza di nanoparticelle metalliche, le più pericolose in quanto indistruttibili, deve essere intrinsecamente più bassa delle nano-particelle sputate fuori da un "termovalorizzatore" dove si brucia, letteralmente, di tutto.
Venerdì 26 Giugno, a Genova, in anteprima nazionale, sarà presentato il volume " Gestione dei Rifiuti e Rischi per la Salute" , a cura dei Medici per l'Ambiente.
Il mio personale contributo " Impatti ambientali dei sistemi di gestione dei Materiali Post Consumo" è sul sito
web.me.com/federico.valerio/Federico_Valerio/Gestione_MPC_a_Confronto.html
Segue comunicato stampa che vi invito a diffondere.
GESTIONE DEI RIFIUTI: IL PROBLEMA RESTA E IL RISCHIO AUMENTA.
Perchè i medici sono preoccupati
Venerdì 26 giugno 2009 alle ore 11, nella prestigiosa sede del Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, grazie al Patrocinio dell’Assessore alla Città Sostenibile del Comune di Genova, Ing. Carlo Senesi, si terrà la Presentazione del volume “Gestione dei Rifiuti e Rischi per la Salute” a cura di Antonio Faggioli e Ernesto Bugio, per conto dell’Associazione Medici per l’Ambiente. Altri relatori sono Valerio Gennaro (epidemiologo), Gianfranco Porcile (oncologo medico) e Federico Valerio (chimico), tutti appartenenti a ISDE-Italia. Si tratta della prima presentazione in Italia di questa monografia di ISDE sul problema dei Rifiuti e della loro Gestione.
E zitto zitto, Salerno introduce il Porta a Porta, fa sparire i cassonetti e in pochi mesi la raccolta differenziata schizza al 60%.
Stranamente a Salerno, come a Napoli, il fatto non fa notizia, nessuno ne parla; vuoi vedere che il motivo è che tutto questo non è merito di Bertolaso e Berlusconi?
Per essere più sicuro, prima di scrivere questo post ho sentito una cara amica che è Presidente della Sezione Salernitana di Italia Nostra che mi ha confermato la notizia.
Tutta Salerno, tranne, al momento, il centro storico , fa il Porta a Porta e forse il successo dell'iniziativa è anche merito della grande capacità di inventiva dei miei compaesani.
Visto che per alcuni può essere scomodo conferire fuori del portone i contenitori per la differenziata in base ai calendari previsti,c'è chi si è inventato un nuovo lavoro: a fronte di un modesto contributo, una coperativa di ragazzi offre il servizio a domicilio.
Negli orari previsti i ragazzi vanno a casa dei clienti, ritirano il cestello per la differenziata di quel giorno e lo portano fuori dal portone; passato il servizio della nettezza urbana, gli stessi ragazzi provvedono a riportare i contenitori vuoti alle stesse famiglie dopo averlo, se necesario, pulito e lavato.
Costo del servizio: dieci euro al mese a famiglia servita!
Insomma, una comodità a prezzo ragionevole per pigri e anziani, un giusto guadagno per la coperativa, e forse una bella idea da esportare nel resto del Paese per far crescere il Porta a Porta e , perchè no, anche per fronteggiare la crescente disoccupazione.